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Differenze e somiglianze tra diritto e psicologia

Sia diritto che psicologia si occupano del comportamento umano. Il primo per indicare ciò che è vietato e ciò che è lecito e per dare al giudice elementi diagnostici al fine di precisare le responsabilità individuali, l’altra per spiegare la motivazione del comportamento e dei conflitti umani e per fornire di conseguenza diagnosi in relazione a differenti variabili.

Cosa deve valutare il giudice in caso di imputazione d’omicidio?

In caso di imputazione per omicidio, il giudice deve valutare:

  • Se ha commesso il fatto
  • Circostanze di tempo e luogo
  • I suoi rapporti con la vittima, in particolare nel qui ed ora del fatto
  • Perché ha commesso il fatto
  • Consapevolezza ed intenzionalità dell’omicida
  • La capacità di intendere e volere al momento del fatto

Il legislatore prevede che il giudice possa avvalersi dell’opera di un perito (220 ccp) perché sono richieste specifiche competenze tecniche o artistiche (ad esempio per appurare i punti 2-3-5) salvo le indicazioni previste appunto dal comma 2 art 220 CCP.

Cosa si intende per imputabilità

Per imputabilità si intende: capacità di intendere e di volere e quindi è imputabile chi risulti essere persona normale.

Concetto di normalità in psicologia e psichiatria

Fino al secolo passato, gli studi di psichiatria e psicologia si concertavano essenzialmente sulla psicopatologia. Gli psichiatri da un punto di vista più medico-clinico, mentre gli psicologi si concentravano specialmente su studi filosofico-comportamentali e sulla natura stessa dell’uomo e dell’anima, dei sensi e dell’apprendimento, ma erano sempre centrati sul patologico.

Si è quindi verificato un maggior approfondimento della conoscenza delle malattie mentali rispetto al normale sviluppo dell’uomo e la normalità veniva considerata semplicemente lo stato opposto a quello patologico, ovvero l’antinomia della malattia mentale. Per questo motivo accadeva spesso che non venivano presi in considerazione casi di soggetti con patologie mentali semplicemente perché questi non mostravano segni evidenti o non richiedevano aiuto.

Invece è importante prestare attenzione a determinati fattori oggettivi come il modello di riferimento della patologia, la capacità di coping del soggetto (ovvero fronteggiare stress o la patologia stessa), ed altri per stabilire una diagnosi di patologia mentale e farlo significa allargare il campo del significato di normalità e rendersi conto che non è possibile fare generalizzazioni ed astrazioni vista la complessità che può assumere la patologia intesa come processo fatto di interazioni tra funzioni diverse.

Differenze tra normalità, anormalità, patologia

Per anormale si intende genericamente ciò che manca della proprietà della normalità senza peraltro essere necessariamente considerato patologico. Il termine patologico si riferisce a un processo o a uno stato di malattia, vale a dire a condizioni anormali ma legate a sottostanti processi patologici.

In quanti gruppi vengono rappresentate le perversioni?

Tali devianti vengono presentati in due gruppi:

  • Predilezione per attività inconsuete
  • Atipicità dell'oggetto sessuale: interesse e attenzione sono rivolti verso altri esseri umani, ma il soggetto sperimenta allo stesso tempo un'attenzione intensa e persistente verso qualcos’altro

Cosa sono le parafilie?

Il DSM-5 (APA, 2013) definisce parafilie come tutti quei comportamenti sessuali atipici per i quali il soggetto sente una forte e persistente eccitazione erotico-sessuale. Tale condizione erotica è vissuta in perfetta egosintonia. Quando il comportamento parafilico diventa invece una forma di dipendenza e il soggetto accusa un certo disagio interpersonale (egodistonia), si parla quindi di Disturbo Parafilico.

Descrivi la teoria della tensione

La teoria della tensione venne sviluppata da Merton e sosteneva che la devianza è causata dalle situazioni di anomia (frattura delle regole sociali) dovute al contrasto tra struttura sociale e culturale a causa del fatto che le mete culturali proposte dalla società ed i mezzi legittimi per raggiungerle non sono sempre condivisi da tutti gli individui. Le varie combinazioni tra l’accettazione/rifiuto delle mete culturali e dei mezzi legittimi portano a diverse tipologie di devianza: conformismo, innovazione, ritualismo, rinuncia ed infine ribellione quando al rifiuto di entrambi si aggiunge la sostituzione di nuove mete culturali e nuovi mezzi per raggiungerle.

Trasgressione giovanile e criminalità dei colletti bianchi

Cohen (1950) affermava che la devianza è generata da un problema strutturale che sottopone i giovani provenienti da classi sociali basse a tensioni molto forti, come la differenza tra le norme familiari e quelle insegnate nelle scuole. Il conseguente processo di compromissione dei rapporti sociali e la frustrazione per il raggiungimento del successo finanziario portano i giovani all’adesione alle bande criminali e a comportamenti antisociali. I tre possibili outcomes previsti da Cohen sono: subcultura criminale (bande connesse alla malavita organizzata), subcultura del conflitto (gangs giovanili), e subcultura della rinuncia (fuoriuscita dalla società, vita ai margini, rinuncia ad ogni ambizione, emarginazione, tossicodipendenza, ecc.).

Sutherland negli anni '40 studiò la criminalità economica che coinvolge anche la classe borghese, esprimendosi più a livello intellettuale che comportamentale. Tale subcultura, pur essendo portatrice dei valori dominanti, ha un proprio codice e propri valori interni, che prosperano proprio per il contrasto con quelli antitetici della società. Il focus non è quindi sulla trasgressione della legge di per sé, ma i comportamenti devianti sono espressione della volontà di aderire al modello culturale di riferimento del gruppo (es. imprenditore che evade il fisco, ma beneficia comunque dei servizi garantiti dalle tasse dei contribuenti).

Labelling theory e vittime dell’etichettamento

Secondo tale teoria la definizione dei comportamenti da stigmatizzare è fortemente influenzata dalle opinioni della classe più agiata ed il controllo sociale non nasce come conseguenza della devianza, ma bensì vi è un’influenza reciproca tra i due fenomeni. Ne consegue che l’etichetta di criminale viene affibbiata semplicemente perché determinati atti urtavano la sensibilità comune, a individui che non dispongono di mezzi materiali, una reputazione consolidata, uno status consolidato per contrastare tale etichetta (ad es. i tossicodipendenti). Quindi l’autore di un singolo reato o piccoli reati è influenzato da questa etichetta a tal punto da finire per identificarsi col dipendente cronico e cominciare a commettere reati più importanti in breve tempo.

Differenze tra teoria del contenimento di Reckless e teoria della scelta razionale Smith e Ricardo

  • Reckless: Chiunque potenzialmente è un deviante, l'equilibrio sta nella qualità del controllo interno/esterno. Una forma di controllo interno problematica non consente l'interiorizzazione delle norme.
  • Smith: Un controllo sociale rigido ha effetti blandi su soggetti con scarsa concezione di sé. Gli autori che si rifanno a questa teoria ed in particolare Bronislaw Malinowski, antropologo ed etnologo polacco naturalizzato britannico, considerano l’atto deviante non come visto in precedenza il risultato di un influenza esterna, ma come un'azione razionale, adottata spontaneamente e in modo attivo dall’individuo. Una persona commette un reato perché pensa di poterne trarre maggiori benefici piuttosto che ricorrere a vie legali per raggiungere i propri scopi.

Fattori di rischio criminalità minorile, fattori protettivi

I fattori di rischio includono:

Fattori individuali di rischio

Fattori familiari di rischio includono disciplina, atteggiamento e sorveglianza dei genitori, famiglie disgregate, criminalità dei genitori e famiglie numerose.

Il gruppo quale fattore di rischio

Gruppo dei pari. La delinquenza non è una patologia da curare né tantomeno il risultato di una condizione di povertà o il frutto di scelte sbagliate ma è una condizione esistenziale. Poiché l’età adolescenziale è un’età in cui l’individuo si autovaluta impara a conoscere se stesso, i suoi limiti e le sue capacità e a capire quale sia il suo posto nella società. In questa fase della sua vita egli ha una personalità particolarmente fragile e in via di definizione che può portarlo, se non adeguatamente sostenuto, a scelte di tipo deviante.

Approccio economico

Definisce il crimine come conseguenza diretta di una scelta razionale alla cui base si trova però un deficit nella presa di decisione e una carenza di informazione circa le conseguenze della scelta stessa e del conseguente comportamento.

A cosa si riferisce la delinquenza minorile

Aldilà delle diverse spiegazioni, vedi teorie utilitaristiche o sociologiche o quelle che pongono l’accento sul disadattamento dell’individuo più debole e l’etichettamento del diverso, la delinquenza può essere descritta come una frattura nei processi di cooperazione e socializzazione e un deficit nella capacità dell’individuo di adattarsi alla società in cui vive.

Cos’è la psicopatologia e quali sono le funzioni psichiche

La psicopatologia è una branca della psicologia che studia le singole alterazioni delle funzioni psichiche a prescindere dalla patologia nelle quali ricorrono, anche attraverso l’analisi di esperienze, processi cognitivi e comportamenti “non normali”.

Le funzioni psichiche sono:

  • Coscienza
  • Attenzione
  • Percezione
  • Memoria
  • Pensiero
  • Affettività
  • Volontà
  • Istinti

Disturbo di personalità secondo il DSM5

Il disturbo di personalità è un pattern costante di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e determina disagio o menomazione.

Lombroso: La donna delinquente inferiorità

Lombroso ne “La donna delinquente” tentò di dimostrare che la minor delinquenza delle donne era conseguenza della loro presunta inferiorità. A supporto della sua tesi, furono riportate numerose misurazioni delle varie parti del corpo e test per documentare fisica, morale ma, soprattutto, intellettuale delle donne. L’inadeguatezza era giustificata principalmente dalle dimensioni ridotte del corpo, ma anche laddove si era in presenza di misurazioni maggiori rispetto a quelle maschili, le si interpretava in chiave di sottosviluppo.

Determinismo causale

In opposizione al postulato del libero arbitrio, la Scuola positiva affermava il principio del determinismo causale nello studio della devianza: per i positivisti, infatti, il delitto è il prodotto non di una scelta libera e responsabile del soggetto, ma di un triplice ordine di cause: antropologiche, fisiche e sociali. Ne discendevano alcuni principi fondamentali:

  • Il reato interessa come fatto umano individuale che trova spiegazione nella struttura biopsicologica del delinquente, quale espressione della pericolosità del soggetto intesa come probabilità che il soggetto sia spinto a compiere dei reati.
  • Si sostituisce ai concetti di colpevolezza, responsabilità dell’imputabilità della morale.
  • Un sistema di misure di sicurezza viene a sostituirsi alla pena retributiva.

Tossicodipendente

Il tossicodipendente è colui che è affetto da uno stato di adattamento associato a una sindrome di astinenza al momento della cessazione dell’esposizione ripetuta a uno stimolo. Generalmente tale stimolo è associato all’uso/abuso di sostanze ed al craving che ne consegue. Vari studi, soprattutto in America, evidenziano che la popolazione tossicodipendente, specialmente da oppiacei, sta mutando, da individui giovani, poveri e neri dei grandi centri urbani si sta passando ad assuntori bianchi benestanti delle zone suburbane.

Anfetamine

"Speed", "Meth", "Crank". Le anfetamine inducono una dipendenza esclusivamente psicologica, da assuefazione. Miscela di caffeina e anfetamina. È rara una composizione di sola anfetamina. Sintetizzato per la prima volta nel 1887 ed utilizzato per il trattamento del raffreddore tramite inalazioni. Combinata all'eroina, o in polvere o pasta bianca, beige o rosa, più raramente in pillole o capsule. Sniffata o ingerita, raramente iniettata o fumata.

Effetti:

  • Aumento della temperatura corporea, anoressizzanti, soppressione del sonno, sensazione di maggiore efficienza, temporanei incrementi della performance (doping), maggiore propensione al rischio, soppressione del dolore, euforia e loquacità, abbassamento barriere comunicative.
  • Sniffata dopo 2 - 10 minuti, ingerita dopo 30 - 45 minuti.

Effetti collaterali:

  • Allucinazioni acustiche e visive, nervosismo, irritazione, disorientamento, elevata pressione sanguigna, aumento del battito cardiaco e della temperatura corporea.

Effetti speciali:

  • Psicosi, paranoie, collasso cardiocircolatorio, emorragia cerebrale ed infarto.

Cosa favorisce la vittimizzazione del tossicodipendente?

  • La minore forza sociale
  • La ricattabilità
  • L'ambiente di vita del tossicodipendente

Categoria sociale debole, incline all'emarginazione con poche possibilità di cambiare il suo status. I reati subiti vengono difficilmente denunciati, che si tratti di furti, violenze fisiche e/o sessuali, poiché l'assunzione di sostanze è il fattore primario.

Descrivi la tossicodipendenza e i paradigmi sociologici

Uno stato di adattamento associato a una sindrome di astinenza al momento della cessazione dell’esposizione ripetuta a uno stimolo.

  • L’incontro con la droga è molto frequentemente riferito al bisogno/curiosità di sperimentare: ciò richiama il concetto del novelty-seeking come caratteristica temperamentale associabile all’uso di sostanze (Cloninger). Altre motivazioni frequentemente addotte da parte dei pazienti sono la sollecitazione degli amici e i problemi familiari.
  • I problemi psicologici assumono nella percezione dei pazienti una valenza decisamente superiore in questo ambito, rispetto alle motivazioni di inizio dell’uso.
  • Quasi il 60% dei motivi personali riconosciuti alla base del bisogno di continuare a ricorrere all’uso di sostanze sono ascrivibili alla percezione di uno stato di sofferenza, in accordo con l’ipotesi eziopatogenetica dell’uso di sostanze come "autoterapia".
  • Non basta l’incontro con la droga per creare una situazione di tossicodipendenza. Il perpetuarsi del comportamento tossicomanico poggia su un insieme di caratteristiche proprie del soggetto, della sostanza d’abuso, nonché ambientali.

Paradigmi:

Il tossicodipendente e i luoghi comuni:

  • Un malato cronico recidivante (percorso della TD)
  • Rinunciatario (condizione di anomia totale)
  • Deviante / delinquente
  • Emarginato che non ha più posto nella società
  • Pericoloso quindi è meglio prenderne le distanze
  • Colui che ha fatto scelte sbagliate...

Il tossicodipendente è prima di tutto una persona.

Il TD e i paradigmi sociologici: Persona che porta un malessere, e che in un certo momento della sua vita incontra la sostanza. Non esistono rapporti di causa-effetto. Ogni storia è unica; ogni soggetto è un soggetto con quella storia e non un'altra. L'importanza della dimensione individuale.

Legge 354/75 art 70: tribunale di sorveglianza quanti componenti non togati è costituito?

  • Il tribunale è composto da tutti i magistrati di sorveglianza in servizio nel distretto o nella circoscrizione territoriale della sezione distaccata di corte d'appello e da esperti scelti fra le categorie indicate nel quarto comma dell'articolo 80 (psicologi, psichiatri, esperti in pedagogia, criminologi clinici, assistenti sociali) nonché fra docenti di scienze criminalistiche.
  • Gli esperti effettivi e supplenti sono nominati dal Consiglio superiore della magistratura in numero adeguato alle necessità del servizio presso ogni tribunale per periodi triennali rinnovabili.
  • I provvedimenti del tribunale sono adottati da un collegio composto dal presidente o, in sua assenza o impedimento, dal magistrato di sorveglianza che lo segue nell'ordine delle funzioni giudiziarie e, a parità di funzioni, nell'anzianità; da un magistrato di sorveglianza e da due fra gli esperti di cui al precedente comma 4.

Art 9 dpr 488/88 accertamenti sulla personalità del minore

Nel processo minorile l’attività dello psicologo ha un’applicazione più vasta in deroga all’art. 230 c.p.p. che vieta la perizia psicologica sull’imputato.

Art. 9. Accertamenti sulla personalità del minorenne:

  • Il pubblico ministero e il giudice acquisiscono elementi circa le condizioni e le risorse personali, familiari, sociali e ambientali del minorenne al fine di accertarne l'imputabilità e il grado di responsabilità, valutare la rilevanza sociale del fatto nonché disporre le adeguate misure penali e adottare gli eventuali provvedimenti civili.
  • Agli stessi fini il pubblico ministero e il giudice possono sempre assumere informazioni da persone che abbiano avuto rapporti con il minorenne e sentire il parere di esperti anche senza perizia.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Joseph82 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicopatologia forense e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Marsella Valentina.
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