Concetti Chiave
- Le Chansons de geste, sviluppate nel Medioevo in Francia meridionale, raccontano le gesta dei paladini cristiani, con il ciclo carolingio di Carlo Magno come il più significativo.
- Il romanzo cavalleresco, nato in Francia settentrionale, è un racconto laico e leggendario, con cicli come quello di re Artù, che introduce temi come l'amore adultero.
- Nel 1300, in Italia, i poeti girovaghi riportarono in vita la narrativa epico-cavalleresca, creando cantari orali poi messi per iscritto in ottava.
- I poeti girovaghi italiani hanno innovato fondendo elementi dei cicli bretone e carolingio, producendo opere originali come l'Orlando Innamorato di Boiardo.
- Il Morgante di Pulci, commissionato da Lucrezia Tornabuoni, riadatta in chiave ironica le Chansons de geste, e la sua comicità inizialmente suscitò controversie, portando a una versione più seria.
Le Chansons de geste
Durante il corso del Medioevo, nella Francia meridionale si erano sviluppate le Chansons de geste, dei racconti storici e religiosi i cui protagonisti erano i paladini, ovvero dei guerrieri cristiani che combattevano in nome della fede cristiana; questi racconti erano stati articolati in cicli, il più importante dei quali era quello di Carlo Magno, detto ciclo carolingio, in cui si narravano fatti che avevano come protagonista il re cristiano e i suoi paladini più importanti (ad esempio, Orlando). Carlo Magno, sovrano simbolo del Cristianesimo, in realtà era vissuto molti secoli prima rispetto al momento in cui questi racconti furono messi per iscritto: era stato re dei Franchi nell’800 d.C., mentre i racconti che ruotano intorno alla sua figura furono scritti dopo l’anno Mille.
Il romanzo cavalleresco
Nella Francia settentrionale, invece, era nato il romanzo cavalleresco, dove assumeva particolare importanza la figura del cavaliere. A differenza delle Chansons, i romanzi cavallereschi erano dei racconti laici e leggendari ispirati alla materia di Bretagna, tant’è vero che il ciclo più importante è proprio quello di re Artù. Si deduce quindi che anche i romanzi cavallereschi si articolavano in cicli: oltre a quello citato poc’anzi, molto importanti erano anche il ciclo di Lancillotto e Ginevra e quello di Tristano e Isotta, tramite i quali assistiamo all’introduzione rispettivamente della concezione di amore adultero e del binomio amore-morte.
Rinascita epico-cavalleresca in Italia
Nel 1300, in Italia, si assiste a una rinascita della narrativa epico-cavalleresca: vi erano infatti dei poeti che non appartenevano a nessuna corte (proprio per questo definiti poeti girovaghi) che giravano per le piazze cantando le avventure dei cavalieri e dei paladini. Inizialmente si trattava di racconti orali che solo in un secondo momento furono messi per iscritto, chiamati cantari; il metro utilizzato nella stesura di queste narrazioni era l’ottava, ossia strofe di otto versi, che molti autori italiani di quel periodo utilizzarono nella realizzazione delle proprie opere (Pulci nel Morgante, Boiardo nell’Orlando Innamorato, Ariosto nell’Orlando Furioso, Tasso nella Gerusalemme Liberata, ecc.).
Originalità dei poeti girovaghi
In un primo momento, si potrebbe pensare che i cantari non siano altro che una copia in lingua italiana delle precedenti opere degli autori francesi, ma in realtà il lavoro dei poeti girovaghi era stato assai più originale: nei loro racconti, essi avevano infatti fuso elementi appartenenti al ciclo bretone con altri appartenenti a quello carolingio (tanto che nell’Orlando Innamorato di Boiardo coesistono il codice cavalleresco tipico delle Chansons de geste con il tema dell’amore, tipico dei romanzi cavallereschi).
Il Morgante di Pulci
In alcuni casi, assistiamo addirittura al riadattamento dei contenuti tipici delle Chansons de geste in chiave ironica: è proprio ciò che fece Pulci nella sua più grande opera, il Morgante, che gli fu commissionato dalla madre di Lorenzo il Magnifico (Lucrezia Tornabuoni) nel 1400 con lo scopo di intrattenere la Corte. L’opera fu apprezzata da molti fiorentini, che avevano la tradizione della letteratura burlesca, ma è anche vero che ci troviamo in un periodo in cui dal punto di vista filosofico era presente il neoplatonismo: intorno a Pulci si creò quindi un clima ostile, a causa dell’esagerata comicità della sua opera; a questo punto, lo scrittore decise di stampare una nuova versione del Morgante, al quale furono aggiunti cinque nuovi cantari più seri: questa nuova versione prese il nome di Morgante Maggiore.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato delle Chansons de geste nel contesto medievale?
- Come si differenziano i romanzi cavallereschi dalle Chansons de geste?
- Qual è il ruolo dei poeti girovaghi nella rinascita epico-cavalleresca in Italia?
- In che modo i poeti girovaghi hanno innovato rispetto alle opere francesi?
- Qual è la peculiarità del Morgante di Pulci e la sua evoluzione?
Le Chansons de geste sono racconti storici e religiosi che narrano le gesta dei paladini cristiani, con il ciclo carolingio di Carlo Magno come il più importante, scritto dopo l'anno Mille.
I romanzi cavallereschi, nati nella Francia settentrionale, sono racconti laici e leggendari, ispirati alla materia di Bretagna, mentre le Chansons de geste sono storiche e religiose, con protagonisti guerrieri cristiani.
I poeti girovaghi, attivi nel 1300, cantavano le avventure di cavalieri e paladini in piazza, creando racconti orali che furono successivamente messi per iscritto, utilizzando l'ottava come metro.
I poeti girovaghi hanno fuso elementi dei cicli bretone e carolingio, creando opere originali come l'Orlando Innamorato di Boiardo, che combina il codice cavalleresco con il tema dell'amore.
Il Morgante di Pulci, commissionato per intrattenere la Corte, presenta un riadattamento ironico delle Chansons de geste; dopo critiche, Pulci pubblicò una versione più seria, il Morgante Maggiore, con nuovi cantari.