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Concetti Chiave

  • Tra il Trecento e il Cinquecento, l'Europa vive un periodo di trasformazioni profonde che riguardano politica, arte, scienza e morale.
  • Il Rinascimento è caratterizzato da un mutamento della mentalità collettiva, influenzato dalla riscoperta della cultura antica.
  • In Italia, il pensiero umanistico emerge come interpretazione colta di questi cambiamenti, focalizzandosi sull'uomo e le sue capacità.
  • Gli intellettuali dell'epoca, noti come umanisti, studiano discipline come retorica, grammatica, poesia e storia, distinte dalla teologia.
  • Pico della Mirandola sottolinea la centralità dell'uomo, evidenziando la sua capacità di autodeterminarsi e di esercitare la ragione come signore del mondo.

Trasformazioni dal Trecento al Cinquecento

Dal Trecento al Cinquecento avvengono in Europa trasformazioni in ogni campo: dalla politica all’arte, dalla morale alla scienza; muta anche la mentalità collettiva. Tali trasformazioni si dipanano con lentezza, ma sono talmente profonde e radicali che finiscono per mutare il significato e il valore dati all’esistenza umana

e alle reciproche relazioni tra uomo e natura. E poiché molti di questi cambiamenti individuano il loro punto di riferimento nella cultura antica, questo lungo periodo, di cui ancora si dibattono i precisi limiti cronologici, le scansioni interne e i debiti con le età precedenti, viene comunemente indicato come Rinascimento.

Il pensiero umanistico in Italia

In Italia è il pensiero umanistico a interpretare a livello colto questo rivolgimento, che assume connotazioni piuttosto diverse nei vari campi della produzione culturale. Con l’espressione humanae litterae gli intellettuali del tempo identificano il sapere che ha come oggetto l’uomo, distinto dalla teologia, che ha come oggetto Dio (divinae litterae); con studia humanitatis si indicavano fin dal Duecento la retorica, la grammatica, la poesia, la storia; e umanisti si chiameranno nel Quattrocento i cultori di queste discipline.

La centralità dell'uomo secondo Pico

Avviciniamoci dunque a uno dei punti nodali del cambiamento attraverso le parole che un umanista, Pico della Mirandola, nell’orazione De hominis dignitate (1486) fa rivolgere da Dio ad Adamo all’atto della creazione:. Vi si enuncia la centralità attribuita all’uomo, in grado di autodeterminarsi e di definire, in autonomia, sia la propria riuscita sia il proprio fallimento; di essere signore del mondo grazie all’agire pratico e all’esercizio della ragione.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali trasformazioni avvenute in Europa dal Trecento al Cinquecento?
  2. Dal Trecento al Cinquecento, l'Europa vive trasformazioni radicali in politica, arte, morale e scienza, che mutano profondamente la mentalità collettiva e il significato dell'esistenza umana, dando origine al periodo noto come Rinascimento.

  3. Come si distingue il pensiero umanistico in Italia?
  4. In Italia, il pensiero umanistico si concentra sull'uomo e le sue capacità, differenziandosi dalla teologia. Gli intellettuali del tempo, definiti umanisti, si dedicano a discipline come retorica, grammatica, poesia e storia, indicate come studia humanitatis.

  5. Qual è il concetto di centralità dell'uomo secondo Pico della Mirandola?
  6. Pico della Mirandola, nell'orazione De hominis dignitate, sottolinea la centralità dell'uomo, capace di autodeterminarsi e di definire il proprio destino attraverso l'agire pratico e l'esercizio della ragione, diventando così signore del mondo.

Domande e risposte

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