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La pittura egizia

Le arti figurative

Le arti figurative hanno una funzione religiosa.

  • Erano dedicati solo ai defunti che nell’oltretomba potevano confortarsi vedendo le immagini dei loro cari.
  • I soggetti erano scene di vita quotidiana, banchetti, cerimonie e dei.
  • La rappresentazione delle figure umane era rigidamente stabilita:
  1. Testa = rappresentata di profilo.
  2. Occhio = frontale.
  3. Busto = frontale.
  4. Braccia e gambe = laterale.
  5. Piedi = evidenzia l’alluce.
  6. Colore della pelle = uomini: incarnato rossastro; donne: incarnato chiaro.

Dipingere per gli Egizi significava campire (riempire con il colore i contorni di una figura) e la tecnica utilizzata era a tempera, ovvero mescolavano i pigmenti ottenuti dalla macinazione dei minerali o terre con una sostanza collosa chiamata agglutinante.

Questo composto veniva disteso con un pennello con fibre di palma e su superfici asciutte e al riparo dalla pioggia (perché a base di acqua).

Anche i testi scritti rientrano nella pittura perché realizzati attraverso gli ideogrammi e figure.

Esempio: libro dei morti

Lunghi rotoli di papiro dove sono presenti delle formule religiose-funerarie e immagini dipinte con riti funebri o scene di vita degli dei.

La tecnica a rilievo

Veniva usata anche un’altra tecnica, ovvero la tecnica a rilievo che consiste nell’incidere la figura su un supporto di pietra levigato.

Ne esistono di 2 tipi:

  1. Bassorilievo = se si asporta tutto lo sfondo e si lascia in risalto solo il soggetto e le scene principali.
  2. Rilievo inciso = se viene scolpito solo il contorno delle figure.

Questa è una tecnica molto usata nel Medio Regno.

Inizialmente sia la pittura che il rilievo erano associati, mentre solo nel Nuovo Regno si ha una differenziazione.

Esempio: fregio delle Oche

  • Fatto nel 2630 a.C.
  • Presente nella mastaba di Nefer Maat e di Itet (sua moglie) a Maidum, sud di Menfi.
  • Dipinto su fondo liscio di intonaco rifinito con gesso.
  • Rappresenta alcune anatre.
  • Una delle opere più abili di questo genere: infatti qualcuno ha ipotizzato fosse un falso ottocentesco.

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Sintesi

La pittura egizia - Che cosa sono le arti figurative?

  • Hanno una funzione religiosa.
  • Erano dedicati solo ai defunti che nell’oltretomba potevano confortarsi vedendo le immagini dei loro cari.
  • I soggetti erano scene di vita quotidiana, banchetti, cerimonie e dei.
  • La rappresentazione delle figure umane era rigidamente stabilita:
  • Testa = rappresentata di profilo.
  • Occhio = frontale.
  • Busto = frontale.
  • Braccia e gambe = laterale.
  • Piedi = evidenzia l’alluce.
  • Colore della pelle = uomini: incarnato rossastro; donne: incarnato chiaro.

Dipingere per gli egizi significava campire (riempire con il colore i contorni di una figura) e la tecnica utilizzata era a tempera, ovvero mescolavano i pigmenti ottenuti dalla macinazione dei minerali o terre con una sostanza collosa chiamata agglutinante.

Questo composto veniva disteso con un pennello con fibre di palma e su superfici asciutte e al riparo dalla pioggia (perché a base di acqua).

Anche i testi scritti rientrano nella pittura perché realizzati attraverso gli ideogrammi e figure.

Libro dei morti

Lunghi rotoli di papiro dove sono presenti delle formule religiose-funerarie e immagini dipinte con riti funebri o scene di vita degli dei.

La tecnica a rilievo

Veniva usata anche un’altra tecnica, ovvero la tecnica a rilievo che consiste nell'incidere la figura su un supporto di pietra levigato.

Ne esistono di 2 tipi:

  • Bassorilievo = se si asporta tutto lo sfondo e si lascia in risalto solo il soggetto e le scene principali.
  • Rilievo inciso = se viene scolpito solo il contorno delle figure.

Questa è una tecnica molto usata nel Medio Regno.

Inizialmente sia la pittura che il rilievo erano associati, mentre solo nel Nuovo Regno si ha una differenziazione.

Fregio delle Oche

  • Fatto nel 2630 a.C.
  • Presente nella mastaba di Nefer Maat e di Itet (sua moglie) a Maidum, sud di Menfi.
  • Dipinto su fondo liscio di intonaco rifinito con gesso.
  • Rappresenta alcune anatre.
  • Una delle opere più abili di questo genere: infatti qualcuno ha ipotizzato fosse un falso ottocentesco.

Dal 16 secolo a.C. la pittura si rivoluziona e diventa più libera.

Menna a pesca

  • Realizzata nel 1395 a.C.
  • Presente nella tomba dello scriba Menna.
  • La figlia accovacciata viene rappresentata con naturalezza.

Ostrakon

  • Realizzata nel 1200 a.C. a Tebe.
  • Fu un'esercitazione.
  • Frammento calcareo dipinto a tempere.
  • Raffigura una ballerina nuda che fa il ponte all’indietro (probabilmente era una schiava).
  • Il corpo ricalca il perimetro di un esagono.
  • Il perizoma è un triangolo perfetto.
  • La chioma di capelli è fatta da piccole trecce che danno il senso di movimento.
  • La posa non convenzionale (non consentita in un dipinto ufficiale).
  • Il volto ha una visione frontale dell’occhio.
  • Il busto è rappresentato di profilo.

Vengono inoltre decorati i sarcofagi che, secondo la tradizione egiziana, dovevano contenere il corpo imbalsamato.

Questo sarcofago poteva avere varie forme e materiali (ad esempio legno, pietra o d’oro) a seconda del periodo storico e del rango.

Ciò che accomuna tutti i sarcofagi è la decorazione pittorica, presente a volte anche all'interno di esso, che presentava formule funerarie, preghiere e rappresentazioni dei riti di imbalsamazione.

Il sarcofago di Henettawy

  • Presente oggi al Metropolitan Museum (New York).
  • Sono 3 sarcofagi racchiusi uno dentro l’altro.
  • Risalgono al 1000-945 a.C.
  • Sono realizzati in legno e sono caratterizzati da una forma antropoide.
  • Su tutte è dipinta la mummia defunta, una donna giovane morta all’età di 21 anni.
  • All'esterno la ragazza indossa la maschera funebre, ovvero un ritratto fatto senza tener conto delle fattezze reali e un pettorale elaborato.
  • Il resto del corpo presenta delle decorazioni a strisce dorate orizzontali e verticali.
  • Tra le bende sono presenti delle scene tra cui le dee Iside e Nefti che piangono la defunta e il dio Anubi che favorisce l’entrata all'aldilà.
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