Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La prima riforma elettorale del 1832 rappresenta un cambiamento radicale, con il Parlamento che modifica se stesso e il suo funzionamento, aumentando il potere di voto per la classe media.
  • Il processo di riforma si sviluppa in tre fasi, con significativi ampliamenti dell'elettorato nel 1867 e 1884, estendendo il diritto di voto a operai e lavoratori agricoli.
  • Il voto diventa un diritto riconosciuto per quasi tutti, ma le donne dovranno attendere fino al 1918 e 1928 per ottenere il diritto di voto, evidenziando l'esclusione femminile iniziale.
  • I partiti politici si trasformano, richiedendo un'organizzazione più strutturata e rappresentativa, con l'emergere di nuove denominazioni come il Partito liberale e il Partito conservatore.
  • Il Parlamento subisce una radicale trasformazione, con un ridotto potere monarchico e una nuova dialettica tra i partiti, che rende il deputato più responsabile verso l'elettorato.

La prima riforma elettorale

Si tratta della prima riforma elettorale in assoluto, con il Parlamento che per la prima volta riforma se stesso, la sua fisionomia e aspetto. È un’effettiva affermazione di potere, che significa che le leggi sono davvero in grado di modificare istituzioni che esistono da secoli. È un qualcosa di rivoluzionari, perché realizza un qualcosa che in Francia si ottenne tramite una rivoluzione armata. Nel 1832 si avvia un processo di riforma che si articolo in tre momenti diversi:

1. 1832: vengono eliminati molti dei borghi più piccoli, in mano a personaggi influenti che hanno potestà quasi assoluta nel decidere candidati e quindi parlamentari (i rotten boroughs, o pocket boroughs, come lo scandaloso Old Sarum, in cui 7 aventi diritto avevano 2 parlamentari). Il potere di voto viene allargato a chi ha un reddito di 10 scellini (dai 40 precedenti). L’elettorato passa da 435mila a 652mila, favorendo soprattutto la classe media.

2. 1867: un nuovo milione di elettori, tra cui molti operai qualificati

3. 1884: diritto di voto esteso a classi ancora più basse, come lavorati agricoli

Evoluzione del diritto di voto

Quando l’elettorato inizia a essere così vasto, il voto non è più un privilegio, ma viene riconosciuto come diritto di quasi tutti. Gli uomini. Le donne, sopra i 30 anni, dovranno aspettare il 1918, e le maggiorenni il 1928. Interessante che già nel 1832 si era esplicitato il fatto che il voto è maschile: vengono escluse le donne nobili in rappresentanza della proprietà fondiaria.

Trasformazione dei partiti politici

La Camera dei Comuni cambia radicalmente aspetto e fisionomia, con conseguente svuotamento della figura monarchica e potenziamento del ruolo dei Comuni. I partiti stessi si trasformano, per sostenere i candidati: il partito si deve mobilitare per accompagnare in tutte le fasi dei candidati che ora esprimono prima di tutto un orientamento politico condiviso. Quindi non si ha più un gruppo elitario, ma un organo con dietro un elettorato a cui rendere conto. Il deputato è maggiormente legato al partito stesso, che necessità di maggiore livello di organizzazione. Si ha anche nuova denominazione che riflette le modifiche strutturali: Partito liberale e Partito conservatore. Il Parlamento non ha più una maggioranza/minoranza che dipende dal capo di governo, ma che piuttosto fa capo al partito. La nuova fisionomia è quella della dialettica dipartitica.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della prima riforma elettorale del 1832?
  2. La riforma del 1832 rappresenta la prima volta in cui il Parlamento riforma se stesso, affermando il potere delle leggi nel modificare istituzioni secolari. Questo processo, che in Francia richiese una rivoluzione armata, ha ampliato l'elettorato e ridotto il potere dei borghi più piccoli, favorendo la classe media.

  3. Come è evoluto il diritto di voto in Inghilterra tra il 1832 e il 1884?
  4. Il diritto di voto si è progressivamente esteso, passando da un elettorato di 652mila nel 1832 a includere un milione di operai qualificati nel 1867 e lavoratori agricoli nel 1884. Tuttavia, le donne hanno dovuto attendere fino al 1918 per il voto, evidenziando una disparità di genere.

  5. In che modo la riforma elettorale ha trasformato i partiti politici?
  6. La riforma ha portato a una radicale trasformazione della Camera dei Comuni, svuotando il potere monarchico e rafforzando il ruolo dei partiti. I deputati sono diventati più legati ai partiti, che ora necessitano di una maggiore organizzazione per sostenere i candidati, dando vita a una nuova dialettica dipartitica.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community