Concetti Chiave
- La riforma del diritto di famiglia del 2012 ha uniformato lo status giuridico dei figli, eliminando differenze tra figli di coppie coniugate e non.
- I figli hanno diritti fondamentali, tra cui quello di essere mantenuti, educati e di crescere in un ambiente familiare con relazioni significative.
- Il diritto di essere ascoltati nelle procedure legali è garantito ai figli minori di 12 anni, evidenziando l'importanza dell'ascolto nelle decisioni che li riguardano.
- L'obbligo di mantenimento dei figli perdura fino alla maggiore età e si estende fino al raggiungimento della piena autonomia economica, salvo responsabilità del figlio.
- Entrambi i genitori condividono la responsabilità genitoriale e devono collaborare nel mantenimento e nell'educazione dei figli.
Riforma del diritto di famiglia
Nell’ambito del diritto di famiglia, la riforma del 2012 ha eliminato l’assenza di relazione giuridica tra i figli e la posizione dei genitori. In ogni caso, lo status di figlio è soggetto ad accertamenti: in presenza di una coppia coniugata lo stato di filiazione è presunto; in caso di coppia non matrimoniale vi sono rilevantissime differenze sul piano dell’individuazione del rapporto (il figlio adotta il cognome del genitore da cui è stato riconosciuto per primo).
Diritti e doveri dei figli
In generale, il rapporto filiale consta di un aspetto personale e di un aspetto patrimoniale: l’art. 315-bis del codice civile attribuisce a tutti i figli il medesimo status giuridico. Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, assistito dai genitori nel rispetto delle sue capacità e aspirazioni. Il figlio ha inoltre il diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto 12 anni ha diritto ad essere ascoltato nell’ambito di tutte le procedure che lo riguardano. Tali prerogative, definite «personali», sono assolutamente preminenti e fondamentali nel novero dei diritti dei figli. Ad essi si affiancano alcuni doveri, con particolare attenzione al dovere di sottostare alle decisioni dei genitori assunte nel loro interesse e contribuire, in relazione alle proprie sostanze e possibilità, di contribuire al mantenimento della famiglia.
Obbligo di mantenimento dei figli
Non esiste un momento preciso al verificarsi del quale viene meno l’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori: esso perdura certamente fino al raggiungimento della maggiore età, dopo la quale l’obbligo persiste fino al momento in cui il figlio non raggiunga la piena autonomia economica; l’obbligo viene meno in precedenza qualora la mancata autonomia economica sia ascrivibile a una responsabilità del figlio stesso.
Entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale di comune accordo e, pertanto, entrambi sono tenuti a concorrere all’educazione e al mantenimento dei figli.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali diritti dei figli secondo la riforma del diritto di famiglia del 2012?
- Come viene regolato l'obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori?
- Qual è la differenza nel riconoscimento dello stato di filiazione tra coppie coniugate e non coniugate?
I figli hanno diritto di essere mantenuti, educati e assistiti dai genitori, di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Inoltre, i figli minori di 12 anni hanno il diritto di essere ascoltati nelle procedure che li riguardano, come stabilito dall’art. 315-bis del codice civile.
L'obbligo di mantenimento dei figli perdura fino al raggiungimento della maggiore età e continua fino a quando il figlio non raggiunge la piena autonomia economica. Tuttavia, può venire meno se la mancata autonomia è attribuibile a responsabilità del figlio stesso.
Nelle coppie coniugate, lo stato di filiazione è presunto, mentre nelle coppie non matrimoniali ci sono differenze significative, poiché il figlio adotta il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo.