Concetti Chiave
- Machiavelli riceve nel 1520 l'incarico di scrivere una storia di Firenze, cercando di riconquistare l'autorevolezza perduta nel contesto degli umanisti fiorentini.
- Le Istorie iniziano nel 1215 con l'omicidio di Buondelmonte, segnando l'inizio delle discordie tra guelfi e ghibellini e l'importanza di un leader per ristabilire l'ordine.
- Machiavelli enfatizza la necessità di un ordinatore capace di rifondare la repubblica fiorentina e porre fine alle divisioni storiche della città.
- La narrazione si interrompe con la morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492, mostrando la cautela di Machiavelli nei confronti della famiglia Medici.
- Nonostante l'intento di coprire eventi fino al 1494, Machiavelli limita il suo resoconto per evitare conflitti con il suo committente, Giulio de’ Medici.
Machiavelli e l'incarico storico
Nel novembre 1520 lo Studio fiorentino (l’università) conferisce a Machiavelli, ormai lontano dalla politica da più di sette anni, l’incarico di redigere una storia di Firenze, compito che si profila per lui come un’occasione per riacquistare l’autorevolezza perduta, ponendosi nel solco di illustri umanisti quali Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini, ex cancellieri come lui ed essi pure storici della città. Nel 1525 Machiavelli presenta gli otto libri delle Istorie al suo committente, Giulio de’ Medici, divenuto intanto papa con il nome di Clemente VII.
Le discordie fiorentine
La ricostruzione delle vicende fiorentine prende avvio dal 1215, anno in cui, con l’omicidio di Buondelmonte de’ Buondelmonti, si apre il lungo periodo di discordie cittadine che è all’origine dell’antagonismo tra guelfi e ghibellini. L’avvio delle Istorie risponde dunque a un disegno interno: non solo Machiavelli pone le discordie cittadine come centrali nella valutazione delle vicende storiche fiorentine, ma insiste anche per contrasto, sull’esigenza di un ordinatore che possa rifondare la repubblica fiorentina, mettendo fine alle discordie che minano la città da secoli.
Cautela nella narrazione
Un ruolo per cui un possibile candidato avrebbe potuto essere proprio Giulio de’ Medici, che ha commissionato l’opera; al tempo stesso, però, la presenza del committente induce Machiavelli a trattare e valutare con grande cautela gli eventi politici legati alla famiglia dei Medici. Anche per questo la narrazione si ferma alla morte di Lorenzo il Magnifico, avvenuta nel 1492, sebbene in vari punti delle Istorie l’autore affermi la volontà di giungere con il resoconto degli eventi fino al 1494, ovvero fino all’epoca del primo principato mediceo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'incarico di Machiavelli nella redazione della storia di Firenze?
- Quali eventi storici segna l'inizio delle discordie fiorentine secondo Machiavelli?
- Perché Machiavelli esercita cautela nella narrazione degli eventi legati ai Medici?
L'incarico rappresenta per Machiavelli un'opportunità per riacquistare l'autorevolezza perduta dopo anni lontano dalla politica, seguendo le orme di illustri umanisti come Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini (testo).
Machiavelli inizia la sua narrazione dal 1215, anno dell'omicidio di Buondelmonte de’ Buondelmonti, che segna l'inizio di un lungo periodo di conflitti tra guelfi e ghibellini, evidenziando la necessità di un ordinatore per rifondare la repubblica fiorentina (testo).
La presenza del committente, Giulio de’ Medici, induce Machiavelli a trattare con cautela gli eventi politici riguardanti la sua famiglia, limitando la narrazione alla morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492, nonostante l'intenzione di proseguire fino al 1494 (testo).