Concetti Chiave
- Lorenzo de' Medici, noto come Lorenzo il Magnifico, è una figura centrale dell'Umanesimo fiorentino, promotore dell'Umanesimo laurenziano e mecenate di artisti e intellettuali.
- La sua vita è segnata da eventi significativi, come il matrimonio con Clarice Orsini e la congiura de' Pazzi, che influenzarono la sua carriera e il suo potere a Firenze.
- Lorenzo si dedica alla letteratura, scrivendo opere influenzate dalla tradizione greco-latina e popolare, tra cui "Corinto" e "De summo bono".
- Famoso per i suoi componimenti per le feste fiorentine, Lorenzo scrive canzoni per il Carnevale e trionfi allegorici, arricchiti da doppi sensi e riferimenti culturali.
- Negli ultimi anni della sua vita, Lorenzo si concentra sulla creazione di una biblioteca personale di grande valore culturale, supportato da figure come Poliziano e Pico.
Lorenzo de' Medici e l'Umanesimo
In questo appunto di italiano vengono descritte la biografia e le opere di Lorenzo de' Medici noto a tutti come Lorenzo il Magnifico, di cui vengono descritte sia la vita che le opere. Si dà anche cenno a quello che fu l'umanesimo fiorentino.
Si sono susseguiti due tipologie di Umanesimo fiorentino intesi come una continuazione dell’altro.
Il primo è l’Umanesimo civile che lega politica e cultura riscoprendo l’antico come valore. Nasce nei circoli di amministrazione dove i cancellieri come Salutati, Bruni, Marsuppini e Bracciolini seguono valori repubblicani, oligarchici sviluppando il mito della “florentina libertas”.
Il secondo è l’Umanesimo laurenziano che si lega strettamente alla figura di Lorenzo de Medici, detto il Magnifico, come mecenate che tende a chiudere gli intellettuali all’interno del suo potere per non impegnarli nella politica. Si crea la Brigata laurenziana, un circolo atto alla diffusione della filologia e della storia. Ha un gusto popolareggiante per la presenza dei fratelli Pulci e una vena più raffinata grazie alla poesia del Poliziano e la filosofia neoplatonica di Marsilio Ficino.
Lorenzo de' Medici: vita e famiglia
È probabile che Lorenzo de Medici sia nato tra il primo e il due gennaio 1449. Il padre è Piero de’ Medici mentre la madre Lucrezia Tornabuoni. È il periodo in cui la signoria, al culmine del suo splendore, è fermamente guidata dal nonno Cosimo il Vecchio. Per tale ragione Lorenzo cresce con moltissimi stimoli intorno a lui: apprende, oltre al latino, il greco da docenti come l’Argiropulo e Ficino, la poetica e l’eloquenza da Cristoforo Landino e Antonio Squarcialupi il quale, essendo organista del Duomo, lo introduce anche alla musica.
Lorenzo è, inoltre, appassionato alla cultura mondana tanto che nel 1469 è proclamato vincitore della giostra di Santa Croce dove, di fronte a tutta l’aristocrazia fiorentina, dedica il trionfo a Lucrezia Donati.
Il 4 giugno dello stesso anno sposa Clarice Orsini, aristocratica romana.
Il 2 dicembre Lorenzo de Medici soffre la morte a 51 anni del padre, “uomo intero e di perfettissima bontà”.
Per tale ragione Lorenzo ha l’arduo compito di gestire il “principato occulto” fiorentino dei Medici.
Congiura de' Pazzi e diplomazia
Il momento più preoccupante giunge con la congiura de’ Pazzi il 26 aprile 1478 quando dei congiurati attentano alla vita del Magnifico e di suo fratello Giuliano durante la messa a Santa Maria del Fiore. Il primo riesce a salvarsi rifugiandosi in sacrestia ma il secondo viene ucciso.
Visto il lustro della famiglia, però, il popolo si schiera contro i cospiratori, linciandoli. I disordini fiorentini, di conseguenza, si ampliano a livello internazionale tanto che Lorenzo si reca dal re di Napoli, emblema della fazione antimedicea, per negoziare. Questa è una mossa diplomatica ad effetto che, in aggiunta alla sua sapienza e abilità mediatrice, porta i frutti sperati dal fiorentino.
La gloria, però, si alterna anche a momenti di immenso dolore come la morte della madre nel 1482 e della moglie nel 1488.
Nei suoi ultimi anni Lorenzo si distacca dalla vita pubblica per curare la sua maestosa biblioteca con l’aiuto di Poliziano e Pico. Nel 1492 muore circondato dai suoi amici.
Opere letterarie e influenze
Lorenzo de' Medici si avvicina alla letteratura intorno al 1460 influenzato dalla cultura greco-latina del nonno e di Ficino così come da quella popolareggiante, semicolta e volgare della madre la quale prevale nelle opere: Corinto, Apollo e Pan, Simposio, Uccellagione di Starne, Nencia da Barberino, una lode di cui sono state rivenute più versioni alla contadina medesima della sua bellezza in chiave comica nonché parodia della bucolica classica.
Nel 1473 compone i sei capitoli in terzine del “De summo bono”, un dialogo tra Lauro e Marsilio. In questi anni, infatti, forte è il suo contatto con il neoplatonismo considerato un essenziale sostegno spirituale in un mondo di pericoli e preoccupazioni. Si ristabilisce, quindi, la prevalenza della cultura classica su quella popolare che è altrettanto visibile nelle sue liriche d’amore del 1464-1465. Esse non saranno mai racchiuse in un canzoniere vero e proprio bensì un libro basato sull’accumulazione di versi. 41 sonetti vengono racchiusi anche nel Comento dove questi vengono interpretati filosoficamente. In particolare riscopre Cavalcanti.

Dopo l’incontro con il re scrive la Raccolta aragonese, un’antologia oggi andata perduta di 449 rime composte tra il 1476 e il 1477 per l’amico Federico d’Aragona. È peculiare perché in essa non include Petrarca.
Componimenti per feste e trionfi
Lorenzo de Medici, però, lascia il suo segno nei componimenti per le feste fiorentine. In particolare scrive canzoni cantate da un gruppo di figuranti che rappresentavano arti, mestieri o momenti della storia attuale da accompagnare alle maschere durante il Carnasciale (Carnevale). La loro peculiarità è quella di avere dei doppi sensi davvero turpi e pratiche sessuali di non chiara decifrazione ma sono fondamentali perché sono ricchi di tecnicismi, nomenclature di oggetti e strumenti caratteristici dell’epoca.
Di suo interesse è anche il componimento dei trionfi, carri allegorici di ispirazione mitologica che sfilavano durante le feste. Nonostante abbiano in sé una certa erudizione, per la bellezza dei costumi, la piacevolezza musicale, la grandezza degli apparati sono molto vicini alla gente comune. Un celebre titolo è il Trionfo di Bacco e Arianna.
Le ultime produzioni di Lorenzo sono nove laudi e una Rappresentazione di San Giovanni inscenata nel 1491.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'Umanesimo civile e come si collega alla figura di Lorenzo de' Medici?
- Come ha influenzato la vita di Lorenzo de' Medici la sua educazione e il contesto familiare?
- Qual è l'importanza della Congiura de' Pazzi nella vita di Lorenzo de' Medici?
- In che modo Lorenzo de' Medici ha contribuito alla letteratura e quali opere significative ha scritto?
- Qual è il ruolo dei componimenti per feste e trionfi nella produzione artistica di Lorenzo de' Medici?
L'Umanesimo civile è un movimento che unisce politica e cultura, riscoprendo l'antico come valore. Si sviluppa nei circoli di amministrazione fiorentini e promuove ideali repubblicani, mentre Lorenzo de' Medici rappresenta una transizione verso l'Umanesimo laurenziano, dove la cultura è controllata dal potere.
Lorenzo, nato in una famiglia influente, riceve un'educazione ricca, apprendendo latino e greco da importanti docenti. Crescendo sotto l'egida del nonno Cosimo il Vecchio, sviluppa una passione per la cultura e la musica, che lo accompagnerà nella sua vita e nelle sue opere.
La Congiura de' Pazzi del 1478 rappresenta un momento cruciale per Lorenzo, che riesce a salvarsi mentre suo fratello Giuliano viene ucciso. Questo evento segna un aumento della tensione politica e richiede a Lorenzo di utilizzare le sue abilità diplomatiche per mantenere il potere e la stabilità a Firenze.
Lorenzo si avvicina alla letteratura influenzato dalla cultura greco-latina e scrive opere come "Corinto" e "De summo bono". Le sue liriche d'amore e la Raccolta aragonese mostrano la sua versatilità e il suo legame con il neoplatonismo, evidenziando la prevalenza della cultura classica.
Lorenzo scrive canzoni per le feste fiorentine, caratterizzate da doppi sensi e riferimenti sessuali, che riflettono la cultura popolare dell'epoca. I suoi trionfi, come il "Trionfo di Bacco e Arianna", uniscono erudizione e bellezza, rendendo la cultura accessibile alla gente comune.