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L'economia contemporanea (1950-2013)

Una nuova rivoluzione: I problemi demografici

I caratteri dell'economia contemporanea

La terza rivoluzione industriale è caratterizzata dalla terziarizzazione dell'economia e da modifiche profonde nella vita sociale e politica di tutti i popoli della Terra. Iniziò dopo la Seconda Guerra Mondiale e continua ancora ai nostri giorni, fu accelerata dall’avvento dell’informatica che fece in modo che tutti i popoli potessero rimanere collegati via Internet. Anche la produzione di materie prime crebbe più della popolazione, a differenza di ciò che diceva Malthus, ma si registrano derrate. Tale periodo si divide in due fasi: la fase di espansione e la fase di rallentamento. Dopo la guerra si dovette ricorrere alla ricostruzione dei territori e ciò fu possibile grazie all'aiuto di tutte le nazioni, non si dovettero pagare riparazioni ma i paesi vincitori, soprattutto gli Stati Uniti, riuscirono a ricostruirsi in pochissimo tempo. La ricostruzione e la ripresa economica portarono a delle innovazioni tecnologiche che saranno applicate da quasi tutti i paesi del mondo. Un ulteriore problema di questo periodo è la contrapposizione di due modelli economici:

  • L'economia di mercato, applicata dai paesi dell’Europa occidentale e dal Giappone, e da tutti i paesi collegati ad essi come i paesi del Commonwealth;
  • L'economia pianificata, già applicata all'Unione Sovietica, e applicata dai paesi dell’Europa orientale, Cina e qualche paese latino-americano.

Tale scontro fu portato avanti dalle due potenze economiche, Stati Uniti e Unione Sovietica, che difendevano e cercavano di imporre il loro modello economico. La guerra terminò con la distruzione dell'economia pianificata e l'applicazione dell’economia di mercato in tutti i paesi del mondo.

L'esplosione demografica

Vi fu una grande crescita demografica dovuta alla riduzione dei tassi di mortalità e natalità generale. Nei paesi più sviluppati si è registrata una diminuzione del tasso di natalità: infatti, vi sono pochi giovani e molti anziani, mentre nei paesi meno sviluppati vi sono più giovani e meno anziani. La popolazione crebbe soprattutto in Africa e meno in Europa. La vita media si alzò mediamente a 80 anni. La crescita demografica fu dovuta soprattutto ai progressi della medicina e della chirurgia che portarono alla scoperta di antibiotici e al trapianto di organi. Le epidemie furono quasi del tutto combattute anche se a volte vi si presentarono malattie come l'AIDS. La formazione dei nuclei familiari varia in base ai paesi di appartenenza, numerosi in Africa e meno in Europa.

Urbanesimo e grandi migrazioni

Una delle conseguenze della crescita demografica fu l’urbanesimo, ovvero uno spostamento dalle campagne ai centri urbani di gran parte della popolazione. I nuovi arrivati si situavano in squallide baraccopoli, slum, senza acqua, in pessime condizioni igieniche. Un ulteriore fenomeno in evoluzione furono le migrazioni che videro lo spostamento di migliaia di persone verso le Americhe e l’Europa provenienti dall’Africa. Persone disposte a qualsiasi condizione pur di scappare da guerre e trovare un lavoro. Tale fenomeno cambiò la conformazione dei paesi ed è in continuo sviluppo.

Una nuova rivoluzione: I settori produttivi

Agricoltura e mezzi di sussistenza

Dopo la Seconda Guerra Mondiale vi fu uno sviluppo tecnologico in tutti i settori produttivi. Nel settore agricolo, aumentò la produzione poiché vi erano più terre da coltivare, si utilizzarono fertilizzanti e insetticida e furono utilizzate tecniche di irrigazione. Nella seconda metà del '900 vi fu un declino della produzione agricola sia nei paesi sviluppati sia in quelli meno sviluppati rimanendo però, in quasi tutti i paesi, il settore con più addetti. La produzione agricola diede vita a un fenomeno che è l'obesità, tipico dei paesi sviluppati in quanto vi sono molti generi alimentari mentre nei paesi meno sviluppati non si riesce a coprire il fabbisogno alimentare. I governi furono costretti a proteggere i redditi degli agricoltori così come era stato fatto con gli industriali, dunque furono introdotte le barriere senza tariffarie, si tratta di barriere che non agevolano le importazioni poiché vi è richiesta una certa qualità, quantità e specifici documenti. Nei paesi più poveri la popolazione cresceva e i generi alimentari diminuirono così da dar luogo a malnutrizione. Essi vendevano dei beni non considerati di valore per gli acquirenti e dunque non riuscivano ad importare abbastanza derrate per soddisfare la popolazione. L’allevamento crebbe meno della popolazione poiché le terre che prima erano destinate al pascolo, adesso vennero destinate alle colture.

Industria e tecnologia

L’industria metallurgica si rinnovò profondamente e si diffuse la produzione di leghe leggere che utilizzarono lo zinco, il magnesio e il rame. L’industria chimica creò fibre artificiali e sintetiche che sostituirono quelle naturali. Si sviluppò l’industria della plastica, dopo aver scoperto che con il calore la plastica assumeva la forma desiderata, essa fu utilizzata in molti settori dove precedentemente venivano utilizzati i metalli. La plastica si otteneva dal petrolio, principalmente, e questo comportò un incentivo agli investimenti per le industrie petrolifere. L’industria elettrica si diffuse in modo considerevole in quanto venne utilizzata anche nella vita quotidiana. La maggior risorsa era data dalle centrali termiche mentre la minore dalle centrali eoliche e solari. Il petrolio serviva come combustibile alle nuove macchine create. L’industria automobilistica divenne il simbolo di questi anni. Circolavano milioni di autovetture e ciò era fonte di inquinamento e di grande incentivo a rinnovare e a creare una efficiente rete stradale capace di rendere possibile il trasporto di persone e merci con automobili e autocarri. L’industria aeronautica ha prodotto tantissimi aeroplani. Tale industria fu soppiantata dall’industria dei treni ad alta velocità che sostituirono in parte la navigazione marittima e aerea. Tali treni furono installati in molti paesi europei e altri in Cina, Giappone, Corea del Sud e Turchia. Nacquero delle industrie nuove che si occuparono della produzione d’energia atomica, industria aerospaziale, elettronica ed elettrica. La conquista dello spazio fu come una guerra tra gli USA e l’Unione Sovietica in quanto gli USA si occuparono di mandare sulla luna due uomini mentre l’Unione Sovietica mandò i primi uomini nello spazio che compirono un’intera orbita terrestre.

La rivoluzione informatica

Lo sviluppo dell’industria elettronica portò alla creazione e allo sviluppo dell’informatica in quanto ormai tutto il mondo è in comunicazione sempre, si passò alla creazione di meccanismi di transistor a circuito integrato che portarono alla formazione di apparecchi piccolissimi, che comportarono una riduzione dei costi di produzione e aumentarono le loro funzioni e l’efficienza. Si partì con la produzione dei mainframe che nacquero come calcolatori, poi si passò ai personal computer per poi arrivare ai nostri smartphone e tablet. Ciò fece nascere delle aziende sul campo dell’elettronica di consumo come Sony, Apple, Samsung, Google e Facebook. Dall’avvento del secolo elettronico si ebbe la disoccupazione elettronica che prese vita a causa dell’applicazione di tali tecnologie nei processi produttivi che sostituirono il lavoro dell’uomo.

Verso una nuova rivoluzione tecnologica

La rivoluzione industriale si incentrò sull’utilizzo di carbone, petrolio e gas naturali. Secondo l’economista americano Rifkin, con riferimento alle fonti di energia, si dovrebbe parlare di:

  • Prima rivoluzione industriale incentrata su carbone e sulla macchina a vapore;
  • Seconda rivoluzione industriale, incentrata sul petrolio e motore a scoppio;
  • Terza rivoluzione industriale, incentrata sulle fonti di energia rinnovabili e non sui combustibili fossili.

Tali combustibili fossili, sono presenti in natura in maniera limitata e solo in alcuni paesi così da creare conflitti per il loro controllo. Le economie incentrate su combustibili fossili hanno vita breve in quanto si esauriranno ben presto. Purtroppo moltissimi beni utilizzati vengono alimentati o sono collegati direttamente o indirettamente al petrolio, gli indumenti, ai gas naturali e al carbone che contribuirono al surriscaldamento del Pianeta. Così si cerca di utilizzare biomasse, di ricorrere a fonti di energia rinnovabili come quelle solari, idroelettriche, geotermiche ed eoliche. Si parla in tal caso di green economy o economia verde che rispetta la natura e non entra in contrasto con la salute umana. Infatti, si utilizzano le celle fotovoltaiche capaci di trasportare l’energia solare in energia elettrica, e i veicoli elettrici. Anche l’Unione Europea si sta muovendo in questo senso, cercando di contenere il consumo di energia proveniente da combustibili fossili e di ricorrere alle fonti rinnovabili. Così ci si sta avviando verso una tecnologia in cui non vi è la presenza di combustibili fossili. Negli ultimi anni si sono diffuse tecniche per l’estrazione di gas naturali, petrolio e carbone del tutto invasivo, si tratta del shale gas e shale oil.

La terziarizzazione dell'economia

In questi anni si iniziò a parlare di terziarizzazione dell’economia che fu segnata da:

  • L’introduzione delle donne nel mondo del lavoro e coinvolgendo tutti i settori, anche quelli che si pensavano appannaggio solo degli uomini quale la magistratura e la politica;
  • Da un crescente erogazione di servizi offerti sia dallo stato, come i trasporti, sia dai privati, come i servizi bancari ed assicurativi.

Particolare impatto nel settore terziario lo ebbero:

  • Il commercio estero, che si andava sempre più sviluppando;
  • Il commercio interno, che diede vita alla nascita di supermercati, centri commerciali e discount, i quali vendono qualsiasi bene di consumo a prezzi contenuti contenendo i costi di produzione. Si diede vita al commercio elettronico che fece nascere delle aziende con tale scopo e che si sviluppano sempre più come Amazon;
  • I sistemi bancari mutarono, non vi fu più la divisione tra banca di credito speciale e ordinario, sorta durante la depressione degli anni trenta, ma nacquero le banche universali che offrono qualsiasi tipo di servizio e per qualsiasi periodo di tempo, attraverso un processo di de-specializzazione. Furono introdotte le carte di credito che man mano sostituiranno la moneta cartacea come quest’ultima sostituì quella metallica;
  • Il turismo si sviluppò anche più sia attraverso aerei, aeroplani, treni, navi e automobili. Il turismo si diffuse sia estero, che migliorò le condizioni dei paesi di arrivo e di partenza data la voglia di visitare diversi paesi del mondo e i paesi più visitati furono i paesi europei, sia quello interno, che creò un grande giro d’affari in pochi anni.

La ricostruzione dell'economia mondiale

Gli accordi politici: Yalta e ONU

Per ovviare ai problemi del dopoguerra subito alla fine della Prima Guerra Mondiale, le nazioni cercarono di creare una cooperazione internazionale che garantisse la pace e la ricostruzione, nonché l’economia del dopoguerra. Così vi furono due incontri importanti:

  • A Yalta, in Crimea, si incontrarono Churchill, Roosevelt e Stalin. Da tale conferenza si evinse che vi era una divisione tra gli interessi americani e quelli sovietici, che porteranno alla Guerra Fredda tra l’Unione Sovietica e il suo blocco e gli Stati Uniti supportati dall’Europa occidentale e dal Giappone. La Germania, che si trovava nella parte orientale, fu divisa in due parti, a ovest la Repubblica Federale Tedesca e a est la Repubblica Democratica Tedesca. La Germania era divisa, come controllo, in quattro parti, una controllata dai sovietici, e le altre dagli americani, francesi e inglesi. Dati i continui movimenti da una parte all’altra fu eretto un muro che durò per circa 30 anni. Si era creata così la cosiddetta Cortina di Ferro, ovvero una linea virtuale che dividesse il continente europeo in due blocchi, come diceva Churchill;
  • La nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il cui scopo era quello di portare avanti obiettivi sociali, economici, politici e culturali comuni, la tutela dei diritti dell’uomo e promuovere il rispetto delle libertà fondamentali. L’ONU non sempre portò avanti la propria missione in quanto le potenze vincitrici del secondo conflitto (Cina, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Unione Sovietica) si riservarono il diritto di veto, secondo cui le decisioni per poter essere attuate dovevano avere il loro consenso unanime.

Gli accordi economici: Bretton Woods e GATT

I più importanti accordi economici sono:

  • A Bretton Woods, in America, fu ripristinato un sistema monetario internazionale basato sui cambi fissi. Esso ripristinava il Gold Exchange Standard la cui moneta di riferimento era il dollaro. Nacque un istituto che assicurò la stabilità dei cambi, il Fondo Monetario Internazionale, il quale disponeva di una riserva a cui attingeva in caso di mancanza di moneta straniera o nel caso in cui vi era bisogno di un’anticipazione di biglietti. Sempre a Bretton Woods, nacque un ulteriore organismo che è la Banca Mondiale che si occupava di ricostruire i paesi danneggiati dalla guerra. Mentre i paesi più sviluppati attuarono il Piano Marshall, la Banca Mondiale si occupò dei paesi meno sviluppati;
  • A Ginevra nasce il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), il cui scopo era di far nascere un’organizzazione che si occupasse del commercio internazionale il quale non sorse mai poiché non trovava d’accordo i sottoscrittori. Il GATT, che doveva essere provvisorio durò per oltre mezzo secolo, era privo di struttura organizzativa, si configurava come accordo multilaterale e necessitava di estenuanti negoziati per poter prendere una decisione. Infatti furono fatti dei Round, ovvero delle consultazioni durati anni: Kennedy Round, Tokyo Round e Uruguay Round. Non sempre il GATT riuscì a avviarsi verso il libero scambio creando delle controversie tra i paesi che portarono ad un protezionismo agricolo che danneggiò i paesi in via di sviluppo i quali non poterono esportare le proprie merci. Al termine dell’Uruguay Round, in Marocco nacque il WTO (World Trade Organization), organismo che continuò il lavoro del GATT, con lo scopo principale di favorire il commercio internazionale verso la liberalizzazione dei traffici, funziona sulla base dei consensi unanime e ha sede a Ginevra.

Il Piano Marshall

Alla fine del conflitto il PIL pro capite di tutti i paesi, vincitori e vinti, si era terribilmente ridotto. Adesso occorreva ricorrere a un piano che permettesse la ricostruzione e la riparazione dei danni. I paesi europei furono aiutati dall’UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), organismo istituito e sottoscritto dagli alleati allo scopo di aiutare gratuitamente e assistere i paesi devastati dalla guerra. Gli Stati Uniti, anche durante la guerra, finanziarono i paesi con materie prime, concimi, macchinari e per il 10 percento con contanti, diventando creditori di gran parte dei paesi del mondo. Gli Stati Uniti però capirono che era inutile cercare i danni della guerra perché nessun stato era grado di farvi fronte così decisero di diventare amici politici e partner economici di tutti i paesi, iniziando a sovvenzionare dei finanziamenti che potessero aiutare i paesi. Così fu ideato il Piano Marshall, che si proponeva l’obiettivo di aiutare i paesi alla ricostruzione mediante la formulazione di richieste di beni di cui necessitavano, l’America acquistava i propri prodotti così da assicurarsi lo sbocco della propria produzione e li inviava ai paesi europei, i quali li vendevano a imprese e famiglie e il ricavato serviva a ricostruire il paese. La gestione del Piano Marshall fu affidata a un istituto del governo americano, ERCA (Economic Cooperation Administration), a cui fu affidato l’OECE (Organization for European Economic Cooperation), il quale controllava e inviava all’ERCA le richieste. Così si garantirono aiuti gratuiti e prestiti e si ottennero risultati maggiori delle aspettative. Nacque l’Unione Europea dei Pagamenti che fu un strumento molto efficace per consentire lo sviluppo del commercio internazionale perché consentiva di superare i meccanismi degli scambi bilaterali tra i vari paesi. Successivamente l’UEP fu sciolta mentre l’OECE divenne l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico con la partecipazione degli Stati Uniti, Canada, Australia e altri paesi, allo scopo di favorire lo sviluppo economico degli stati membri e di favorire il commercio estero su base multilaterale.

L'economia mista e il Welfare State

La Seconda Guerra Mondiale portò alla contrapposizione tra economia pianificata e economia di mercato. Per evitare ulteriori conflitti si attuò un’economia mista che vide la nazionalizzazione di molti settori dell’economia, come in Francia in cui si parlò di nazionalizzare la banca di Francia e le principali banche, in Inghilterra si nazionalizzò la banca d’Inghilterra, l’aviazione civile, le società elettriche e di trasporti e molti altri settori. La pianificazione, che in Italia fu chiamata progettazione, non venne applicata in modo coattivo in tutti i settori ma ogni paese lo adattò alle proprie esigenze e in base alla visione del problema. Nacque il Welfare State che puntò al benessere del cittadino e nacque in Gran Bretagna per opera di Beveridge, il quale basò il suo discorso e il suo piano su tre pilastri fondamentali: assistenza medica gratuita, assicurazione contro la disoccupazione e la l’idea di garantire un reddito minimo a tutti i cittadini.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Yuccia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Cassar Silvana.
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