Diritto dell’economia
Indice
- Riassunto generale della materia 4
- La globalizzazione 5
- Regolazione del mercato e funzione disciplinare del contratto 5
- Metodo d’analisi del diritto dell’economia 5
- Integrazione europea e diritto costituzionale 6
- L’UE è uno Stato, una confederazione, una federazione, un’organizzazione internazionale? 7
- Quali sono le Istituzioni UE? 7
- Qual è la differenza fra Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione? 7
- La Commissione europea è il governo dell’UE? 7
- Il Parlamento europeo esercita la funzione legislativa? 7
- Chi può adire la Corte di Giustizia e il Tribunale? 8
- Qual è la funzione degli organi consultivi? 8
- Esistono anche organi consultivi? 9
- E le agenzie europee che compiti hanno? 9
- Alle basi del governo dell’Unione: i principi democratici 9
- Il Patto di Stabilità e Crescita 9
- Lo scopo 9
- Le regole europee 10
- Cosa accade se le regole sono violate 12
- PDE in caso di rispetto o mancato rispetto delle raccomandazioni 13
- Sistema delle fonti (capitolo 1) 15
- Fonti europee 16
- Regolamenti 16
- Direttive 16
- Decisioni 16
- Raccomandazioni 16
- Pareri 16
- Regolamentazione delle fonti tra Europa e nazione 17
- L’ordinamento finanziario 17
- Analisi law and economics 17
- La “costituzione economica” (capitolo 2) 19
- La tutela del risparmio art. 47 21
- Parlamenti e governi nella costituzione “composita” dell’Unione europea. (capitolo 3) 22
- Difficoltà di assicurare un controllo parlamentare nei confronti di un Esecutivo frammentato 22
- L'influenza dell’Unione europea sulle forme di governo degli Stati membri 23
- I governi tecnici in Italia. 23
- La tesi del pilota automatico 23
- 1 Federalismo e Autonomie Locali (capitolo 4) 24
- La globalizzazione dell’economia 24
- Ricomporre il governo dell’economia Errore. Il segnalibro non è definito.
- Finanza pubblica (capitolo 5) 25
- Patto di stabilità e crescita 25
- L’introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Costituzione 26
- I principali documenti di finanza pubblica 26
- DEF 26
- La legge di stabilità 27
- La legge di bilancio 27
- Il bilancio di assestamento 28
- Il rendiconto generale dello stato 28
- Autoregolazione e controllo (capitolo 6) 29
- Le nuove tecniche di formazione delle regole: consultazione preventiva funzione disciplinare del “contratto” e codici di autodisciplina 29
- La formazione delle regole 29
- Ruolo del contratto 29
- Codici di autodisciplina 29
- Crisi di mercato e limiti dell’autoregolazione 30
- Le autorità amministrative indipendenti (capitolo 7) 31
- Il terzo settore (capitolo 8) 35
- Terzo settore: gli enti che ne fanno parte 35
- Non fanno parte invece del Terzo settore: 35
- La riforma del Terzo settore: cosa prevede 35
- Il Dualismo economico italiano (capitolo 9) 37
- Premessa 40
- Che cosa sono i Patti Lateranensi? 40
- Chi ha firmato i Patti Lateranensi? 40
- La soluzione della “questione romana” 40
- Il contenuto dei Patti Lateranensi 41
- Il Trattato 41
- La Convenzione finanziaria 42
- Il Concordato 42
- I principi espressi all’interno dei Patti Lateranensi 42
- I Patti Lateranensi nella Costituzione 43
- Le trattative che hanno portato all’inserimento dei Patti Lateranensi in Costituzione 43
- Quando sono stati modificati i Patti Lateranensi? 43
- L’Accordo di Villa Madama 44
- Il contenuto dell’Accordo 44
- Gli operatori del mercato finanziario: regolazione e supervisione (capitolo 13) 45
- Premessa 46
- 2 Banche e gruppi bancari 47
- SIM e gruppi di SIM 48
- SGR, SICAV e SICAF 48
Riassunto generale della materia
3 Riassunto generale della materia
Globalizzazione, crisi, ripresa sviluppo, equità sono i termini che esprimono la complessa realtà socioeconomica del particolare momento storico nel quale oggi vive il nostro Paese, l’Europa, il mondo intero.
Sono questi gli “indicatori” sui quali necessita soffermarsi per individuare i processi con cui ci si deve confrontare nell'analisi di una trama tra diritto, economia e finanza, il cui intreccio connota un tempo 1 caratterizzato da difficoltà di vario genere.
Inoltre appaiono i limiti di un federalismo non conforme alla formula organizzativa sua tipica, la quale (applicata secondo il metodo democratico) comporta “unitarietà” e non “divisione”. La conseguenza è che è rimasto sostanzialmente inalterato il divario esistente tra il Nord ed il Sud del nostro paese.
Da qui la risoluzione della complessa problematica 2 collegata alla precarietà di alcune recenti conquiste nell’organizzazione ordinamentale (quali: il raggiunto equilibrio tra forme di autoregolazione e controllo, le amministrazioni indipendenti, le regolazione del 3 terzo settore).
Da segnalare inoltre che il mercato è diventato autoreferenziale e di conseguenza perde di vista l’obiettivo della tutela del risparmio (art. 47 costituzione La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese).
A ciò si aggiunga il venir meno di una condivisa correttezza operativa e dunque la mancata conformità delle negoziazioni collegati ad una etica comportamentale.
Inoltre devono essere considerate le turbative del riciclaggio e di qui la necessità di regolamentare dei rapporti tra Italia ed ordinamenti stranieri (San Marino e Stato della Città del Vaticano).
La soluzione alle problematiche dinanzi prospettate - e dunque la possibilità di contrastare le criticità di un capitalismo avanzato, che comprime il sistema di valori (libertà, uguaglianza, dignità, utilità sociale) alla base della democrazia - risiede, tra l’altro, nel rinnovamento del rapporto tra diritto ed economia.
Per quanto sopra, di recente, sono state sottolineate le “opportunità che un approccio economico dischiude al diritto” consentendo di approfondire le implicazioni che le regole giuridiche possono avere sulle “propensioni e decisioni individuali, nonché sulla vita dell’intera società”.
L’avvento dell’era repubblicana si contraddistingue in un clima di rifondazione nel quale il paese avvia un percorso di riforma, si è in presenza di trasformazioni che incidono profondamente sul sistema normativo formato in epoca antecedente il conflitto mondiale.
In tale contesto devono essere esaminati gli articoli 41 e 47 della costituzione che rileva sul punto la precisazione secondo cui bisogna raccordarsi alle indicazioni comunitarie ed alle norme di recepimento delle direttive, che concorrono con i precetti costituzionali nel “determinare il vincolo della legge ordinaria” come fonte disciplinare.
In linea con il prevalente orientamento della dottrina tale assunto consente di riconoscere nelle citate norme costituzionali il nucleo centrale della c.d. costituzione economica, formula utilizzata in letteratura per indicare il complesso dispositivo che la nostra Carta in via formale dedica alla regolazione dei rapporti economici (dall’impresa, alla proprietà, alla cooperazione, al risparmio).
L’analisi va anche orientata all’identificazione dei principi che interagiscono sui profili organizzativi dell’apparato pubblico istituzionale e, più specificatamente, rivolta all’esame delle “amministrazioni” di controllo che connotano il nostro ordinamento (svolgendo in modalità indipendente le relative funzioni).
Significativo, al riguardo, 4 è il riferimento al principio di sussidiarietà che assume valenza centrale nella ricerca di adeguate soluzioni alle questioni concernenti sia la presenza di eventuali diseconomie, sia l’identificazione di appropriati assetti di governo territoriale (anche attraverso l’individuazione dei soggetti, privati e pubblici, più adatti a svolgere compiti di pubblica utilità.
1 Il federalismo fiscale è una dottrina politico-economica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse da un certo ente territoriale (Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall'ente stesso.
2
3 Che fa riferimento esclusivamente a se stesso, trascurando o perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi cha la caratterizzano
4 In generale, è il principio per cui l'ente di livello superiore svolge compiti e funzioni amministrative solo quando questi non possano essere svolti dall'ente di livello inferiore.
4 Con riguardo alle cosiddette amministrazioni indipendenti la ricerca ha evidenziato come queste consentano di delineare un quadro ordinatorio della funzione pubblica diverso da quello conosciuto in epoche passate.
Infatti, l’attività di autorità, munite di autonomia che esercitano in altri tempi riconducibili all’azione interventistica pubblica, segna il tramonto della sacramentale formula organizzativa che aveva connotato lo “Stato di diritto”.
La neutralità che caratterizza dette amministrazioni, incide sulla sfera dei poteri dello Stato, sottraendo a quest’ultimo il governo ed il controllo di comparti che richiedono un costante riscontro di conformazione giuridica.
Ciò spiega la ragione per cui nel valutare la posizione di talune istituzioni la dottrina si è soffermata sui contenuti del rapporto che esse intrattengono con la politica, essendo in concreto destinatarie di una delega da parte di quest’ultima per la regolazione di specifici settori dell'ordinamento.
A partire dalla fine degli anni settanta del novecento, il diritto comunitario - in attuazione del processo di integrazione europea e, dunque, sulla base delle indicazioni formulate nei Trattati e nelle direttive adottate dalla Comunità - ha recato un significativo contributo al sistema disciplinare dei rapporti economici.
A tal proposito è stato necessario individuare una procedura per la rapida elaborazione di regole comuni.
Il rapporto disposto dal Comitato Lamfalussy si muove in tale logica prevedendo che la formazione delle regole venga articolata su due momenti: in un primo la Commissione, previa consultazione con il Consiglio ed il Parlamento europeo, adotta proposte di direttiva aventi carattere generale, in un secondo detto organo comunitario elabora provvedimenti normativi particolari (previa sottoposizione della proposta di regolamentazione “European Securities Committee".
L’analisi giuridica si deve orientare verso la verifica del recepimento delle indicazioni normative europee e valutazione del grado di effettiva integrazione dei sistemi. Ciò nel rispetto delle specifiche realtà dei singoli Stati aderenti.
La globalizzazione
In merito alla globalizzazione il rapporto tra diritto ed economia negli ultimi decenni è stato condizionato dal progressivo intensificarsi delle relazioni economiche e politiche tra gli Stati.
Si assiste al fenomeno della globalizzazione che ha cambiato la preesistente realtà socio economica dell’intero pianeta, dando spazio a nuove possibilità di crescita su scala mondiale e rendendo possibile la trasmissione delle turbolenze finanziarie che possono colpire i sistemi.
È evidente come, a livello sistemico generale la globalizzazione in assenza di adeguate forme di coesione politico istituzionale - supporta e sviluppa nuove tecniche di procedimentalizzazione normativa, le quali sono fondate, come si è detto sull'accordo tra i paesi che, sul piano economico, presentano maggiore qualificazione.
Da qui la necessità di far riferimento ad un ordine giuridico “non territorializzato” ma non per questo privo della possibilità di esprimere regole da far valere a livello globale.
È questo forse uno dei più importanti effetti del processo di globalizzazione che, oltre ad incidere significativamente sugli sviluppi della cosiddetta nuova economia, interagisce sulla tecnica di formazione dei precetti disciplinari, con ovvie implicazioni sullo stesso sistema delle fonti del diritto.
Regolazione del mercato e funzione disciplinare del contratto
Sul rapporto tra diritto ed economia incide significativamente il contributo recato, negli ultimi decenni, della disciplina dei contratti allo sviluppo del mercato ed alla tutela della concorrenza.
Dall'esperienza maturata nel nostro ordinamento si evince, infatti, che la libertà contrattuale, nella odierna realtà, è strumentale ad una logica di efficienza economica e dunque di risultato tipica dei mercati aperti alla gara competitiva.
È evidente come, nel delicato contesto, la regolazione del contratto si inserisce tra i fattori di sviluppo dei mercati aperti alla gara competitiva.
È evidente come, nel delineato contesto, la regolazione del contratto si inserisce tra i fattori di sviluppo dei mercati, essendo chiamata ad assolvere il compito nel prevedere alla trasmissione delle informazioni indispensabili per il corretto funzionamento del mercato concorrenziale.
Se ne deduce che il contratto assolve ora la funzione primaria d’informare nella maniera più compiuta possibile, la parte negoziale debole affinché con consapevolezza determini, in piena autonomia, il suo processo decisionale.
Consequenziale si configura l’incidenza che il diritto, attraverso la disciplina dei contratti, esercita sullo sviluppo delle attività economiche.
Metodo d’analisi del diritto dell’economia
5 Metodo d’analisi del diritto dell’economia
Sul versante dell’azione economica, il diritto assolve la sua vocazione di proporti con carattere universale consentendo la riferibilità a complessi dispositivi, nei quali sono disegnati e delimitati idonei schemi organizzativi ed operativi.
Infatti l’attività economica potrà esplicarsi al meglio e perseguire gli obiettivi avuti di mira solo se sarà indirizzata, guidata e supportata dalla capacità previsionale di un'apposita normativa; a quest’ultima è rimesso il compito di valutare la consistenza e la validità dell’azione da svolgere, adeguare la portata ai canoni ordinari del sistema e facilitare un appropriato suo inserimento nel contesto istituzionale.
Da qui l’importanza dell’analisi che ci interessa avendo riguardo ai contenuti propri del cosiddetto diritto dell’economia non a caso un’autorevole dottrina, nella definizione di tale ramo del sapere, ne identifica i contenuti in una corretta regolazione dei processi di produzione e distribuzione della ricchezza.
Inoltre viene demandato al diritto il difficile compito di evitare situazioni e possibilità degenerative dei processi, nelle quali non vengano menzionati i valori che devono animare 5 l’homus economicus per dare invece priorità ad azioni che, lontane da ogni riferibilità all’etica, tracimino in forme di azzardo morale se non addirittura in uno spregiudicato opportunismo.
Alcuni degli proposti dal diritto dell’economia sono: fronteggiare le implicazioni negative di una caratterizzazione bancocentrica del settore finanziario, di una globalizzazione non accompagnata da una corrispettiva omogenizzazione dell’ordine giuridico interno ed internazionale; combattere/eliminare le cause che interagiscono criticamente sulla stabilità dei sistemi; dare concretezza attuativa al rinnovamento delle forme di supervisione in ambito europeo.
5 Homo oeconomicus è un concetto fondamentale della teoria economica classica: si tratta, in generale, di un uomo le cui principali caratteristiche sono la razionalità e l'interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali.
Integrazione europea e diritto costituzionale
6 Integrazione europea e diritto costituzionale
L’UE è uno Stato, una confederazione, una federazione, un’organizzazione internazionale?
È un’organizzazione internazionale dotata di ampi poteri che configurano cessioni di sovranità a suo favore da parte degli Stati membri (si pensi ad esempio alla rinuncia alla moneta nazionale in favore dell’euro).
Quali sono le Istituzioni UE?
Il Consiglio europeo, il Parlamento europeo, il Consiglio dell’Unione europea, la Commissione europea, la Corte di Giustizia dell’UE, il Tribunale, la Corte dei Conti europea, gli organi dell’Unione economica e monetaria (Sistema europeo delle Banche centrali, la Banca Centrale Europea), la Banca europea per gli Investimenti.
Esistono poi specifici organi consultivi, quale il Comitato Economico e Sociale e il Comitato delle Regioni, nonché Comitati consultivi in varie materie (trasporti, occupazione, mercato, etc.). Esistono infine le Agenzie europee.
Qual è la differenza fra Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione?
Il Consiglio europeo ha il compito di dare gli impulsi necessari allo sviluppo del processo d’integrazione europeo con particolare attenzione alla politica estera e alla sicurezza comune.
È formato dai Capi di Stato o di Governo degli Stati membri, nonché dal Presidente della Commissione. Partecipa ai lavori anche l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri. Il Presidente è eletto per un periodo di 2 anni e mezzo, rinnovabile per una sola volta.
Il Consiglio dell’Unione è l’organo decisionale dell’UE. È composto da un rappresentante per ciascuno Stato membro a livello ministeriale. Si riunisce in varie formazioni a seconda degli argomenti in discussione (agricoltura, trasporti, economia e finanza (ECOFIN), etc.). La presidenza è a rotazione fra gli Stati membri per un periodo di 6 mesi.
Vi è poi il Consiglio Affari generali che assicura la coerenza dei lavori delle varie formazioni del Consiglio. Il Consiglio affari esteri individua l’azione esterna dell’UE. Il Consiglio è assistito nei suoi lavori dal COREPER (Comitato dei rappresentanti permanenti) che coadiuva e porta assistenza e continuità ai lavori del C
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto diritto pubblico dell'economia prof. Passalacqua
-
Riassunto esame Diritto penale dell'economia, Prof. Baron Luca, libro consigliato Diritto penale dell'economia, Ama…
-
Riassunto esame Diritto dell'economia, Prof. Razzante Ranieri, libro consigliato Lineamenti di diritto dell'economi…
-
Riassunto esame Diritto pubblico dell'economia, prof. Pellegrini, libro consigliato Elementi di diritto pubblico de…