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Riassunto esame di storia moderna, prof. Gardi, libro consigliato “Le astuzie dei gesuiti” di Pavone

Le astuzie dei gesuiti

Parte I – Storia di un falso

La comparsa dei Monita privata societatis Jesu

Monita privata societatis Jesu – libretto anonimo di 16 capitoli stampato a Cracovia nel 1614.

Avrebbe dovuto screditare l’immagine della Compagnia di Gesù.

Si aggiungeva così credibilità alle accuse contro gli ignaziani.

Due sezioni:

  • Elenco in forma generica degli abusi commessi dai padri nell’esercizio delle loro funzioni.
  • Passi contro i gesuiti tratti dalle lettere di alcuni rappresentanti della gerarchia polacca di fine ’500.

Testo presto dichiarato un falso dalle autorità ecclesiastiche.

Monita non struttura equilibrata.

  • Riferirsi ai documenti ufficiali per rendere veritiero il testo.
  • Doppiezza e opportunismo sono caratteristiche attribuibili ai gesuiti.
  • Compagnia rigidamente gerarchica e centralizzata.
  • Ordine quasi totalitario.
  • Gesuita attento più agli aspetti materiali che non a quelli religiosi.
  • Come una società segreta dove i trasgressori delle regole venivano espulsi.
  • Trattamento all’interno non imparziale.
  • Politica persecutoria nei confronti dei dimessi contro i quali tutte le armi erano lecite.
  • Accusa di machiavellismo.
  • Mantenersi sempre nell’ombra così da poter cambiare partito quando opportuno.
  • Usavano per i loro fini le alleanze matrimoniali.
  • Avidità dell’ordine – ogni mezzo possibile per estendere i beni temporali.

Fine ultimo della Compagnia era quello di influenzare e intervenire nelle decisioni di chi deteneva il potere, doveva quindi avere un forte potere decisionale a livello centrale MA al tempo stesso essere in grado di formare un esercito numeroso cui affidare la messa in atto della strategia.

Monita erano la prova di un “piano diabolico” di quest’ordine religioso per impadronirsi delle leve del potere. Conquista del potere attraverso un lento e occulto condizionamento di coloro che all’interno della società ricoprivano ruoli di privilegio. Gesuiti cercarono di ottenere dai vescovi parrocchie e altri benefici ecclesiastici e a tal fine denigravano gli altri ordini religiosi.

Ruolo chiave i gesuiti confessori – potevano influire sui principi.

Estremizzazione significato – da idea di confessore come costante nella vita spirituale del devoto o della devota, si passa a quella per cui il confessore si serve del suo ruolo per circuire gli sventurati che hanno deciso di affidargli la propria direzione spirituale.

Obiettivo – la ricchezza, infatti raggiungimento del ruolo politico per assicurarsi quello economico.

Piano morale – rilassatezza rimproverata ai gesuiti.

Emerge un operare dei gesuiti che aveva la rilevanza di un vero e proprio complotto ai danni della società e degli stati.

La condanna dei Monita privata

1615 la Compagnia di Gesù e le autorità ecclesiastiche polacche contro l’autore privato del testo.

Apertura di un’inchiesta e il presunto redattore era Hieronim Zahorowski – dal 7 ottobre a capo dell’inchiesta – Alberto Bolkowski.

Chiesa sicura nell’esprimersi con un giudizio di condanna nei confronti dei Monita. E in Polonia difesa dei padri gesuiti MA non era sufficiente una presa di posizione locale, necessario che la Santa Sede lo proclamasse un falso.

Decreto Camera Apostolica 1617.

Chi era Hieronim Zahorowski?

Nacque fra il 1582 e il 1583. Mandato a studiare presso un collegio della Compagnia di Gesù e qui probabilmente si convertì al cattolicesimo, quindi era un ex gesuita. Iniziò il suo noviziato nel 1599 e poi nel 1606 andò a insegnare la grammatica. Fece un corso di teologia ma venne bocciato e non poté prendere il quarto voto – fallimento.

1613 iniziò a dettare ai suoi alunni delle lettere per screditare la Compagnia che restarono però anonime. MA giunsero nelle mani della Compagnia e iniziò un’inchiesta dove emerse il suo nome. Espulso dall’ordine 1613. Tentò invano di appellarsi contro l’espulsione. Chiese allora almeno la consegna dei suoi beni che gli furono restituiti nel 1616.

Ipotesi che fosse un lontano cugino del principe polacco e ciò lo salvò dalla condanna.

1632 due anni prima di morire riammesso all’ordine. Da qua emerge il forte senso di appartenenza che la Compagnia sviluppava in chiunque avesse passato qualche anno al suo interno.

Perché si pensava che fosse lui l’autore? Dal Monita emergono questi segni:

  • Profonda conoscenza della Compagnia di Gesù.
  • Attenzione insistita verso gli espulsi dell’ordine.
  • Conoscenza dei documenti ufficiali della Compagnia.

Diarium – scritti da padre Jan Wielewicki dove si indicava esplicitamente Zahorowski come il loro autore MA fonte da prendere con cautela. Fra il 1629 e il 1639 scrisse il suo giornale storico in cui faceva il nome di H.Z. in relazione ai suoi tentativi di screditare la Compagnia, alla sua espulsione e alla pubblicazione dei Monita privata.

Giulio Clemente Scotti – delusione di essersi visto sbarrare dalla Compagnia la carriera accademica. Lui e H.Z. reagirono allo stesso modo – accusando la Compagnia di essere un ordine religioso ormai accecato dalla brama di potere e incapace di portare avanti la sua vocazione spirituale.

Fornisce però un elemento in più di riflessione – sosteneva che nel suo caso l’ordine aveva seguito fedelmente le istruzioni dei Monita privata circa l’atteggiamento da tenere nei confronti dei dimessi.

Si vendicarono come Giulio e H.Z. anche Agostino Mascari, Pierre Jatrige.

Reazioni interne alla Compagnia di Gesù

Prima confutazione dei Monita del prete polacco Lescynski.

Mattehæus Bembus – Monita salutaria a conoscenza dell’identità dell’autore. Tutta la sua risposta era un attacco contro l’estensore. Si cercava di far passare i Monita per una farsa senza attribuire alcun peso reale al suo contenuto. Costruiva i suoi pamphlet sul concetto di apostasia. Intendeva i Monita come una vendetta dell’autore di fronte alla severità della Compagnia che lo aveva punito espellendolo. Per lui c’era una perfetta identità fra le offese arrecate a Dio e quelle arrecate alla Compagnia.

Argenti – Epistola ad Sigismondum III 1615 polemizzava anche lui contro l’autore, toni molto duri nei suoi confronti e mostrava di sapere per certo che l’identità del falsario era quella di un ex gesuita. Con frequenza usava metafore animali, tipiche della controversistica. Parlò della distinzione fra buona politica e cattiva politica dicendo che i gesuiti si occupavano della prima. Aggiunse che non vi era niente di male se i gesuiti lodavano apertamente i meriti di chi poteva degnamente servire ed offrire al re elogi scritti di tali persone. Piuttosto che confutare i Monita sembrava giustificare il comportamento dei gesuiti. Inoltre negava anche la loro situazione privilegiata.

Il solo fatto che si sentisse l’esigenza di replicare a tali accuse era indice di un’ammissione che i problemi esistevano e non erano di scarso rilievo.

Generale Muzio Vitelleschi – documento come una riflessione preoccupata sullo stato della Compagnia, destinato ai soci e quindi degno di essere accolto come una testimonianza sincera delle diverse anime che convivevano all’interno dell’ordine. Voleva essere però un ulteriore contributo alla medesima linea difensiva. Per lui non erano i gesuiti a voler ingerirsi nella sfera politica MA era quest’ultima che premeva sui padri della Compagnia. È più interessato a indirizzare il comportamento dei gesuiti che non a condannare i detrattori della Compagnia.

Conte di Ostrorg 1615 – Ad filios admonitoria epistola si limitava però a sottolineare i meriti della Compagnia nella difesa della Chiesa Cattolica in Polonia. La sua opinione era che H.Z. non era riuscito a riprodurne il loro valore universale ed era questo il primo segnale della loro inautenticità.

Jacob Gretser 1617 – Contra famosum libellum uno dei più importanti polemisti. Opera divisa in 3 libri:

  • Metteva in esame i Monita, confutato capitolo per capitolo.
  • Discusse le testimonianze contro la Compagnia accluse ai Monita nell’edizione di Notobirga.
  • Si insegna che cosa sentono gli illustrissimi vescovi e nobili sui Monita e sul loro autore.

Intenzione di dimostrare che l’attacco nei confronti dei gesuiti faceva parte di un più ampio piano di sovvertimento dello Stato: identificare le sorti della Co

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marydf00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Gardi Andrea.
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