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Storia greca

Ionico, Tirreno, Mar Nero, Marsiglia, Africa, i Greci vivono lungo le coste dell’Adriatico, in Penisola Iberica, Macedonia, lungo la e in (non hanno un centro geografico). Quindi si studia fondamentalmente la civiltà.

  • Sono un popolo di artigiani e commercianti.
  • La loro forza è il mare.
  • Creano la prima scrittura alfabetica contenente vocali e un segno per ciascuna di esse.
  • Popolazione unita da religione e lingua (es. Tempi ad Agrigento).

La popolazione trova unità nella πόλις (tessuto urbano + campagna = città stato).

Cittadino della πόλις: maschio, adulto, libero, figlio di cittadini, fa scelte politiche, militari, culturali.

Non cittadini: donne, bambini, adolescenti, stranieri (es. cittadino spartano non aveva diritti ad Atene).

Meteci = chi abitava in una città ma non aveva diritti politici (es. cittadino spartano trasferito ad Atene).

Abitante ≠ cittadino (presenzia e sfrutta risorse) (partecipa alla vita politica).

Mentalità greca

  • Si sospendeva la guerra solo durante le Olimpiadi.
  • La religione spesso guidava e giustificava le azioni compiute (es. gli Spartani non combattono a Maratona per concludere le feste Carnee in onore di Artemide).

Spesso si svolgevano le ἀμφικτυονίας πόλεις (unione di πόλεις o stati federali in onore di una stessa divinità) → es. oggetti non greci rinvenuti a Delfi (dove vi era l’oracolo di Apollo) fanno comprendere la partecipazione ai riti di realtà extraterritoriali.

Era una società classista, razzista. Era rarissimo passare da una classe sociale all’altra o ottenere la cittadinanza greca: uno schiavo sarebbe rimasto tale a vita, anche se liberato.

L’indice di ricchezza contava molto e chi non era ricco non partecipava alla vita pubblica.

Il problema della periodizzazione

Suddividiamo in a.C. e d.C. (storia bizantina). I Greci non avevano una concezione condivisa: es. in Attica l’anno iniziava in primavera, in Macedonia ad ottobre, a Samo era sulla lista della sacerdotessa di Era (Deianira, Lisistrata ecc.), ad Atene l’eponimo stabilì la periodizzazione (molto complessa da comprendere).

Il periodo compreso tra una primavera e l’altra durava 2 anni per noi (il periodo coincide solo con gli eventi verificatisi in estate, es. 480 a.C. Salamina e 490 a.C. Maratona).

Nel III secolo a.C. Eratostene di Cirene stabilì un calcolo a partire dalla presa di Troia (1184 a.C.) fino al 323 a.C. Questo sistema ordinò tutti gli eventi secondo le varie πόλεις. Inoltre, confrontò tutti gli anni.

In seguito, Apollodoro di Atene calcolò le date degli eventi per generazione (= 20 anni).

Nel IV secolo d.C. Eusebio sincronizzò la storia dei Greci e Romani con quella del popolo ebraico.

Il calendario lunare complicò l’individuazione delle date (anno lunare = 12 mesi x 28 giorni = 336 giorni). Nel IV secolo a.C. si aggiunse l’intercalazione: gli antichi si accorsero che il sole in alcuni periodi tramontava più presto e aggiunsero un mese al terzo, quinto e ottavo mese in un ciclo di 8 anni. I mesi cambiavano nome a seconda della πόλις e la modalità di registrazione del tempo cambiava da città a città.

Le fonti

Le fonti sono testimonianze casuali o ordinate dalle quali attingiamo per ricostruire un fatto.

Da esse si comprende: 1. Cosa? 2. Quando? 3. Dove? 4. Come? 5. Perché? 6. Chi? 7. Cause?

Per la storia greca moltissimo è andato perduto: nel V secolo a.C. sono stati smarriti in mare rotoli librari. Gli storici cercano di ricomporre i cocci sparsi da testimonianze ritrovate per caso, poiché non esisteva il concetto di musealizzazione al tempo e molto è stato gettato via.

Le fonti possono essere:

  • Letterarie = documenti scritti in testi letterari.
  • Primarie (senza intermediazione) = ritrovamenti archeologici.

Importante è riflettere sul concetto di tradizione = i testi a disposizione sono trascrizioni medievali rimaneggiate secondo il gusto del tempo e con l’aiuto di filologi. Quando si perdeva interesse per il testo non veniva più trascritto e andava perduto.

Fonti letterarie

Erodoto, Tucidide e Diodoro Siculo trasmettevano per memoria riflessa: volevano trasmettere un messaggio con una finalità precisa raccontando un fatto, forniscono quindi una propria versione dell’evento e non sono fonti sicure.

Tucidide è fonte principale per le Guerre del Peloponneso con le Storie (si pensa che solo l’ottavo libro sia il suo). Per gli antichi la vista era più importante dell’udito e si crede che Tucidide abbia visto, ma non possiamo considerarlo completamente oggettivo.

Altri lavorano per memoria incidentale: Felix Jacoby prese una serie di pezzi di erudizione che mettevano nero su bianco la conoscenza dei fatti. Anche Ateneo di Naucrati al “Sofisti a banchetto” (Δειπνοσοφισταί) inserisce numerosi riferimenti ad opere disparate non per conservarne la memoria, ma per dimostrare la sua erudizione.

Memoria indiretta: fatti storici nascosti in testi letterari. Archiloco ci tramanda esclusivamente l’esperienza sull’isola di Paro. Per lo studio del IX secolo a.C. sono fondamentali Iliade e Odissea.

Fonti primarie

Viene meno la mediazione: i reperti si presentano nudi e crudi.

La memoria stratigrafica: applicata con residui ceramici.

La memoria istituzionale: con la numismatica (studio delle monete) dà testimonianza dell’esistenza di una città stato che l’ha emessa e racconta quindi l’esistenza di un’istituzione politica.

La memoria pubblica si avvale dei papiri dei quali bisogna verificare l’autenticità (es. Elleniche di Ossirinco sono da verificare in quanto opere di continuazione di storiografia non tramandati).

Anche le epigrafi (documenti incisi su lastre di pietra), destinate alla conservazione, comportano la monumentalizzazione delle intenzioni del commissionatore. Un tipo di epigrafe è l’iscrizione funeraria, che aiuta a datare un sito e a ricostruire la storia sociale, economica, politica (nel caso sia morto uno statista o un personaggio rilevante).

Nelle epigrafi sono contenuti decreti della polis che si volevano far durare nel tempo. Erano però molto costose, di lunga e difficile incisione e meno maneggevoli. Si poteva elogiare un cittadino benemerito, stringere un’alleanza con città e imprimerla nella memoria dei cittadini (es. Diogene di Essoanda, filosofo epicureo, ebbe la possibilità di tappezzare Essoanda, in Turchia, con le iscrizioni riguardanti la ricetta per vivere bene, ma siccome i suoi scritti non contenevano datazioni ci risulta difficile capire quando è nato, solo dal postume si può dedurre che fosse nato dopo Epicuro).

  • Residui ceramici → memoria stratigrafica.
  • Numismatica → memoria istituzionale.
  • Primarie papiri/epigrafi → memoria pubblica.
  • Fonti storiografia → memoria riflessa.
  • Letterarie erudizione → memoria incidentale.
  • Poeti/artisti → memoria indiretta.

Le epigrafi sono:

  • Dislocate = se estrapolate dal contesto è impossibile studiarle stratigraficamente.
  • Danneggiate = mancanti di alcuni pezzi, spesso proprio delle date cronologiche.

Bisogna sempre studiarle in situ (analizzando il contesto intorno e il posto nel quale sono state rinvenute). Ne è un esempio il Monumento Ancyranum: grossa epigrafe in pietra sulla quale Ottaviano narra le Res Gestae Divi Augusti, ovvero gli eventi che lo portarono da console ad Augusto e della trasformazione di Roma in Principato. Scritta in latino e in greco (lingua parlata in Oriente e terra conquistata da Roma).

Alcune epigrafi si rivelano false: nel 1960 James Henson ne ha rinvenuta una nel quale era inciso un decreto di Temistocle che chiedeva l’evacuazione da Atene presso Salamina, Trezene ed Egina nel 480 a.C. Il fatto era vero ma la fonte era del 378 a.C., creata per scopi propagandistici: si era ricreata la stessa situazione di guerra, ma Sparta non contro i Persiani e poiché gli Ateniesi volevano nuovamente autocelebrarsi come difensori della libertà (non a caso nel 378 a.C. si costituisce la seconda lega navale ateniese, lo stesso organismo politico-militare che si creò contro la Persia).

Lo stesso avvenne dopo il 480 a.C.: si continuava a citare documenti riguardanti la storia precedente di Atene, alcuni rivendicavano un ritorno alla πάτριος πολιτεία (antica costituzione dello Stato teorizzata da Solone, incisa sull’Acropoli): tale fonte potrebbe essere falsa poiché Atene era stata rasa al suolo e le leggi di Solone con essa, quindi o citavano il documento a memoria, o attribuivano a Solone parole non sue.

Per i documenti sulla πάτριος πολιτεία risalenti a dopo il 480 a.C. vi è un tipo diverso di falsificazione: si richiamano i documenti perduti per dimostrare una propria visione politica.

Scuola dei falsi

L’arte oratoria (capacità di elaborare discorsi in pubblico atti a vari scopi) utilizzava schemi precisi di composizione della citazione di alcuni testi di legge allo scopo di provare qualcosa. Molto spesso tali orazioni non erano autentiche ma esercitazioni di studenti di oratoria o di grandi oratori che volevano dimostrare abilità espressive: le situazioni e le leggi citate erano troppo paradossali per essere reali.

Da qui la distinzione tra:

  • Documento → da studiare scrupolosamente, contestualizzare e mettere in discussione circa ogni elemento che lo riguarda.
  • Racconto → non può essere considerato elemento unico di prova di veridicità di un evento.

Limiti temporali della storia greca

  • III-II millennio a.C. = Età del Bronzo, inizio ufficiale della storia della civiltà greca, nella quale si sviluppa la civiltà protogreca: 1) Civiltà Micenea 2) Civiltà Minoica/Cretese 3) Civiltà delle Cicladi.
  • XII-IX secolo a.C. = Medioevo ellenico/Dark Age, età a noi oscura della quale non conosciamo gli eventi perché non ci è stata tramandata nessuna scrittura al riguardo.
  • IX-XIII secolo a.C. = Età arcaica nella quale è stata reintrodotta la scrittura e possiamo articolare per grandi fenomeni.
  • V secolo a.C. = Età Classica, la più tramandata, dominata da successioni quali:
    • Convivenza tra Atene e Sparta e i loro rispettivi alleati (479 a.C.).
    • Egemonia Spartana.
    • Egemonia Tebana.
    • Egemonia Macedone.

Secondo alcuni storici ottocenteschi (es. Busolt) la data della fine della civiltà greca corrispondeva alla caduta della πόλις nel 338 a.C.

Nel tardo fascismo De Sanctis la pose alla morte di Socrate (399 a.C.) per il nesso tra politica e libertà.

Beloch fino al 217 a.C. con la Battaglia di Raphia per il patto tra Annibale e Filippo V.

Bengston fino al regno di Giustiniano per la chiusura della scuola platonica ad Atene.

Ma grazie allo studioso Gustav Droysen fu elaborata la nozione di Ellenismo, con la morte di Filippo e l’ascesa di Alessandro Magno nel 336 a.C. Egli ellenizzò l’Oriente e unificò la lingua e la cultura.

31 a.C. = data del termine dell’indipendenza politica dell’ultimo stato dominato dall’ellenismo, l’Egitto, sotto la discendenza dei Tolomei (da Tolomeo I, compagno di Alessandro Magno nella Battaglia di Cheronea del 338 a.C.).

Età del bronzo

Età del bronzo (per il frequente utilizzo del metallo).

Civiltà minoica

2000-1700 a.C.: sull’isola di Creta vengono edificati palazzi a Cnosso e poi a Festo.

1700-1450 a.C. = risistemazione su Cnosso e i palazzi già edificati, tutto gravita intorno al palazzo di questa città (civiltà palaziale).

Palazzo di Cnosso → orientato nord-sud, vi era un giardino rettangolare dal quale si accedeva ad altri ambienti. All’interno:

  • Controllo gestionale e dell’economia (vino, olive, grano ecc.).
  • Magazzino: si ricevevano e smistavano le merci.
  • Politica: per ogni palazzo vi era un sovrano diverso (anche a Creta non c’era unità politica).
  • Religiosa: affreschi nel palazzo testimoniano le processioni religiose avvenute in cortile.

Fonti: l’Affresco del Principe dei Gigli (sacerdote o re) fornisce dati archeologici (non scritti).

  • Il Disco di Festo (circolare e piccolo) unisce una scrittura ideogrammata indecifrabile alla Lineare A (caratteri sillabici con una sillaba x segno).
  • A Creta sono stati rinvenuti vasi in ceramica di Kamari raffiguranti elementi naturali (es. Polpo).
  • Gli affreschi sulla natura e l’assenza di fortificazioni testimoniano l’indole cretese pacifica.
  • Fu ricostruito da Evano che scavò e risistemò i resti con i materiali dell’epoca. Lo scoprì pensando che il Labirinto fosse il palazzo stesso e non comprendesse i sotterranei dove la moglie di Minosse consumò il rapporto con il toro per dar vita al Minotauro (da qui l’aggettivo minoico).

Erodoto testimonia la talassocrazia di Creta con le attività commerciali marittime.

Civiltà micenea

1450 a.C. = fine della civiltà minoica (ma distruggono il Palazzo di Cnosso solo nel 1280 a.C. per mano di quella micenea, nome derivante dalla Rocca di Micene, in tutta la Grecia intercontinentale: Peloponneso, Attica, Beozia, Tessaglia).

Ritrovata da Heinrich Schliemann, studioso tedesco ricco che ricercava la tomba di Agamennone basandosi sulla sola Iliade, ma al suo posto trovò il palazzo di Micene e corredi funebri.

Il palazzo era:

  • Sede della città.
  • Μέγαρον (sala del trono) → si accedeva varcando la Porta dei Leoni.
  • Focolare: funzione sacra, si venerava Poseidone.
  • Magazzini (anfore rinvenute).

Fonti:

  • Lineare B, decifrata nel 1952 da Michael Ventris e John Chadwick. Era sillabica e complessa (si ipotizza la scrivessero direttamente gli scribi). Tavolette di argilla cruda rinvenute direttamente incisa, venivano riutilizzate spalmando un secondo strato d’argilla. Alcune tavolette, bruciate, si sono trasformate in supporti scrittori non deperibili.
  • Quelle intatte hanno fornito informazioni sul:
    • Nome del sovrano: Wanaka (dal greco -Anax “signore”, definito così anche Agamennone).
    • Nome del capo militare: Lawagetas (da laos “armi”) → come il re assegnano il temenos.
    • Nome dell’aristocrazia latifondista: Telestai.
    • Nome dell’aristocrazia militare: Hepetai.
    • Nome della popolazione produttiva delle singole unità territoriali (assenza di unità politica): Damos.
    • Nome dei servi: Douloi.
  • Sono state ritrovate fortificazioni nei palazzi = popolo bellicoso.
  • Lungo l’Adriatico sono state rinvenute ceramiche micenee che testimoniano il rapporto (forse commerciale) con gli Ittiti (citati nei documenti).
  • L’assenza di metallo in Grecia fa pensare ad una ricerca nel Mediterraneo di esso per forgiare armi e creare gioielli per aristocratici.

1200 a.C.: fine civiltà micenea per:

  • Distruzione palazzi micenei x 1) Sismi 2) Incendi.
  • Aumento del terrore verso i popoli “non del mare” che terrorizzavano Egizi e ittiti.
  • Arrivo dei Dori dopo la Guerra di Troia, Eracliti del Peloponneso tornati a rivendicare la terra del padre Eracle.
  • Sconfitti da altri popoli non pervenutici (?).

Età oscura

Età Oscura (o Medioevo ellenico o Dark Age): nel XI a.C. comincia una fase di regressione:

  • Cambio modalità sepoltura.
  • Ritorno allo stile geometrico per la ceramica, diviso a sua volta in:
    • Protogeometrico: parzialmente ornate geometricamente.
    • Geometrico pieno: abbellimento totale.
    • Geometrico tardo: stilizzazione di figure umane. Ad Atene sono state ritrovate nelle necropoli lamento funebre in un monumento su anfora. È un monumento in quanto non usato per fini pratici.
  • Scomparsa di villaggi sparsi, edifici possenti.
  • Scomparsa della scrittura a fini amministrativi.
  • Ripiegamento economico in pastorizia e allevamento.

Dall’altra parte c’è passaggio politico dal Βασιλεύς ai Βασιλείς: divisione dell’importante potere.

Si forma quindi un governo di ἄριστοι (i nobili, quindi i migliori): chi governa è per nascita migliore e per diritto. Si definivano difensori dell’ordine pubblico, predominavano e possedevano terre, praticavano la pirateria (allora lecita), perseguivano esclusivamente i propri interessi economici.

I Cavalieri possedevano terre e cavalli ed erano più nobili e forti dei Fanti.

La classe media era costituita da artigiani e mercanti (Atena nell’Odissea si traveste da mercante per Odisseo e Telemaco, commerciare era simbolo di aristocrazia).

Emergerà militarmente con la Riforma Oplitica VIII - VII sec. a.C., fine durante la guerra Lelantina ad Eubea, tra Calcide ed Eritrea per la conquista della pianura di Lelanto, nella quale si τάξεις ὅπλο

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher heiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Ruberto Antonella.
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