Studiare l'arte, Gianni Carlo Sciolla
Parte prima
Capitolo 1: Winckelmann
Il concetto di storia dell’arte nasce negli ultimi anni del ‘700 con il quale sostiene che l’arte sia imitazione del passato e che il passato sia, di conseguenza, la chiave per leggere il presente. La sua definizione, tuttavia, non è l’unica pervenutaci nel corso del tempo ma siamo a conoscenza anche della concezione di Giorgio Vasari e Luigi Lanzi. Giorgio Vasari, autore de Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architettori, sostiene che per leggere un’opera d’arte sia necessario fare riferimento alla biografia dell’artista che l’ha realizzata; Luigi Lanzi, invece, sostiene che per comprenderla bisogna fare riferimento al suo radicamento a livello sociale.
Nel corso dei secoli il concetto di arte viene interpretato in modi diversi. Nell’antichità classica essa era intesa come techné, cioè come frutto dell’imitazione della natura e dell’abilità tecnica. Nell’età ellenistica, e successivamente, anche se in maniera diversa, in età medievale, l’arte era intesa come frutto dell’ispirazione divina. Nell’età rinascimentale, invece, l’arte era intesa come imitazione della natura e il presupposto fondamentale della rappresentazione artistica era il disegno, inteso sia come rappresentazione mentale che come rappresentazione grafica.
Convenzionalmente le arti vengono suddivise in arti maggiori (pittura, scultura, architettura) ed arti minori (arti applicate) ma, nel corso dei secoli, diversi furono i tentativi di divisione delle arti: Gorgia divide le arti in arti utili e arti piacevoli; Plutarco in arti utili, piacevoli e perfette; Platone in arti produttive e arti riproduttive; Galeno in arti servili e arti liberali.
Un concetto fondamentale che emerge sul finire del Quattrocento è il concetto di Belle arti. Esso emerge ne Le belle arti ricondotte ad un medesimo principio di Batteaux. Ecco che l’arte viene accostata all’idea di bellezza. E il “medesimo principio” di cui parla Batteaux è la natura. L’abilità dell’artista si vede laddove riesce a prendere gli aspetti migliori della natura e renderli arte. Un esempio di ciò lo si vede nel dipinto realizzato da Vasari e conservato nella sua residenza aretina in cui rappresenta Zeusi che, incaricato di rappresentare delle donne come prototipo di bellezza, aveva scelto le sette più belle della città e di esse aveva preso solo gli aspetti migliori.
Per opera d’arte si intende un oggetto che viene riconosciuto come tale nell’accordo tra fruitore e creatore. Qualsiasi oggetto può diventare opera d’arte, pensiamo per esempio alla Fontana di Duchamp o alle opere realizzate col dripping, cioè la colatura del colore. Sul concetto di opera d’arte ci sono pervenute due definizioni importanti: l’una di Ragghianti e l’altra di Grassi. Ragghianti sostiene che nel momento in cui viene realizzata ed esposta al pubblico, l’opera d’arte diventi un organismo autonomo e mai completo. L’opera si modifica continuamente in base alle interpretazioni che ne forniscono i fruitori, interpretazioni che prescindono dai documenti. Totalmente antitetica e maggiormente accettata dalla critica è, invece, la posizione di Grassi che sostiene che per essere ben interpretata un’opera non può prescindere dalla conoscenza dell’autore e delle fonti storiche.
Quando parliamo di opera d’arte è necessario delineare quale sia la differenza tra originale, replica, copia e falso. L’opera originale è quella realizzata dall’autore, firmata e che si riconosce anche dallo stile che manifesta i tratti tipici di un determinato artista. Una replica è la ripetizione dello stesso soggetto ad opera dello stesso artista (che la maggior parte delle volte conserva i disegni preparatori e decide di rifare l’opera o per perfezionarne lo stile o per perfezionarne i materiali). La copia è la ripetizione dello stesso soggetto ma fatta da un artista diverso. Il falso è la riproduzione dell’originale a scopo di lucro. In questo contesto è necessario fare riferimento al tema della serialità. La produzione in serie di un oggetto porta alla perdita dell’unicità di un prodotto artistico.
Nella realizzazione di un’opera l’artista può decidere di muoversi o in linea con la tradizione quindi solcando sentieri già percorsi, o in modo innovativo proponendo tecniche, stili, immagini differenti dai canoni del passato.
Capitolo 2
Quando studiamo un’opera d’arte il primo dato di percezione è rappresentato dal materiale. L’analisi dei materiali ci può essere utile sia per la collocazione geografica di un’opera d’arte e sia per la datazione. In particolare per quest’ultimo dato si ricorre all’analisi del carbonio 14, un isotopo del carbonio: maggiore la quantità di carbonio 14, maggiormente antico è il manufatto. Anche nell’ambito dei materiali ne distinguiamo alcuni tradizionali, come il legno e il marmo, e alcuni innovativi, come la tela.
Il legno è un materiale molto fragile sia a causa degli attacchi degli insetti xilofagi e sia perché, a causa del clima, tende ad inarcarsi. Per rafforzare il legno si applicano delle lastre di metallo. Ad un certo punto ci si rende conto che il legno è un materiale scomodo e si giunge all’invenzione della tela. La tela è maggiormente resistente rispetto al legno anche se è soggetta alla perdita di elasticità. La preparazione della tela consiste nell’imprimitura che gli conferisce elasticità. La tela più pregiata è quella di lino.
Capitolo 3
Cosa fa sì che il materiale diventi opera d’arte? La tecnica. Essa è l’insieme delle norme e dei procedimenti utilizzati dall’artista per trasformare la materia di partenza in manufatto artistico. Anche nell’ambito delle tecniche si distinguono tecniche innovative e tecniche tradizionali.
Tra le tecniche tradizionali in ambito pittorico ricordiamo l’encausto, l’affresco e la pittura a tempera.
L’encausto è una tecnica a caldo, diffusa nell’antico Egitto, i cui colori sono realizzati dall’unione di una parte liquida e una in polvere. La parte in polvere viene sciolta nella cera calda e si formano tinte molto resistenti.
L’affresco è una pittura che viene stesa sull’intonaco ancora fresco sintetizzandosi con esso. Esso era anticamente realizzato per sovrapposizione delle tinte e il disegno preparatorio veniva fatto tramite una pietra rossa, la sinopia. Successivamente venne introdotto il sistema a spolvero. Il disegno viene realizzato su un cartone e viene bucherellato con delle punte metalliche. Il colore passa attraverso i buchi e forma la sagoma pittorica sulla quale, poi, viene stesa la pittura.
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