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Gruppi

Metodi e strumenti

Testo di: Di Maria F.; Lo Verso G.

1. Capitolo

Parametri di differenti set(ting) dei gruppi clinici

Girolamo Lo Verso

Si tratta di uno studio finalizzato al bisogno di affrontare il problema di fare e insegnare correttamente il lavoro clinico con i gruppi e di definire una reale teoria della prassi, degli obiettivi, della valutazione. Si tratta di un lavoro collegato ai risultati della ricerca italiana e internazionale.

La chiarezza e il rigore si rendono, oggi, urgenti poiché i gruppi si sono rivelati uno dei principali e produttivi strumenti di lavoro psicologico clinico nel campo della salute mentale, ma anche più ampiamente nel sociale.

I parametri, ovviamente, integrano e aiutano il lavoro clinico, ma non risolvono certamente le questioni del vissuto, dell’ì te soggettività, della pe so a del o dutto e, del t ai i g, della diag osi.

È importante ricordare che modelli di conduzione o di interpretazioni validi in un setting di gruppo sono inadeguati o dannosi in un altro. La fondazione e conduzione di un gruppo si basa, quindi, sulla coerenza che ogni tipo di gruppo deve avere al suo interno e con i suoi parametri.

È necessario premettere alcune definizioni. Propongo di isolare l’espressione psicoterapia per quei gruppi che per obiettivi, problematiche affrontate, adeguatezza del set(ting) e della formazione del conduttore, si pongono consapevolmente ed esplicitamente obiettivi di cura e trasformazione sia delle problematiche sintomatiche sia delle problematiche di personalità a esse sottostanti.

Ritengo più chiaro, invece, chiamare gruppi di aiuto psicologico quei gruppi che pur utilizzando il metodo clinico, ed essendo condotti da clinici, si pongono obiettivi di maturazione emotiva, di positivo scambio interpersonale, di migliore gestione di sintomi e cura, bensì per la crescita soggettiva, interpersonale, organizzativa.

Tipo di gruppo: Gruppo di psicoterapia analitica (gruppo analisi oggettuale)

Domanda (e modalità di inizio del rapporto): individuale o di un servizio in un ambulatorio pubblico. C’è il problema dell’analisi della domanda, del contesto e delle aspettative dei pazienti. Prevede colloqui preliminari e una diagnosi intesa in senso ampio.

Tipo di utenza e tipologia di pazienti o utenti: in grado di formulare una domanda e condividere il progetto terapeutico. Genere misto.

Numero utenti: da 5 a 9.

Sede: Studio professionale, privato, pubblico ecc.

Set(ting) e matrice di gruppo: strutturato e stabile dopo le fasi di fondazione o le uscite o gli inserimenti di nuovi pazienti (se il gruppo è semiaperto o semichiuso). Se si tratta di un gruppo nuovo, sono fondamentali la fase preliminare e di inizio, di fondazione e costruzione del setting gruppale. Posizione a cerchio, frequentemente un tavolino al centro.

Cadenze sedute: due volte o una volta a settimana o due sedute consecutive nello stesso giorno.

Pagamento: diretto, nel caso di lavoro privato. Indiretto, se si svolge presso servizi.

Farmaci: trattamento farmacologico possibile e tendenzialmente transitorio, gestito da psichiatri esterni al gruppo, in qualche caso dai conduttori stessi.

Durata: lunga, di tipo analitico. Solitamente almeno 3 anni.

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Fondazione: la fondazione di un gruppo è variabile, essa deve tuttavia tendere a costruire un assetto stabile, a facilitare la possibilità di ingresso nel gruppo, la sua strutturazione, la stabilità nella partecipazione ecc.

Obiettivi: trasformazione del self e superamento della psicopatologia, maturazione delle strutture psi hi he, o p e sio e/dista zia e to dalla g uppalità i te a e dell’identità/patologia sintomatica.

Processualità: comunicazioni-interazioni visibili e invisibili non pensabili e non dichiarabili a se stessi e all’altro, verbali e non verbali, relazionali.

Corpo: pur indiretta, la presenza del corpo è centrale in ogni tipo di gruppo, poiché esso è il luogo dove la relazione vive e agisce.

Istituzione: la presenza degli aspetti istituzionali è centrale nei gruppi sia nel caso di presenza effettiva di essi sia di presenza indiretta e psichica (istituzioni di appartenenza del terapeuta ecc).

Responsabilità/conduttore: gruppo analista. Importanti le tematiche relative alla committenza e alla storia psichica e professionale del conduttore.

Conduzione: poca direttività soprattutto dopo la fondazione e agevolazione del processo gruppale. Lavoro sul singolo attraverso il gruppo.

Interventi (modalità tecnico-operative): attivazione della comunicazione e del processo gruppale, interpretazione, stimolazione della capacità associativa e auto-etero introspettiva del gruppo e dei singoli.

Formazione dei conduttori: training gruppo analitico (osservazione di gruppi terapeutici, supervisione, studio teorico-clinico, terapia personale analitica di gruppo e/o individuale, partecipazione a workshop di dinamica di gruppo).

Tipo di gruppo: Gruppo di terapia analitica (monosintomatico e disturbi del comportamento alimentare, tossicodipendenza)

Domanda (e modalità di inizio del rapporto): individuale, familiare, invio di strutture sociali, sanitarie, medici, amici, altri pazienti. Vedi precedente.

Tipo di utenza e tipologia di pazienti o utenti: in grado di formulare una domanda e condividere il progetto terapeutico. Prevalente presenza femminile in gruppi di anoressiche e bulimiche, di maschi nella tossicodipendenza.

Numero utenti: da 5 a 8.

Sede: centro specializzato privato sociale e/o pubblico, strutture cliniche di vario tipo, studio professionale.

Set(ting) e matrice di gruppo: strutturato e stabile dopo le fasi di fondazione o le uscite o gli inserimenti di nuovi pazienti (se il gruppo è semiaperto o semichiuso). Se si tratta di un gruppo nuovo, sono fondamentali la fase preliminare e di inizio, di fondazione e costruzione del setting gruppale. Posizione a cerchio, frequentemente un tavolino al centro. C’è una più diretta attenzione, rispetto al precedente, soprattutto iniziale, alle problematiche terapeutiche, all’emergente somatico, alla presenza della famiglia.

Cadenze sedute: due volte o una volta a settimana o due sedute consecutive nello stesso giorno.

Pagamento: diretto, nel caso di lavoro privato. Indiretto, se si svolge presso servizi.

Farmaci: trattamento farmacologico possibile e tendenzialmente transitorio, gestito da psichiatri esterni al gruppo, in qualche caso dai conduttori stessi. Rispetto al precedente, maggiore presenza di esperienze precedenti.

Durata: lunga, di tipo analitico. Solitamente almeno 3 anni, o medio-lunga.

Fondazione: richiede qui particolare attenzione vista la frequente fragilità, ambivalenza e diffidenza di questi pazienti e la loro difficoltà iniziale a condividere un setting. Si basa in prima battuta sul legame con l’analista e, nell’avvio del gruppo, sulla condivisione del sintomo, sul potersi capire reciprocamente.

Obiettivi: trasformazione del self e superamento della psicopatologia, maturazione delle strutture psi hi he, o p e sio e/dista zia e to dalla g uppalità i te a e dell’identità/patologia sintomatica.

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Rispetto al precedente qui c’è una più forte attenzione alle tematiche e problematiche legate al sintomo, al corpo e al rapporto mente-corpo-relazione, e all’identificazione con la matrice familiare.

Processualità: comunicazioni-interazioni visibili e invisibili non pensabili e non dichiarabili a se stessi e all’altro, verbali e non verbali, relazionali. Rispetto al precedente maggiore attenzione iniziale ai sintomi e alla famiglia, alla sua storia, al campo psichico ecc.

Corpo: il corpo, in tutti i suoi aspetti sessuali, narcisistici, simbolici, relazionali, biologici ecc. è centrale in questo tipo di gruppo e a esso va posta la massima attenzione psicodinamica.

Istituzione: la presenza degli aspetti istituzionali è centrale nei gruppi sia nel caso di presenza effettiva di essi sia di presenza indiretta e psichica (istituzioni di appartenenza del terapeuta ecc).

Responsabilità/conduttore: gruppo analista con capacità di attenzione alla specifica situazione sintomatica e alla questione famiglia.

Conduzione: poca direttività soprattutto dopo la fondazione e agevolazione del processo gruppale. Lavoro sul singolo attraverso il gruppo. Rispetto al precedente, maggiori interventi facilitanti contenitivi.

Interventi (modalità tecnico-operative): attivazione della comunicazione e del processo gruppale, interpretazione, stimolazione della capacità associativa e auto-etero introspettiva del gruppo e dei singoli.

Formazione dei conduttori: training gruppo analitico (osservazione di gruppi terapeutici, supervisione, studio teorico-clinico, terapia personale analitica di gruppo e/o individuale, partecipazione a workshop di dinamica di gruppo). Rispetto al precedente, la formazione è integrata da specifici approfondimenti sul sintomo e dalla capacità di lavorare e di pensare, a volte, trattamenti integrati e aspetti organizzativo-istituzionali.

Tipo gruppo: Psicodramma analitico (terapeutico)

Domanda (e modalità di inizio del rapporto): individuale o di un servizio in un ambulatorio pubblico. C’è il problema dell’analisi della domanda, del contesto e delle aspettative dei pazienti. Prevede colloqui preliminari e una diagnosi intesa in senso ampio.

Tipo di utenza e tipologia di pazienti o utenti: in grado di formulare una domanda e condividere il progetto terapeutico. Genere misto.

Numero utenti: da 5 a 9.

Sede: Studio professionale, privato, pubblico ecc.

Set(ting) e matrice di gruppo: strutturato e stabile dopo le fasi di fondazione o le uscite o gli inserimenti di nuovi pazienti (se il gruppo è semiaperto o semichiuso). Se si tratta di un gruppo nuovo, sono fondamentali la fase preliminare e di inizio, di fondazione e costruzione del setting gruppale. Posizione a cerchio, frequentemente un tavolino al centro.

Cadenze sedute: due volte o una volta a settimana o due sedute consecutive nello stesso giorno.

Pagamento: diretto, nel caso di lavoro privato. Indiretto, se si svolge presso servizi.

Farmaci: trattamento farmacologico possibile e tendenzialmente transitorio, gestito da psichiatri esterni al gruppo, in qualche caso dai conduttori stessi.

Durata: lunga, di tipo analitico. Solitamente almeno 3 anni.

Fondazione: la fondazione di un gruppo è variabile, essa deve tuttavia tendere a costruire un assetto stabile, a facilitare la possibilità di ingresso nel gruppo, la sua strutturazione, la stabilità nella partecipazione ecc.

Obiettivi: trasformazione del self e superamento della psicopatologia, maturazione delle strutture psi hi he, o p e sio e/dista zia e to dalla g uppalità i te a e dell’identità/patologia sintomatica.

Processualità: comunicazioni-interazioni visibili e invisibili non pensabili e non dichiarabili a se stessi e all’altro, verbali e non verbali, relazionali.

Corpo: pur indiretta, la presenza del corpo è centrale in ogni tipo di gruppo, poiché esso è il luogo dove la relazione vive e agisce.

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Istituzione: la presenza degli aspetti istituzionali è centrale nei gruppi sia nel caso di presenza effettiva di essi sia di presenza indiretta e psichica (istituzioni di appartenenza del terapeuta ecc).

Responsabilità/conduttore: gruppo analista. Importanti le tematiche relative alla committenza e alla storia psichica e professionale del conduttore.

Conduzione: poca direttività soprattutto dopo la fondazione e agevolazione del processo gruppale. Lavoro sul singolo attraverso il gruppo.

Interventi (modalità tecnico-operative): attivazione della comunicazione e del processo gruppale, interpretazione, stimolazione della capacità associativa e auto-etero introspettiva del gruppo e dei singoli.

Formazione dei conduttori: training gruppo analitico (osservazione di gruppi terapeutici, supervisione, studio teorico-clinico, terapia personale analitica di gruppo e/o individuale, partecipazione a workshop di dinamica di gruppo).

Tipo di gruppo: Psicodramma analitico (terapeutico)

Domanda (e modalità di inizio del rapporto): vedi gruppi classici.

Tipo di utenza e tipologia di pazienti o utenti: in grado di seguire le regole dello psicodramma o, per altri versi, ci si può riferire alle indicazioni classiche della terapia analitica di gruppo.

Numero utenti: da 6 a 12. Minore nel caso di pazienti gravi.

Sede: Studio professionale, privato, pubblico ecc.

Set(ting) e matrice di gruppo: strutturato con uscite e immissione di pazienti e con uno spazio centrale abbastanza ampio che consenta il movimento.

Cadenze sedute: due volte o una volta a settimana o due sedute consecutive nello stesso giorno.

Pagamento: diretto, nel caso di lavoro privato. Indiretto, se si svolge presso servizi.

Farmaci: trattamento possibile a opera di terzi.

Durata: da 1 a 5 anni, anche maggiore se pazienti gravi.

Fondazione: vedi gruppi classici.

Obiettivi: trasformazione del self e superamento della psicopatologia, maturazione delle strutture psi hi he, o p e sio e/dista zia e to dalla g uppalità i te a e dell’identità/patologia sintomatica.

Processualità: la dinamica di gruppo riflette la storia personale e la dinamica dei ruoli interni di ciascun membro. Le scene giocate drammatizzano il mondo interno nel gruppo.

Corpo: diviene centrale la dimensione del corpo in movimento e soprattutto del corpo rappresentazionale agito dai ruoli, dalle emozioni, dalle relazioni.

Istituzione: la presenza degli aspetti istituzionali è centrale nei gruppi sia nel caso di presenza effettiva di essi sia di presenza indiretta e psichica (istituzioni di appartenenza del terapeuta ecc).

Responsabilità/conduttore: psicodrammatista con competenze gruppo analitiche e cliniche, con formazione allo specifico lavoro con lo psicodramma.

Conduzione: direttiva od oscillante fra direttività e non direttività.

Interventi (modalità tecnico-operative): aiuto verso il paziente e il gruppo per individuare le scene significative, scelta di giochi che favoriscono la messa a fuoco di temi gruppali o individuali attraverso le occasioni di gruppo.

Formazione dei conduttori: formazione clinico-analitica-gruppale.

Tipo di gruppo: Gruppo di formazione e/o dell’organizzazione/istituzione di appartenenza

Domanda (e modalità di inizio del rapporto): individuale e/o di strutture didattiche, sociali, sanitarie, aziendali, di istituzioni politiche e pubbliche ecc.

Tipo di utenza e tipologia di pazienti o utenti: professionale, o aspirante tale, interessata allo psicologico. Medici e psicologi nel caso di formazione alla psicoterapia. Equipe di servizi, comunità, case famiglia, formatori.

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Numero utenti: da 5 a 15.

Sede: le più varie. Anche studio professionale, sedi di scuole o centri soprattutto nel caso di formazione alla psicoterapia o in genere clinica.

Set(ting) e matrice di gruppo: di tipo molto vario. Posizione a cerchio o intorno a un tavolo, salvo che nelle esercitazioni. Tendenzialmente strutturata.

Cadenze sedute: varia. Le modalità più diffuse sono settimanali, quindicinali o per seminari intensivi o cicli di workshop.

Pagamento: diretto, nel caso di lavoro privato. Indiretto, se si svolge presso servizi.

Farmaci: assenti.

Durata: da un weekend di sensibilizzazione ai 4 anni di una scuola di psicoterapia.

Fondazione: la fondazione è varia e articolata. Vanno comunque via via esplicitati obiettivi e metodi e i confini del gruppo rispetto a gruppi terapeutici e ad altri tipi di esperienze formative.

Obiettivi: acquisizione di competenze relazionali, didattiche, gruppali, professionali ecc. Apprendimento psicorelazionale, maturazione affettiva, emotiva e cognitiva personale e interpersonale. Capacità di lettura delle dinamiche gruppali e istituzionali e di svolgere specifici compiti. Capacità di essere in prima persona nel processo gruppale.

Processualità: a seconda del tipo di gruppo o dei suoi obiettivi.

Corpo: nei gruppi di formazione solitamente la dimensione corporea non ha particolare rilevanza diretta.

Istituzione: la dimensione istituzionale intesa sia nei suoi aspetti inconsci sia in quelli organizzativi è una questione centrale in questo tipo di gruppi.

Responsabilità/conduttore: conduttore o staff di conduzione con formazione dinamico-gruppale e specifica competenza formativa e organizzativo/istituzionale.

Conduzione: attiva: agevolazione del processo interpersonale, aumento delle capacità di pensiero complesso e della qualità di svolgimento del compito professionale.

Interventi (modalità tecnico-operative): attivazione della comunicazione e delle relazioni interpersonali, interpretazione. Eventuali momenti pedagogico-gruppali (lettura dei processi).

Formazione dei conduttori: abbastanza variegata a seconda del tipo di gruppo.

Tipo di gruppo: Gruppo di relazioni riabilitative (socio psichiatrico, arte terapeutico) ecc.

Domanda (e modalità di inizio del rapporto): presa in carico di un servizio territoriale o di comunità o di realtà clinico-sociale su richiesta individuale, familiare e sociale.

Tipo di utenza e tipologia di pazienti o utenti: psichiatrica grave, a volte non auto responsabile. Spesso scarsamente in grado di autogestirsi come gruppo o di realizzare momenti produttivi.

Numero utenti: da 5 a 20.

Sede: servizio/territorio/strutture socio terapiche, centri diurni/comunità terapeutiche, spazi sociali, reparti o cliniche psichiatriche.

Set(ting) e matrice di gruppo: molto variabile e cangiante, ma sempre necessariamente di gruppo presente nel progetto dell’equipe il cui lavoro sul qui e ora e sul fare. Semistrutturato.

Cadenze sedute: frequente.

Pagamento: frequentemente indiretto o a carico di strutture sanitarie o amministrative.

Farmaci: trattamenti farmacologici frequenti e di lungo pe

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleCas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Lo Verso Girolamo.
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