Psicologia dell’educazione e dei processi d’apprendimento
Psicologia dell’educazione
- Specificità: processi insegnamento/apprendimento, in quale relazione stanno e capire in che modo un certo tipo di insegnamento può essere proficuo per l’apprendimento.
- Alcuni obiettivi: capire come esseri umani ragionano, apprendono concetti, elaborano informazioni.
- Periodo di interesse: fino all’età adulta.
- Contesti: scuola, famiglia, situazioni di vita reale.
Apprendimento che avviene non soltanto nel contesto scolastico, ma in più ambienti della vita.
Le tematiche che si tratteranno non valgono solo nell’ambiente scuola ma anche in altri ambienti, bisogna guardare gli argomenti sulla propria pelle.
1. Approcci classici allo studio dell’apprendimento scolastico
Origine della psicologia dell’educazione
La psicologia è una scienza molto giovane e la psicologia dell’educazione è ancora più giovane, è nata ad opera di Thorndike, nasce in questo contesto perché lui ha avuto l’interesse nel vedere quali leggi, teorie, potessero essere sfruttate per affrontare i problemi educativi e didattici. Scienza con una forte valenza applicativa, queste teorie come possono essere sfruttate per facilitare l’apprendimento, la psicologia dell’educazione è molto più forte all’estero che in Italia ma ha la peculiarità, il valore di avere una ricaduta nell’ambito della vita reale delle persone.
Primi anni del XX secolo, quando sono stati pubblicati negli Stati Uniti sia la prima opera, Educational Psychology, per mano di Thorndike, sia il primo numero della rivista “Journal of Educational Psychology” con l’articolo introduttivo dello stesso autore sui contributi della psicologia dell’educazione.
Leggi, metodi e tecniche della psicologia applicate per affrontare i problemi educativi e didattici (carattere applicativo).
Scopo psicologia dell’educazione/istruzione: comprendere e rendere più efficienti rapporti tra apprendimento, processi, contesti di istruzione / facilitare l’apprendimento. Capire come funzioniamo e di rendere più efficienti i nostri processi al fine dell’apprendimento.
Tematiche affrontate nel corso
- Approcci teorici della psicologia dell’educazione.
- Intelligenza e differenze individuali.
- Motivazione.
- Metacognizione.
- Autoregolazione.
Approcci teorici: psicologia dell’educazione nata dopo la psicologia, con l’idea di prendere queste leggi e vedere come funzionano per facilitare l’apprendimento, all’inizio ha seguito gli approcci teorici che nel campo della psicologia esistevano. Comportamentismo, comportamentismo e approccio socioculturale. Oggi molte leggi del comportamentismo sono state superate ma alcune cose sono arrivate sino a noi.
Tema centrale: apprendimento
“L’apprendimento è un cambiamento che si manifesta in un individuo per effetto dell’esperienza” (Mason, 2006). Cambiamento relativo al comportamento o alla conoscenza.
“Cambiamento relativamente permanente nel comportamento o nella conoscenza provocato dall’esperienza, cioè dall’interazione tra un soggetto e l’ambiente fisico e sociale. I cambiamenti dovuti all’apprendimento vanno distinti sia da quelli derivati da condizioni temporanee dell’organismo (quali sonno, stanchezza, malattia, fame, assunzioni di farmaci o droghe), sia da quelli (come il nuoto nei girini o il volo degli uccelli) dovuti principalmente a processi di maturazione” (Bonino, 1994).
“Processo psichico che consente al soggetto di acquisire in forma durevole, ma non a seguito di fattori innati o di processi di maturazione di ordine chiaramente biologico, semplici abitudini o conoscenze e competenze anche molto complesse” (Bertolini, 1996).
“Processo psichico che consente una modificazione durevole del comportamento per effetto dell’esperienza. Si escludono tutte le modificazioni di breve durata dovute a condizioni temporanee, episodi isolati, eventi occasionali, fatti traumatici, mentre il riferimento all’esperienza esclude tutte quelle modificazioni determinate da fattori innati o dal processo biologico di maturazione” (Galimberti, 1999).
L’apprendimento viene solitamente definito come un cambiamento che si manifesta in un individuo per effetto dell’esperienza. I mutamenti legati alla crescita o alla maturazione non sono perciò inclusi tra i casi di apprendimento così come non lo sono quei comportamenti presenti sin dalla nascita. Gli esseri umani apprendono così tanto dal primo giorno di vita che apprendimento e sviluppo sono legati inseparabilmente.
La definizione generica di apprendimento come cambiamento che si manifesta in un individuo per effetto dell’esperienza viene resa più specifica precisando che il cambiamento può riguardare il comportamento o la conoscenza, e che si manifesta in molti modi, solo alcuni dei quali sono intenzionali.
Principali approcci teorici
- Cognitivismo.
- Approccio socioculturale.
Si tratta di teorie più o meno “classiche”, in quanto hanno caratterizzato la storia della psicologia dell’educazione alle sue origini o comunque nei primi decenni, o hanno contrassegnato e consolidato il suo sviluppo successivo, oppure di teorie più recenti che hanno ispirato e ispirano una parte considerevole della ricerca attuale, anche se non in egual misura l’applicazione nei contesti scolastici.
Associazioni
- American Educational Research Association (AERA).
- European Association for Research on Learning and Instruction (EARLI).
- Associazione Italiana di Psicologia (AIP), Sezione di “Psicologia dello sviluppo e dell’educazione”.
Psicologia dello sviluppo / psicologia dell’educazione
Studiosi dello sviluppo interessati alla psicologia dell’educazione / istruzione poiché la conoscenza è fondamentale per lo sviluppo cognitivo, la scolarizzazione influisce sulla crescita delle abilità cognitive (Mason, 2006).
Apprendimento e cultura sono fondamentali per lo sviluppo (Vygotskij, 1978).
Approcci classici allo studio dell’apprendimento scolastico: la psicologia dell’educazione e il comportamentismo
Approccio comportamentista
La nascita del comportamentismo viene fatta risalire al 1913, anno in cui compariva negli Stati Uniti un articolo di John Watson in cui lo studioso affermava la necessità di rifondare la psicologia su basi scientifiche, bandendo definitivamente quei concetti di derivazione filosofica che apparivano troppo vaghi (es. mente-coscienza).
Solo i comportamenti, ossia atti esteriori, direttamente osservabili, definibili in termini di risposte di un organismo agli stimoli ambientali dovevano costituire oggetto di studio della psicologia.
Il comportamentismo enfatizzava fortemente il ruolo dell’ambiente, assumendo una posizione totalmente critica nei confronti dell’innatismo: le esperienze compiute da un individuo potevano rendere conto del suo comportamento e anche il comportamento più complesso era riconducibile a una lunga catena di apprendimenti successivi.
L’apprendimento è la continua creazione di nuove associazioni tra stimoli dell’ambiente e risposte dell’individuo.
Apprendimento: associazione stimolo – risposta (S-R).
L'apprendimento è passivo, semplice ricezione e memorizzazione di stimoli.
Scopo della psicologia: predire, modificare, controllare il comportamento osservabile. I processi cognitivi non vengono considerati.
Condizionamento classico (Pavlov, 1849-1936): consiste nell’emissione di una risposta naturale in presenza di uno stimolo non naturale. Il meccanismo del condizionamento classico poteva rendere conto solo di comportamenti semplici.
Condizionamento operante (Skinner, 1904-1990).
Condizionamento operante (Skinner, 1953)
Il meccanismo del condizionamento operante si riferiva alla modificazione del comportamento che un organismo produce spontaneamente prima che venga rafforzato dal condizionamento, e non come risposta a uno stimolo.
Rinforzo positivo e negativo: evento che fa aumentare la frequenza del comportamento che lo precede.
Rinforzo
RINFORZO (definito da Skinner).
Il rinforzo è quell’evento che aumenta la frequenza del comportamento che lo precede.
- Positivo: si verifica una situazione piacevole (es. un ratto affamato rinchiuso in una gabbia trova il cibo).
- Negativo: viene meno una situazione spiacevole (es. al ratto non viene più somministrata una scossa se preme una leva).
Punizione: evento che diminuisce la probabilità che si manifesti un comportamento cui è associata. Genera ansia e paura ma questo non facilita l’apprendimento, lo ostacola.
La frequenza di un comportamento diminuisce anche quando non vengono più dati rinforzi alla sua emissione.
Token economy: utilizzata moltissimo e in svariate forme, l’uso dev’essere sporadico e per una determinata cosa, basare tutto su questi sistemi è rischioso, gli allievi devono essere autoregolati, molto utile nei programmi di riabilitazione, per esempio nei ritardi o con bambini con iperattività, sempre affiancata da aspetti di riflessioni. Spesso anche quando ci sono problemi di conduzione della classe. Accanto a questa token economy c’è tutto un lavoro per esempio di condivisione, processo di lavoro anche sul piano cognitivo.
Comportamentismo e psicologia dell’educazione
Istruzione programmata
Skinner applicava il suo modello alla programmazione di corsi o unità didattiche di autoistruzione, che gli studenti potevano svolgere individualmente mediante l’utilizzazione di macchine per insegnare.
Skinner riteneva che l’apprendimento potesse essere scisso in piccole parti e che fosse necessario che ogni discente seguisse quei passaggi per arrivare ad un obiettivo finale. Macchine che calibravano un percorso affinché tutti arrivassero all’obiettivo finale. Valutati prerequisiti e poi programmato un percorso ad hoc.
Alcune persone pensavano che queste macchine potessero sostituire il ruolo di insegnante. Idea che si potesse apprendere con una macchina sembrava essere vincente. Assomiglia un po’ ai programmi di apprendimento delle lingue straniere con vari step, solo quando si sono raggiunti determinati obiettivi, viene dato un rinforzo positivo. Richiama questo aspetto.
Si inizia a parlare di alcuni aspetti che ora sono importanti.
- Applicazione del modello di condizionamento operante.
- Programmazione di unità didattiche di autoistruzione.
- Definizione degli obiettivi di istruzione.
- Accertamento prerequisiti posseduti.
- Si procede nel compito solo se viene data la risposta esatta (R+ stimolo per apprendimento successivo).
- Sequenze di apprendimento che tengono conto degli errori commessi.
Skinner riteneva che sbagliando si impara a sbagliare, per cui era compito cruciale predisporre nella giusta sequenza di passi semplici e graduali il materiale di apprendimento suddiviso o perfino atomizzato, nel suo contenuto in modo tale da garantire il successo, passo dopo passo, dando la possibilità a ogni individuo di procedere secondo il proprio ritmo nell’itinerario prefissato. Per garantire l’operatività dell’allievo, che riflette la sua partecipazione attiva al processo di apprendimento, non gli veniva richiesto di scegliere una risposta fra le altre, bensì di costruire la propria.
Principi guida dell’istruzione programmata
- L’apprendimento avviene osservando le conseguenze delle proprie azioni.
- I comportamenti rinforzati vengono ripetuti (R+ motiva), quelli non rinforzati si estinguono.
- Più veloce è l’associazione comportamento-rinforzo, più è frequente il comportamento.
- Un apprendimento complesso può essere suddiviso in tanti apprendimenti più semplici e graduali, importanza della progettualità.
L’enfasi sul tempo per apprendere a disposizione dello studente, ritenuto una variabile fondamentale nei processi di istruzione, verrà posta da Carroll introducendo il concetto di mastery learning, ossia l’apprendimento per la padronanza, basato sull’assunzione che è possibile porre tutto (o quasi) gli allievi nelle condizioni di raggiungere pienamente, per ogni passo o unità dell’itinerario didattico predisposto, gli obiettivi stabiliti, consentendo loro di avanzare secondo i propri ritmi, sulla base di opportune valutazioni formative lungo il percorso, accuratamente progettato in tutti i suoi segmenti.
Addestramento militare
La ricerca sull’istruzione militare, pur essendo meno legata alle questioni dell’istruzione, ha dato un contributo di rilievo alla psicologia dell’educazione per l’analisi della prestazione richiesta all’essere umano quando si trova a controllare sistemi uomo-macchina complessi, ossia come avviene l’apprendimento di un’abilità percettivo-motoria complessa, che non poteva essere spiegato solo in termini di semplici associazioni stimolo-risposta, ma di relazioni e interazioni.
- Feedback.
- Task analysis.
1. Feedback: informazione di ritorno, conoscenza dei risultati, permette di valutare l’accuratezza della propria prestazione. Deve intercorrere poco tempo tra prestazione e feedback. Informazione di ritorno, determinato comportamento e si ottiene una determinata risposta. Ci si regola in funzione dei feedback che si ricevono, bisogna saperli leggere. L’insegnante deve dare feedback corretti al fine dell’apprendimento. Feedback efficace se imminente.
2. Task analysis: identificazione dei requisiti comportamentali necessari per l’esecuzione di un compito. Costruzione di un percorso da seguire per portare l’allievo al raggiungimento dell’obiettivo.
Progettualità, ci dev’essere un’analisi del compito, bisogna avere ben in mente l’obiettivo da raggiungere per organizzare tutti i passaggi per arrivare a quell’obiettivo.
Come rendere esperto un individuo a svolgere un compito?
Prestazione esperta: implica una sequenza organizzata di attività; è orientata al raggiungimento di un obiettivo.
Viene costruito un progetto specifico per ogni situazione:
- Livello di prestazione da raggiungere (criterio).
- I tipi di risposta.
- L’uso di strumenti.
- La sequenza di esercizio.
Apprendimento e conoscenza
Volendo sintetizzare la concezione di apprendimento che caratterizza l’orientamento comportamentista classico per evidenziarne l’aspetto essenziale, ci riferiamo alla metafora della trasmissione.
Apprendimento: conoscenza trasmessa da un emittente a un ricevente in modo meccanico, senza trasformazioni. Chi riceve non elabora, ma memorizza soltanto. Visione passiva di apprendimento estremamente semplificata, non vengono prese in considerazione minimamente le differenze individuali.
Scopo della psicologia: predire, modificare, controllare il comportamento osservabile. I processi cognitivi non vengono considerati.
L’assunto di fondo S-R verrà messo in discussione dal cognitivismo/costruttivismo: lo stimolo viene percepito in modo oggettivamente univoco da ogni individuo?
Limiti del comportamentismo
- Non spiega i processi interni dell’individuo (aspetti cognitivi, emotivi...).
- Non è in grado di spiegare abilità complesse (es. linguaggio).
- Non è in grado di spiegare processi di apprendimento quali i comportamenti esplorativi.
- Non è in grado di spiegare le teorie ingenue (teorie contrarie alla realtà. Continuano spesso a sussistere nonostante vi sia un insegnamento che tende a smantellarle), le credenze.
- Apprendimento come fenomeno individuale, trascurata la dimensione sociale e culturale dell’individuo.
Intervista ad alcuni insegnanti nel 2001
L’apprendimento è come una videocamera che registra il mondo.
L’apprendimento è come una spugna che si inzuppa nell’acqua.
L’apprendimento è come scrivere in un quaderno nuovo con una matita magica che non si consuma mai.
(Martínez, Sauleda, & Huber, 2001)
Dietro queste risposte c’è un orientamento comportamentista, perché non c’è l’aspetto costruttivo, non è semplicemente incamerare quello che si vede nella realtà, non è un quaderno nuovo perché non è vero che non c’è niente. L’idea che si impari per assimilazione passiva di informazioni in una tabula rasa sottostà a tali metafore.
Riassumendo: comportamentismo
Visione dell’apprendimento: passivo, no elaborazione, semplice memorizzazione.
Utilità per la psicologia dell’educazione:
- Sviluppo / apprendimento: progressivo e continuo ma non cumulativo.
- Rinforzo.
- Feedback.
- Task analysis (progettualità).
- Rigore scientifico.
- Visione dell’apprendimento per il comportamentismo.
- Definizione di rinforzo – punizione.
- Quali aspetti del comportamentismo sono giunti fino a noi e cosa è stato superato.
Teoria dell’apprendimento sociale
A partire dagli anni cinquanta circa, si cominciava a mettere in discussione che il condizionamento classico e operante potessero risultare esplicativi della complessità del comportamento umano. L’interesse per le relazioni interpersonali e gli aspetti sociali delle situazioni di apprendimento portava al fiorire della ricerca sull’apprendimento sociale, dalla quale emergeva la rivalutazione del ruolo dell’imitazione come meccanismo autonomo di apprendimento, non più soggetto solamente ai principi del condizionamento operante.
Alcuni autori hanno spostato l’interesse dal puro comportamento osservabile, un contributo fondamentale lo si deve ad un autore, uno psicologo sociale, Bandura. Bandura sosteneva che il pensiero cosciente guida il comportamento, ognuno attua comportamenti in funzione che fa anche per conseguenze del proprio comportamento. Parla anche dell’apprendimento in funzione dell’osservazione, si valutano le conseguenze del proprio comportamento e si impara sia dall’errore che dal successo. Non è necessario un rinforzo esterno. È
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