Didattica e metodologia delle attività motorie
(Francesco Casolo)
Libro: Didattica delle attività motorie per l’età evolutiva (Francesco Casolo)
Cap. 1: Cultura, salute e personalità
Promozione della salute = processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute per migliorarla.
Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, un individuo/un gruppo deve essere capace di realizzare e soddisfare i propri bisogni.
Salute = risorsa per la vita quotidiana, non è l’obiettivo del vivere.
Salute è un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche. (Estratto dalla Carta di Ottawa, Canada, 1986).
1. Verso una cultura del movimento e della corporeità
Cultura = deriva dal latino, verbo “colere” = coltivare.
Prima: bagaglio di conoscenze, valori, atteggiamenti, costumi, credenze fondamentali trasmesse di generazione in generazione.
Oggi: insieme di culture delle diverse popolazioni. Infatti oggi si parla di culture differenti = gruppi la cui appartenenza presuppone la condivisione di una specifica identità culturale.
La scienza che studia le diverse culture si chiama antropologia culturale.
Per l’UNESCO cultura = la serie di caratteristiche specifiche di una società.
Quindi oggi la cultura è tutto ciò che:
- È utile per arricchire l’essere e l’agire dell’uomo.
- Valorizza l’uomo e la società.
- Permette di interagire positivamente con l’ambiente.
Cultura del movimento e della corporeità = gestione intelligente del proprio corpo.
Oggi non si ha un sufficiente livello di cultura generale del movimento.
I sistemi scolastici sono carenti perché l’orientamento educativo è legato ancora alla creazione di un’intelligenza umana basata sul sapere umanistico e scientifico.
Come diceva Gardner: esiste ancora un grande divario tra le competenze che la scuola fornisce e quelle richieste dalla società.
Cultura motorio-sportiva = settore disciplinare poco valorizzato (es. i ragazzi che escono dalle scuole superiori non conoscono il loro indice di massa corporea BMI).
La corporeità deve essere considerata come un valore = punto di partenza per conoscere, comunicare, fare e agire nell’ambiente, non solo fisicità ed estetica.
2. La scienza della personalità
L’educatore sportivo svolge un lavoro importante per lo sviluppo polivalente della personalità.
Personalità = deriva dal latino “persona”, indicava la maschera che gli attori indossavano durante le recite.
E. Thill: 50 gruppi di definizioni. Due gruppi attraverso due criteri:
- Esteriorizzazione del comportamento - scuola americana, personalità = interazione individuo con ambiente; (approccio ambientalista).
- Analisi del fatto psichico = sull’autocoscienza, esclude il condizionamento esterno. (approccio biologico).
Psicologia della personalità tra due polarità: approccio ambientalista e approccio biologico, più terza componente.
Personalità = 3 componenti:
- Disposizione/carattere
- Temperamento: parte innata: capacità di autoregolazione dell’Io = (approccio biologico).
- Attitudine: parte modulata dall’ambiente, modulazioni che la natura umana può assumere nei singoli individui. (approccio ambientalista).
Due orientamenti: similarità e singolarità.
Oggi: “Ogni uomo è per certi versi uguale a tutti gli altri uomini, per certi versi uguale solo a alcuni e per altri dissimile da tutti”.
Dalla teoria ippocratica degli umori si è ereditato il concetto di “temperamento” = in origine, diversi umori che si combinavano.
Dalla seconda metà del ‘900, il temperamento = aspetti formali del comportamento, ossia differenze osservabili nelle emozioni/umori/attività motoria. È determinato da variabili biologiche, si manifesta dall’infanzia, quindi rivela componenti ereditarie.
4 tipi di variabili: morfologia costituzionale, sistema endocrino, sistema nervoso, patrimonio genetico.
Ambiente = fonte di forze modellatrici della personalità; credono che l’organismo sia parte integrante di un sistema di rapporti con l’ambiente fisico e socio-culturale che li circonda.
Componenti ambientali sono: variabili geofisiche, culturali, e ruolo dei rinforzi.
Variabili biologiche = materiale remoto, variabili ambientali = materiali più prossimali.
Comportamento determinato non solo dai tratti, ma anche dalle situazioni ambientali.
Big Five (Cinque Grandi Fattori): teoria disposizionalista:
- Energia/estroversione.
- Amicalità/gradevolezza.
- Coscienziosità.
- Stabilità emotiva/nevroticismo.
- Apertura mentale/cultura/intelletto.
Il comportamento non è predetto solo dai tratti della personalità, ma il fattore decisivo è l’interazione con le diverse situazioni.
3. L’educazione alla salute e le life skills (abilità per la vita)
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito promozione della salute = processo che cerca di incrementare il controllo e di migliorare la condizione di salute delle persone.
Dalla Carta di Ottawa = intervento multidimensionale che rafforza la consapevolezza pubblica della salute.
Salute = prodotto dell’interdipendenza tra individuo e sottosistemi dell’ecosistema.
Educare alla salute = rendere le persone consapevoli delle conseguenze dei comportamenti influenti sulla salute. Processo educativo cerca di indurre azioni volontarie.
Messaggi educativi non focalizzati su singole azioni, ma su stili di vita duraturi.
La scuola + ASL ha il compito di educazione alla salute.
Obiettivo: promuovere uno stile di vita sano e fornire ai più giovani quelle abilità per la vita (life skills) che consentano loro di affrontare varie scelte per la salute con adeguate conoscenze/motivazioni.
Scuola che mette al primo posto tra gli obiettivi quello della promozione della salute si fonda su modello sociale di salute.
I bambini a scuola devono apprendere come migliorare la propria salute, imparando a conoscere e controllare il proprio corpo: serve progetto educativo per la salute.
Scuola = sede potenziale del potenziamento individuale per la promozione della salute.
Sistema aperto (non più chiuso come anni fa), capace di progettare autonomamente, creare reti e relazioni.
Famiglia (prima istanza educativa) = ruolo essenziale nel progetto per la salute.
Importante che tra scuola e famiglia ci sia continuità educativa. Presenza della famiglia nella scuola per promuovere il sapere, saper essere e saper fare.
Life skills = abilità psico-socio-affettive, che coinvolgono pienamente la corporeità e l’apprendimento in situazione = educazione attraverso il movimento.
Salute come sviluppo delle potenzialità umane. OMS nel documento “Life skills education in school” del 1993.
L’educazione all’affettività = momento cruciale per lo sviluppo di conoscenze, abilità e competenze.
Le life skills comprendono l’insieme delle abilità personali e relazionali che servono per governare i rapporti con tutto il resto del mondo e per affrontare positivamente la vita quotidiana.
Alla base della concezione olistica della persona (approccio bio-psico-sociale), la tutela della salute non è compito solo del settore sanitario, ma è un dovere intrinseco di tutti gli ambiti socio-educativi = famiglia, scuola, enti locali, e associazioni.
“L’educazione deve porre la persona in grado di acquisire competenze per adeguarsi a una società che richiede doti di flessibilità, adattamento, capacità di assumersi responsabilità e un senso di efficacia personale e collettiva”.
Italia = programmi educativi sulle life skills = pochi riscontri.
Porta risultati positivi, soprattutto nei programmi a lungo termine, più il programma è precoce (3-6 anni) più è efficace.
Set di life skills
OMS individua set di life skills:
- Decision making: capacità di prendere decisioni = valutare le diverse opzioni e le possibili conseguenze.
- Problem solving: risolvere problemi = trovare soluzioni costruttive ai problemi.
- Pensiero creativo: A+B.
- Pensiero critico: saper analizzare le informazioni.
- Comunicazione efficace: sapersi esprimere sia verbale che non.
- Capacità di relazioni interpersonali: mettersi in relazione con gli altri.
- Autoconsapevolezza: conoscenza del sé.
- Empatia: capacità di mettersi nei panni dell’altro.
- Gestione delle emozioni: riconoscimento delle emozioni proprie e altrui.
- Gestione dello stress: riconoscere le fonti di stress e gestirlo.
Salute intesa come benessere fisico, mentale e sociale non come assenza di malattia.
Classificazione delle life skills in 3 famiglie di competenze chiave:
- Competenze sociali e interpersonali: comunicazione, assertività (esprimere in modo chiaro le proprie emozioni) e empatia.
- Competenze cognitive: decision making, pensiero critico, autostima.
- Competenze emotive: gestione dello stress e senso di autoefficacia.
Metodologia
Quale metodologia? Fondamento: la teoria dell’apprendimento sociale di Bandura = metodologia attiva, induttiva, e esperienziale.
Apprendimento attivo e in situazione = con partecipazione sia di alunni che di docenti.
Strumenti: brainstorming + role playing (mettersi nei panni dell’altro) + educazione socio-emotivo-affettiva, peer education (naturale trasmissione di conoscenze: gli alunni diventano soggetti attivi della propria formazione).
4. Età evolutiva: stili di vita e sovrappeso
Indagine multiscopo del 2000, condotta da Istituto Nazionale di Statistica, ha evidenziato lo stato di sovrappeso e obesità infantile e adolescenziale in Italia.
Fenomeno degli ultimi 20 anni (1999-2000): superato il 20% di bambini sovrappeso, maggiore nei maschi e nelle regioni del Sud (regione meno interessata la Valle d’Aosta, quella più la Campania).
Principali fattori: la sedentarietà (soprattutto dove la madre ha un basso livello di istruzione).
Rapporto Osservasalute 2009: aumento della popolazione bambini sovrappeso 35,6% nei bambini (1 su 3).
Per prevenire malattie garantire sufficienti livelli di attività fisica.
Peso = misura della massa corporea = massa magra (muscolatura, tessuto osseo, articolazioni) + massa grassa (tessuto adiposo) + acqua nella giornata varia maggiormente. (Chi vuole perdere peso non deve far conto sull’acqua, perché varia).
Statura = distanza (in stazione eretta) dalla superficie del pavimento a quella superiore del cranio. Varia nella giornata di 1 cm per 2 cause: compressione dischi intervertebrali + affaticabilità della muscolatura posturale.
Relazione che esprime il rapporto tra peso e statura è il BMI = (Body Mass Index) indice di massa corporea.
BMI = Peso in Kg/statura x statura (in mt). Indice più attendibile per valutare lo stato nutrizionale.
Adulti: sottopeso <18.5, peso normale tra 18.6 e 24.9, sovrappeso tra 25 e 29.9, obesità >30. (eccezione se aumento di peso dovuto a incremento massa magra x atleta).
Bambini: sottopeso < alla curva 10°, normopeso tra 11° e 84°, sovrappeso tra 85° e 95°, obeso > 95° (carenze motorie e coordinative significative, si affaticano più facilmente).
Se il sovrappeso persiste serve osservazione medica. Fenomeno condiziona i preadolescenti: cause: derisioni.
Fattori che determinano il sovrappeso: genetici e familiari + psicologici (cattivo rapporto con genitori) + fattori socio-ambientali (basso livello socio-economico, errato comportamento alimentare, tendenza alla vita sedentaria).
Per fattori genetici + psicologici si incide solo con terapie di tipo farmacologico o psicologico. Sui fattori ambientali interviene con efficace processo di trasmissione di cultura alimentare e motoria.
Linee guida OMS per combattere il sovrappeso
- Consumo di alimenti e comportamenti legati all’assunzione di cibo.
- Tempi e modalità di attività motorio-sportiva: da vita sedentaria a attiva.
- Comportamenti legati ai tempi trascorsi al video.
Attività motorie
- Sedentarie: tra 1 a 1.5 MET = stare seduto.
- Lievi: tra 1.5 e 3 MET = giocare a carte, scrivere, giocare.
- Moderate: da 3 a 6 MET = camminare, tirare a canestro, giochi di movimento.
- Vigorose: > 6 MET = correre, pedalare.
(Scelta culturale: MET = energia necessaria per mantenimento del metabolismo corporeo).
Insegnare ai bambini di oggi i giochi di movimento che una volta venivano giocati nei cortili = scelta culturale migliore in assoluto.
Consumo di alimenti: 5 porzioni di frutta/verdura al giorno. Più porzioni di quantità limitata distanziate nel tempo. Eliminazione/riduzione di bevande zuccherate. Integrare alimentazione con alimenti ricchi di fibre (facilitano la digestione) e calcio (per le ossa).
Comportamenti legati all’assunzione di cibo: fare sempre colazione. Tanti spuntini piuttosto che grandi pasti, pasto della sera = leggero. Limitare i pasti fuori casa.
Consentire ai figli autogestione nell’assunzione di cibo: devono imparare a gestire la propria dieta = graduale autonomia nell’alimentazione.
Tempi e modalità di attività motorio-sportiva: almeno 1 ora al giorno = 5 ore settimanali di cui almeno 2-3 ore in ambito scolastico (motoria + ricreazione).
Suggerire anche attività motoria extra scolastica: lo sport che più piace, meglio se richiede un impegno > di 3 MET.
Sia ludica (dove però il bambino sceglie quando fermarsi = svantaggio), sia sportiva strutturata (dove i tempi sono definiti dall’allenatore = svantaggio: a volte ci si impegna sulla pratica ma non sulla creatività del bambino).
Per gli spostamenti privilegiare il movimento e non i mezzi.
Tempi trascorsi davanti al video: non > alle 2 ore al giorno. Evitare sotto i 2 anni.
Eliminare la TV dalla camera dei bambini (altrimenti non c’è controllo). Preferire video-giochi fisicamente attivi e non violenti (es. la WII coinvolge il bambino nel livello coordinativo fine + grosso motorio + muscolatura = aumento del consumo calorico).
5. Dai 3 ai 6 anni: l’operatività alla base dello sviluppo cognitivo
In età prescolare le strutture cerebrali, se sollecitate, attivano il processo evolutivo del bambino = passaggio da operatività concreta a costruzione del simbolo e del pensiero reversibile.
Fino ai 3 anni: il bimbo fonda le basi della sua coscienza sulle sensazioni che vive attraverso il corpo.
Nei 3 anni dopo la maturazione del sistema nervoso centrale e periferico, le esperienze motorie lo portano a conoscere i riferimenti spaziali e spazio-temporali di riferimento (ossia per la costruzione del pensiero e dell’operatività astratta).
Età in cui c’è uno sviluppo cognitivo = diviene giustificata la presenza nei contesti educativi di insegnanti e attività motorie stimolanti gnosicamente (dal punto di vista intellettivo) orientate.
Motricità spontanea + proposte di movimento con le seguenti caratteristiche:
- Positivamente motivate.
- Non ripetitive.
- Guidate dall’insegnante.
- Simbolizzabili.
- Risoluzione problemi adeguati all’età.
- Educative progressive.
Costruzione processi intellettivi dipende fino al 7 anno di vita da informazioni interiorizzate tramite esperienze percettive.
A 3 anni il bambino possiede aree cerebrali attive e funzionanti che consentono di tratte informazioni dall’interno e dalla superficie del corpo.
Mentre le aree del linguaggio, aree associative sono ancora immature.
Motivazione all’operatività = consente ai bambini l’interiorizzazione immediata, veloce e duratura stimolando curiosità + interesse + attenzione.
No alle esperienze motorie imposte: difficilmente interiorizzate, facilmente dimenticate, inducono atteggiamenti di distacco, disinteresse.
Aree associative e linguistico-frontali potenziate solo quando le azioni proposte sono nuove e problematiche.
Infatti il bambino di fronte ad un’esperienza motoria stereotipata e non problematica, basterà ricordare soluzioni simili senza attivare le aree frontali.
Se attività troppo difficile = frustrazioni. Facili = noia. Quindi giusto equilibrio, con una logica progressiva curricolare.
Educatore deve proporre le esperienze vissute in gnosie simboliche (= concetti astratti).
Simbolizzazione = processo mentale che trasforma le azioni vissute in dati simbolici (le azioni vissute vengono trasformate dalla corteccia parietale).
È indotta da:
- Accompagnamento simultaneo dell’esperienza con una descrizione verbale o iconica.
- Potenziamento schema corporeo.
Accompagnare le azioni vissute con il linguaggio molto importante: le azioni “solo” vissute possono lasciare tracce labili nella mente del bambino, mentre se accompagnate dal verbale fissano tracce stabili e permanenti.
Accompagnare esperienze vissute con il linguaggio verbale significa ampliare enormemente le stesse.
Linguaggio verbale = strumento del pensiero del bambino = potenziare le capacità di pensiero interiore (ossia abbinare il vissuto al linguaggio verbale/iconico).
H. Wallon: “il pensiero è azione e viceversa”.
Azione: pensiero
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