Metodi per la ricerca sociale I modulo
Study online at Indagare con il questionario - Prof. Marco Caselli quizlet.com/_32als6
Ricerca sociale
Insieme di procedimenti attraverso i quali noi cerchiamo di acquistare conoscenze scientifiche riguardo la realtà che ci circonda.
Come possiamo ricercare e spiegare un fenomeno?
1. Formulazione di ipotesi da parte del ricercatore: una o più possibili spiegazioni del fenomeno oggetto di analisi basate sulla teoria.
Attraverso il ricorso al metodo scientifico.
2. La scientificità di una conoscenza è determinata da:
- È fondata empiricamente: basata cioè su fatti osservabili e non unicamente frutto di intuizioni.
- La pubblicità delle procedure: un sociologo oltre ai risultati delle proprie ricerche, è tenuto a rendere pubblico anche le tecniche e gli strumenti utilizzati.
La scientificità delle scienze sociali (sociologia) non è data dalla possibilità di individuare leggi di portata universale in quanto il suo oggetto di studio riguarda la persona come essere umano in relazione che attribuisce significati alle cose che fa e subisce - Durkheim pensava invece fosse indispensabile.
Ricerca sociale a seconda della finalità
3 tipi di ricerca sociale:
- Ricerca di tipo descrittivo.
- Ricerca di tipo esplicativo.
- Ricerca di tipo valutativo.
1 si può fare al buio. 2, 3 presuppongono una buona conoscenza di quello che si vuol studiare: 2 e 3 devono essere quindi preceduti da una ricerca di tipo 1.
5. Ricerca empirica di tipo descrittivo mira a descrivere realtà e fenomeni non ancora sufficientemente noti perché nuovi o in trasformazione.
6. Ricerca empirica di tipo esplicativo mira a spiegare il perché alcuni fenomeni avvengono all'interno di una realtà conosciuta.
7. Ricerca di tipo valutativo mira a valutare l'impatto effettivo o potenziale di determinate azioni all'interno di una realtà conosciuta.
Indagare con il questionario
8. La ricerca empirica comprende:
- Formulazione di ipotesi da parte del ricercatore: una o più possibili spiegazioni del fenomeno oggetto di analisi basate sulla teoria.
- Corroborazione delle ipotesi: il ricercatore va alla ricerca del maggior numero possibile di elementi che possano confermare o confutare le sue ipotesi.
È importante diversificare le fonti di informazioni.
Es: Robert K. Merton (p.18).
Circolarità tra teoria e ricerca empirica
9. Circolarità: è presente il rischio di una separazione tra questi due ambiti della disciplina sociologica.
È necessario invece che si instauri un rapporto di natura circolare senza fine nel quale l'elaborazione teorica abbia ricadute sul processo di indagine empirica e questa, a sua volta, influenzi la riflessione teorica.
10. Circolarità tra teoria e ricerca empirica: oltre a rendere possibile l'interpretazione e la spiegazione dei dati raccolti, può suggerire la direzione verso cui orientare la ricerca sul campo e segnalare alcune aree di indagine particolarmente rilevanti.
11. Circolarità tra teoria e ricerca empirica: oltre a mettere alla prova la fondatezza della teoria mediante la conferma o la confutazione delle ipotesi formulate:
- Stimola la curiosità del ricercatore ad affrontare nuove tematiche.
- Riformula.
- Riorienta.
- Chiarifica la teoria quando si dimostra poco adatta o limitata.
Ambito della ricerca
12. Confini spaziali e temporali di una ricerca.
L'ambito di una ricerca va ben specificato in quanto i risultati ottenuti in uno specifico ambito valgono solo per quell'ambito e non in assoluto.
Es: Milano, anno scolastico 2015/2016.
Popolazione, unità di analisi e caso
13. Popolazione o universo: insieme delle realtà che si è interessati a conoscere attraverso la ricerca.
Es: tutti gli studenti delle scuole superiori di Milano dell'a.s. 2015/2016.
14. Unità di analisi: unità primaria le cui caratteristiche il ricercatore è interessato a indagare.
Es: ogni singolo studente delle scuole superiori di Milano dell'a.s. 2015/2016.
15. Caso: unità di analisi che è stata effettivamente studiata.
16. Proprietà: una caratteristica delle nostre unità di analisi.
Es: comune di residenza, università a cui si è iscritti.
17. Stati su proprietà: tutti i possibili modi in cui una proprietà si manifesta.
Es: Milano, Università Cattolica.
Alcune proprietà o caratteristiche possono essere difficili da rilevare, altre potrebbero essere potenzialmente infinite o comunque molto numerosi.
Tutta questa varietà al ricercatore non interessa: risulterebbe solo dispersiva.
Definizione operativa
18. Definizione operativa o operativizzazione: insieme di 3 operazioni che rendono le proprietà, così come si presentano, direttamente studiabili.
19. Definizione operativa o operativizzazione: dichiarare qual è lo strumento attraverso il quale si andrà a rilevare tale proprietà.
20. 1a fase: definizione operativa o operativizzazione. Elencare per quanto possibile tutti gli stati che può assumere la mia proprietà e tra questi, scegliere quelli più significativi al fine della mia rilevazione ricerca.
= Modalità: stati con cui lavorerò concretamente nella mia ricerca.
21. 2a fase: definizione operativa o operativizzazione. Dichiarare il criterio che fa corrispondere gli stati su proprietà, tendenzialmente infiniti, alle modalità finite che utilizzerò nella mia ricerca.
3a fase.
Variabile, costante e dato
22. Variabile: una proprietà a cui è stata data una definizione operativa.
23. Costante: una variabile che all'interno di una popolazione presenta sempre la stessa modalità.
24. Dato: il modo in cui si presenta una certa variabile in uno specifico caso.
25. Vettore: una sequenza ordinata di informazioni tutte relative ad un medesimo referente.
26. Matrice dei dati: incrocio di due fasci perpendicolari di vettori paralleli.
Una griglia formata di righe e colonne che serve alle ricerche di tipo quantitativo-standard per accogliere le informazioni ricavate dalla ricerca.
- A ogni riga corrisponde un caso studiato.
- A ogni colonna una variabile presa in considerazione.
- Celle: date dall'incrocio di righe e colonne; può contenere un solo dato.
Analisi dei dati
27. Analisi monovariata: l'analisi condotta coinvolge una sola variabile alla volta.
28. Analisi multivariata:
- Analisi bivariata: l'analisi condotta coinvolge 2 variabili contemporaneamente.
- Analisi trivariata: l'analisi condotta coinvolge 3 variabili contemporaneamente.
Validità e attendibilità
29. Validità e attendibilità: 2 caratteristiche che devono avere gli strumenti di rilevazione e, per estensione, i dati raccolti attraverso quegli strumenti.
Il rapporto tra le due è asimmetrico: la validità include l'attendibilità, ma l'attendibilità non include la validità.
Quello che conta è quindi la validità in quanto molto più semplice da verificare e presupposto di attendibilità.
30. Strumento di rilevazione è valido se:
- Rileva effettivamente le proprietà indagate.
- La rilevazione è accurata.
Per rilevare fenomeni e atteggiamenti non di immediata rilevazione si utilizzano scale di atteggiamenti.
31. Attendibilità: fa riferimento alla coerenza dell'informazione che ci permette di ottenere il nostro strumento.
Ripetendo due o più volte la rilevazione nel giro di breve tempo è fondamentale ottenere lo stesso risultato.
Tipi di ricerca sociale
32. 2 tipi di ricerca sociale:
- Standard.
- Non standard.
Entrambe le tecniche possono essere utilizzate per studiare una stessa realtà: la scelta dipende dalle finalità dell'indagine. Entrambe hanno pregi e difetti speculari. La cosa migliore è non limitarsi ad utilizzare un solo tipo di ricerca.
33. Ricerca di tipo standard: da questo tipo di ricerca otteniamo dati che possono essere completamente inseriti in una matrice dati: informazioni brevi, sintetiche e di carattere generale.
- Forniscono dati che risultano generalizzabili all'intera popolazione studiata.
- I dati possono essere rapidamente sottoposti ad elaborazioni di tipo informatico e statistico.
- La sinteticità dei dati raccolti comporta una notevole perdita di informazioni.
- Rende estremamente difficile l'emergere di elementi inaspettati che il ricercatore non aveva previsto a priori.
Es: indagine mediante questionario.
34. Ricerca di tipo non standard: da questo tipo di ricerca otteniamo dati che non possono rientrare nella matrice dati: informazioni profonde, ricche ed esaustive.
- Permette di scavare in profondità nella realtà dell'oggetto di studio.
- Rende agevole la scoperta di informazioni inaspettate e non distorte.
- Scarsa possibilità di aggregare le informazioni ottenute.
Es: interviste biografiche.
Diversi tipi di variabile
35. Non tutti i tipi di variabile sono uguali tra loro. Ne esistono vari tipi che è necessario saper distinguere e riconoscere in quanto a seconda del tipo di variabile cambiano le tecniche di elaborazione e di analisi che possono o non possono essere utilizzate.
Distinguiamo tra:
- Tipologie classiche.
- Tipologie non classiche.
36. 4 tipi di variabili caratterizzate da un principio di cumulatività. La tipologia di variabile classica proposta da Stevenson nel 1946:
- Variabili nominali.
- Variabili ordinali.
- Variabili a intervalli.
- Variabili a rapporti e proporzioni.
Critiche: Stevens riconduce i vari tipi di variabili a differenti scale di misurazione ma molte variabili sono invece frutto di operazioni diverse rispetto alla misurazione.
37. Variabili nominali: variabili che distinguono soltanto tra diversi stati di proprietà.
Possono soltanto fare affermazioni di uguaglianza o differenza.
Es: nazionalità, città di nascita.
38. Variabili ordinali: variabili che distinguono tra diversi stati di proprietà, ma individuano anche un ordine gerarchico tra questi.
Sono possibili affermazioni di uguaglianza e differenza, ma anche di superiorità o inferiorità.
Es: gradi dell'esercito, titoli di studio.
39. Variabili a intervalli: variabili che distinguono tra diversi stati di una proprietà, individuano un ordine gerarchico tra questi, ma consentono anche di stabilire la distanza tra due stati diversi.
Sono possibili affermazioni di uguaglianza e differenza, superiorità o inferiorità ma anche operazioni di addizione e sottrazione.
Vengono misurate secondo una scala che presenta un punto zero stabilito in maniera convenzionale.
Es: temperatura.
Variabili a variabili
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