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PIL e macroeconomia

PIL: valore dei beni finali prodotti nell’economia in un dato periodo di tempo // somma del valore aggiunto nell’economia in un dato periodo di tempo (valore della produzione - valore beni intermedi utilizzati) // somma dei redditi dell’economia.

  • Nominale: somma quantità di beni e servizi finali valutati al prezzo corrente.
  • Reale: somma quantità di beni e servizi finali valutati a prezzi costanti.

Crescita del PIL positiva = espansione / negativa = recessione.

Mercato dei beni

Una variazione della domanda porta ad una variazione della produzione, essa a sua volta porta ad una variazione del reddito che porta ad un’ulteriore variazione della domanda.

Investimento scorte = produzione - vendite.

Domanda di beni in economia chiusa

Domanda di beni in economia chiusa: Z = c0 + c1(Y-T) + I + G.

C0: consumo se reddito è 0, c1: propensione al consumo, se è 0,6 vuol dire che 1$ in più di Y, aumenta il mio consumo di 60 cent.

Produzione di equilibrio (Y = Z): Y = (1/1-c1)*(c0 + I + G -c1T).

Il moltiplicatore mi dice che se c0 aumenta di x, la produzione aumenterà in misura superiore a x.

Se c0 aumenta la curva ZZ trasla verso l’alto ed il nuovo punto di equilibrio tra produzione/domanda e reddito è più a destra. Questo avviene poiché se aumenta c0 aumenta la domanda; un aumento della domanda porta ad un aumento della produzione che porta a sua volta un aumento del reddito, che fa aumentare ulteriormente la domanda e così via.

Mercati finanziari

  • Moneta: può essere usata nelle transazioni ma non paga interessi.
  • Titoli: non possono essere usati nelle transazioni ma pagano interessi.

In che proporzione detenerli dipende da: livello delle transazioni e tasso di interesse. Fissato un tasso di interesse, un aumento del reddito fa aumentare la domanda di moneta (la curva trasla a destra). Se invece cambia il tasso di interesse ed il reddito rimane lo stesso, mi sposto sulla stessa curva. Si ha equilibrio quando l’offerta di moneta (data dalla BC) eguaglia la domanda.

Un aumento dell’offerta di moneta provoca una riduzione del tasso di interesse.

Un aumento del reddito nominale provoca un aumento del tasso di interesse poiché se aumenta il reddito aumenta anche la domanda di moneta e per mantenere l’equilibrio è necessario aumentare il tasso di interesse.

Operazioni di mercato aperto

  • Intervento espansivo di mercato aperto: BC aumenta l’offerta di moneta comprando titoli, aumenta la domanda di titoli, quindi ne aumenta il prezzo e di conseguenza anche il tasso di interesse diminuisce.
  • Intervento restrittivo di mercato aperto: banca centrale riduce offerta di moneta vendendo titoli, aumenta l’offerta di titoli, quindi diminuisce il prezzo ed aumenta il tasso di interesse.

Quanto più è elevato il prezzo, tanto minore sarà il tasso di interesse pagato dal titolo. Quanto maggiore sarà il tasso, tanto minore sarà il prezzo del titolo oggi.

Di solito banche scelgono un tasso di interesse da raggiungere e modificano l’offerta di moneta di conseguenza.

Domanda banca centrale = domanda di riserve delle banche che dipende a sua volta dalla domanda di c/c degli individui. Si ha equilibrio quando l’offerta di moneta emessa dalla banca centrale eguaglia la domanda di riserve delle banche.

Curva IS

Un aumento del tasso di interesse riduce l’investimento, fa diminuire la produzione, che a sua volta riduce la domanda, traslando la curva di domanda ZZ verso il basso.

La riduzione della spesa pubblica e/o aumento delle imposte ed il grado di fiducia dei consumatori contribuiscono alla diminuzione del consumo e quindi della produzione, curva si sposta a sinistra.

Aumento della spesa pubblica, riduzione delle imposte e/o aumento della fiducia dei consumatori comportano un aumento del consumo e quindi della produzione; curva si sposta a destra.

Modello IS-LM

Politica fiscale

Politica fiscale (varia curva IS):

  • Consolidamento fiscale: riduzione del disavanzo di bilancio attraverso l’aumento delle imposte e/o riduzione della spesa pubblica. La curva IS si sposta verso sinistra, la produzione diminuisce e di conseguenza anche il reddito.
  • Espansione fiscale: aumento del disavanzo attraverso la riduzione delle imposte o aumento della spesa pubblica, la curva IS si sposta verso destra, la produzione aumenta e di conseguenza anche il reddito.

Politica monetaria

Politica monetaria (varia curva LM):

  • Aumento offerta di moneta: espansione monetaria, riduce il tasso di interesse, ciò porta ad un maggiore investimento, quindi ad un incremento della produzione ed un incremento della domanda che a sua volta porta ad un incremento del reddito e ad un aumento del consumo.
  • Riduzione offerta di moneta: contrazione monetaria, aumenta il tasso di interesse, riduzione dell’investimento, riduzione della produzione e riduzione della domanda che a sua volta ad una riduzione del reddito e quindi ad una riduzione del consumo.

Mix di politica economica

Mix politica economica: es. grande disavanzo di bilancio, governo agisce con politica fiscale (aumenta imposte e/o riduce spesa pubblica), ciò fa spostare la curva IS verso sinistra, riducendo la produzione. La recessione può essere evitata se la banca centrale (politica monetaria) riduce il tasso di interesse (sposta curva LM verso il basso), ciò fa aumentare gli investimenti e la produzione torna quella di prima.

Tasso di interesse reale e nominale

Tasso di interesse reale: espresso in termini di beni.

Tasso di interesse nominale: espresso in termini di euro.

Per raggiungere il tasso di interesse reale desiderato, la banca centrale deve considerare le aspettative sull’inflazione. Il tasso di interesse nominale non può essere minore del negativo dell’inflazione.

Modello IS-LM esteso

Tasso di interesse LM = tasso di policy perché stabilito dai policy makers.

Tasso di interesse IS = tasso sui prestiti (è il tasso a cui individui e imprese possono prendere a prestito).

Il modello IS-LM esteso tiene conto del premio al rischio, se per qualche motivo il premio al rischio aumenta, la curva IS si sposta a sinistra. Fissato il tasso di policy LM, il tasso sui prestiti r + x aumenta, provocando una contrazione della domanda ed una riduzione della produzione.

Per lasciare la produzione invariata si utilizza la politica monetaria: ad un aumento di x la banca centrale riduce il tasso di interesse reale così che il tasso di interesse sui prestiti (r+x) rimanga invariato e così la produzione.

Tuttavia bisogna tenere in considerazione che il minor tasso reale di policy è pari all’opposto dell’inflazione attesa, se essa è molto bassa o negativa, il minore tasso di interesse reale potrebbe non essere in grado di bilanciarla, quindi la produzione potrebbe non tornare a livello iniziale.

Medio periodo - mercato del lavoro

Un aumento della domanda porta ad un aumento della produzione, che a sua volta porta ad un aumento dell’occupazione, riduzione della disoccupazione, aumento dei salari, aumento dei costi di produzione, aumento dei prezzi, lavoratori chiedono aumento dei salari…

Inflazione: tasso di inflazione = tasso a cui livello dei prezzi varia nel tempo; se positivo (aumenta il livello dei prezzi), se negativo (diminuisce il livello dei prezzi). Il tasso di inflazione è dato dal deflatore del PIL. Se il PIL nominale aumenta più velocemente del PIL reale, ci deve essere per forza un aumento dei prezzi.

Salari

Salari: imprese scelgono un salario per incrementare la produttività e ridurre il tasso di turnover.

Forza contrattuale lavoratore: costo che l’impresa dovrebbe pagare per sostituirlo, facilità con cui il lavoratore trova un nuovo lavoro.

Impresa che vuole evitare un aumento delle dimissioni deve aumentare i salari mano a mano che il tasso di disoccupazione scende.

I salari dipendono dal livello atteso dei prezzi, se ci si aspettasse un aumento del livello dei prezzi, le imprese concorderebbero un aumento dei salari in modo che il salario reale rimanga lo stesso; e dai sussidi di disoccupazione, aumento del salario minimo e protezione dei lavoratori da parte dello stato (+ costoso licenziare).

Il salario reale fissato dalle imprese è una funzione delle decisioni di prezzo. Un aumento del markup fa aumentare i prezzi a parità di salari, facendo quindi diminuire il salario reale.

Equazione dei salari = relazione tra il salario reale ed il tasso di disoccupazione.

Determinazione dei prezzi

Determinazione dei prezzi: i prezzi dipendono dai costi che a loro volta dipendono dalla funzione di produzione: Y = AN dove A è la produttività (costante) e N è l’occupazione. Quindi maggiore occupazione = maggiore quantità di produzione realizzata.

Variazioni dell’equilibrio

  • Aumento dei sussidi di disoccupazione fa aumentare il salario reale a parità di tasso di disoccupazione. Graficamente la curva WS si sposta verso l’alto e lungo la curva PS, è necessario quindi un tasso di disoccupazione maggiore per riportare salario a livello iniziale.
  • Legislazione antitrust meno restrittiva fa aumentare il markup. Ciò genera una riduzione del salario reale aumentando i prezzi. L’equazione dei prezzi si sposta verso il basso, quindi aumenta il tasso di disoccupazione. È necessaria una disoccupazione più alta per far sì che i lavoratori accettino quel salario.

Un aumento dell’inflazione attesa o del livello dei prezzi atteso, porta ad un aumento dell’inflazione e del livello dei prezzi effettivo. Se chi fissa i salari si aspetta un più alto livello dei prezzi, richiederà un maggiore salario nominale in modo da far rimanere invariato il salario reale, di fatto aumentando il livello dei prezzi. Un maggiore tasso di crescita dei prezzi equivale ad una maggiore inflazione.

Data l’inflazione attesa un aumento di markup o sussidi dei lavoratori porta ad un aumento effettivo dell’inflazione; mentre un aumento del tasso di disoccupazione porta ad una riduzione dell’inflazione.

Curva di Philips

  • Disoccupazione elevata = inflazione bassa (decrescente).
  • Disoccupazione bassa = inflazione elevata (crescente).

In corrispondenza del tasso naturale di disoccupazione, il livello effettivo dei prezzi è uguale a quello atteso. Lo stesso vale per il tasso di inflazione. Il tasso naturale di disoccupazione è infatti il tasso di disoccupazione che rende l’inflazione costante.

Quanto più sono elevati markup e sussidi, tanto più è elevato il tasso di disoccupazione.

Quando il tasso di disoccupazione effettivo > naturale, l’inflazione diminuisce; se <, l’inflazione aumenta.

Inflazione elevata e indicizzazione salari

Tasso di inflazione elevato = inflazione più variabile, quindi lavoratori ed imprese più riluttanti a firmare contratti di lungo periodo che fissano salari nominali. Poiché se si verificasse inflazione più alta del previsto, i salari reali scenderebbero ed i lavoratori perderebbero potere d’acquisto. Se invece fosse più bassa del previsto, i salari reali aumenterebbero, impres

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina009070 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Ferraguto Giuseppe.
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