Riassunto esame lingua portoghese e brasiliana
Docente Celani, libro di riferimento Morfossintaxe, Flávia de Barros Carone, Ática, São Paulo, 2001.
Morfossintaxe
Come sostiene lo studioso Mario de Andrade, la parola, nella sua analisi sillabica, smette di rappresentare la cosa, il suo referente. I bambini, come giocano con gli oggetti, giocano anche con le parole: uno dei giochi più diffusi è ripetere tante volte la stessa parola fino a farle perdere il significato.
La ripetizione di una parola fa perdere il suo significato referenziale lasciando solo quello fonetico, ovvero i suoni della lingua che di per sé non hanno un vero e proprio significato. In realtà fonemi e sillabe non vogliono dire nulla.
La sillaba è una costruzione di uno, due o più fonemi articolati, ma che non oltrepassano i limiti del campo a cui appartengono le unità non-significanti (il piano dell’espressione).
Analizzando la parola sintagma nel suo significato più ampio, possiamo concludere che la sillaba è un sintagma nel piano dell’espressione. Si parla di segmenti significativi, facenti parte di una parola, ma che non sono sillabe. Ogni segmento di una parola può essere visto su due piani: come sintagma sul piano del significato o come sequenza di fonemi (consonante/vocale).
Il tratto che permette la distinzione tra questi due piani è di natura qualitativa: l’assenza o presenza del significato.
Definire cosa si intende per grammatica di una lingua dipende dal parametro preso come riferimento. Se si prende come riferimento le costruzioni tra parti si può includere nell’idea di grammatica anche la fonologia insieme con morfologia e sintassi.
Concetti chiave
Fondamentale è comprendere e chiarire il significato di alcuni concetti chiave:
- Articolazione: il termine ha due significati. Il primo riguarda il congiunto di posizione che gli organi dell’apparato fonatorio possono produrre nella lingua parlata. L’articolazione fa riferimento anche alla proprietà delle forme linguistiche di essere soggette ad analisi. Vi sono due piani dell’articolazione:
- L’articolazione delle unità di significato, segmenti dotati di significato particolare e costante capaci di inserirsi in diversi contesti (piano del contenuto).
- L’articolazione dei fonemi (piano dell’espressione).
Questa doppia articolazione è tipica della lingua verbale. È un meccanismo di grande economia: con un numero ristretto di unità elementari, in due piani, si possono creare infinite combinazioni.
- Funzione: nella struttura sintattica di una frase si definisce funzione il ruolo esercitato da due componenti uno in relazione all’altro (soggetto, oggetto diretto…). Il termine funzione può avere anche il valore di relazione che intercorre tra due elementi che si articolano tra loro. La funzione è una relazione di dipendenza.
- Struttura: è l’insieme di relazioni che si stabiliscono tra le parti di un tutto. Questi elementi, se si relazionano tra loro in modo adeguato, creano una condizione di “substancia”.
Si inserisce inevitabilmente un fattore astratto che attribuisce ad un termine la sua realtà scientifica. Tale fattore di relazioni tra elementi costituisce la forma. Nella formazione delle sillabe esse si creano rispetto a alcuni parametri stabiliti dalla lingua in analisi.
- Costruzione: un oggetto creato dall’attribuzione di una struttura a una sostanza prende il nome di costruzione. Le costruzioni possono essere minori e maggiori e inserirsi l’una nell’altra.
- Analisi/sintesi: è il metodo cartesiano di conoscenza che consiste nel scomporre un tutto in tutte le parti che lo compongono senza perdere di vista la relazione che si mantiene tra loro. L’analisi di un concetto è un’investigazione di subconcetti con cui il concetto principale è costruito. Descrivere è analizzare. Analisi e sintesi camminano in direzioni opposte, ma inserite in attività dello spirito.
La descrizione di una lingua, come di qualsiasi oggetto, è fatta tramite un metodo di analisi: si parte da un dato concreto, come un testo scritto o orale. È fondamentale individuare in tal senso i mattoni nella formazione di un sistema (ex. lingua).
La costruzione di un oggetto linguistico avviene in diversi livelli. A livello di espressione con tutte le regole fonetiche e fonologiche e sia a livello di contenuto. In questo ultimo caso vi sono diversi livelli di studio da affrontare:
- Morfema, unità minore dotata di significato, i quali si articolano tra loro dando vita ad un’unità di significato più grande (medic-o-s).
- Vocabolo è un’unità costruita da morfemi che si articolano tra loro (medicos ilustres).
- Lessema può avere la conformazione di un vocabolo, ma di essa non si considera la struttura, ma il suo comportamento all’interno di un’unità maggiore. È definibile come unità di comportamento.
- Sintagma nel senso stretto è una costruzione che si fa nel piano delle costruzioni sintattiche avendo come lessemi i componenti.
- Orazioni: dall’articolazione di un sintagma nominale (SN) e di un sintagma verbale (SV) nasce un’orazione.
La descrizione delle lingue, della sua forma e della sua funzione, è funzionale alla classificazione di tutti i suoi aspetti, incluso ricorsi grammaticali di cui il sistema dispone.
Classificazione delle componenti grammaticali
Si può attuare una classificazione delle componenti grammaticali basandosi sulle caratteristiche delle lingue indo-europee. Generalmente le lingue differiscono per la selezione, frequenza e utilizzo di componenti grammaticali. I principali componenti sono:
- Ordine delle parole: è un fattore che opera a livello di struttura sintattica. Si inseriscono anche altri espedienti come l’impiego di parole strumentali e l’articolazione delle desinenze. Forte è l’influenza della flessione latina.
- Composizione: le lingue in cui l’ordine tende a immobilizzare presentano tendenze più accentuate per formare parole composte. Questa è una conseguenza necessaria, visto che si verifica la stessa proporzione.
- Apposizione: la parola deve essere analizzata in un senso più ampio inglobando derivazione e flessione. Affissi e desinenze hanno in comune il fatto di essere prese che inseriscono quando devono essere combinate.
- Alternanza vocalica e consonantica: è un espediente molto attivo in certe lingue. L’alternanza può essere un espediente secondario che rafforza l’afflizione come novo/novos.
- Variazione dell’accento: sono qualità fisiche del suono fondamentali.
Morfologia
Il morfema è un’unità minore significativa, la cui proprietà è l’articolazione di altre unità.
La maggiore unità di cui il parlante ha coscienza è la parola. La parola non sempre coincide con il morfema. È fondamentale localizzare i punti di articolazione: la sequenza dei componenti non è arbitraria, ma condizionata da un grado di aderenza di un morfema al suo centro.
È fondamentale fare una differenziazione tra morfema e morfo per designare le due unità minime della morfologia.
Il morfema è l’unità minima grammaticale, un concetto formale che necessita di una definizione della grammatica. La morfologia è in tal senso lo studio dei morfemi e delle sue combinazioni.
Se è fondamentale comprendere i concetti di morfema e morfo di base, vi deve essere la conoscenza di un’altra concezione di morfema. Si intende come unità minima di significato che tiene la proprietà di articolarsi con altre unità del suo livello. Il morfema è un’astrazione che contiene significati e possibili combinazioni. La transizione da fonema a morfema implica una differenza quantitativa. È per questo che il morfema differisce essenzialmente dalle altre costruzioni di fonemi o sillabe.
Se un morfema e una sillaba presentano la stessa configurazione fonematica è
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