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Che cos’è un’edizione critica?

B, 2010. Beltrami. Introduzione.

Sigle e simboli

  • A sigla ms esistente → A sigla ms fittizio → a sigla ms perduti di cui si ipotizza l’esistenza per ricostruire una tradizione, nodo della tradizione.
  • [ ] delimitano integrazioni o correzioni al testo.
  • < > delimitano caratteri o testo da espugnare; integrazioni marginali o interlineari nei ms.
  • > < delimitano caratteri o testo scritti su rasura.

Ecdotica e filologia

Ecdotica: critica del testo, arte dell’edizione critica; è l’aspetto più tecnico della filologia.

Filologia: studio dei testi, non necessariamente, non solo letterari, da un p.d.v. rispetto ad altre discipline, letteratura, linguistica. La filologia infatti predilige:

  • La storia della tradizione, ovvero il problema delle fonti, della tradizione e della trasmissione dei testi.
  • La scrittura del testo, ovvero lingua, stile, forme del verso e della prosa.
  • L’interpretazione e perciò la storia, ovvero il rapporto del testo con il suo contesto storico e culturale.

Vocazione educativa della filologia, perché impone un atteggiamento mentale che rifiuta il pressapochismo e l’indifferenza per i fatti e le informazioni. I problemi e i metodi della filologia posano sul presupposto che non abbiamo quasi mai a disposizione il testo così come è stato pensato dall’autore, bensì come è stato tramandato da una storia che non è trasparente.

La tradizione dei testi

Nel Medioevo un testo letterario poteva essere trasmessa al pubblico e alle generazioni successive solo in due modi: o copiandolo mediante la scrittura a mano, oppure per via orale, attraverso la memoria di professionisti che lo recitano e lo insegnano ai propri allievi, questa seconda modalità vale solo per i testi non latini e non “pratici”. Canzoniere.

Autografo: manoscritto prodotto materialmente dall’autore, di propria mano, es. di Petrarca.

Idiografo: manoscritto prodotto materialmente dall’autore, non di propria mano ma sotto la sua sorveglianza.

Lezione: ciò che si legge in un ms o in una stampa, di solito in riferimento a un luogo preciso del testo.

L’integrità di un testo può essere compromessa da incidenti meccanici, macchia di inchiostro, da usura del tempo o da errori del copista, anche quello più scrupoloso lascerà traccia del suo lavoro, che trasmette un errore perché non lo riconosce come tale oppure che commette un errore cambiando la lezione del testo ritenendola erronea o perché non la capisce; in questo modo il testo si allontana sempre di più dal primo esemplare da cui si è iniziato a copiarlo.

Testimoni: nessun ms è il testo, ma tutti lo rappresentano e ognuno informazioni più o meno attendibili sul testo; ogni testimone è, a suo modo, anche un’edizione, perché nessun copista o stampatore ha mai rinunciato a lavorare sul testo per renderlo leggibile.

Edizione critica: edizione del testo che si pone criteri e metodi espliciti e fornisce al lettore i mezzi per verificare il lavoro svolto, in particolare per verificare quali interventi sono stati effettuati dall’editore.

Rapporto tra oralità e scrittura

Rapporto tra oralità e scrittura: una buona parte dei testi romanzi ha alle spalle del testimone una ricca tradizione orale. Questo vale, ad esempio, per buona parte delle chansons de geste che sono regolari nella metrica, moderato anisosillabismo: condizione in cui si considerano equivalenti versi che oscillano nella misura, per lo più di una sillaba in più o in meno, come la Chanson de Roland, mentre il ms che tramanda la Chanson de Guillaume ha molte anomalie metriche, secondo alcuni, questa chanson dopo una lunga elaborazione orale è stata messa per iscritto sotto dettatura di un cantore, che, non sorretto dalla musica, non mantiene la giusta misura del verso o cambia le parole. Quindi le chanson de geste che sono sostanzialmente regolari avrebbero goduto di una revisione che regolarizzasse lingua e metrica, per qualche ragione mancata nel caso della Chanson de Guillaume.

Diverso è il caso della tradizione manoscritta della poesia dei trovatori provenzali, o trovieri francesi o trovatori galego-portoghesi, che si rivolgevano al pubblico in forma cantata e si avvalevano di testi composti in forma scritta, che a noi sono giunti in antologie chiamate canzonieri, compilate a partire dal Duecento. Ipotesi di una tradizione orale anche per questo genere sono state avanzate e respinte più volte, ma è ovvio che non si può escludere che un testo composto per iscritto sia stato poi memorizzato nel repertorio di un cantore e tramandato oralmente e poi trascritto, e che la tradizione manoscritta pervenuta a noi derivi da tale trascrizione, ne è una prova il “dis-ordine” con cui spesso sono trascritte le varie strofe, fenomeno che si può spiegare sia con la tradizione orale sia con errori del copista.

Contini afferma che la tradizione orale cambierebbe il testo più della tradizione scritta, ma in modi non diversi. Piuttosto, la tradizione orale può avere incidenza sulla tr. scritta, es. copista corregge “a memoria” testo che conosce.

Tradizione attiva e variabilità linguistica

Gerarchia di valore tra le lingue, latino l. autorevole VS volgare l. del parlato, fa sì che la fedeltà al testo che si copia, per i copisti di testi romanzi, sia minore rispetto a quella di chi copia i testi latini. Interventi dei copisti modificano soprattutto l’aspetto linguistico del testo: l’uso grafico e in primis la fonetica, ma anche la morfologia, desinenze variabili.

Per questo è importante distinguere tra forma, essenzialmente quella grafica e fonetica, e sostanza, variazione sinonimica o morfologica, un’opposizione caratteristica della critica del testo: si parla di patina linguistica quando la forma di un ms appare in modo almeno relativamente coerente all’azione di un copista che l’ha adatta alla propria varietà linguistica.

La variazione sinonimica è tipica della tradizione orale ed è notevole nella tradizione della poesia dei trovatori. Per i romanzi in versi, cfr. Chrétien de Troyes, si arriva a parlare di libera riscrittura, in cui i copisti sostituiscono parole con sinonimi, purché non in rima: per questo la tradizione dei testi romanzi è detta tradizione attiva. L’edizione critica mira più precisamente alla ricostruzione della sostanza, quando lo scopo è ricostruire un testo e non un preciso stadio del testo.

Errori, innovazioni, varianti

Innovazioni: termine neutro con cui si indicano le modifiche tra un manoscritto e il suo esemplare. Tecnicamente ogni innovazione costituisce un errore, è vano parlare di innovazione se lo scopo è ricostruire il testo da cui inizia la tradizione. Usare questo termine ha senso per evidenziare che non tutte le modifiche sono accidentali: alcune sono frutto della volontà consapevole del copista o dell’editore.

Errore: lezione che non può essere attribuita all’autore, ciò si può stabilire con diversi gradi di certezza in base ai casi:

  • Lacuna: errore certo rappresentato dalla mancanza di un elemento; nei testi in versi è molto evidente per via della struttura metrica. Spesso causato dal saut du même au même.
  • Anomalia metrica, come l’anisosillabismo: rappresenta un errore solo nel caso in cui si può presupporre da parte dell’autore il rispetto delle norme metriche, vi è una certa opinabilità in merito. Sono riconosciute tendenzialmente anisosillabiche la versificazione castigliana, non lirica, es. parte del Poema del Cid, parte della versificazione italiana e di quella anglonormanna.
  • Mancato rispetto della rima: salvo eccezioni d’autore.
  • Cattiva trascrizione che toglie senso al testo: è un errore molto significativo quando si trova uguale in più manoscritti e indica che i ms derivano tutti da una copia che li conteneva, o l’uno dall’altro.
  • Molto più complicato è individuare errori di morfologia e di sintassi, perché la lingua dei testi romanzi medievali non è ancora codificata, o non sufficientemente nota in tutti i particolari.

Genesi dell’errore

Genesi, eziologia, dell’errore: se si individua un errore è buona prassi indicare anche la causa che l’ha provocato. Le cause più tipiche sono:

  • Ambiguità di certe lettere nei diversi tipi di scrittura, es. sequenze di più aste, m-n-u-i.
  • Possibilità che sia stato trascurato o male interpretato un titulus, cun cunsillo.
  • Aplografia: quando due stringhe identiche di caratteri si riducono a una.
  • Saut du même au même: salto da una parola/sintagma a un’altra identica poco più avanti, con caduta di ciò che vi è in mezzo.
  • Interferenza della memoria, interna o esterna al testo: quando ciò che si sta copiando assomiglia a qualcosa che si è letto prima nello stesso testo, oppure a ciò che si ricorda da un’altra fonte.
  • Errore d’anticipo: interferenza della memoria che si ha quando il copista legge un segmento prima di copiarlo e sostituisce un elemento con un altro che si trova dopo, creando così a ritroso una ripetizione.
  • Banalizzazione: errata interpretazione di lectio difficilior, ovvero di parole o costrutti di difficile interpretazione per il copista.

Errori d’autore

Anche l’autore commette errori; in una tradizione generalmente attiva e al di fuori dei ms autografi, però, è difficile far risalire all’autore un errore, anche qualora fosse testimoniato dall’insieme dei ms. Non sono da considerarsi errori quelli che dipendono dalla volontà dell’autore, errori che dipendono dallo stato delle conoscenze sue e del suo tempo, i quali vanno semmai segnalati in nota. Sono invece considerati errori quelli di cui si può presumere che l’autore li avrebbe corretti se se ne fosse accorto, ripetizioni, lacune, sostituzione di una lettera con un’altra.

Varianti

Varianti: lezioni del testo che differiscono una dall’altra e che non sono errori, nel senso che, in base all’esame del testo, di nessuna si può escludere che risalga all’autore; si presuppone una tradizione di almeno due ms, non è possibile trovare varianti negli unica. «Più preciso, ma non è un uso consolidato, è però chiamare lezioni alternative/divergenti quelle che semplicemente differiscono tra loro nella tradizione, e varianti [v. adiafore: varianti “indifferenti”] quelle tra le quali l’esame della tradizione non permette di decidere».

Varianti d’autore. «Degli autori moderni possediamo, a volte, le brutte copie, gli appunti, i materiali su cui hanno elaborato la loro opera. […] Si possono dunque dare edizioni che rappresentano, con diversi accorgimenti, il progredire della composizione del testo o il suo modificarsi da un’edizione d’autore all’altra. Nulla di tutto questo rimane dei testi medievali, tranne poche eccezioni. Fra queste, come nel caso degli autografi, si può citare di nuovo Petrarca con il cosiddetto codice degli abbozzi, Vat. Lat. 3196, e con la possibilità di ricostruire i vari stadi del Canzoniere dalle copie che ne sono state tratte durante il lungo periodo di elaborazione».

Cfr. anche alcune poesie della Vita Nova di Dante, versione “extravagante”, cioè che ha avuto una propria circolazione autonoma prima della composizione del libro.

C. 1: La tradizione

Manoscritti e stampe

Tradizione testuale: insieme di tutti gli scritti in cui possiamo leggere un testo, manoscritti e stampe; in senso più ampio comprende anche le edizioni moderne, critiche o meno.

Vulgata: textus receptus, o è il testo generalmente diffuso e accettato, perlopiù a partire dalla stampa, ma se ne può parlare anche a proposito della tradizione manoscritta; ha un ruolo di rilievo nella storia della tradizione; nel caso della letteratura romanza, una vulgata esiste solo per quei testi che, all’epoca della diffusione della stampa, erano ancora sufficientemente letti e copiati, nella maggioranza dei casi, invece, la prima edizione è ottocentesca, già filologica, nel senso che è fatta da studiosi per gli studiosi, in un momento in cui rifiorisce l’interesse per il Medioevo.

«Dal punto di vista della critica del testo, la tradizione da considerare è specificamente quella delle fonti primarie, cioè dei manoscritti e delle stampe di cui non si possieda l’esemplare da cui sono stati tratti. […] Un manoscritto di cui si possieda l’esemplare da cui è stato copiato si dice un (codex) descriptus. Dal punto di vista della storia della tradizione, della fortuna di un teso, della cultura, un descriptus può essere importante come ogni altro manoscritto; sul testo che trasmette, però, non ci può dire nulla di più del suo esemplare che già si possiede, perché conterrà lo stesso testo più errori o rimaneggiamenti propri». Per le parti lacunose dell’esemplare da cui è tratto, il descriptus non è più tale, ma diventa esso stesso fonte primaria.

Aspetti della tradizione

A - Tipi di tradizione: 1) Tradizione unica. Se per i testi documentari spesso la tradizione comprende anche il testo originale, il testo materialmente prodotto dall’autore, non è però conservato in originale il più antico testo francese e romanzo, quello dei Giuramenti di Strasburgo, di cui si ha una cronaca in latino di Nitardo. I testi letterari delle origini sono per lo più conservati in copie che si possono dire occasionali, entro codici di altra destinazione, es: Santa Eulalia, il più antico testo letterario francese.

Anche al di là della conservazione occasionale, una buona parte delle opere letterarie romanze medievali sono tramandate da un ms unico, che si dice unicum, o da una tradizione piuttosto povera, cfr. lirica provenzale e francese medievale esistono vari ms, mentre la lirica galego-portoghese e italiana delle origini «è molto ristretta, segno probabile di un’attività di produzione libraria, in questo campo, molto più limitata».

Cancioneiro de Ajuda è l’unico canzoniere galego-portoghese del tardo Duecento e contiene solo cantigas d’amor; la maggior parte della poesia di questa scuola è tramandata da due altri canzonieri più tardi, copie del primo Cinquecento: il Canzoniere della Biblioteca Nazionale di Lisbona [Colocci-Brancuti] e il Canzoniere della Vaticana.

«La tradizione antica della poesia lirica italiana del Duecento, dai Siciliani allo Stil Novo, escluso, è costituita da tre soli canzonieri: il Vaticano 3793, il Laurenziano Redi 9 e il Banco Rari 217, Palatino, della Biblioteca Nazionale di Firenze. (Roman de la Rose, Tresor 2) Tradizion

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GufoLau di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Cerullo Speranza.
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