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La definizione di creatività

La disciplina semiotica ha toccato in varie occasioni il tema della creatività, ma non ha mai articolato la sua riflessione fino al punto di arrivare a parlare di semiotica della creatività.

Sia il termine “semiotica” che “creatività” sono termini complessi.

Semiotica si riferisce alla disciplina. Creatività: pone dei problemi = parola diffusa e tutti pensano di saperne il significato. La sua radice etimologia riporta all’idea di “creare” (= di produrre qualcosa di nuovo). In “creativo” → suffisso “ivo” forma agg. o sostantivi che indicano capacità – qualità; "-ità” forma sostantivi femminili astratti derivati specialmente da aggettivi, ciò che ha a che fare con.

Si può dire allora che il termine creativo = è l’attitudine a produrre qualcosa di nuovo e creatività come attitudine stessa. Ma è una definizione vaga.

Quando si incontra x la prima volta un termine non noto prima di guardare al vocabolario si suddivide il termine nei suoi componenti. Ma non saprei mai i suoi usi effettivi e specifici.

Pensiamo invece che nell’etimo (=significato originario della parola) ci sia una sorta di verità della parola stessa.

Primo Levi = dice che l’etimo dà > profondità alle nostre scelte linguistiche ma non ci fa scoprire alcun segreto.

“Creatività” = il suo uso non è del tutto allineato alla definizione di “attitudine a produrre qualcosa di nuovo”.

Alcune differenze

  • 1- La radice della parola è associata alla Creazione teologica esempio unico dell’uso letterale del verbo “creare” e del sostantivo “creazione” – gli altri sono solo figurativi. Ma Dio “crea” il mondo, quindi Dio è creativo? No x’ l’atto creativo viene fatto da soggetti umani e non metafisici.
  • 2- Possiamo dire che una donna è creativa quando genera la prole? No x’ non è consapevole, non dipende da atto della mente.
  • 3- Possiamo dire che il fornaio è creativo a produrre ogni giorno lo stesso tipo di pane? No x’ perché lo fa sempre allo stesso modo. Sarebbe creativo se inventasse un nuovo modo.

Semiotica = disciplina in cui nel corso del ‘900 sono confluite riflessioni sui diversi modi che gli esseri umani hanno di comunicare.

Nata come “scienza dei segni” poi varia prendendo in considerazione testi e/o parti che ha sempre continuato a occuparsi in primo luogo delle forme in cui il senso emerge – viene generato – viene interpretato.

Creatività è 1 problema semiotico = x’ ha una definizione vaga – nessuno pensa che ci sia una definizione precisa/univoca.

  • Deve contenere un’analisi critica del concetto di “nuovo” (cose diverse) = nucleo semiotico della nozione di creatività.
  • Ritenuta essere “un certo non so che” x sua natura sfugge alla logica e lo fa in 2 modi diversi:
    • 1. Tende a sfuggire alla logica il fenomeno della creatività.
    • 2. Tende a sfuggire alla logica la categoria concettuale della creatività.

= spesso visto come colui che può infrangere le regole grammaticali senza uscire dalla comunicazione (anzi risulta + efficace) – sa produrre in modo + brillante: creativo.

“Creatività dei semiotici” = la creatività come trattata da semiotici e come fenomeno che riguarda i sistemi semiotici e la loro evoluzione.

“Semiotica della creatività” = studio dei fenomeni e della categoria della creatività, ritenendo che al livello superiore si potrà accedere a partire da una ricognizione + dettagliata degli usi e funzione riviste dalla creatività nel linguaggio comune.

Creatività – vedi alla voce dizionario

Definizioni lessicografiche di creatività

Da 2 vocabolari monovolume:

  • 1- Capacità creativa – facoltà inventiva = fare qualcosa di nuovo – di creativo – di produrre nuove idee/invenzioni.
  • 2- Capacità del parlante di capire e di emettere enunciati che prima non ha mai sentito (Zingarelli).
  • 3- Capacità produttiva della ragione o della fantasia – talento creativo – inventiva (Devoto Oli).

I termini delle definizioni a loro volta vengono definiti dal vocabolario.

Non appartengono definitivamente a un metalinguaggio – ma svolgono provvisorie funzioni.

Ogni definiens (=termine che definisce) sarà prima o dopo un definiendum (=termine che è definito) e il vocabolario si fonda su una logica circolare in cui i termini si interdefiniscono (= si definiscono l’uno con l’altro).

Tautologia = “proposizione nella quale il predicato ripete il concetto già contenuto nel soggetto” (nello Zingarelli).

Es. “quadrupede” avendo già un’idea del significato “quattro” può capire bene il significato di quadrupede. Allora perché consultare il vocabolario?

Differenze: i significati si conoscono x differenze ed è per questo che le definizioni tautologiche risultano inutili = dicono solo quello che sappiamo già – ribadiscono lo stesso.

Parole vs termini: “le parole non presentano la sola idea dell’oggetto significato, ma + o – un’immagine. Mentre i termini presentano la vera idea di quell’oggetto x’ determinano e definiscono la cosa da tutte le parti” (nello Zibaldone dei pensieri di G. Leopardi).

Creatività è una parola o un termine?

Definizioni di definizioni

Supponiamo di leggere la definizione della forma “creatività: facoltà creativa” e di non comprendere il significato della parola “creativo” prima cosa da fare è rivolgersi alla voce relativa a questa parola.

Accezioni sono tante:

  • 1- Pertinente alla creazione (= atto creativo) processo creativo.
  • 2- Che ha o rivela capacità di creare – ricco di inventiva.
  • 3- Fa scelte fantasiose (finanza creativa) (Zingarelli).
  • 4- Pertinente a realizzare opera dell’ingegno - esperto a cui viene affidata l’ideazione dei testi o scelta delle foto x campagna pubblicitaria (Devoto Oli).

Rimando a “creazione” e “creare” => siamo portati a equivoco originario = fra la creazione come opera divina o come opera umana.

Il vocabolario non sembra voler distinguere, anzi le mantiene mescolate.

Problemi lessicografici

Le definizioni date da 2 vocabolari italiani monovolume mostrano 2 caratteristiche lessicografiche del lemma (= attenenti alla tecnica della scrittura del dizionario) creatività:

  • 1. Il lemma riceve definizioni di tipo strettamente circolare – definizione in cui non corre grande distanza fra il vocabolo da definire e i vocaboli che lo definiscono (“creatività” – creativo – creare – creazione). Il segno che = creatività è difficilmente definibile.
  • 2. Il lemma non riguarda un ambito ben delimitato, ma svaria fra arte, tecnologia, pubblicità, infanzia, finanza.

Dà una prima spiegazione x questa difficoltà = se la creatività è difficile da definire è x’ il concetto conosce applicazioni in ambiti molto diversi fra loro e anche (creatività di un bambino è diversa da creatività di un ministro che è diversa da creatività di un calciatore…).

Creatività – vedi alla voce enciclopedia

Enciclopedia

La differenza empirica fra vocabolari e enciclopedie:

  • Le enciclopedie = si riferiscono alla conoscenza del mondo.
  • I vocabolari = si riferiscono alla conoscenza della lingua.

È proprio da un’enciclopedia che possiamo ricavare una 1 circoscrizione del nucleo semantico di “creatività”.

1978 Emilio Garroni semiologo = ha steso la voce “Creatività” dell’Enciclopedia Einaudi.

2010 il testo è stato ripubblicato in volume autonomo quando Garroni era morto.

Si pensa la creatività fuori dal riferimento da qualsiasi schema – risulta ineffabile = ciò che non si può definire univocamente a parole.

Impossibilità di definire la creatività con precisione.

La creatività di:

  • Bruno Munari tiene conto di schemi e regole – dell’esattezza richiesta da ogni invenzione.
  • Enzo Mari pretende di discendere da una libertà assoluta e di tipo fantastico.

Definizione parziale di creatività = definendo un 1 nucleo semantico con: “produzione del nuovo” – “attitudine a variare la prassi e il discorso”.

Adattamento

X Garroni tutto questo avviene in un quadro in cui la nozione creatività si trova correlata (se non identificata) con quella di adattamento dell’uomo all’ambiente.

La creatività non è slegata dalle regole x Garroni è reso chiaro in 2 ambiti: linguaggio e gioco:

  • Regola è la condizione necessaria di ogni particolare atto linguistico o ludico – ma non anche la sua condizione sufficiente;
  • Ogni mossa di gioco rispetta ogni regola ma non è spiegata – né tantomeno necessitata di alcuna regola.

Definizione operativa

Questione + cruciale richiamata dalla creatività = rapporto tra la norma e il comportamento effettivo – fra la regola e la libertà.

È creativo chi sa trarre il > profitto dalla libertà lasciata dalle regole.

Esempio nel gioco: vince chi sa compiere mosse + efficaci/sorprendenti pur stando sotto a restrizioni di regole.

Rendono la creatività – ineffabile.

Bisogna capire se ci sono ragioni profonde x questa ineffabilità e quali.

Creatività – vedi alla vox populi

Ora non seguiamo voci di dizionario ma vox populi creatività è ciò che ogni parlante pensa che sia ogni volta che usa la parola.

Argomento di un libro, nato da corsi tenuti alla Iulm in cui si analizza le definizioni “selvagge” della creatività. Il falò delle novità. La creatività al tempo dei telefoni intelligenti, Utet, Milano, 2013.

Stefano Bartezzaghi. Stralci da:

Il mitico, oggi

  • Romolo – fondatore e re di Roma morendo diventa divino e cambia la natura e sostanza = si è reso invisibile.
  • Nella Modernità = persone e oggetto sono considerati dei miti ma senza essere morti – mantengono la loro sostanza originale.

Es. Valentino Rossi – Rolling Stones – Nutella.

  • Valentino Rossi è un mito, ma anche un uomo.
  • La Nutella è un mito, ma anche un alimento.
  • Rolling Stone sono un mito, ma anche una band musicale.

Punto di partenza = creatività è una mitologia – ma non possiamo escludere che sia anche qualcos’altro.

Nell’Olimpo della mitologia mediale contemporanea non si inscrivono solo persone / oggetti / narrazioni ma anche concetti astratti o singole parole.

Roman Jacobson dice che la parola non serve solo x parlare.

Esempio studia suo concetto sugli slogan: diventa un mito.

“Yes. You can” = della 1 campagna presidenziale di Obama era uno slogan elettorale, ma anche parte della costruzione di un racconto mitologico a fini politici.

Creatività è un feticcio verbale. Il termine è sintomo il fatto che ha assunto importanza e diffusione che vanno oltre la portata del suo significato: = “capacità creativa” – facoltà inventiva: la creatività dei bambini. Capacità di produrre nuove cose – invenzioni – opere d’arte” – Zingarelli.

Meccanismo fondamentale che fa della creatività una mitologia è mediale (agg. preferibile a mediatico, di + largo impiego, ma non negativo).

I media rappresentano universo di ciò che si stacca dalla banalità.

Esempio: motto di NY Times = “All the News that’s fit to print” = tutte le notizie che vale la pena stampare.

Fa notizia ciò che non è banale – ma ciò che è creativo.

Informare = non è inteso come far arrivare un’informazione ma è dare una forma all’opinione pubblica.

I media = devono offrire coinvolgimento del pubblico.

La rapp. mediale può coinvolgere l’uomo comune in 1 modo = offrendogli la possibilità di non esserlo più – di non essere più banale = offrendola o avendo l’aria di farlo.

La creatività compare a metà del ‘900 => il suo luogo è incrocio fra la cultura e i mass-media.

Ambiti a cui la creatività è stata + associata = pubblicità – moda prêt-à-porter – design – cinema impensabili senza comunicazione di massa.

Come se i creativi arrivano quando i creatori se ne vanno:

  • Da una sostanza a una qualità.
  • Da una permanenza a un’intermittenza.
  • Da un’identità a una funzione.
  • Da Romolo (passato) a personaggio televisivo mitico al pubblico (modernità).

Il mitico riguarda anche frequentare la normalità – riuscire ad apparire “alla mano” (=come gli altri uomini non-mitici).

Un sondaggio semantico

2012. Nell’estate gli organizzatori del Festival della Mente di Sarzana lanciato su Twitter l’hastag #FdMcrea = invitando ogni follower a usarlo x mandare la propria definizione di creatività.

+ di 200 risposte (alcune piatte altre fantasiose) = nessuna mira la definizione da vocabolario ma tutti hanno restituito qualcosa della sua mitologia.

Temi risultati ricorrenti nell’analisi delle definizioni:

  • 1- Tema principale = dell’”autoriferimento” alla creatività stessa.
  • 2- Creatività = contiene contraddizioni.
  • 3- Creatività = è contraddittoria ma facilmente e immediatamente riconoscibile. Si sa quando c’è.
  • 4- Creatività = presupposto x la pienezza del rapporto dell’uomo con il mondo.
  • 5- Creatività = può essere passiva: incomincia dallo sguardo.
  • 6- Creatività = ha a che fare con la vita x’ implica un cambiamento.
  • 7- Creatività = ha a che fare con il tempo e con la sensazione della durata.
  • 8- Creatività = si può riferire a qualcosa di perduto. (personale o come specie).
  • 9- Creatività = si riferisce ad un passato privo di tv – reti telematiche – mass-media – computer.
  • 10- Creatività = ha a che fare con risveglio dell’abitudine.
  • 11- Creatività = è invenzione di qualcosa di nuovo o rivisitazione originale di qualcosa già noto.
  • 12- Creatività = ha a che fare con il gioco – divertimento.
  • 13- Creatività = si pone tra fantasia e realtà.
  • 14- Creatività = si oppone alla ripetizione.
  • 15- Creatività = ha a che fare con noncuranza – distrazione.
  • 16- Creatività = può essere distruttiva.
  • 17- Creatività = ha a che fare con libertà – anche solo mentale.
  • 18- Creatività = non esclude la copia ma trasforma ciò che ripete.
  • 19- Creatività = tocco divino nell’uomo.
  • 20- Creatività = espressione in presenza di limiti.
  • 21- Creatività = include a trovare B quando si cercava A.
  • 22- Creatività = può ripetere sé stessa e quindi diventare non-creativa.
  • 23- Creatività = è individuale ma presuppone sempre relazione con qualcuno.
  • 24- Creatività = ha a che fare con il sogno.
  • 25- Creatività = c’è una barriera da superare.
  • 26- Creatività = è differenza fra intelligenza umana e elaborazione informatica.
  • 27- Creatività = ottiene qualcosa che prima era considerato impossibile.
  • 28- Creatività = è qualcosa di divino nell’uomo… in diverse aree tematiche.

Provando ad aggregare questi temi troviamo che:

  • 1. Creatività risulta collegata (o partecipe di) diverse componenti della vita umana = sogno – risveglio – eros – gioco – divertimento.
  • 2. Creatività è parsa come campo che non si può delimitare con precisione – è in parte irrazionale (non può essere definita razionalmente) – x molti può essere definita solo “creativamente”.
  • 3. Ma si riconosce immediatamente quando c’è.

X definizione:

  • È attiva ma ha anche aspetti passivi.
  • È costruttiva, ma ha anche aspetti distruttivi.
  • È il contrario del banale, ma può consistere nel trovare il nuovo banale.
  • È realistica, ma richiede doti di fantasia.
  • È originale, ma non esclude la copia.
  • È umana, ma anche divina.
  • È libertà, ma in presenza di vincoli.
  • Esclude la ripetizione, ma può diventare ripetitiva.
  • Mira all’innovazione/futuro, ma è anche ritorno al passato dell’individuo o della specie.

4. Creatività come una trasformazione che può rendere come un processo bianco il nero:

  • a- Ciò che il non-creativo vede impossibile il creativo vede un possibile.
  • b- Il processo di creatività parte da condizioni creative, quindi è condiz.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beabettoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Culture e linguaggi delle industre creative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Bartezzaghi Stefano.
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