Economia politica 1
La scienza economica e l’economia
Ci sono tre problemi fondamentali nella vita quotidiana: quali beni/servizi produrre, come produrli e per chi produrli. La scienza economica o economia studia i processi attraverso i quali le società contemporanee decidono che cosa, come e per chi produrre beni e servizi.
L’oggetto di studio della scienza economica è il comportamento umano nella produzione, nello scambio e nell’uso di beni e servizi. Il problema economico di base di una società è come risolvere il conflitto tra bisogni illimitati di beni/servizi e risorse scarse necessarie per la loro produzione.
Una risorsa è scarsa quando, a un prezzo pari a 0, la sua domanda eccede l’offerta.
Es. L'aria non è una risorsa scarsa in un parco, ma lo è nel momento in cui si va a fare immersioni in tale senso l'aria diventa risorsa economica perché è scarsa quindi ha un prezzo.
Esempi per capire che cos’è l’economia
Questi esempi rappresentano il modo in cui le società amministrano le risorse scarse ed evidenziano l’importanza del problema “che cosa, come e per chi produrre”.
La crisi del 2007
A causa della crisi che è iniziata nel 2007 negli USA, molti sistemi sono entrati in . Dopo la seconda guerra mondiale, l’economia statunitense ha continuato a crescere e contrarsi.
| Cosa produrre? | Il governo statunitense ha iniziato a promuovere il grande sogno americano della proprietà immobiliare per contrastare la minaccia terroristica. |
| Per chi doveva produrre l’economia americana? | Per coloro che volevano una casa. |
| Come si doveva garantire la proprietà immobiliare? | Anche concedendo prestiti sub-prime = mutui concessi anche alle persone che desiderano acquistare una casa ma che non hanno un elevato standard di affidabilità nel mercato del credito elevata probabilità che le somme ricevute in prestito non vengano restituite. |
Se la domanda eccede l'offerta, i prezzi aumentano. Erano state varate delle norme per cui prima del 2007 dopo il 2007 le banche potevano liberamente concedere prestiti.
Poiché prima del 2007 il prezzo degli immobili era in costante crescita, il rischio di perdita sul credito concesso ai sub-primer era limitato.
Prima del 2007 prezzo degli immobili in costante crescita; dopo il 2002 il mercato obbligazionario legato ai mutui è cresciuto considerevolmente; dopo il 2007 il mercato obbligazionario legato ai mutui è totalmente evaporato; perdite delle banche per 60 miliardi di dollari dovute ai mutui sub-prime.
Per rendere i sub-primer più redditizi, il sistema finanziario incominciò ad aggregare le forme di prestito in pacchetti di obbligazioni da rivendere ad altre imprese finanziarie. Cartolarizzazione = mettere insieme più titoli che rappresentano promesse di rendimenti finanziari interessi attivi. Questa forma si è diffusa anche in Europa attraverso i sistemi di credito.
1 Recessione = periodo di tempo durante il quale diminuisce la produzione di un sistema economico PIL.
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Quando i sub-primer non furono però più in grado di pagare, le vendite all’asta degli immobili aumentarono con effetti drammatici sul prezzo delle case. Sempre più case approdarono al mercato e il boom dei prezzi immobiliari si arrestò per poi subire un forte calo. I mutui sub-prime iniziarono a perdere valore a causa della diminuzione dei prezzi delle case e gli investitori che detenevano obbligazioni garantite da tali mutui registrarono pesanti perdite.
Scoppia la crisi e le banche crollano. A causa dei mercati borsistici e degli accordi finanziari che connettono i mercati di tutto il mondo, la crisi degli stati uniti si è rapidamente diffusa. I Governi dei diversi paesi hanno dovuto approvare piani di salvataggio delle banche e degli operatori finanziari emettendo titoli di debito pubblico too big to fail. I crediti diventano carta straccia e le perdite si trasformarono nel credit crunch riduzione del credito che indusse le banche a non prestare denaro e ad essere diffidenti anche al prestito interbancario la cartolarizzazione ha portato al fallimento e all'interruzione del credito. Gli speculatori erano pronti a riversarsi sul nuovo mercato che diventa quello del debito pubblico spread = eccesso di domanda rispetto all'offerta. Lo spread ha comportato un aumento nell'offerta di titoli di debito pubblico.
Gli stati che hanno salvato il sistema creditizio hanno visto il esplodere quando ancora non fossero già sopra il 100% del PIL.
2 Debito pubblico = somma di tutti i deficit o disavanzi pubblici accumulati negli anni Economia politica 3.
La recessione si è poi trasformata nel collasso del sistema pubblico, sempre più obbligato alla spending review e al retrenchment revisione e contrazione del proprio ruolo nell’economia. In molti settori la recessione ha causato un rallentamento della produzione che ha poi fatto crollare i consumi.
La crisi nel lungo periodo ha cambiato profondamente l'economia degli Stati Uniti e degli altri paesi. Nel lungo periodo sono cambiati degli stili di vita. Alcune affluence society sono fallite e ci sono stati trasferimenti di ricchezza es. nelle aste di arte dopo il 2007, in cui i banditori hanno incominciato a fare profiling di nuovi ricchi. Per quanto riguarda le tecniche di produzione, c'è stata una riduzione della labour intensity e conseguentemente maggiore disoccupazione.
La crisi ha fatto bene ad alcune specifiche classi sociali, ha fatto bene al mercato di seconda mano es. vintage, baratto. È cambiato il tipo di soggetti che fanno il mercato es. disintermediazione. Non ha cambiato solo il cosa viene prodotto, non ha solo implicato disoccupazione, ma ha avuto forti implicazioni su domanda e offerta.
| Come | Per chi |
| La crisi ha determinato una riallocazione delle risorse. | Banche e intermediari finanziari hanno registrato perdite elevate. |
| Aumento della disoccupazione. | La ricchezza si è trasferita ai nuovi ricchi e la povertà è aumentata. |
PIL statunitense e risorse scarse
L’economia si occupa di come la società produce e produrre implica l'uso di risorse pertanto in economia un fenomeno economico ha senso solo se ci si occupa di una risorsa la cui domanda eccede l'offerta.
Il PIL americano è decresciuto e poiché la crisi si è estesa in Europa anche quello europeo è sceso. Nel tempo, dopo la crisi, la situazione è cambiata: disoccupazione, meno beni, tecnologie che non occupano più posti di lavoro, nuovi ricchi e nuovi mercati, diverse politiche per i sub-primer.
PIL o prodotto interno lordo rileva la crescita di un sistema economico, cioè misura il complesso dei beni e dei servizi prodotti in un anno in un sistema economico.
Il PIL si misura come interno, ovvero si tiene conto della produzione in un sistema economico in un anno, ma considerando sia le imprese nazionali che non nazionali. Quando il PIL cresce anche il paese cresce; quando traballa, il sistema economico decresce. Il PIL si riferisce a dei confini geografici perciò indica che una produzione è fatta tanta da fattori produttivi, es. aziende italiane quanto da straniere es. auto di brand tedesco ma prodotta in suolo italiano. Il PIL può anche indicare quanto un'impresa estera realizza in Italia.
Una differenza è tra PIL nominale e reale:
| Il PIL nominale è riferito ai prezzi correnti di listino. | Il PIL nominale è sempre superiore a quello reale a causa dell'inflazione. |
| Il PIL reale tiene conto del potere di acquisto della moneta. | Per contare il PIL reale bisogna valutare se i prezzi delle merci aumentano in modo generalizzato. |
3 Inflazione = aumento generalizzato dei prezzi.
L'inflazione può essere tolta dal PIL nominale per ottenere l'inflazione reale, ovvero il potere di acquisto che possediamo. Questa differenza si deve al fatto che si tiene conto del potere di acquisto della moneta e di come cambia nel tempo. Più aumenta l'inflazione, più il potere di acquisto diminuisce. Questo dato è molto importante. Es. 1980 con mille lire si acquistava un chilo di pane, oggi con mezzo euro non si acquista nemmeno mezzo panino.
Il PIL è quindi fondamentale per capire se un'economia cresce/decresce. Inoltre, è necessario analizzare il PIL reale perché tiene conto dell'effettivo potere di acquisto della moneta. Quest’ultimo non deve essere maggiore di quello nominale altrimenti si ha inflazione cade il potere di acquisto delle merci. In crisi non tutti i prezzi delle merci diminuiscono, alcuni prezzi tra cui quelli dei beni primari, aumentano.
Un paese deve stare attento all'inflazione perché riduce il potere di acquisto dei cittadini, ma soprattutto alla ovvero la diminuzione dei prezzi. In un'economia dove aumentano i prezzi, la domanda è alta; finché ci sono i consumi, essi trainano l'economia. I cali di consumo, invece, determinano deflazione, ovvero diminuzione dei prezzi.
Gli shock del prezzo del petrolio
Fino al 1973, il consumo mondiale di petrolio era disponibile in abbondanza e a prezzi bassi, perciò è cresciuto con continuità. Nel biennio 1973-1974, a causa del blocco del canale di Suez per il conflitto tra Egitto e Israele, il mercato è cambiato e alcuni tra i principali paesi produttori di petrolio hanno costruito l’OPEC, il quale fissando delle quote produttive tra i suoi aderenti ha ristretto l’offerta mondiale di petrolio triplicandone il prezzo. Data l’assenza di sostituti stretti che garantissero le stesse funzioni in diversi settori o una sostituzione adeguata, la contrazione dell’offerta è stata molto profittevole per l’OPEC che ha registrato un aumento dei ricavi nell’esportazione. Tuttavia, con il tempo i consumatori hanno iniziato a consumare meno petrolio facendo vendere di più i paesi non-OPEC.
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2001: USA e UK in Iraq aumenti vertiginosi del prezzo del petrolio = shock del prezzo del petrolio;
2006: il mercato del petrolio continua a subire forti tensioni.
La crescita di economie come quella cinese e indiana continuano ad alimentare gli shock in quanto bisognose di materie prime.
La storia di un fenomeno non consiste solo nell'analizzare le tre variabili, ma cercare di vedere il lungo periodo per capire come un fenomeno economico può evolvere nel tempo.
Nel lungo periodo, l’alto prezzo del petrolio induce gli utilizzatori a ridurne l’impiego rivolgendosi ai paesi non-OPEC in quanto fornitori di energie e materie alternative. Queste reazioni dovute alle variazioni di prezzo sono un esempio del modo in cui le società risolvono i tre problemi fondamentali.
| Come produrre? | Allorché il prezzo del petrolio aumenta in modo rilevante, le imprese tendono a ridurre l’uso di prodotti derivati dal petrolio. |
| Cosa deve essere prodotto? | L’influenza dell’aumento del prezzo del petrolio si vede sui consumi di imprese e famiglie che riducono l’uso di prodotti derivati dal petrolio diminuendone sostanzialmente la domanda es. le persone si organizzano per usare una sola auto e incoraggiando l’uso di prodotti sostitutivi. |
| Per chi produrre? | L’aumento del prezzo del petrolio ha incrementato il potere dell’OPEC e ridotto il potere di acquisto di paesi importatori di petrolio. Il sistema economico mondiale è stato quindi indotto a produrre di più per l’OPEC. |
La scarsità e gli usi alternativi delle risorse
La scarsità obbliga alla scelta
Esempio: un’economia dispone di 4 lavoratori in grado di produrre o spettacoli cinematografici o cibo. La combinazione producibile di cibo e spettacoli dipende dal modo in cui i lavoratori sono allocati tra le due attività. In ognuna di queste, al crescere del numero di lavoratori impiegati aumenta la quantità totale di prodotto ottenibile.
La produzione in ciascuna delle due attività è condizionata dalla legge dei rendimenti decrescenti.
Ogni lavoratore addizionale fa aumentare la produzione totale di un ammontare minore di quello prodotto dai precedenti lavoratori addizionali.
Es. i lavoratori dell’industria cinematografica hanno a disposizione una dotazione fissa di cineprese. L’impiego di altri lavoratori addizionali nell’industria cinematografica riduce la quantità di attrezzature disponibili per addetto, quindi la produzione per lavoratore nell’industria del cinema diminuisce al crescere del numero totale di lavoratori occupati.
| Possibilità produttive | |||
| Cibo | Cinema | ||
| Lavoratori | Produzione | Lavoratori | Produzione |
| 4 | 25 | 0 | 0 |
| 3 | 22 | 1 | 9 |
| 2 | 17 | 2 | 17 |
| 1 | 10 | 3 | 24 |
| 0 | 0 | 4 | 30 |
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La frontiera delle possibilità produttive rappresenta le massime combinazioni di cibo e spettacoli che il sistema economico è in grado di produrre efficacemente attraverso l’impiego di tutte le risorse disponibili.
La curva che unisce i punti da A ad E è la frontiera delle possibilità produttive. La pendenza della frontiera esprime il rapporto o tasso di scambio tra due prodotti.
La frontiera delle possibilità produttive è una curva che rappresenta – per ogni livello di produzione di un bene – la massima quantità di un altro bene che un sistema economico è in grado di produrre.
I punti al di sopra della frontiera sono combinazioni produttive non realizzabili poiché necessitano di un ammontare di risorse superiore a quello disponibile.
I punti al di sotto della frontiera rappresentano le combinazioni inefficienti in quanto la società sta sprecando risorse, infatti utilizzando più efficientemente le risorse disponibili, il sistema può aumentare la produzione avvicinandosi alla frontiera.
Ogni spostamento lungo la frontiera implica il trasferimento di un lavoratore dalla produzione di cibo a quella di spettacoli. Ogni trasferimento riduce la produzione per addetto nell’industria cinematografica ma accresce la produzione per addetto nell’industria nel cibo. Ogni trasferimento di lavoro comporta un incremento via via minore nella produzione di spettacoli e un sacrificio crescente di produzione di cibo.
Il costo opportunità marginale di un bene o servizio è la quantità di altri beni o servizi a cui si deve rinunciare per produrre un’unità addizionale del primo.
Es. Passando da A – B, si producono 9 unità di spettacoli ma si sacrifica la produzione di 3 unità di cibo. La pendenza della frontiera in un determinato punto, ovvero per una determinata combinazione produttiva, esprime il costo opportunità marginale di un bene in termini di sacrificio dell’altro.
La produzione della combinazione G richiede l’impiego di un lavoratore nell’industria del cinema. Occupando solo tre lavoratori, la società non utilizza tutte le sue risorse perché il quarto lavoratore non è impegnato.
La frontiera delle possibilità produttive rappresenta le combinazioni produttive efficienti che un sistema economico può realizzare.
L’efficienza produttiva implica che l’aumento della produzione di un bene può essere realizzato solo con il sacrifico della produzione di altri beni.
La scarsità di risorse limita le possibilità di scelta della società alle combinazioni produttive che si trovano sulla frontiera o all’interno della frontiera delle possibilità produttive.
Nel confronto internazionale, una società potrebbe avere un vantaggio nella produzione di un bene piuttosto che nella produzione di un altro.
Un individuo o una società ha un vantaggio comparato quando la produzione di un bene o servizio è caratterizzata da un costo opportunità inferiore rispetto ad altri produzione.
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Il ruolo del mercato
I mercati sono istituzioni che mettono in relazione acquirenti e venditori di beni e servizi.
Un mercato è un processo attraverso il quale le decisioni delle famiglie circa il consumo di beni e servizi diversi, delle imprese circa che cosa e come produrre e vendere e dei lavoratori circa quanto e per chi lavorare sono rese compatibili attraverso aggiustamenti di prezzo.
I prezzi di beni e servizi e delle risorse es. lavoro si modificano continuamente per garantire che le risorse scarse siano impiegate per produrre i beni e servizi che la società richiede.
Esempio: consumo di hamburger per pranzo
Dal punto di vista del consumatore, l’hamburger è conveniente per soddisfare il proprio appetito in quanto il suo prezzo è basso. Dal punto di vista del venditore è necessario vendere gli hamburger con un certo margine di profitto e da quello dello studente-lavoratore è necessario che il salario sia tale da permettergli di continuare gli studi.
Sono quindi i prezzi a indirizzare la decisione di consumare un certo bene, di offrire un certo bene e la decisione di fare un certo lavoro.
Inoltre, è la domanda da parte dei consumatori che indirizza le risorse alla produzione di hamburger. Tuttavia, se i bovini contraessero una malattia pericolosa per l’uomo, i consumatori si dirigerebbero verso un altro tipo di carne es. carne suina. Ciò comporterebbe un aumento del prezzo della carne di maiale e un calo in quello della carne bovina che conseguentemente indurrebbe a una riallocazione delle risorse naturali degli allevamenti.
Economia dirigistica
Le decisioni circa come, cosa e per chi produrre sono prese dalle autorità che impongono dei criteri di comportamento a famiglie, imprese e lavoratori.
Lo Stato detiene la proprietà degli stabilimenti produttivi e delle risorse naturali e, attraverso l’attività di pianificazione, assume le più importanti decisioni in merito ai consumi e alla persone che devono lavorare.
La mano invisibile
I mercati in cui manca l’intervento del Governo o di autorità sono detti mercati liberi.
Nei mercati liberi gli individui perseguono i propri interessi senza direttive o interferenze imposte da qualche autorità.
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