Il pensiero sistemico
Bogdanov – La tectologia
La forma organizzativa rappresenta la totalità delle connessioni tra le parti del sistema. I due processi organizzativi in grado di far comprendere la stabilità e lo sviluppo di tutti i sistemi sono la formazione, unione di sistemi per mezzo di vari tipi di legami, e la regolazione. Una crisi organizzativa, intesa come collasso dell’equilibrio sistemico esistente, è una transizione verso il nuovo stato di equilibrio. Con la regolazione e l’autoregolazione, i sistemi aperti sono in grado di agire lontano dall’equilibrio.
Esistono 3 tipologie di sistemi:
- Organizzati: il tutto assume valore maggiore della somma delle parti.
- Disorganizzati: il tutto è minore della somma delle parti.
- Neutri: l’attività di organizzazione e di disorganizzazione si annullano a vicenda.
Vernadskij
Usa l’approccio sistemico per lo studio della biosfera, evidenziando che essa non costituisce un fenomeno isolato influenzato da specifiche cause, ma un sistema vivente con forti interconnessioni tra gli organismi viventi, subsistemi, che la popolano e che ne alimentano la vita attraverso processi di scambio.
Elementi centrali del pensiero sistemico
- Contesto: un sistema non può essere studiato separatamente da esso.
- Confine: funge da filtro rispetto agli input, selezionandoli e rendendoli omogenei rispetto al contesto.
- Modificazione strutturale: risposta adattiva del sistema rispetto al contesto.
- Gli eventi vengono percepiti non più come manifestazioni isolate, ma come risultato di una serie di relazioni dinamiche, di cause e concause interrelate.
- Ogni sistema vivente è identificato come un sub-sistema di un sistema più esteso.
- Qualsiasi fenomeno è interpretabile grazie alle interazioni tra gli elementi che lo compongono e con l’ambiente di riferimento.
Teoria generale dei sistemi
- Von Bertalanffy rifiuta il pensiero riduzionistico e meccanicistico in cui i fenomeni della vita vengono osservati ed indagati con un approccio analitico-sommatorio: dalle componenti elementari di un fenomeno sarebbe sempre possibile spiegarlo nella sua interezza.
- La teoria generale dei sistemi è basata su un approccio logico-formale, riduzionismo, oppure euristico generale, olismo, per studiare problemi e fenomeni, ponendo una base comune a tutte le discipline scientifiche. Gli elementi significativi sono:
- Apertura e chiusura dei sistemi: con riferimento alle interazioni con l’ambiente, un sistema è aperto se intrattiene con esso scambi di energia, materia e informazioni, chiuso se intrattiene solo scambi di energia. Il funzionamento di un sistema aperto è costituito dalla successione logica flussi in input-trasformazione-flussi in output. I sistemi fisici chiusi sono caratterizzati da processi irreversibili: una parte dell’energia meccanica viene sempre dissipata sotto forma di calore e non può essere recuperata completamente. Si entra in uno stato di disordine crescente, in modo irreversibile: l’entropia è la misura di tale disordine. Bertalanffy ipotizza invece che per i sistemi aperti il disordine possa decrescere o mantenersi costante, a seconda del prevalere della variazione di entropia dovuta a processi irreversibili del sistema o di quella dovuta all’introduzione di materia e di informazioni dall’ambiente esterno. È la variazione entropica.
- Omeostasi ed autoregolazione: gli organismi viventi sono in grado di essere vitali e stabili anche in condizioni di non equilibrio, grazie ad un ambiente interno che risponde adeguatamente alle sollecitazioni dell’ambiente esterno. L’omeostasi è basata sul meccanismo dell’autoregolazione che, fondato su scambi informativi tra sistema e ambiente esterno, consente al sistema di mantenersi in equilibrio con l’adattamento entro i limiti della propria struttura. Anche in cibernetica, col meccanismo di feedback vi sono sistemi che non necessitano di interventi di autoregolazione. Con gli anelli di retroazione si descrivono schemi organizzativi: messaggi, meccanismi di controllo e di retroazione si basano su trasmissione e comunicazione delle informazioni, prima schema di comunicazione e poi schema di controllo.
- Equifinalità: è la possibilità che un sistema raggiunga uno stesso stato finale partendo da condizioni iniziali differenti e/o con percorsi alternativi, diversamente dai sistemi chiusi.
- Sistemi fisici: c’è coincidenza tra sistema e struttura, il principio di equifinalità è in relazione agli stati della struttura.
- Sistemi sociali: il sistema emerge dalla struttura se orientato ad una specifica finalità. Ad una certa struttura non corrisponde necessariamente un unico sistema e un sistema nel tempo può basarsi su strutture differenti, è fondamentale la capacità del decisore.
- Il pensiero sistemico non coincide con l’approccio olistico e non si contrappone a quello analitico-riduzionistico, ma si pone in un continuum tra loro che li concilia entrambi.
Apertura e chiusura dei sistemi sociali
Maturana e Varela classificano i sistemi in:
- Completamente aperti: le interazioni con l’ambiente esterno sono incontrollate ed incondizionate, gli influssi esterni si manifestano all’interno del sistema senza ostacoli.
- Parzialmente aperti: sono dotati di chiusura operazionale e di una barriera, confine, all’ingresso del sistema che funge da filtro. Sono in grado di fare penetrare solo gli influssi positivi ostacolando i negativi. Vi è una capacità di apertura a livello strutturale e un grado di apertura condizionato dal decisore, si distingue tra potenzialità dell’apertura e la volontà di usufruirne da parte del decisore in base a contingenze ed opportunità.
Il problema dei confini tra sistemi ed ambiente
- L’ambiente non attiene alla sfera dell’oggettività, ma è mutevole da soggetto a soggetto. Non è una realtà alla quale adattarsi, ma dipende dalla percezione sistemica contestualizzata dei soggetti che osservano, nel tempo e nello spazio. L’ambiente è l’insieme di tutti gli oggetti i cui movimenti degli attributi influenzano il sistema e quelli i cui attributi sono mutati dal sistema.
- Il confine ed il contesto appaiono instabili, dipendenti dal rapporto osservante/osservato e concetti soggettivi frutto di differenze percettive. Il confine fa riferimento non solo alla struttura del sistema, ma anche in relazione ai sovrasistemi di riferimento.
- Il soggetto decisore, analizzando la struttura del proprio sistema e dei sovrasistemi, pone in essere azioni di attenuazione o amplificazione per la propria sopravvivenza, modificando i confini tra il sistema ed i singoli sovrasistemi. Due sistemi strutturalmente identici relazionati con lo stesso tipo e numero di sovrasistemi, non daranno quindi necessariamente vita agli stessi risultati.
L’impresa nella concezione sistemica
L’impresa e il pensiero sistemico
- L’impresa è qualificata come sistema in relazione a 3 elementi:
- Presenza di più componenti, materiali o immateriali.
- Interdipendenza e comunicazione tra le componenti.
- Comunione verso una finalità, con le relazioni che si attivano in vista del conseguimento della finalità e degli obiettivi del sistema.
- Zappa osservava che l’azienda non è una massa dissociata e non è un accostamento temporaneo di fattori e fenomeni disgiunti, ma una realtà operante; essa diviene di giorno in giorno, si costruisce continuamente, si rinnova sempre nella sua struttura, si trasforma e si manifesta sempre nei suoi processi attuati. Tutto ciò in base alle circostanze mutevoli cui deve adattarsi.
- L’impresa è considerata un sistema aperto, dinamico, progettato, governato e controllato, avente una dimensione economico-sociale, la cui attività di autoregolazione è fortemente influenzata dall’organo di governo per avere maggiori probabilità di sopravvivenza.
- L’impresa genera valore differenziale usando il patrimonio di conoscenze specifiche ereditate nella sua storia o acquisite dall’esterno per progettare, costruire e vendere prodotti, processi e relazioni che incorporano la sua conoscenza rendendola disponibile per i clienti serviti.
L’impresa come sistema meccanico
- Taylor, che propone una visione meccanicistica e deterministica della dinamica imprenditoriale, pone enfasi sulla struttura: si ha una parcellizzazione dei singoli movimenti nell’esecuzione dei compiti, per giungere ad una ricomposizione dopo aver eliminato le sequenze che ostacolano l’incremento di produttività.
- Ford, con la catena di montaggio, afferma che prodotti altamente standardizzati con economie di scala sono sufficienti per conquistare un mercato con una domanda eccedente di molto l’offerta.
- Urwick e Gubick vedono l’impresa come un sistema chiuso, una macchina realizzata per operare secondo procedure fissate rigidamente e deterministicamente e dal comportamento completamente prevedibile, capace di funzionare indipendentemente dagli stimoli esterni. L’enfasi è sulle componenti e sulle relazioni che si instaurano tra loro nella struttura.
- L’impresa è influenzata dalla teoria neoclassica: operava in mercati trasparenti e concorrenziali e poteva massimizzare il profitto collocando sul mercato una precisa quantità di prodotto.
- Critica: i limiti sono evidenti in contesti molto complessi e non si può valutare l’impatto del fattore umano. La realtà complessa necessiterebbe di approcci che non banalizzino le interazioni che si generano tra una realtà organizzativa e l’ambiente in cui opera.
L’impresa come sistema organico
- Al pari degli esseri viventi l’impresa:
- Ha un ciclo di vita: concepimento, nascita, crescita, sviluppo, stabilizzazione, declino, morte.
- Assorbe dall’ambiente le risorse per la finalità di sopravvivenza.
- È dotata di struttura articolata in organi, ciascuno dei quali svolge attività per le esigenze vitali del sistema.
- Si adatta all’ambiente, con gli organi che si modificano nel tempo. L’ambiente seleziona le imprese che si adattano meglio.
- Apprende e replica soluzioni, routines, in situazioni simili a quelle già affrontate, sperimentando anche soluzioni nuove.
- Esistono quindi tante modalità di progettazione che rispecchino l’ambiente di riferimento di ogni impresa, e vi è maggiore importanza sugli aspetti umani, partecipazione e coinvolgimento di più individui nei processi decisionali.
- Il tentativo è di organizzare assetti più reattivi rispetto a quelli standardizzati del sistema meccanico, senza avere però una necessaria contrapposizione. A seconda della complessità della porzione di ambiente affrontata, essi possono convivere nella stessa organizzazione.
- L’enfasi è posta sul sistema più che sulla struttura.
L’impresa come sistema cibernetico
- È vista come sistema cibernetico nei processi di comunicazione, feed-back ed autoregolazione impiegati nel tentativo di realizzare macchine con capacità computazionali e di adattamento automatico simili a quelle di un cervello.
- L’impresa è vista come un sistema capace di autoregolarsi, consentendo una continua retroazione di informazioni e processi per mantenere la rotta prestabilita.
- L’abilità dell’organo di governo sta nel:
- Ridurre al minimo gli scostamenti dai traguardi fissati.
- Cambiare eventualmente rotta se l’obiettivo o il meccanismo di autoregolazione non sono più compatibili con la sopravvivenza.
- Limiti:
- Gli scostamenti sono imputabili a diverse cause di origine diversa, da individuare e rimuovere.
- Esiste una rigidità di sistema, vincoli e regole, per dotazione strutturale e per dinamica intersistemica.
- Si potrebbe essere costretti a sostenere adeguamenti esterni all’intervallo di elasticità della struttura, rendendo necessarie trasformazioni e ristrutturazioni.
L’impresa come sistema autopoietico
- L’autopoiesi qualifica i sistemi che attuano una produzione in senso biologico, come le cellule e gli organismi viventi superiori, ed ha:
- Individualità: capacità di esistere indipendentemente dalla presenza di un osservatore esterno.
- Autonomia: capacità di mantenere inalterata nel tempo l’organizzazione indipendentemente dall’influenza e dalle finalità del contesto.
- Unità: confini precisi dovuti sia alla presenza di un osservatore esterno in grado di rilevarli sia all’autonomia del sistema.
- Chiusura operazionale: i processi sono autosufficienti per attivazione e controllo e non esistono input o output.
- Mancanza di finalismo: autogenesi, una serie di stadi embrionali per dare origine all’individuo di una specie.
- Il sistema è capace di produrre i propri componenti rigenerando continuamente la propria organizzazione grazie a processi interni, decisionali e cognitivi, che lo rendono autonomo dal contesto. Non esistono output.
- Limiti:
- L’impresa da osservato diventa soggetto osservante, prospettiva inconciliabile.
- L’organo di governo si annulla, quando invece dovrebbe essere dotato di massima responsabilità e poteri decisionali e decidere di percorrere nuove rotte o correggere quella prestabilita.
L’impresa come sistema cognitivo
- Denominatore comune è la produzione di conoscenze, quindi l’impresa è vista come un processore di dati, produttore e diffusore di conoscenza. Sono necessarie due analogie:
- Semantica trasparente: un’intuizione o una proiezione della mente può essere riprodotta combinando simboli e regole.
- Capacità di realizzare processi di generazione, trasferimento ed utilizzo della conoscenza, rendendo necessaria una particolare configurazione strutturale.
- Limite: non sempre l’impresa riesce ad emulare la struttura cerebrale né riesce a simulare i processi di generazione della conoscenza.
L’apertura ed i flussi di interscambio con l’ambiente
- L’impresa è un sistema:
- Parzialmente aperto: regola il flusso di energia, materia ed informazione.
- Contestualizzato: immerso in sovrasistemi dell’ambiente di riferimento con i quali intesse relazioni.
- Dinamico: entità e qualità delle interazioni con l’ambiente esterno variano nel tempo.
- Il grado di apertura dipende da fattori connessi alle esigenze di sopravvivenza, compatibilmente con i vincoli imposti e le opportunità concesse dal contesto, e dipende dall’organo di governo che lo decide, anche in base ai suoi valori culturali e imprenditoriali, in relazione ai sovrasistemi di riferimento.
- Con i flussi in entrata l’impresa alimenta la propria energia trasformando le risorse acquisite all’esterno in capacità. L’energia viene poi arricchita attraverso un processo interno dal quale scaturiscono le competenze, che concorrono a definire i flussi in uscita.
- I flussi in uscita sono i prodotti, realizzati da un apparato che accumula e consolida le conoscenze acquisite nel tempo e le impiega al momento di realizzare i prodotti.
- Il prodotto può essere tangibile o intangibile, incorpora e veicola il patrimonio di capacità, la cultura tecnica, organizzativa ed economica dell’impresa.
L’impresa contestualizzata
- In un’economia complessa l’impresa trae la capacità di innovazione e di sviluppo non solo dalle proprie forze ma anche dalle opportunità di cooperare ed acquisire competenze e conoscenze specifiche dall’esterno, interagendo ad esempio anche con le istituzioni.
- L’ambiente è la sintesi di sovrasistemi, e l’impresa si modifica nel tempo reinterpretandolo con rinnovati schemi concettuali.
- L’impresa è un sistema di livello L, la cui esistenza è motivata dalla continua ricerca della risonanza con i sistemi di livello L+1, riferendosi al mutuo adattamento sulla base di processi di assimilazione dell’impresa, da parte dell’ambiente, e di costruzione del proprio ambiente, da parte dell’impresa.
- La possibilità di sopravvivenza dell’impresa e la sua capacità di generare valore sono determinate non solo dalla sua struttura e dalla sua capacità e risorse disponibili, ma anche dalle relazione e dalle interazioni con il contesto ambientale.
Ambiente generale: manifesta un impatto indiretto ed è identificato da elementi geoterritoriali, demografici, socio-economici, politici, culturali e tecnologici.
Ambiente transazionale: vincoli, condizionamenti ed opportunità hanno un impatto diretto, costituendo il luogo figurato in cui l’impresa attua scambi di risorse rilevanti per la sua sopravvivenza. È quindi caratterizzato dalla presenza di soggetti, entità e sistemi con i quali l’impresa intrattiene rapporti di scambio, transazioni.
Dinamica e percorso evolutivo del sistema
- L’evoluzione del sistema è scandita da stati di equilibrio dinamico in quanto l’apertura del sistema, con la continua immissione ed emissione di conoscenza, e con i concreti rapporti tra le componenti della struttura e l’azione di governo, fanno sì che ogni stato di equilibrio raggiunto rappresenti quasi il presupposto per la ripresa del percorso evolutivo.
- Le nuove forme di comportamento e le nuove configurazioni della struttura dipendono quindi dall’
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