Sociologia dell'ambiente e del territorio
Rapporto scienza-tecnica
La visione antropocentrica condizionerà il ruolo della scienza, strettamente legata alla tecnologia. Per anni la scienza rimase nel campo della speculazione astratta; la tecnica si acquisiva con l'esperienza attraverso la pratica. Dalla seconda metà del 700' il rapporto muta perché alle scoperte scientifiche seguirono le innovazioni tecnologiche collegate (XVII borghesi studi e pratica).
Con l'avvento del modernismo il rapporto è sempre più simbiotico, culminando nel progetto Manhattan, legame con il 1° bomba atomica avvio II° rivoluzione scientifica. Il progetto Manhattan coinvolse scienziati statunitensi e tra questi anche Fermi, che portò alla nascita del primo ordigno atomico che sarà adoperato il 6 e il 9 agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki.
Accanto alla scienza si colloca la tecnica intesa come attitudine a risolvere problemi di natura pratica attraverso la conoscenza scientifica. Inizialmente il rapporto tra scienza e tecnica era distante, inizia a cambiare a partire dal 700’, questo rapporto è considerato di reciproca influenza. Questo legame ha spinto diversi autori a definire la tecnica “scienza applicata”: ad ogni innovazione scientifica segue la conseguente applicazione tecnologica e senza un’adeguata strumentazione tecnologica non può progredire.
Il mondo si confronta per la prima volta con la forza della scienza e della tecnica con la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki: qui l’uomo prende coscienza che queste due componenti possono essere utilizzate con finali irreversibili sull’uomo e sul mondo.
Società del rischio, Beck (1986)
Uno dei testi più importanti sui problemi tecnologici e ambientali è di Ulrich Beck, che definisce la società moderna come la società del rischio, incentrata nel ricavo. Insieme a Giddens, Beck produce considerazioni sui rischi prodotti dall’attività umana. Da un lato i rischi sfuggono al controllo dell’attività umana, dall’altro, visto che aumenta la consapevolezza sociale, aumenta anche il business legato alla riduzione del rischio.
Cambia il significato del rischio (conseguenze imprevedibili): diventa una situazione di incertezza, quindi un concetto irrazionale, non più sotto stretto controllo dell’uomo e quindi razionale. Scientizzazione primaria e scientizzazione riflessiva: rischio collegato alla tecnologia e non alla natura, e quindi con lo sviluppo della tecnologia si avranno rischi sempre maggiori.
Rischio: Dipende dall’uomo che ne è a conoscenza e decide di rischiare, il fumo attivo è un rischio che l’uomo conosce e a cui va deliberatamente incontro.
Minaccia: È un rischio arrivato a livelli drammatici che necessita di una gestione per riportarla a livelli accettabili almeno.
Pericolo: No perché ci si può trovare davanti ad esso accidentalmente, è l’imprevisto. Il fumo passivo è un pericolo al quale involontariamente si è esposti dagli altri.
Percezione del rischio
Ci si è sempre chiesti se il rischio fosse un fatto razionale o non. Si sono svolte delle ricerche di tipo statistico quindi basandosi su dati e concludendo che semplicemente un fatto accade in base alle probabilità. Questo negli anni '70.
Negli anni '80, dopo il disastro di Chernobyl, l’idea cambia perché viene a galla il falso mito dell’infallibilità della tecnica e dell’uomo, così il rischio diviene un fatto sociale caratterizzato da fattori razionali e non. Quindi un pericolo viene percepito come rischio attraverso processi cognitivi, morali. Infatti, per una società può essere un rischio quello che per un’altra società non lo è, divenendo così soggettivo, ne parla bene Mary Douglas.
Mary Douglas e il rischio
Fino agli anni '70 si pensava che il fosse un fattore probabilistico dato dal verificarsi di fenomeni non voluti. Dagli anni '80, soprattutto dopo Chernobyl, muta il concetto di rischio e si prende coscienza che l’uomo e la scienza non sono infallibili. Si capì la differenza tra rischio e pericolo in cui il rischio è una dimensione esclusivamente umana perché percepito attraverso processi cognitivi, emotivi, valoriali e culturali. Il rischio è un pericolo percepito.
Douglas afferma infatti che gli individui non agiscono isolati ma come esseri sociali. Quindi, un fatto pericoloso diventerà un rischio percepito una volta in cui la collettività avrà interiorizzato e filtrato a seconda della propria scala di valori.
Rapporto tra forza condizionante della collettività e scelte individuali sintetizzato in una griglia teorica sintetizzata da Thompson e Shvarz. Sono 4 forme di razionalità tipica: individualista, figura assimilata all’imprenditore capitalista libero da questioni di ordine sociali, è un soggetto fortemente innovatore che si assume i propri rischi allontanando da sé le valutazioni del rischio ambientale; figura gerarchica, personalità tipica di una situazione sociale con norme rigide e forte integrazione (che si differenzia da quella fatalista perché è una rigidità di norme ma con un basso livello di integrazione), per la figura gerarchica la figura è fortemente inquadrata nel proprio contesto sociale mentre la figura fatalista la figura è isolata; figura settaria, la figura riguardante piccoli gruppi integrati fra di loro che possiamo vedere nelle sette religiose o nei movimenti ambientalisti.
Club di Roma
Organizzazione di scienziati che si concentrano sui problemi ambientali nata nel 1968. Anche gli ambienti scientifici si approcciano ai fenomeni ecologisti; nel 1968 fu fondato il Club di Roma: associazione non governativa, no profit, di scienziati, economisti, con lo scopo di individuare i problemi ambientali fondata da Peccei e King.
Uno dei contributi più importanti l’ha dato Forrester con i modelli World One e World Two. Lo scienziato Forrester lavorò con i membri del Club di Roma ai modelli di dinamica dei sistemi applicati alla capacità di carico della terra. 2 modelli World One e World Two che prevedevano interrelazioni tra popolazione mondiale, produzione industriale, inquinamento e risorse naturali.
World 1 e World 2
Sono dei modelli di dinamica di sistemi applicati alla capacità di carico della terra.
Limit to Growth
Libro nel quale è stato pubblicato il modello World 3 nel quale si evidenziano i rischi di un imminente collasso del sistema socioeconomico. Simile al world 2 creato da Dennis Meadows – commissionato al MIT dal Club di Roma, il Rapporto sui limiti dello sviluppo fu pubblicato nel 1972. Fu pubblicato nel libro “Limit to Growth” il rapporto sui limiti quando scoppiava la prima grande crisi del petrolio che aveva provocato visioni apocalittiche in quanto si sosteneva che nel 2000 finissero la maggior parte delle risorse petrolifere ma non è stato così perché non è stato considerata la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi però è importante perché ha portato l’attenzione pubblica sui limiti delle risorse naturali.
Il programma Habitat
Il programma Habitat, messo a punto a Trieste, è un modello di intervento integrato in ambito sociale-sanitario-abitativo volto a contrastare a livello rionale l'emergere di situazioni di degrado umano e ambientale. Il programma Habitat trova applicazione concreta attraverso il Progetto Portierato Sociale. Partendo dal presupposto che la qualità della vita degli abitanti di un territorio è direttamente proporzionale alla qualità delle relazioni che si instaurano tra costoro è facile intuire l'importanza di tale approccio.
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