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Immobilizzazioni materiali e immateriali

Immobilizzazioni immateriali

2423 ci sono i criteri generali e di redazione di un bilancio.

2424 la struttura e lo schema dello stato patrimoniale.

2425 la struttura e lo schema del conto economico.

2426 i criteri di valutazione (principi scritti in maniera molto sintetica di come si valutano i costi di bilancio – bignami dei principi contabili).

2427 la nota integrativa, le informazioni che devono essere contenute nella nota integrativa.

2428 la relazione sulla gestione → questi articoli vanno studiati dato che sono un prerequisito per poter fare audit.

Articolo di legge: il codice civile ci dice come devono essere suddivise le singole voci.

L'articolo 2426 ci dice una cosa altrettanto importante, perché al di là di come vengono suddivisi ci dice come devo valutarli, si dice costo di acquisto e di produzione inclusivo degli oneri accessori e di oneri finanziari solo per il periodo di costruzione. Quello che preme di sottolineare è questo, è così scontato che sia così? Che se con i principi contabili italiani vige la regola del costo quindi i fabbricati e gli impianti o l'hai pagata o non la puoi iscrivere nel bilancio, ma se noi ci spostiamo oltre il confine e applichiamo i principi contabili internazionali (che si può fare anche in Italia in alcune situazioni come nelle società quotate), se noi cambiamo i principi contabili ad esempio noi introduciamo il principio del fair value che vuol dire sostituire al costo il mercato così se anche ho acquistato un fabbricato a 10 euro, se ho fatto un buon affare io il fabbricato posso valutarlo a 15 euro dal momento che questo è il suo valore di mercato. In Italia questo non è ammesso, è vietato.

È un concetto importante perché se noi non sappiamo come si devono valutare le imposte di bilancio come potete poi fare un controllo se è giusto o sbagliato?!

Nelle slide successive si metteranno insieme due elementi: informazioni sui principi contabili dal momento che non si possono dare per scontato, e informazioni sui principi di revisione.

Al comma 1 del 2426 si dicono quali sono le regole del gioco cioè tu se hai un cespite lo devi iscrivere al costo, incrementato degli oneri accessori. Un onere accessorio, se ad esempio compriamo un fabbricato è il notaio, se invece il fabbricato viene costruito può essere anche il costo di progettazione (architetto, ingegnere, ecc. ecc.).

Oneri finanziari: possono essere capitalizzati gli oneri finanziari? Sì, ma solo per i finanziamenti che ho acquisito, che ho acceso, per l'acquisto del bene e fino alla data di entrata in funzione del bene. (Es. se ci metto 3 anni per costruire un fabbricato, gli interessi di 3 anni li posso capitalizzare; se invece compro un fabbricato e dopo 2 mesi è già in funzione allora solo gli interessi per 2 mesi).

La legge mi dice anche che devo effettuare un ammortamento sistematico, cioè non posso inventarmi di ammortizzare un anno sì e uno no, non posso inventarmi di ammortizzare un anno al 10% e un anno al 3%. Ci deve essere una regola, un processo che porto avanti con sistematicità sia sulla durata che sull'ammontare.

Quanto devo ammortizzare? In relazione alla residua capacità di utilizzazione (es. se compro un auto da 50000 euro, e la vendo dopo 3 anni, dopo 3 anni vale 0 l'auto? No, sicuramente varrà il 40/50 % in meno). In teoria io dovrei ammortizzare non prendendo come base di riferimento il 100% del valore dell'auto ma un periodo inferiore.

Eventuali modifiche al piano di ammortamento devono essere motivate nella nota integrativa: se noi passiamo da ammortizzare dal 10% al 5% dobbiamo specificare il perché e il motivo sarà quello di un'ammortizzazione eccessiva, vale a dire che stavo considerando un periodo di vita utile troppo corto rispetto alla reale vita utile del bene.

La legge mi dice anche che c'è l'obbligo di svalutare in caso di perdite durevoli di valore. Allora la legge non mi dice che puoi rivalutare se c'è un apprezzamento dei valori dei fabbricati mi dice solo il contrario cioè che DEVI svalutare per perdite durevoli di valore e poi mi dice anche che c'è l'obbligo di ripristinare il valore storico se vengono a meno i motivi della svalutazione cioè oggigiorno sono diversi coloro che svalutano i fabbricati nelle aziende, ma se per caso nei prossimi 10 anni si ha un meccanismo al contrario, io devo ripristinare il valore. Questo è quello che mi dice la legge e non è così ovvio perché ci sono dei principi contabili che ipotizzano in casi di perdite di valore che non si debba fare il ripristino, cioè se tu svaluti basta. La legge italiana è più larga di manica e quindi dà la possibilità del ripristino → la legge dice c'è un'asticella che è il costo e a seconda degli andamenti può essere abbassata con una svalutazione e può essere rialzata, ma il limite massimo è l'altezza dell'asticella fissata alla data di acquisto.

  • OIC 9 → come si determinano le perdite durevoli di valore.
  • OIC 16 → riguarda il costo dei cespiti, la classificazione, è proprio un OIC (organismo italiano contabilità) sulle immobilizzazioni materiali.
  • OIC 24 → in corso di rivisitazione sulle immobilizzazioni immateriali.

Queste cose vengono dette perché sono dei prerequisiti, infatti il lavoro del revisore è quello di confutare con riferimento alle voci di immobilizzazioni materiali e immateriali se il redattore di bilancio che è l'organo amministrativo, ha applicato regolarmente le norme di legge.

I principi contabili centrano perché sono quei documenti che in un qualche modo danno spessore, dettaglio e interpretazione alla norma di legge ma non sono norma di legge.

Informazioni sulla nota integrativa

Informazioni sulla nota integrativa: movimentazioni, specificando per ciascuna voce il valore iniziale dell'esercizio e finale, lo dice l'articolo 2427 del codice civile. E dobbiamo dare informazioni sui costi, costo; rivalutazioni; ammortamenti e svalutazioni; acquisizioni, alienazioni e riclassifiche; e poi bisogna anche dire se ci sono stati degli oneri finanziari capitalizzati.

Mi soffermo solo su una parola RIVALUTAZIONI → non è ripristino di valore ma è rivalutazione, in Italia è vietato rivalutare un cespite dal momento che vige il principio del costo, però nel corso degli anni sono state promulgate leggi sulla rivalutazione e le rivalutazioni in Italia avvengono solo a seguito di specifiche leggi (concetto che dobbiamo avere in mente). Se non in questo caso non possono esserci rivalutazioni, sono se mai ripristini di precedenti svalutazioni.

Per fare audit dobbiamo avere il prerequisito di saperci orientare sui criteri di classificazione e di valutazione delle immobilizzazioni materiali.

  • Conosciamo beni immateriali che non vanno ammortizzati? Sì, i terreni, quindi se trovo nel bilancio un ammortamento del terreno naturalmente è un problema.
  • Se ho un fabbricato da 10 anni impiegato regolarmente nella produzione, vado a fare audit, la verifica delle fatture e in particolare gli incrementi e la capitalizzazione, e mi trovo che hanno capitalizzato gli oneri finanziari, è giusto? No, è sbagliato, quindi anche in questo caso bisogna avere il prerequisito che mi dice che non possono essere capitalizzati gli oneri finanziari.

Approccio di revisione

Ci sono 3 momenti:

  • Conoscenza generale dell'azienda (conoscenza sul sistema di controllo interno ecc. ecc. PR 300).
  • Strategia di revisione dove capisco se ci sono rischi pervasivi e rischi di controllo, se decido di applicare procedure di conformità o di validità, e quindi a valle faccio il mio piano di lavoro dove decido se fare + conformità e – validità o viceversa.

Scenario 1

Audit sulle immobilizzazioni è abbastanza sbilanciata sulle procedure di validità.

  1. La prima cosa che devo fare è la valutazione del sistema del controllo interno afferente l’area in esame. Quali possono essere le cose che ci interessano a noi sull'area in esame? Quale può essere un rischio tipico sulle immobilizzazioni? Le valutazioni ad esempio, infatti se io ho acquistato dei fabbricati nel 2006 posso avere un problema di valutazione per deprezzamento importante del valore del bene. Altro esempio è il sistema di controllo interno sugli ammortamenti cioè avere una procedura affidabile e rigorosa per il conteggio degli ammortamenti. Cerchiamo di capire quali possono essere i problemi e successivamente.

  2. Rileviamo la procedura, cioè cerchiamo di capire come sono organizzati e successivamente.

  3. Facciamo la prima valutazione sul rischio inerente e del rischio di controllo, cioè ci facciamo un'idea nel dire che dato questo settore e dato queste procedure ci fidiamo o no del sistema di controllo interno della società? Vogliamo applicare un'attività di revisione sulle procedure di conformità oppure vogliamo dire che non ci piace il sistema di controllo interno? Infatti il terzo punto riguarda il conseguente rischio accettabile ma devo ancora decidere la strategia.

IL REVISORE SI AFFIDA O NO AL SISTEMA DI CONTROLLI INTERNI? CIOÈ DECIDE DI APPLICARE LE PROCEDURE DI CONFORMITÀ E DICE DI ANDARE A TESTARE IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO OPPURE DICE CHE NON GLI FREGA NIENTE E VA DIRETTAMENTE ALLE FATTURE?

Questa è la prima decisione con riferimento all'area immobilizzazioni.

Il revisore dice che la gestione dei cespiti è un processo aziendale affidabile, ciò vuol dire che c'è un software magari integrato anche con la contabilità e quindi c'è un livello buono di affinità e di appuratezza del dato. A questo punto decido di fare affidamento sui controlli e se faccio affidamento sui controlli applico le procedure di conformità (test sui controlli chiave del processo amministrativo in esame). Nel caso in esame le procedure di validità saranno svolte in via residuale.

Questo è l'approccio di revisione, il flusso logico, capisco il sistema di controllo interno con riferimento all'area in esame, faccio una valutazione del rischio intrinseco, di controllo e di quello che sarebbe il rischio accettabile. Mi fermo un attimo e decido: cosa voglio fare? Voglio adottare la mia strategia di audit sulle procedure di conformità oppure no? Dico di sì, perché siccome il sistema è affidabile lo posso fare, perché se così non fosse non potrei farlo. Lo faccio, allora inizio a fare tante procedure di conformità e in via residuale le procedure di validità. → CICLO DELL'AUDIT.

Elementi efficaci del sistema di controllo interno nell’area cespiti

Elementi che rendono «efficace» un sistema di controllo interno nell’area dei cespiti (investimenti di beni materiali ed immateriali, manutenzioni ordinarie e straordinarie):

  • Chiara definizione di ruoli e responsabilità → cioè chi si occupa di questa roba? L'ufficio tecnico e questo che autorizzazioni di spesa ha questo? Insomma, non un'impresa non è possibile che tutti possano fare tutto, questo non funziona, non è un sistema di controllo interno che funziona, cioè non si può fare affidamento su sistema di controlli interni se tutti possono fare tutto.
  • Manuale delle procedure (applicato regolarmente!! perché molti sono quelli che hanno i manuali pochi però sono quelli che si attengono rigorosamente ad essi) che definisce con chiarezza il processo autorizzativo ed amministrativo (cioè se tu vuoi comprare un cespite devi far fare l'offerta tra i fornitori, che tale offerta deve essere fatta dall'ufficio acquisti ma chi ne chiede offerta tecnica è l'ufficio tecnico → segregazione delle funzioni):
    • Chi fa cosa.
    • Come e dove (competenza e classificazione) contabilizzare i costi.
  • Adeguato supporto dei sistemi informativi almeno per quanto attiene:
    • Libro dei beni ammortizzabili → fatto in maniera gestibile.
    • Gestione delle commesse (oggigiorno tutti i cespiti costituiscono delle commesse, cioè se compro un macchinario e spendo 1 milione di euro, non mi arriva la fattura da un milione di euro, probabilmente avrò la fattura del cespite, la fattura del trasposto, la fattura del montaggio, la fattura del consulente, i costi interni ecc. e dopo 15 anni si va a vendere e chi è che si ricorda di tutte queste fatture? Nessuno dato che è cambiato tutto, quindi si gestisce tutto con le matricole, elementi informativi che ti permettono di identificare quel cespite.

Se non ci sono tutte queste cose qua faccio fatica a dire che c'è un controllo interno dell'area cespiti e quale sarà il mio approccio di revisione se non ci sono queste caratteristiche? Andrò a concludere che il mio controllo interno non è affidabile e pertanto non posso applicare le procedure di conformità perché vorrebbe dire affidarmi sui sistemi dei controlli e invece mi affiderò e svolgerò le procedure di validità cioè le verifiche sulle fatture, sui contratti → conteggi autonomi degli ammortamenti.

Esempi di key controls nel processo di gestione dei cespiti

Esempi di Key controls (cioè i controlli importanti nella procedura) nel processo di gestione dei cespiti:

  • Processo autorizzativo formalizzato preventivo (cioè se abbiamo l'amministratore delegato che ha il potere di fare qualsiasi cosa questo si può vendere l'azienda e quindi che sistema di controllo c'è?! non c'è!!; se l'ufficio tecnico fa quello che vuole vuol dire che non c'è un processo autorizzativo) per ogni spesa che riguarda i nuovi investimenti e le manutenzioni (la verifica può riguardare l’esistenza per le spese sostenute dell’autorizzazione) → vuol dire che se io voglio fare i test di conformità devo vedere che la procedura preveda un processo autorizzativo e io revisore, come approccio di audit, testo i controlli andando a selezionare con criterio discrezionale 10/20/25/50 investimenti e vado a vedere per questi se quello che è manuale, quello che è la regola di vita aziendale è stata rispettata.
  • Procedura di gestione degli investimenti mediante commesse (la verifica può riguardare la sistematica «apertura» delle commesse e la corretta classificazione delle stesse tra «manutenzioni ordinarie» e «nuovi investimenti/manutenzioni straordinarie» da capitalizzare) → se il sistema di controllo interno della società divide gli investimenti tra quelli da capitalizzare e quelli da spesare (manutenzioni da inserire a conto economico). Di solito le procedure aziendali lo chiariscono ma soprattutto dicono che bisogna aprire delle commesse, tali che devono avere dietro un processo autorizzativo per essere aperte.
  • Processo autorizzativo alla contabilizzazione e al pagamento delle fatture (la verifica può riguardare il rispetto di tale processo autorizzativo – firma digitale, firma sulla fattura, email, ecc.).
  • Analisi degli scostamenti tra Budget della commessa e consuntivo (ad esempio, esame svolto periodicamente dall’amministratore delegato preferibilmente nell’ambito di un CdA) → noi verifichiamo se c'è qualcuno in azienda che fa l'analisi degli scostamenti cioè succede che faccio la commessa, autorizzo la fattura, ma si possono avere dei clienti che devono spendere 100 ma sistematicamente ne spendono 150 quindi hanno la procedura che funziona ma manca un'analisi a consuntivo di quelli che sono stati gli scostamenti e le cause. Allora ATTENZIONE – ci potrebbe essere una frode dall'ufficio tecnico che dal momento che nessuno controlla e si fa fatturare di più anche se il costo è di meno.
  • Formalizzazione di un controllo sulla classificazione dei costi svolto da persona con adeguata competenza → non siamo ancora sulla validità, ma sulla conformità. Quello che mi preoccupa è capire se c'è qualcuno all'interno dell'azienda che controlla se c'è una giusta classificazione? Questa parte di attività cioè quella della capitalizzazione delle fatture, non viene fatta dalla contabilità generale ma viene delegata all'ufficio tecnico e cosa vuoi che ne sappiano loro?! È importante ci sia a valle del processo una persona dell'amministrazione che abbia queste competenze che metta in discussione l'attività svolta dall'ufficio (controlli). Non sono io che controllo se la classificazione è giusta, io controllo se la procedura è applicata con riferimento alla verifica sulla corretta classificazione. Questo è i
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziapresentati di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Fogarolo Andrea.
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