Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'inizio della schiavitù a Roma risale al periodo della repubblica, con la cattura di prigionieri e la riduzione in servitù di Romani indebitati.
  • La schiavitù era alimentata da difficoltà economiche, come carestie e perdite commerciali, che costringevano i Romani a contrarre debiti con i più ricchi.
  • I debitori, incapaci di ripagare i prestiti, venivano ridotti in schiavitù, trasformandosi in oggetti di proprietà dei creditori.
  • Le famiglie romane si arricchivano attraverso la speculazione, approfittando del lavoro gratuito degli schiavi nei campi e nelle botteghe.
  • Possedere schiavi diventava essenziale per competere economicamente, poiché permetteva di produrre e vendere a prezzi più bassi rispetto a chi non aveva mano d'opera servile.

Qual è l'inizio della schiavitù a Roma?

Nel periodo della repubblica si verifica un fenomeno che avrà poi un’enorme importanza per la storia successiva di Roma: la comparsa della schiavi.

I primi schiavi furono uomini presi prigionieri in scorrerie armate nei territori vicini, ma furono anche Romani che, non potendo pagare dei debiti, furono ridotti in servitù.

Debiti e riduzione in schiavitù

Ciò era stato possibile per le seguenti ragioni. Non tutti i Romani erano ricchi: c’era chi viveva alla giornata, basandosi sui proventi di una piccola industria, di una botteguccia di artigiano; bastava un periodo difficile (una carestia, delle merci perdute per il naufragio di una nave) per creare difficoltà a queste persone, che erano costrette a fare dei debiti con i Romani più ricchi (patrizi o plebei che fossero). Per ottenere in prestito del danaro era necessario dare delle garanzie: la casa, la bottega, se stessi.

Speculazioni e arricchimento delle famiglie

Se il debitore non riusciva a pagare, il creditore gli prendeva la casa, il negozio, o addirittura lo riduceva schiavo, cioè un oggetto di proprietà altrui. Con queste speculazioni (usura) molte famiglie romane (patrizie e plebee) si arricchivano sempre più e si crearono schiere di schiavi, il che rappresentava un altro guadagno: dando agli schiavi solo da mangiare e da dormire, si otteneva gratis il lavoro nei campi, nelle officine, in casa, nelle botteghe.

Ciò permetteva di produrre e vendere a prezzi di concorrenza rispetto a chi non aveva schiavi. Ben presto avvenne che chiunque possedesse campi, officine, botteghe doveva assolutamente procurarsi degli schiavi, altrimenti non avrebbe potuto reggere alla concorrenza di chi usava mano d’opera servile.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali cause dell'emergere della schiavitù a Roma?
  2. La schiavitù a Roma emerse principalmente a causa della cattura di prigionieri in scorrerie e della riduzione in servitù di Romani incapaci di pagare debiti, spesso a causa di difficoltà economiche come carestie o perdite commerciali.

  3. Come avveniva la riduzione in schiavitù dei debitori?
  4. I debitori, incapaci di restituire i prestiti, rischiavano di perdere la propria casa o negozio e, in ultima istanza, venivano ridotti in schiavitù, diventando oggetti di proprietà altrui, come descritto nel testo.

  5. Quali effetti economici ebbe la schiavitù sulle famiglie romane?
  6. La schiavitù permise a molte famiglie romane di arricchirsi attraverso speculazioni, poiché il lavoro degli schiavi, fornito a basso costo, consentiva di produrre e vendere a prezzi competitivi, creando una necessità di possedere schiavi per rimanere competitivi nel mercato.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community