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Concetti Chiave

  • Nel Medioevo, la religione funge da linguaggio unico per esprimere sentimenti collettivi e valutazioni sociali, influenzando profondamente la coscienza degli individui.
  • La peste viene interpretata come un segno dell'ira divina, generando profezie apocalittiche e un crescente allontanamento dalla fede interiore a favore di riti superstiziosi.
  • Nonostante la corruzione e il discredito, l'organizzazione ecclesiastica approfitta della mentalità religiosa per rafforzare il proprio potere e le finanze.
  • Papa Clemente VI introduce un cambiamento significativo riducendo a cinquant'anni l'intervallo tra Anni Santi, aprendo la strada all'acquisto di indulgenze tramite denaro.
  • Questo sfruttamento finanziario delle indulgenze contribuisce a un clima di insoddisfazione che porterà, due secoli dopo, alla rivolta di Lutero.

Religione e realtà sociale medievale

Gli uomini dell’epoca, attraverso spiegazioni in chiave religiosa, prendono coscienza della realtà sociale del proprio tempo, a volte anche in maniera profonda, nell’unico modo allora per essi possibile, in quanto è la religione che durante tutto il Medioevo ed oltre fornisce loro l’unico linguaggio attraverso cui diventino esprimibili sentimenti collettivi e valutazioni complessive dell’ordine sociale.

La peste e l'ira divina

Esprimendosi, dunque, per mezzo di immagini e nessi tratti dalle credenze religiose, la mentalità popolare dell’epoca non ha dubbi che l’immane catastrofe costituita dalla peste abbia una sola spiegazione, cioè l’ira di Dio. Questa spiegazione della peste, però, non vale a contrastarne gli effetti, per cui tende ben presto a tradursi in profezie sull’imminente fine del mondo, in fughe eremitiche e in miti consolatorii. La religione come pratica sociale tende perciò sempre più ad identificarsi con un insieme di credenze superstiziose e di riti intesi in modo esteriore e magico, e sempre meno con una fede interiore.

Corruzione e vantaggi ecclesiastici

L’organizzazione ecclesiastica, per quanto oggetto di quasi universale discredito a causa della sua mondanità e della sua corruzione (siamo in piena epoca avignonese), trae tuttavia vantaggio da questa evoluzione della mentalità religiosa. Infatti, da un lato non è minacciata dalla fede di chi fugge dalla vita associata isolandosi, e sottraendosi, in tal modo, ad ogni impegno di denuncia; e dall’altro lato, può rafforzare il suo potere e le sue stesse finanze sfruttando le esigenze di rassicurazione delle masse disperate. Papa Clemente VI (1342-1352), ad esempio, riduce di cinquant’anni l’intervallo tra un Anno Santo e l’altro (che era stato, invece, fissato in un secolo da Bonifacio VIII), in modo da poterne indire uno per il 1350. In questa occasione, anzi, il papato stabilisce per la prima volta chiaramente come l’indulgenza plenaria possa essere acquistata semplicemente versando denaro alla Chiesa, e dà quindi avvio a quello sfruttamento finanziario delle indulgenze che determinerà, due secoli dopo, la rivolta di Lutero.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della religione nella comprensione della realtà sociale medievale?
  2. La religione fornisce agli uomini del Medioevo l'unico linguaggio per esprimere sentimenti collettivi e valutazioni dell'ordine sociale, permettendo loro di prendere coscienza della realtà sociale attraverso spiegazioni religiose.

  3. Come viene interpretata la peste dalla mentalità popolare dell'epoca?
  4. La peste è vista come l'ira di Dio, portando a profezie sulla fine del mondo e a pratiche superstiziose, mentre la fede interiore tende a essere sostituita da riti esterni e magici.

  5. In che modo l'organizzazione ecclesiastica beneficia della crisi religiosa durante la peste?
  6. Nonostante il discredito per la sua corruzione, la Chiesa sfrutta la disperazione delle masse per rafforzare il suo potere e le sue finanze, come dimostra la decisione di Papa Clemente VI di ridurre l'intervallo tra gli Anni Santi e l'introduzione delle indulgenze a pagamento.

Domande e risposte

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