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Relazione laboratorio TPSIT

Titolo: la crittografia

Indice

  • 1. Introduzione, cos'è la crittografia e cosa ci permette di fare.
  • 2. Breve storia della crittografia.
  • 3. Personaggi importanti della crittografia.
  • 4. La nemica della crittografia: la crittoanalisi.
  • 5. Metodi di crittografia.
  • 6. Conclusioni.

1. Introduzione, cos'è la crittografia e cosa ci permette di fare

La parola crittografia, in greco kryptós, significa nascosto. Usata dai tempi più antichi, soprattutto nei periodi di guerra e dai servizi segreti delle grandi potenze, è continuamente in evoluzione e tutt'oggi viene utilizzata anche a scopo privato e non solo a scopo militare come in passato.

Nell'ambito privato possiamo trovare la crittografia nell'informatica e nelle informazioni private e sensibili che immettiamo nella rete per scopi personali.

Più che nascondere il messaggio, la crittografia si occupa di mascherarlo, coprendone o nascondendo il vero e proprio significato a chi potrebbe intercettare il nostro messaggio e usarne inappropriatamente le informazioni sensibili al suo interno.

In poche parole mittente e destinatario si mettono d'accordo per stipulare un "protocollo" di codifica e decodifica per proteggere il proprio messaggio, così facendo un estraneo riuscirebbe a visualizzare solamente un insieme di simboli o segni insignificanti.

Un esempio veloce di modalità di crittografia è la crittografia sostitutiva dove viene visualizzato un messaggio dove una lettera, un insieme di lettere o una parola, hanno un significato diverso dall'ordinario.

Questa "traduzione" viene effettuata, come detto in precedenza, in base ad un protocollo di codifica e decodifica fra mittente e destinatario, il termine esatto è chiave.

Di chiavi ne esistono due tipi:

  • A chiave unica: detto anche a chiave privata o simmetrica (la chiave di codifica e decodifica è la stessa per mittente e destinatario).
  • A doppia chiave: detto anche a chiave pubblica o asimmetrica (la chiave di codifica e decodifica è diversa tra il mittente e il destinatario).

Questa chiave ci permette di decodificare il messaggio e quest'ultima è difficile da proteggere dato che se non viene cambiata in continuazione a seconda dei dati che possediamo ci potrebbe essere rubata, per questo si dice che la crittografia è in continua evoluzione.

La nemica della crittografia appunto è la crittoanalisi che vedremo nel corso di questa relazione.

2. Breve storia della crittografia

La necessità di nascondere messaggi strategici da occhi nemici è antica quanto l'uomo: ci sono tracce di cifrari antichi quanto gli Ebrei con il loro codice di atbash; gli Spartani avevano un loro particolare sistema di comunicazione dei messaggi segreti, la scitala; a Gaio Giulio Cesare si attribuisce l'uso del cosiddetto cifrario di Cesare, un sistema crittografico oggi ritenuto elementare, ma emblema della nascita di un concetto totalmente nuovo e ottimo per comprendere le idee basilari della crittografia e i primi attacchi della sua "avversaria": la crittoanalisi.

La storia della crittografia moderna inizia con la stesura del De cifris di Leon Battista Alberti, che per primo insegnò a cifrare per mezzo di un disco cifrante con un alfabeto segreto da spostare ad libitum ogni due o tre parole. Anche il tedesco Tritemio prevedeva una forma di cifra polialfabetica, facendo scorrere l'alfabeto ordinato di un posto ad ogni lettera del chiaro (come si definisce in gergo il testo non crittato).

Nel 1526 Jacopo Silvestri pubblicò l'Opus novum, considerata una delle prime opere su questo argomento. Ma il vero progresso nella cifratura polialfabetica è stato compiuto dal bresciano Giovan Battista Bellaso, che ha inventato la tecnica di alternare alcuni alfabeti segreti formati con parola chiave sotto il controllo di un lungo versetto chiamato contrassegno.

La sua prima tavola a 11 alfabeti reciproci, uscita nel 1553, fu ripubblicata dal napoletano Giovanni Battista Della Porta dieci anni più tardi e ne prese il nome grazie alla notevole diffusione che ebbe il suo trattato De furtivis literarum notis.

Il francese Vigenère utilizzò poi il versetto per cifrare ciascuna lettera con la sua tavola ad alfabeti regolari identica a quella del Tritemio e che oggi porta il suo nome.

Il suo sistema è stato considerato indecifrabile per tre secoli, finché nel 1863 il colonnello prussiano Friedrich Kasiski non pubblicò un metodo per "forzarlo", chiamato Esame Kasiski.

Qualsiasi sia il sistema crittografico utilizzato, la legge fondamentale sul corretto uso di tali tecniche fu scritta da Kerckhoffs ("Legge di Kerckhoffs") nel suo libro del 1883 La Cryptographie Militaire.

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Sintesi

Relazione crittografia

  • 1. Introduzione, cos'è la crittografia e cosa ci permette di fare.
  • 2. Breve storia della crittografia.
  • 3. Personaggi importanti della crittografia.
  • 4. La nemica della crittografia: la crittoanalisi.
  • 5. Metodi di crittografia.
  • 6. Conclusioni.

1. Introduzione, cos'è la crittografia e cosa ci permette di fare

La parola crittografia, in greco kryptós, significa nascosto. Usata dai tempi più antichi, soprattutto nei periodi di guerra e dai servizi segreti delle grandi potenze, è continuamente in evoluzione e tutt'oggi viene utilizzata anche a scopo privato e non solo a scopo militare come in passato.

Nell'ambito privato possiamo trovare la crittografia nell'informatica e nelle informazioni private e sensibili che immettiamo nella rete per scopi personali.

Più che nascondere il messaggio, la crittografia si occupa di mascherarlo, coprendone o nascondendo il vero e proprio significato a chi potrebbe intercettare il nostro messaggio e usarne inappropriatamente le informazioni sensibili al suo interno.

In poche parole mittente e destinatario si mettono d'accordo per stipulare un "protocollo" di codifica e decodifica per proteggere il proprio messaggio, così facendo un estraneo riuscirebbe a visualizzare solamente un insieme di simboli o segni insignificanti.

Un esempio veloce di modalità di crittografia è la crittografia sostitutiva dove viene visualizzato un messaggio dove una lettera, un insieme di lettere o una parola, hanno un significato diverso dall'ordinario.

Questa "traduzione" viene effettuata, come detto in precedenza, in base ad un protocollo di codifica e decodifica fra mittente e destinatario, il termine esatto è chiave.

Di chiavi ne esistono due tipi:

  • A chiave unica: detto anche a chiave privata o simmetrica (la chiave di codifica e decodifica è la stessa per mittente e destinatario).
  • A doppia chiave: detto anche a chiave pubblica o asimmetrica (la chiave di codifica e decodifica è diversa tra il mittente e il destinatario).
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