Concetti Chiave

  • Esiste una relazione bidirezionale tra Covid e complicanze cardiovascolari, con il Covid grave che può causare problemi cardiaci e patologie preesistenti che aumentano il rischio di forme gravi di Covid.
  • L'azitromicina, utilizzata inizialmente, ha effetti pro-aritmici, mentre il Rendesivir è l'unico farmaco la cui utilità è stata supportata da evidenze scientifiche.
  • L'immunodepressione acquisita da Covid porta a un aumento del Neutrophil to Lymphocyte Ratio (Nlr), un indicatore di gravità che fa parte del Simi score per il rischio di ricovero.
  • Il quadro grave da Covid è caratterizzato da infiammazione eccessiva, con i glucocorticoidi e i Jak inhibitors utilizzati per gestire la risposta infiammatoria con risultati positivi.
  • La tempesta citochinica, sostenuta da un'eccessiva produzione di citochine pro-infiammatorie, contribuisce al danno multiorgano nei pazienti con forme gravi di Covid.

Indice

  1. Relazione tra Covid e complicanze
  2. Farmaci e complicanze cardiache
  3. Immunodepressione e Simi score
  4. Infiammazione e trattamento farmacologico

Relazione tra Covid e complicanze

Quello che si è visto è che tra il Covid e le complicanze cardiovascolari esiste una relazione bidirezionale. Infatti, da un lato si osserva il fenomeno appena citato: ossia il Covid grave che quando sistemico può determinare direttamente complicanze a livello cardiaco, ma dall’altra parte si è visto che la presenza di malattie cardiovascolari (ipertensione, malattie coronariche, ma anche diabete) prima dell’infezione è un importante fattore di suscettibilità di malattie gravi. Questo diventa un circolo vizioso.

Farmaci e complicanze cardiache

Si sottolinea che, specie nella prima fase, molto spesso il quadro clinico veniva peggiorato ulteriormente proprio dai farmaci utilizzati. L’azitromicina (si pensava fosse utile non tanto per l’effetto antibatterico quanto per ipotizzate interazioni con il metabolismo cellulare che potessero contrastare lo sviluppo della malattia grave), ad esempio, può dare danno cardiaco agendo in senso pro-aritmico con allungamento del Qt, associato a rischio maggiore di sviluppo di aritmie. L’unico farmaco usato nella prima fase la cui utilità è stata supportata dall’evidenza è il Rendesivir. È stato abbandonato anche l’utilizzo dell’idrossiclorochina. Nel tempo c’è stato anche un dibattito sul ruolo degli Ace-inibitori, senza però il supporto di alcuna evidenza scientifica.

Immunodepressione e Simi score

È caratterizzata dalla deplezione di linfociti Cd4+ e Cd8+. È una sorta di immunodepressione acquisita su base virale (simile all’Hiv). L’emopoiesi si sbilancia verso la produzione di neutrofili e aumenta il rischio di ulteriori infezioni. Di conseguenza aumenta il Neutrophil to Lymphocyte Ratio (Nlr), che correla con la gravità della prognosi. Il Nlr è parte del Simi score, un indice utilizzato in Pronto Soccorso che intercetta i pazienti senza eclatanti alterazioni polmonari, ma a rischio di eventi sfavorevoli e che necessitano ricovero. Altre variabili prese in considerazione dal Simi score sono l’età, comorbidità, transaminasi e D-dimero.

Infiammazione e trattamento farmacologico

Il quadro grave da Covid è rappresentato da un’infiammazione eccessiva, sregolata e con necessità di trattamento farmacologico. Nella maggior parte dei pazienti i sintomi si attenuano dopo 5-7 giorni in una fase sostanzialmente simil-influenzale con sola febbre, tosse secca ecc. Tuttavia, in una minoranza dei casi, ad un certo punto può comparire una sindrome più grave, caratterizzata dal marcato aumento degli indici di infiammazione (Pcr) sostenuto dalla cosiddetta tempesta citochinica (in particolare sovrapproduzione di Il1- beta, Il-6, Ifny eccLe citochine pro-infiammatorie contribuiscono al danno multiorgano e attivano fattori di trascrizione come Nf-Kb e Stat-3. I glucocorticoidi, rispetto ai farmaci contro le citochine, bloccano questi sistemi più in basso nella catena di segnalazione molecolare. Essi sono stati ampiamente utilizzati nelle forme gravi fin da subito con risultati positivi e vengono tutt’ora usati. Altri farmaci utilizzati sono i Jak inhibitors (usati normalmente per trattare malattie ematologiche come policitemia vera, trombocitemia essenziale), come il Baricitinib.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la relazione tra Covid e complicanze cardiovascolari?
  2. Esiste una relazione bidirezionale tra Covid e complicanze cardiovascolari, dove il Covid grave può causare danni cardiaci e la presenza di malattie cardiovascolari preesistenti aumenta la suscettibilità a forme gravi di Covid.

  3. Quali farmaci sono stati utilizzati nella prima fase del trattamento del Covid e quali complicanze possono causare?
  4. Nella prima fase, l'azitromicina è stata utilizzata ma può causare danni cardiaci, mentre il Rendesivir ha mostrato utilità supportata da evidenze. L'idrossiclorochina è stata abbandonata e non ci sono evidenze a supporto dell'uso degli Ace-inibitori.

  5. Che cos'è il Simi score e come viene utilizzato?
  6. Il Simi score è un indice utilizzato in Pronto Soccorso per identificare pazienti a rischio di eventi sfavorevoli, considerando variabili come il Neutrophil to Lymphocyte Ratio (Nlr), età, comorbidità, transaminasi e D-dimero.

  7. Qual è il ruolo dell'infiammazione nel quadro grave da Covid e quali trattamenti sono stati utilizzati?
  8. L'infiammazione eccessiva è centrale nel quadro grave da Covid, con la necessità di trattamenti farmacologici come i glucocorticoidi e i Jak inhibitors, che hanno mostrato risultati positivi nel trattamento delle forme gravi.

Domande e risposte

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