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Concetti Chiave

  • La regina Vittoria, salita al trono nel 1837 a soli 18 anni, simboleggiò l'impero britannico e i cambiamenti del XIX secolo durante il suo lungo regno di 63 anni.
  • La sua gioventù fu segnata da un'educazione severa sotto la madre, ma ricevette importanti consigli dallo zio Leopoldo di Saxe-Coburgo, che influenzarono la sua formazione politica.
  • Il matrimonio con Alberto di Saxe-Coburgo-Gotha nel 1840 rappresentò un modello di famiglia esemplare e portò alla crescita della sua influenza politica, nonostante alcune crisi di popolarità.
  • Dopo la morte di Alberto nel 1861, Vittoria si ritirò dalla vita pubblica, dedicandosi a monumenti in sua memoria e a relazioni personali, in particolare con John Brown.
  • Il suo ritorno in politica avvenne con i giubilei del 1887 e 1897, ma si dimostrò riluttante ad accettare i cambiamenti sociali e politici del suo tempo, culminando nella sua morte nel 1901.

In questo appunto viene descritta la vita della regina Vittoria. Viene riportata la descrizione della sua biografia, gli anni giovanili, il matrimonio con il cugino Alberto, la politica attuata e la successiva decadenza fino ad arrivare all’ultima fase di riscatto e la morte.
figura della regina nella storia inglese

Chi è la regina Vittoria

La regina vittoria, conosciuta come Vittoria I, è stata l’incarnazione della preponderanza britannica negli affari politici dell’Europa e il simbolo del trionfo imperiale del XIX secolo. L’era vittoriana che copre il 63 anni del suo regno è stato uno dei più lunghi della storia e contemporaneamente un periodo di grandi cambiamenti tecnologici e sociali. In assenza di discendenza diretta del sovrano inglese, Guglielmo IV, di cui era nipote, essa salì al trono inglese nel 1837, all’età di 18 anni.

Anni giovanili della celebre e grande regina Vittoria

Vittoria I trascorse l’infanzia e l’adolescenza sottomessa all’autorità della madre, la duchessa di Kent, dalla quale ricevette un’educazione molto severa, raramente rallegrata da balli od uscite all’opera. Poco amata da una madre avida di potere, la giovane Vittoria era molto affezionata alla sua governante e soprattutto allo zio. Leopoldo di Saxe-Coburgo, fratello della madre. Quando quest’ultimo dovette abbandonare l’Inghilterra per diventare re del Belgio, Vittoria continuò ad intrattenere una fitta corrispondenza con lui e soprattutto a prendere nota dei suoi preziosi consigli. Gli Inglesi l’accolsero con gioia in quanto stanchi di monarchi corrotti e odiosi. Essa trovò nel primo ministro, Lord Melbourne un vero mentore, aveva fiducia in lui proprio perché essa non aveva alcuna preparazione politica da ricoprire il ruolo di regina.

Matrimonio con Alberto di Saxe-Coburgo-Gotha

Fin dai primi anni del suo regno, Vittoria dimostrò un temperamento molto intransigente, tale da creare a volte un certo risentimento da parte del popolo. Nel 1839, essa ospitò nel castello di Windsor suo cugino Alberto di Saxe-Coburgo-Gotha, nipote del re del Belgio. Per Lord Melbourne si trattava di un buon partito per Vittoria: egli non era né troppo ricco, né troppo potente per offuscare la figura della regina, ma sufficientemente giovane da garantire una discendenza. Fu Vittoria a chiederle la mano, in quanto il giovane non avrebbe potuto dichiararsi per primo ad una regina. Il matrimonio fu celebrato quattro mesi dopo, nel febbraio 1840. All’inizio, il principe consorte fu tenuto lontano sia dalla politica che dall’amministrazione; d’altra parte, i ruoli erano stati ben definiti dalla regina: a lei il potere e a lui il compito di fare di Vittoria una donna completa ed una madre di famiglia. La situazione mutò quando Lord Melbourne fu sostituito da Sir Peel Robert. Se Lord Melbourne apparteneva al partito dei Whigs e quindi di idee imperialiste care all’aristocrazia fondiaria, il nuovo ministro proveniva dal partito dei Tories e quindi di idee isolazioniste, associa molto efficace per appianare le difficoltà relazionali fra il nuovo ministro e la regina. Con la nascita del secondo figlio, fu licenziata la governante e Alberto ottenne lo statuto politico di consigliere privato della regina a cui egli tanto aspirava.
per ulteriori approfondimenti sui figli della regina Vittoria vedi qua

Politica della regina Vittoria

La coppia offrì, per più di venti anni di matrimonio, un modello di famiglia esemplare, mettendo al mondo nove figli e facendo dimenticare i precedenti re così dissoluti anche se la popolarità della regina non fu costante. Per esempio, quattro anni di carestia in Irlanda le valsero il soprannome disonorante di “regina carestia”. Tuttavia, la politica internazionale era l’ambito in cui essa intendeva far valere sopra ogni cosa le sue prerogative reali, spesso per questo in contrasto con le iniziative di Lord Palmerston. Fra i suoi successi più significativi devono essere segnalati l’Entente Cordiale con la Francia, da sempre nemico dell’Inghilterra, e l’espansione coloniale che conobbe pochi insuccessi. A poco a poco, l’insieme delle colonie inglesi arrivò a formare un vasto impero gelosamente protetto dalla corona a tal punto che nel 1876, Vittoria aggiunse al suo titolo quello di Imperatrice delle Indie.
per approfondimenti sull'età vittoriana vedi qua
Regina Vittoria - Biografia della sovrana inglese che regnò per tanti anni articolo

Morte del principe Alberto e decadenza politica della regina

L’entusiasmo della regina per la gestione del regno conobbe un punto di arresto con la morte del principe consorte, avvenuta nel dicembre 1861, a soli quarantadue anni. Da questo momento in poi, Vittoria ricorse sempre più all’istituto della delega e cercò di sottrarsi ai suoi compito ufficiali. Ciò che le interessava era soprattutto far costruire monumenti in ricordo del consorte e di occuparsi dei propri figli e parenti dispersi in tutte le corti europee. Inviava ai figli lunghe lettere con le quali dispensava consigli in ambito educativo e si mostrava attenta alle alleanze matrimoniali che avrebbero potuto contrattare i suoi nipoti. In pratica viveva in una sorta di letargia da cui Lord Palmerston, il re del Belgio, suo zio ed i ministri Gladstone et Disraeli cercavano di farla uscire, ma inutilmente. Anche il popolo provava incomprensione per il suo comportamento senza contare che intratteneva delle relazioni sempre più strette con uno scozzese, John Brown, entrato a suo servizio da poco, il che suscitava non poche maldicenze. Essa era legata a quest’uomo soprattutto perché la introdusse allo spiritismo che le permetteva di comunicare con il marito estinto. Comunque, John Brown era molto fedele alla regina a tal punto che la salvò da un attentato, l’ultimo dei sei che mise al rischio la vita della sovrana. L’uomo morì nel 1883, Vittoria provò un immenso dolore, ma non cessò di circondarsi di confidenti, tutti giovanotti aiutanti.

Ultima fase della sua vita: il riscatto e il ritorno in politica della regina Vittoria

Il decesso di John Brown comportò un mutamento nella vita della regina vittoria: non più vita reclusa o lunghi soggiorni nei vari castelli inglesi di proprietà della corona. Essa iniziò a viaggiare e a fare periodi di villeggiatura all’estero, soprattutto in Francia sulla Costa Azzurra. Il giubileo del 1887 segnò il ritorno della regina alla vita politica, ma soprattutto il giubileo di diamante di dieci anni più tardi, consacrò la regina come simbolo della potenza imperiale britannica e della sua influenza sulla scena politica. Bisogna tuttavia sottolineare che Vittoria non accettò con lo stesso entusiasmo tutti i cambiamenti di cui era stata testimone durante il suo lungo regno: il suo puritanesimo, chiamato vittoriano, stava scomparendo con l’ammissione del divorzio e una certa libertà accordata alla donna; la classe operaia costituiva ormai la maggioranza della popolazione; la tradizionale aristocrazia veniva sostituita a poco a poco dai rappresentanti del commercio e dell’industria; le invenzioni e il progresso della scienza e della medicina avevano cambiato notevolmente le condizioni di vita.
Nel 1899, la regina Vittoria fu testimone della guerra in Africa del Sud che oppose i Boeri agli Inglesi con la decisione massiccia degli Irlandesi di arruolarsi per combattere nel Transvaal. Alla fine, la regina morì il 22 gennaio 1901.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato storico della regina Vittoria?
  2. La regina Vittoria, conosciuta come Vittoria I, è stata un simbolo della preponderanza britannica in Europa e del trionfo imperiale del XIX secolo, regnando per 63 anni durante un periodo di grandi cambiamenti tecnologici e sociali.

  3. Come furono gli anni giovanili della regina Vittoria?
  4. Vittoria trascorse un'infanzia severa sotto l'autorità della madre, la duchessa di Kent, e sviluppò un forte legame con il suo zio Leopoldo, ricevendo preziosi consigli che influenzarono la sua formazione.

  5. Qual è stata la dinamica del matrimonio tra Vittoria e Alberto?
  6. Vittoria chiese la mano di Alberto di Saxe-Coburgo-Gotha, creando un matrimonio in cui lei deteneva il potere e lui si dedicava a farla diventare una madre di famiglia, ottenendo successivamente un ruolo politico come consigliere privato.

  7. Quali furono i principali successi politici della regina Vittoria?
  8. Tra i successi politici di Vittoria si annoverano l'Entente Cordiale con la Francia e l'espansione coloniale, che portarono alla creazione di un vasto impero, culminando con il titolo di Imperatrice delle Indie nel 1876.

  9. Come cambiò la vita della regina Vittoria dopo la morte di John Brown?
  10. Dopo la morte di John Brown, Vittoria abbandonò la vita reclusa, iniziando a viaggiare e a tornare attivamente in politica, culminando nel suo giubileo di diamante, che la consacrò come simbolo della potenza imperiale britannica.

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