Indice

  1. Regime feudale e rapporti di produzione nell’europa centro-occidentale
  2. Prime libertà
  3. Importanza del regime feudale
  4. L'evoluzione dei rapporti feudali
  5. La proprietà contadina nei diversi Paesi europei
  6. Situazione in inghilterra
  7. Situazione in Italia
  8. La proletarizzazione dei contadini

Regime feudale e rapporti di produzione nell’europa centro-occidentale

Durante i secoli del Basso Medioevo, in gran parte dell’europa si verificò non solo la disgregazione della feudalità come sistema di governo, ma anche un progressivo indebolimento dei poteri dei signori nelle campagne.
Questo processo fu causato da diversi fattori. La crisi demografica rese la manodopera più rara e migliorò la posizione dei contadini nei confronti dei proprietari terrieri. Inoltre, i signori fondiari tendevano sempre più a trasformare le prestazioni lavorative in pagamenti in denaro. A questi cambiamenti si aggiunsero le numerose rivolte contadine scoppiate in diverse zone d’Europa tra la metà del Trecento e i primi decenni del Cinquecento.

Prime libertà

All’inizio dell’età moderna, i contadini erano ormai personalmente liberi di sposarsi, trasferirsi e disporre delle proprie terre, se ne possedevano. Le corvées, cioè le prestazioni di lavoro gratuite dovute al signore, sopravvivevano solo in alcuni casi ed erano limitate a poche giornate all’anno, soprattutto per il trasporto di materiali o per la manutenzione del castello.
Anche la riserva signorile, che in passato veniva coltivata grazie al lavoro obbligatorio dei servi della gleba, era stata in gran parte suddivisa in appezzamenti o poderi. Questi venivano affidati a famiglie contadine attraverso diversi tipi di contratti agrari, come il livello, che prevedeva il pagamento di un canone fisso in natura o in denaro per un lungo periodo, il piccolo affitto e la mezzadria.

Importanza del regime feudale

Nonostante questi cambiamenti, continuavano a esistere residui del sistema feudale, la cui importanza variava in base al livello di sviluppo economico e all’influenza delle città. Queste ultime, soprattutto nell’Italia centro-settentrionale e nei Paesi Bassi, contribuirono a indebolire notevolmente il potere signorile.
Tra i diritti che sopravvivevano vi erano la giurisdizione e il potere di banno. Il primo consisteva nella possibilità del signore di esercitare funzioni giudiziarie, soprattutto nelle cause civili e penali di minore importanza. Il secondo comprendeva poteri di controllo e regolamentazione, come quelli relativi alla polizia e all’organizzazione dei lavori agricoli.
I proprietari delle terre comprese nel feudo dovevano inoltre pagare al signore un censo annuo, generalmente in denaro. Questo pagamento aveva spesso un valore limitato a causa della svalutazione monetaria. In alcune zone, al censo si aggiungeva una quota del raccolto, simile a una decima feudale, chiamata in Francia champart.

L'evoluzione dei rapporti feudali

Il signore aveva diritto anche a riscuotere i laudemii, cioè pagamenti dovuti in occasione della vendita o della trasmissione ereditaria dei beni fondiari. Inoltre, poteva imporre pedaggi per il passaggio su ponti e strade e mantenere il monopolio di determinate attività, come la caccia, la pesca, la macinazione del grano, la spremitura delle olive e la cottura del pane. In questo modo, traeva guadagno dall'esercizio diretto di tali attività o dal loro affidamento ad altri.
Accanto alle prestazioni dovute per legge o per tradizione, esistevano anche i cosiddetti abusi feudali. Si trattava di pretese ed estorsioni esercitate dai signori e dai loro uomini attraverso l’uso o la minaccia della violenza. Questi fenomeni erano particolarmente diffusi nel Mezzogiorno italiano del Seicento, ma erano presenti anche nelle campagne spagnole, francesi e tedesche.

La proprietà contadina nei diversi Paesi europei

L’evoluzione dei rapporti feudali influenzò anche la sopravvivenza della proprietà contadina. In Francia e nella Germania occidentale, durante l’età moderna, si calcola che i coltivatori diretti possedessero circa la metà delle terre coltivabili.

Situazione in inghilterra

In Inghilterra, invece, la situazione era diversa. Una vasta categoria di contadini, chiamati copyholders, occupava appezzamenti di terra in base a un diritto ereditario. Per continuare a coltivarli, dovevano pagare una tassa d’ingresso a ogni nuova generazione e un canone annuo in denaro.
Questi contadini subirono però un’offensiva da parte dei signori, che cercavano di trasformarli in affittuari con contratti di breve durata. Per questo motivo, insieme agli effetti del movimento delle recinzioni, la piccola proprietà contadina si ridusse notevolmente. Nel XVII secolo rappresentava ormai soltanto un quinto o un quarto delle terre coltivabili.

Situazione in Italia

In Italia si verificò una situazione simile, caratterizzata da una forte diminuzione della proprietà contadina, che arrivò quasi a scomparire nelle vicinanze delle città. Questo fenomeno fu causato da processi differenti, soprattutto dall’espansione della proprietà urbana e dalla crisi delle piccole aziende agricole.
Tale crisi era legata a diversi fattori, tra cui l’andamento demografico, le variazioni climatiche e il ricorso a prestiti a tassi d’interesse molto elevati, che spesso mettevano in difficoltà i piccoli proprietari.

La proletarizzazione dei contadini

In tutta Europa, il forte aumento della popolazione registrato nel XVI secolo e successivamente nel XVIII secolo fu accompagnato da un processo di proletarizzazione dei contadini.
Questo fenomeno consisteva nella progressiva diminuzione dei coltivatori autosufficienti, cioè di coloro che riuscivano a produrre quanto necessario per vivere e che, in alcuni casi, disponevano anche di eccedenze da vendere sul mercato. Contemporaneamente, aumentò il numero dei contadini poveri o nullatenenti, privi di terre sufficienti per mantenersi autonomamente. Molti di loro furono quindi costretti a lavorare come salariati per integrare le proprie entrate. A questa situazione si aggiunse la riduzione del potere d’acquisto dei salari, che rese ancora più difficili le condizioni di vita delle famiglie contadine.

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