Concetti Chiave

  • Il Realismo si sviluppa in Europa nel diciannovesimo secolo, in Italia si manifesta più tardi, intorno al 1874, culminando nel Verismo.
  • Dopo l'Unità d'Italia, la letteratura evolve verso una nuova forma di Romanticismo, esaltando le gesta legate al Risorgimento.
  • Il Realismo assume due aspetti: uno classicista e uno fotografico-positivista, quest'ultimo conosciuto come Naturalismo in Francia e Verismo in Italia.
  • Il Verismo si distingue per l'interesse verso gli umili, un realismo totale e un linguaggio diretto, senza filtri, per rappresentare una realtà sociale spesso ignorata.
  • A differenza del Naturalismo francese, il Verismo non mira a denunciare i problemi sociali, ma si propone come semplice documentazione della realtà.

redir: https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/verismo.html

Realismo e Verismo

Il Realismo è una corrente storica e letteraria che si sviluppa in Europa nel diciannovesimo secolo.
In Italia esso si diffonderà più tardi che nel resto dell’Europa – siamo intorno al 1874 - e sfocerà nel Verismo.

Il Realismo nasce in seguito al Romanticismo, convenzionalmente terminato in Italia nel 1848, quando questo si era già unito ed identificato da tempo con il Risorgimento e aveva acquisito tematiche di carattere sociale.

Il Risorgimento faceva infatti leva sullo spirito di nazionalità, e sul fatto che i popoli fossero manifestazione dello “spirito assoluto”.
Da “nazione” si voleva cioè divenire “stato”.
Quindi, in quel periodo, lo scrittore si era fatto portavoce di quel desiderio di libertà e di quell’orgoglio nazionale che all’inizio caratterizzava una ristretta cerchia di intellettuali, ma che poi si era diffusa sempre di più.
Tutto cambia però in seguito all’Unità d’Italia, quando, per forza di cose, questa spinta cessa.

Comincia dunque, prima ancora del Realismo, una sorta di nuovo Romanticismo, un nuovo tipo di letteratura volta ad esaltare le imprese di coloro che hanno vissuto i drammi del Risorgimento.
Pian piano la parola “italiano” comincia ad avere un senso, e l’intellettuale comincia ad elogiare le imprese eroiche del recente passato.
L’azione prevale dunque sulla parola.
Allo stesso modo non sono rare le rivisitazioni della letteratura risorgimentale.
Come Padre Bresciani, che dà nuovi contenuti ai Promessi Sposi di Manzoni asserendo che la città assume nell’opera il significato di luogo di correzione, mentre Lucia – protagonista della storia - quello di fanciulla martire della società corrotta.
Lo scopo è quello di mettere i giovani in guardia contro le false promesse ed il miraggio della città e del progresso.

Sono infatti gli anni, questi, della “social novel”, come quella di Dickens.

Tempo dopo, comunque, ecco che arriva anche in Italia il Realismo, il quale si trasforma in Verismo. Esso nasce convenzionalmente 20 anni dopo il realismo, nel 1874, quando Verga pubblica “Nedda”.

Benedetto Croce osservò che in letteratura possono essere riconosciuti due tipi di Romanticismo: uno storico (e che è quello propriamente detto), ed uno “perenne”, che bene o male ha sempre caratterizzato prosa e poesia.
Lo stesso si può dunque dire del Realismo: lo stesso Dante Alighieri e lo stesso Giovanni Boccaccio ne fanno già uso nelle loro opere, per ritrarre la loro società.

Nel caso del Realismo storico, esso va dal 1850 al 1900.
Esso assume due aspetti: uno “classicista”, che è quello che troviamo nel Carducci, ed uno “fotografico e positivista”.
Quest’ultima corrente assume il nome di Naturalismo in Francia e di Verismo in Italia.
Il realismo classicista nasce invece dal rifiuto delle descrizioni romantiche dell’ “Italietta”, che avevano avuto il solo di risultato di “piangersi addosso” senza risolvere i problemi. Sentimento e intelletto vanno invece utilizzati per risolvere i problemi, ed indirizzare l’azione. Vanno perciò recuperati anche i grandi ideali individuali del mondo antico.

Per quanto riguarda Naturalismo e Verismo, invece, le ragioni per cui abbiamo in Francia e in Italia due differenti correnti realiste sono presto spiegate.
In Italia è infatti accesa la questione sociale, mentre in Francia l’urbanesimo si è già affermato, e con esso il positivismo, alla cui base vi è la convinzione che la realtà sia tutta regolata dal principio della “causalità”.
In un modo o nell’altro, comunque, la realtà sociale diventa il centro dell’interesse.

A destare quest’interesse vi è anche la teoria darwiniana, secondo cui le specie si evolvono per condizioni ambientali favorevoli e attraverso la lotta per la sopravvivenza.
La selezione naturale ha dunque come basi la capacità di adattarsi alle nuove condizioni e il saper prevalere sugli altri.

Il realismo è tale non solo nella scelta dello stile e della lingua, ma anche nella scelta dei personaggi, legati principalmente ad una realtà umile o addirittura povera.
Gli scrittori raccontano dunque la realtà così come essa appare e viene vissuta, e con il suo stesso linguaggio.

Il verismo, in particolare, ha come prerogative principali:
1) Un interesse per gli umili;
2) Un realismo totale, che porta anche alla descrizione di ciò che è sgradevole, come lo squallido mondo dei più poveri;
3) interesse per il linguaggio utilizzato, portando così a galla, e senza filtri, un mondo fino allora sconosciuto alla letteratura.

Il mondo degli umili viene così descritto non per deriderlo o per fare paragoni, e neanche per muovere a compassione, ma per farlo conoscere.
Una delle grandi differenze tra Naturalismo francese e Verismo italiano è proprio lo scopo della letteratura: nel Naturalismo è infatti sempre presente –più o meno esplicitamente- il ruolo dello scrittore quale “medico della società”, che ne denuncia i problemi onde risalirne le cause; nel Verismo invece, il ruolo dello scrittore è quello di puro e semplice “documentatore”.

Sempre in Francia nascerà anche il “romanzo sperimentale”, fondato cioè sull’esperienza della realtà.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra Realismo e Verismo in Italia?
  2. Il Verismo, che si sviluppa in Italia a partire dal 1874, si distingue dal Realismo per il suo focus sugli umili e per un realismo totale che descrive anche gli aspetti sgradevoli della vita, senza filtri, mentre il Realismo si concentra su una rappresentazione più ampia della società.

  3. Come si collega il Realismo al Romanticismo e al Risorgimento?
  4. Il Realismo nasce come reazione al Romanticismo, che in Italia si era unito al Risorgimento, esprimendo un desiderio di libertà e orgoglio nazionale. Con l'Unità d'Italia, questa spinta romantica cessa, dando spazio a una nuova forma di letteratura.

  5. Qual è il ruolo dello scrittore nel Verismo rispetto al Naturalismo francese?
  6. Nel Verismo, lo scrittore è visto come un semplice "documentatore" della realtà, mentre nel Naturalismo francese ha il ruolo di "medico della società", denunciando i problemi e cercando di risalire alle loro cause.

  7. Quali sono le caratteristiche principali del Verismo?
  8. Le prerogative del Verismo includono un interesse per gli umili, un realismo totale che descrive anche il mondo squallido dei poveri, e un'attenzione particolare al linguaggio, per far conoscere una realtà fino ad allora ignorata dalla letteratura.

  9. Come si differenziano il Realismo classicista e il Realismo fotografico e positivista?
  10. Il Realismo classicista, rappresentato da autori come Carducci, rifiuta le descrizioni romantiche e si concentra sulla risoluzione dei problemi attraverso sentimento e intelletto, mentre il Realismo fotografico e positivista, che si evolve in Naturalismo e Verismo, si basa su una rappresentazione diretta e oggettiva della realtà sociale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community