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Concetti Chiave

  • Aristotele, allievo di Platone, sviluppò una filosofia critica nei confronti del dualismo platonico tra forma e materia, ponendo l'accento sull'importanza della riflessione filosofica.
  • Nel Medioevo, la filosofia scolastica si basò sul pensiero aristotelico, considerato fondamentale da autori come Dante, che lo definì "il maestro di color che sanno".
  • La Divina Commedia di Dante riflette la visione aristotelica, collocando la terra immobile al centro dell'universo e Aristotele nel castello degli spiriti magni nell'Inferno.
  • Dante esprime la superiorità di Aristotele rispetto agli altri filosofi, evidenziando la sua importanza come terzo protagonista della filosofia occidentale, dopo Socrate e Platone.
  • I peccatori nell'Inferno di Dante sono suddivisi in tre gruppi (incontinenti, violenti, fraudolenti) secondo la concezione morale di Aristotele, che guida la struttura del poema.

Aristotele e la Filosofia

Aristotele visse tra il 383 e il 322 a.C. A 20 anni entrò nell'Accademia di Platone e vi rimase fino alla morte del maestro. Essendo allievo di Platone, fece propria l'ideale battaglia del maestro in favore della filosofia sostenendo che l'uomo non può fare a meno di filosofare perchè, anche per decidere di non filosofare, bisogna filosofare. Egli tuttavia impostò il proprio sistema filosofico partendo da una critica spietata al dualismo platonico tra forma e materia, cioè mondo intellegibile e mondo sensibile.

Dante e Aristotele

Nel corso del Medioevo la filosofia era al servizio della chiesa e il suo compito era di giustificare i dogmi già in precedenza accolti e rivisti dagli stessi ecclesiastici. Questa filosofia, detta Scolastica, basa gran parte della sua dottrina sul pensiero aristotelico, infatti lo stesso filosofo fu tenuto in altissima considerazione da tutti i letterati del tempo in particolare da Dante che lo definì nella Divina Commedia: “Il maestro di color che sanno”.

La Divina Commedia e Aristotele

La Divina Commedia costituisce il perfetto esempio della visione aristotelica in Dante: proprio per questo in questa opera Dante riprendendo la concezione aristotelica pone la terra creata dalla divinità, immobile al centro dell'universo. Dante, data la grande stima di Aristotele, lo colloca nel canto IV dell'Inferno nel castello degli spiriti magni tra i nobili di pensiero dedicandogli i versi 130-133, il castello tiene separati i nobili di pensiero dal resto delle anime del Limbo, per sottolineare l'eccellenza che essi raggiunsero durante la vita terrena, e rappresenta l'unico punto luminoso nella tenebrosa oscurità del I Cerchio. In questi versi è indicata la netta superiorità di Aristotele rispetto a tutti gli altri filosofi, dal momento che lo Stagirita siede più in alto e tutti onor li fanno, ciò è dovuto all'enorme importanza del suo pensiero. La considerazione dell'importanza di Aristotele è esposta da Dante in virtù del fatto che Aristotele è il terzo protagonista della filosofia occidentale dopo Socrate e Platone. La filosofia di Aristotele muove dalla stessa esigenza platonica di ricercare un principio eterno e immutabile che spieghi il modo in cui avvengono i mutamenti della natura. Come il suo maestro Platone, Aristotele ha ben presente la contrapposizione filosofica venutasi a creare tra Parmenide ed Eraclito; anche lui pertanto si propone di conciliare le loro rispettive posizioni di pensiero: l'Essere statico del primo con il divenire del secondo.

L'Inferno di Dante

A conferma dell'importanza che il Sommo Poeta attribuisce ad Aristotele vi è l'ultimo canto dell'Inferno, il quale si chiude con la visione mostruosa di Lucifero, che tiene nelle sue tre bocche quelli che Dante considera i più grandi traditori della storia: Giuda, Bruto e Cassio. In definitiva, tutti i peccatori dell'Inferno, distribuiti in 9 cerchi concentrici, si suddividono, secondo la concezione morale di Aristotele, che Dante riprende, in tre grandi gruppi: incontinenti, violenti, fraudolenti.

In allegato un'immagine del castello dei spiri magni da me modificata.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Aristotele alla filosofia secondo Dante?
  2. Aristotele è considerato da Dante "il maestro di color che sanno" e la sua filosofia è alla base della Scolastica medievale, influenzando profondamente il pensiero del tempo.

  3. Come viene rappresentato Aristotele nella Divina Commedia?
  4. Aristotele è collocato nel canto IV dell'Inferno, nel castello degli spiriti magni, dove si distingue per la sua superiorità rispetto ad altri filosofi, sottolineando l'importanza del suo pensiero.

  5. Qual è la visione cosmologica di Dante influenzata da Aristotele?
  6. Dante, seguendo la concezione aristotelica, pone la terra immobile al centro dell'universo, riflettendo l'idea di un principio eterno e immutabile che spiega i mutamenti della natura.

  7. Come si suddividono i peccatori nell'Inferno di Dante secondo la filosofia aristotelica?
  8. I peccatori sono distribuiti in tre gruppi: incontinenti, violenti e fraudolenti, seguendo la concezione morale di Aristotele, che Dante riprende nella sua opera.

Domande e risposte

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