Concetti Chiave
- Costantino e Licinio mantengono un'apparente amicizia tra il 312 e il 313, ma Costantino cerca di espandere il suo potere ai confini dell'Italia.
- Tra i primi atti di Costantino c'è la distruzione delle abitazioni dei pretoriani e la donazione dell'area alla Chiesa per costruire la cattedrale di San Giovanni in Laterano.
- L'accordo di Milano del 313 segna la spartizione del potere tra Costantino e Licinio, formalizzato tramite un matrimonio strategico e l'emanazione di un Editto congiunto.
- Il patto di Milano segna un momento di pace, consentendo a Licinio di eliminare Massimino Daia e a Costantino di consolidare il suo potere, specialmente in Africa.
- Costantino affronta un movimento scismatico in Africa, il donatismo, che emerge dopo la rivolta di Domizio Alessandro e la controversia sui vescovi.
Costantino e Licinio: alleanze e strategie
Fra il 312 ed il 313 Costantino e Licinio hanno un rapporto di presunta amicizia, ma l’atteggiamento di Costantino muove a contrastare la sua presenza ai confini dell’Italia allargando il più possibile le basi di appoggio del suo potere.
Costantino e la Chiesa: donazioni e costruzioni
Fra i primi atti di Costantino c’è la smobilitazione del corpo dei pretoriani, le cui abitazioni vengono rase al suolo, assieme ai quartieri della cavalleria più eccellente, esattamente quest’area viene poi donata al vescovo di Roma e lì viene costruita la prima cattedrale cristiana, San Giovanni in Laterano. Per governare ed ottenere l’appoggio del Senato Costantino deve far proseguire anche la costruzione di quegli edifici templari che Massenzio aveva avviato al centro di Roma (Tempio di Atene). L’espropriazione dei terreni dei pretoriani, donati alla Chiesa, e la costruzioni degli edifici pagani valgono come importanti forze d’appoggio di fronte ad una minaccia, com’è dimostrato dal fatto che il primo tentativo diplomatico di Costantino è quello di creare un’alleanza familiare con Licinio.
L'accordo di Milano e le sue conseguenze
A Milano, nel 313, l’Editto è uno dei tanti documenti emanati in maniera congiunta da due augusti che si sono incontrati e che hanno deciso di spartirsi il potere orientale ed occidentale; il patto è ratificato dal matrimonio di Costanza (sorella di Costantino) con Licinio (le cui nozze avvengono Milano) ed è mostrato a tutto l’impero tramite quella serie di provvedimenti che prendono congiuntamente. Fra tali provvedimenti c’è la fine delle persecuzioni, un espediente con cui Licinio si può permettere di uccidere Massimino Daia. L’accordo di Milano segna un momento di pace, perché l’uno e l’altro vedano come e quanto potere riescono a mantenere; Licinio apparentemente riesce subito negli intenti, in quanto elimina Massimino Daia, mentre Costantino consolida il proprio potere e nel 313 prende importanti provvedimenti per le chiese cristiane in Africa, dove (dopo la rivolta di Domizio Alessandro) si crea un movimento scismatico, che si chiamerà donatista dal nome del vescovo eletto in alternativa a quello eletto in precedenza, ovvero Ceciliano.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della smobilitazione dei pretoriani da parte di Costantino?
- Quali furono le conseguenze dell'accordo di Milano del 313?
- Come si manifestò l'alleanza familiare tra Costantino e Licinio?
La smobilitazione dei pretoriani e la donazione delle loro abitazioni al vescovo di Roma rappresentano una strategia di Costantino per consolidare il suo potere e ottenere il supporto della Chiesa, culminando nella costruzione della prima cattedrale cristiana, San Giovanni in Laterano.
L'accordo di Milano segnò la spartizione del potere tra Costantino e Licinio, portando alla fine delle persecuzioni cristiane e all'eliminazione di Massimino Daia, permettendo a Costantino di consolidare ulteriormente il suo potere e di prendere provvedimenti significativi per le chiese cristiane.
L'alleanza familiare si concretizzò attraverso il matrimonio di Costanza, sorella di Costantino, con Licinio, unendo simbolicamente le due dinastie e rafforzando il patto di spartizione del potere, come evidenziato dall'Editto di Milano.