IAS 36 Impairment of assets
INDICE
IAS 36 – Impairment of assets
- Premessa: lo IAS 36 in breve ................................................................... 3
- Ambito di applicazione e concetti definitori dello IAS 36 ........................ 4
- Frequenza della verifica ....................................................................... 8
- Calcolo del valore recuperabile ............................................................10
- Misurazione e rilevazione della perdita di valore ...................................16
- Frequenza e modalità della ripresa di valore ........................................25
- Disposizioni transitorie ........................................................................29
- Avvertenza sull’exposure draft ............................................................29
IAS 36 – Perdita di valore delle attività
Avvertenza generale: Nella redazione del documento si è fatto riferimento all’exposure draft of Proposed Amendments dello IAS 36, pubblicato dallo IASB a dicembre 2002.
Si ricorda, inoltre, che il testo della traduzione è stato curato dagli esperti dei gruppi di lavoro e che per la sua ufficialità occorre attendere la pubblicazione nella GUCE non appena il principio sarà omologato dalla Commissione europea.
Premessa: lo IAS 36 in breve
L’obbligo della svalutazione per perdite di valore non è, in termini assoluti, una novità nell’ambito del contesto economico-contabile del nostro paese (1). Tuttavia, l’emanazione dello IAS 36 introduce una disciplina applicativa nettamente più rigida, in quanto consente di individuare con maggiore precisione:
- Cosa si intende per perdita di valore e come si misura;
- Quando è obbligatorio verificare se la perdita esiste;
- Come bisogna trattarla contabilmente;
- Quando e se bisogna riprenderla.
È bene, però, segnalare come l’analisi dello standard in questione sia articolata e complessa. Pertanto, al fine di una migliore comprensione, sembra opportuno indicare, in via preventiva, un percorso logico che consenta di individuare i punti principali di cui si compone lo IAS 36:
Step 1. L’azienda “deve”, ogni anno, verificare se esistano indizi secondo cui il valore recuperabile (recoverable amount) di un asset possa essere sceso al di sotto del suo valore contabile. Lo IAS fornisce un elenco, non esaustivo, di tali indizi.
Step 2. Se esistono gli indizi, occorre calcolare il valore recuperabile, che lo IAS definisce come il maggiore tra il valore d’uso (value in use) ed il prezzo netto di vendita (net selling price) (2).
Step 3. Il valore recuperabile viene confrontato con il valore contabile del bene (tale procedimento viene definito impairment test). Se il valore recuperabile è minore del valore contabile, la differenza è immediatamente portata a Conto Economico come costo ed il bene è iscritto nello Stato Patrimoniale al suo valore recuperabile. Da quel momento il valore recuperabile è la nuova base per il calcolo dell’ammortamento.
1) “L’immobilizzazione che alla data della chiusura dell’esercizio risulti durevolmente di valore inferiore a quello determinato secondo i numeri 1) e 2) deve essere iscritta a tale minor valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata”. Articolo 2426 Codice Civile, punto 3.
2) In caso di approvazione dell’ED 4, Disposal of Non-Current Assets and Discontinued Operations, tale espressione sarà sostituita con la seguente: “fair values (valore adeguato) al netto dei costi di dismissione”, allineandosi così alla terminologia impiegata dal FASB. 3
Step 4. L’azienda deve, ogni anno, verificare se esistono indizi di una eventuale ripresa. Lo IAS fornisce un elenco, non esaustivo, di tali indizi.
Step 5. Se esistono gli indizi, occorre ricalcolare il valore recuperabile. Qualora quest’ultimo sia maggiore del valore contabile, bisogna riprendere tale differenza come maggior valore del bene, purché il suo nuovo valore contabile non sia superiore al valore che il bene avrebbe avuto in quel momento se la svalutazione non vi fosse mai stata.
Step 6. La ripresa è portata a C.E. ed il bene è iscritto nello S.P. al maggiore valore di cui allo step precedente, che diviene la nuova base per il calcolo dell’ammortamento.
Avvertenze
- Nel caso di intangibili con vita indefinita e di avviamento, il test per impairment è obbligatorio alla fine di ogni anno, indipendentemente dalla presenza di indizi.
- La perdita dell’avviamento non si riprende mai.
- Se il bene oggetto di impairment è collegato ad altre attività dell’azienda o gruppi di attività in modo talmente stretto da rendere impossibile l’individuazione di flussi di cassa largamente indipendenti, oggetto del test non sarà il singolo bene, ma il più piccolo gruppo di attività cui esso appartiene ed il cui impiego generi flussi di cassa largamente indipendenti da quelli generati da altre attività o gruppi di attività (Cash Generating Unit).
Principali aree problematiche
- Quantificazione del valore recuperabile.
- Definizione dei confini della Cash Generating Unit.
- Costo delle valutazioni necessarie, soprattutto in caso di avviamento.
1. Ambito di applicazione e concetti definitori dello IAS 36
Le norme contenute nello IAS 36 si applicano genericamente a tutte le attività ad eccezione delle specifiche tipologie di seguito elencate:
ED IAS 36, dicembre 2002, § 1:
Il presente Principio deve essere applicato nella contabilizzazione delle perdite di valore di tutte le attività, eccetto che per:
- Rimanenze (si veda lo IAS 2 - Rimanenze);
- Attività derivanti da commesse a lungo termine (si veda lo IAS 11 - Commesse a lungo termine);
- Attività fiscali differite (si veda lo IAS 12 - Imposte sul reddito);
4
- Attività derivanti da benefici per i dipendenti (si veda lo IAS 19 - Benefici per i dipendenti);
- Attività finanziarie già trattate dallo IAS 39, Strumenti finanziari: Rilevazione e Misurazione;
- Investimenti immobiliari che sono valutati al fair value (si veda lo IAS 40 - Immobili per investimento); e
- Attività biologiche connesse all’attività agricola che sono valutate al fair value al netto dei costi stimati al punto di vendita (si veda lo IAS 41 - Agricoltura) (3).
In aggiunta, il § 3 specifica come siano oggetto del presente principio gli investimenti in società controllate, società collegate e Joint ventures, in quanto investimenti finanziari non disciplinati dallo IAS 39 (4), mentre il § 4 prevede che, qualora un’azienda decida di valutare un asset al fair value, scegliendo ad esempio l’allowed alternative treatment dello IAS 16, dovrà comunque applicare lo IAS 36 e, se del caso, effettuare la svalutazione e l’eventuale ripresa di valore.
ED IAS 36, dicembre 2002, § 4:
…Il presente Principio si applica, inoltre, alle attività iscritte in bilancio al valore rivalutato (fair value) secondo le disposizioni di altri Principi contabili internazionali, quale per esempio nel “revaluation model” consentito dello IAS 16 - Immobili, impianti e macchinari. Tuttavia, la verifica per stabilire se un’attività può aver subito una perdita di valore dipende dal criterio utilizzato per determinare il fair value:
- Se il fair value dell’attività è il suo valore di mercato, la sola differenza tra fair value e prezzo netto di vendita dell’attività è rappresentato dai costi marginali diretti per dismettere l’attività:
- Se i costi di dismissione sono irrilevanti, il valore recuperabile dell’attività rivalutata è necessariamente simile, o anche maggiore, al valore rivalutato (fair value). In questo caso, dopo che sono state applicate le disposizioni relative alla rivalutazione, è improbabile che l’attività rivalutata abbia subito una perdita di valore e non è necessario stimare il valore recuperabile; invece
- Se i costi di dismissione non sono irrilevanti, il prezzo netto di vendita dell’attività rivalutata è inevitabilmente inferiore al fair value. Perciò,
3) In caso di approvazione dell’ED 4, Disposal of Non-Current Assets and Discontinued Operations, a queste bisognerà aggiungere tutte quelle attività non correnti o gruppi di attività oggetto di futura alienazione e come tali classificati non-current assets or disposal groups classified as held for sale.
4) ED IAS 36, dicembre 2002, § 3: Il presente principio si applica agli investimenti in: a) società controllate, per come definite nell’ED IAS n. 27 - Bilancio consolidato e contabilizzazione delle partecipazioni in controllate; b) società collegate, per come definite nell’ED IAS n. 28 - Contabilizzazione delle partecipazioni in collegate; c) joint venture, per come definite nello IAS n. 31 - Informazioni contabili relative alle partecipazioni in joint venture. Per le perdite di valore di tutte le altre attività finanziarie si rimanda all’ED IAS n. 39, Strumenti finanziari: rilevazione e misurazione. 5
- L’attività rivalutata avrà subito una perdita di valore se il valore d’uso è inferiore al valore rivalutato (fair value). In questo caso, dopo che sono state applicate le disposizioni relative alla rivalutazione, un’impresa applica il presente Principio per determinare se l’attività ha subito una riduzione di valore; e
- Se il fair value di un’attività è determinato secondo un criterio diverso dal valore di mercato, il valore rivalutato (fair value) può essere superiore o inferiore al valore recuperabile. Perciò, dopo che sono state applicate le disposizioni concernenti la rivalutazione, un’impresa applica il presente Principio per determinare se l’attività può aver subito una perdita di valore.
Lo IAS 36 utilizza le seguenti definizioni:
ED IAS 36, dicembre 2002, § 5:
I termini seguenti vengono usati nel presente Principio contabile con i seguenti significati:
Il valore recuperabile di un’attività o di un’unità generatrice di flussi finanziari è il valore più alto tra il suo prezzo netto di vendita e il valore d’uso.
Il valore d’uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri attesi che si suppone deriveranno da un’attività o da un’unità generatrice di flussi finanziari.
Prezzo netto di vendita (5) è l’ammontare ottenibile, al netto dei costi di dismissione, dalla vendita di un’attività o di un’unità generatrice di flussi finanziari in un’operazione libera tra parti consapevoli e disponibili.
Costi di dismissione sono i costi marginali direttamente attribuibili alla dismissione di un’attività o di un’unità generatrice di flussi finanziari, esclusi i costi di finanziamento e gli effetti fiscali.
Una perdita di valore è l’ammontare per il quale il valore contabile di un’attività o di un’unità generatrice di flussi finanziari eccede il valore recuperabile.
Il valore contabile è l’ammontare al quale un’attività viene rilevata al netto di ogni ammortamento accumulato e di ogni perdita di valore accumulata connessa.
Ammortamento è la ripartizione sistematica del valore ammortizzabile di un’attività lungo il corso della sua vita utile.
Valore ammortizzabile è il costo di un’attività o del valore sostitutivo del costo nel bilancio, al netto del suo valore residuo.
Vita utile è, alternativamente:
- Il periodo di tempo nel quale ci si attende che un’attività sarà utilizzata dall’impresa; o
- Il numero delle unità prodotte o altrimenti ricavabili che l’impresa si aspetta di ottenere dall’utilizzo dell’attività.
Un’unità generatrice di flussi finanziari è il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata derivanti dall’uso permanente delle attività e che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.
5) Si ricorda che, in caso di approvazione dell’ED 4, Disposal of Non-Current Assets and Discontinued Operations, tale espressione sarà sostituita con la seguente: “fair value (valore adeguato) al netto dei costi di dismissione”. 6
Attività aziendali sono tutte le attività, escluso l’avviamento, che contribuiscono ai futuri flussi finanziari sia dell’unità generatrice di flussi finanziari in oggetto sia delle altre unità generatrici di flussi finanziari.
Un mercato attivo è un mercato in cui si verificano contestualmente le seguenti condizioni:
- I beni commercializzati all’interno del mercato sono omogenei;
- Compratori e venditori disponibili a operare possono essere normalmente reperiti in qualsiasi momento; e
- I prezzi sono disponibili al pubblico.
La data di riferimento per un contratto di aggregazione di imprese è la data in cui viene raggiunto un accordo sostanziale tra le parti e, nel caso di aziende quotate, comunicato al pubblico. Nel caso di offerta pubblica di acquisto ostile, la data in cui viene raggiunto un accordo sostanziale tra le parti è quella data in cui un numero di proprietari dell’azienda da acquistare abbiano accettato l’offerta dell’azienda acquirente tale che quest’ultima abbia il controllo sulla prima.
Pertanto, dalle suddette definizioni, si comprende come lo IAS 36 consideri un’attività di bilancio “impaired”, quando il suo valore contabile sia superiore al corrispondente valore recuperabile (6).
6) ED IAS 36, dicembre 2002, § 7: Un’attività ha subito una perdita di valore quando il valore contabile dell’attività supera il suo valore recuperabile. ……… 7
2. Frequenza della verifica
Lo standard stabilisce l’“obbligo” di verificare la presenza di indicatori di impairment. Solo ove tali indicatori esistano, scatta l’“obbligo” di procedere all’impairment test, vale a dire al confronto tra il valore contabile di un asset ed il corrispondente valore recuperabile. Lo IAS decide di fornire una lista non esaustiva di tali indicatori (7):
ED IAS 36, dicembre 2002, § 8:
Un’impresa deve valutare ad ogni data del bilancio se esiste qualche indicazione che dimostri che un’attività possa aver subito una perdita di valore. Se esiste una qualsiasi indicazione di ciò, l’impresa deve stimare il valore recuperabile dell’attività.
ED IAS 36, dicembre 2002, § 9:
Nel valutare se esiste un’indicazione che un’attività può aver subito una perdita di valore, un’impresa deve considerare, al minimo, le seguenti indicazioni:
Fonti informative esterne
- Durante l’esercizio, il valore di mercato di un’attività è diminuito significativamente, più di quanto si prevedeva sarebbe accaduto con il passare del tempo o con l’uso normale dell’attività in oggetto;
- Si sono verificate durante l’esercizio o si verificheranno nel futuro prossimo per l’impresa variazioni significative con effetto negativo o nell’ambiente tecnologico, di mercato, economico o normativo nel quale l’impresa opera o nel mercato al quale un’attività è rivolta;
- I tassi di interesse di mercato o altri tassi di remunerazione del capitale sugli investimenti sono aumentati nel corso dell’esercizio, ed è probabile che tali incrementi condizionino il tasso di attualizzazione utilizzato nel calcolo del valore d’uso di un’attività e riducano in maniera rilevante il valore recuperabile dell’attività;
- Il valore contabile dell’attivo netto dell’impresa che redige il bilancio è superiore alla capitalizzazione del mercato;
Fonti informative interne
- Risulta evidente l’obsolescenza o il deterioramento materiale di un’attività;
- Si sono verificati nel corso dell’esercizio significativi cambiamenti con effetto negativo sull’impresa, oppure si suppone che questi si verificheranno nel futuro prossimo, nella misura in cui o nel modo in cui un’attività viene utilizzata o si suppone sarà utilizzata. Tali cambiamenti includono la circostanza in base alla quale un’attività diviene inutilizzata, programmi di cessazione o di ristrutturazione del settore operativo al quale un’attività appartiene, piani di dismissione di un’attività prima della data precedentemente prevista e la riconsiderazione della vita utile di un’attività che da indefinita risulta essere finita; e
7) Di conseguenza, l’assenza di indicazioni sintomatiche di una possibile perdita di valore, siano esse esposte o meno al § 9, è sufficiente per evitare di effettuare un impairment test. 8
- Risulta evidente dall’informativa interna che l’andamento economico di un’attività è, o sarà, peggiore di quanto previsto.
Tuttavia, se già una verifica precedente ha dimostrato che il valore contabile di recoverable
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