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Concetti Chiave

  • Dante utilizza l'ironia e il sarcasmo per criticare Firenze, evidenziando il suo attaccamento ai beni materiali e la realtà della città.
  • Contrasta i fiorentini, che sono ambiziosi e materialisti, con i saggi, i quali evitano responsabilità e onori pubblici.
  • Nonostante la familiarità con Firenze, Dante si distacca criticandola apertamente, esprimendo le sue idee con fermezza.
  • Critica la ricchezza accumulata da Firenze, considerata ingiusta a causa dell'interesse egoistico dei suoi leader e dell'instabilità politica.
  • Paragona Firenze a una persona malata, descrivendo un profondo malessere che richiede un cambiamento radicale nella mentalità dei cittadini.

L'ironia di Dante verso Firenze

Nel 127 si capisce come, nonostante le difficoltà e il disagio, Dante si senta appartenente alla cittadina ; l’invettiva è ironica, vengono fatte delle frecciatine a Firenze e proprio grazie a questa ironia viene fatta trapelare quella che è la realtà. All’ironia si aggiunge il sarcasmo, e la cittadinanza troppo legata ai beni terreni (effimeri).

Contrapposizione tra fiorentini e saggi

Dal 130 in poi i fiorentini vengono contrapposti a molte persone che conoscono il significato di giustizia, perché questi si macchiano di un attaccamento estremo alla materialità, sono i primi a parlare ma gli ultimi che dovrebbero.

Tra i versi 133 e 134 viene spiegato che i saggi non vogliono la responsabilità che deriva dagli incarichi importanti, per questo non li ricoprono, mentre i fiorentini vogliono sistemarsi a livello sociale e diversamente dai saggi ambiscono a raggiungere i piani alti ma senza prendersi le proprie responsabilità.

Dante e la sua distanza da Firenze

Nonostante riconosca dei peccati in lei, c’è familiarità tra Dante e Firenze grazie all’apostrofe con il “ti” e il “tu” (poliptoto); l’autore non si fa il problema essere accettato come i suoi compaesani, ma ne prende le distanze e dice cosa pensa, dunque è fermo e crede nelle sue idee e pur di esprimerle è disposto a rimetterci.

La ricchezza ingiusta di Firenze

La ricchezza di Firenze è stata accumulata in maniera ingiusta in quanto i capi della città erano sprovveduti perché non pensavano al suo bene ma alla propria ricchezza, in più erano presenti le guerre tra fazioni. Dante ragiona per deduzione in quanto passa dal generale (Italia) al particolare con Firenze.

Nel v.139, attraverso il paragone Atene e Sparta, è presente un richiamo alla classicità perché mentre le leggi di queste venivano applicate ( i legislatori Solone e Licurgo le fecero e imposero di rispettarle), a Firenze avevano avuto breve durata perché la situazione politica era cambiata continuamente quindi i codici a volte venivano rispettati e a volte no.

Instabilità politica e morale

Le lotte politiche interne alla città, divise in tante fazioni, provocarono un mutamento delle leggi, della moneta e degli incarichi pubblici: per via del cambiamento continuo il cittadino non ha più un punto fermo. Viene determinata un’instabilità a livello morale e Dante se ne distacca in quanto non vi si riconosce, come Sallustio di fronte alla perdita del mos maiorum: è questo dunque un topos letterarop perché lo stesso tema viene filtrato attraverso il contesto storico-letterario.

Firenze come una persona malata

In conclusione, il poeta paragona Firenze a una persona malata, con la metafora della malattia come sinonimo di qualcosa che difficilmente guarisce. Il malessere è molto profondo perché si agita e tenta di trovare sollievo, ma questo rappresenta un’utopia perché bisognerebbe che cambiasse la mente dei cittadini, che hanno bisogno di un buon imperatore. In più, Firenze guarda ciò che fa l’Italia in generale, il più piccolo si comporta come il più grande quindi questa deve dare il buon esempio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'ironia di Dante verso Firenze?
  2. L'ironia di Dante rivela la sua appartenenza a Firenze, nonostante le critiche. Attraverso frecciatine e sarcasmo, mette in luce la realtà di una cittadinanza eccessivamente attaccata ai beni materiali (127).

  3. Come vengono contrapposti i fiorentini ai saggi?
  4. I fiorentini sono descritti come attaccati alla materialità e desiderosi di posizioni sociali senza assumersi responsabilità, mentre i saggi rifiutano incarichi importanti per evitare tali oneri (130-134).

  5. Qual è la percezione di Dante riguardo alla ricchezza di Firenze?
  6. Dante critica la ricchezza accumulata ingiustamente dai leader di Firenze, che si preoccupano più del proprio benessere che del bene comune, evidenziando l'instabilità politica e morale della città (v.139).

  7. In che modo Dante paragona Firenze a una persona malata?
  8. Dante utilizza la metafora della malattia per descrivere Firenze, suggerendo che il malessere della città è profondo e difficile da curare, richiedendo un cambiamento nella mentalità dei cittadini e un buon imperatore per guarire (conclusione).

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