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Psicologia sociale

Riassunto schematizzato

Introduzione

La psicologia inizia a diventare una disciplina a inizio 1900 ed ha un primo focus sullo studio delle illusioni ottiche. Alcune persone vedevano qualcosa, altre vedevano altro, eppure tutti avevano gli stessi occhi.

Cap.1

Es. Vaso/Volti

Primo focus della psicologia → Illusioni Ottiche Es. Triangolo di Kanitza, non c'è eppure si vede. Come mai vediamo GAP tra una cosa che non c’è?

Realtà/rappresentazione e percezione, influenzata anche dal contesto.

  • Primo livello: la nostra mente non si limita a riprodurre come fotocopiatrice la realtà.
  • Secondo livello sono le differenze individuali: non siamo tutti uguali e non tutti vediamo la stessa cosa. Neurodiversità → i cervelli sono diversi perché ci sono condizioni per le quali le cose non vengono viste in modo standard.

La mente ci pseudoinganna per far sì che quello che abbiamo davanti possa essere considerato realtà.

Alcuni vedono la giovane donna, altri la vecchia signora. Il cervello prende per buona la prima configurazione che trova.

Test di Rorschach, vengono poste immagini come questa ai pazienti e tramite delle tabelle viene interpretata la loro percezione per capire qualcosa del loro mondo interno.

Cosa ha a che vedere la dimensione sociale in questo?

→ Dimensione sociale: la percezione non è una fotocopia della realtà, ma la mente produce una ricostruzione di elementi mentre percepisce le cose.

Antico stereotipo, la donna pulisce mentre l’uomo sta leggendo. Chi ha costruito l’immagine, ha messo tantissimi errori tra cui il problema è la differenza di genere. Questa immagine ha creato scandalo. Chi l’ha disegnata magari aveva un’intenzione inclusiva, eppure l’immagine può essere letta diversamente in base a cultura e influenze. Questo per dire che la stessa immagine può essere letta in una molteplicità di modi, dovuti anche dal contesto in cui siamo. La percezione è guidata dal contesto sociale.

Qualsiasi cosa c’è nella nostra testa subisce l’effetto dell’influenza sociale.

Psicologia Sociale

Psicologia sociale: lo studio di come la differenza tra percezione e realtà è influenzata dalla presenza, o assenza, reale, immaginata, implicita o virtuale degli altri.

Psicologia Sociale

La storia della psicologia sociale

Allport dice che la psicologia sociale è:

  • L’indagine scientifica: ciò che definisce una scienza il metodo di studio. Deve essere un’indagine ben definita e razionalizzata, replicabile da ricercatori.
  • Del modo in cui emozioni.
  • Pensieri.
  • E comportamenti degli individui sono influenzati: emozioni, pensieri e comportamenti sono i tre macro oggetti della psicologia sociale.
  • Dalla presenza:
  • Fisica.
  • Non fisica.
  • Interiorizzata: mi fermo al semaforo rosso sempre, è dentro di me, es. di interiorizzazione di una norma sociale.
  • Oggettiva.
  • Immaginata.
  • O implicita, consuetudini, norme sociali.
  • Di altri esseri umani.

Cap.1

Allport anni 50 → Psicologia Sociale è l'indagine scientifica del mondo in cui emozioni, pensieri e comportamenti degli individui sono influenzati dalla presenza, o assenza, anche virtuale, di altri essere umani.

→ Studio di come la differenza tra percezione e realtà è influenzata dalle presenza o assenza di altri.

Disciplina complessa in quanto il soggetto che studia e l'oggetto che viene studiato coincidono.

→ 2 compiti:

  • Prevedere emozioni, pensieri e comportamenti.
  • Focus su individuo e società.

Oggi si aggiunge anche la presenza virtuale di altri esseri umani. + o assenza.

Il compito della psicologia sociale comprende:

  • → Prevedere come si sentiranno, emozioni, come si comporteranno, comportamento, e cosa penseranno, cognizione, gli esseri umani in un dato contesto sociale.
  • → Mettere a fuoco l’intersezione che c’è tra la dimensione individuale e la dimensione sociale.

Assiomi fondamentali

La psicologia sociale ha due assiomi fondamentali, cioè principi.

2 principi, assiomi:

  • La costruzione sociale della realtà, cioè percepiamo la realtà come ”costruita". La rappresentazione della nostra mente può essere molto distante dalla realtà oggettiva. Un'altra definizione che possiamo quindi dare della Psicologia Sociale → è lo studio di come la differenza tra percezione e realtà sia influenzata dalla presenza o assenza delle altre persone.
  • La pervasività delle influenze sociali, cioè ognuno di noi influenza e a sua volta viene influenzato. Si focalizza sull’interazione sociale tra individui o gruppi.

La costruzione sociale della realtà, percepiamo la realtà come costruita.

La pervasività delle influenze sociali, veniamo influenzati e influenziamo.

Psicologia sociale e sociologia

Prima differenziazione importante.

Distinzioni

  • Psicologia sociale: livello micro, analisi del singolo, non è un ramo della sociologia.
  • Sociologia: livello macro.

Entrambe mettono al centro il tema del gruppo, delle connessioni sociali. Ma cambia il focus.

  • Chi fa sociologia studia il livello macro, diverse città, contesti geografici, diversi, tengono dentro moltissimi individui.
  • La psicologia sociale si concentra sul livello micro, unità d’analisi il singolo individuo in diversi contesti.

Psicologia sociale e filosofia

Seconda differenziazione importante.

  • Psicologia sociale: faccio ipotesi, è una scienza.
  • Filosofia: faccio ragionamenti e teorie.
  • Psicologia sociale: focus impatto fattori sociali sui processi psicologici.
  • Psicologia della Personalità: focus su tratti individuali.

Tante domande della filosofia possono avere dei tratti in comune con la psicologia, ciò che cambia è:

  • In filosofia applico un ragionamento e propongo delle teorie.
  • In psicologia devo fare delle ipotesi, non più solo ragionamenti. È una scienza empirica.

Psicologia Sociale

Altre differenziazioni importanti

Ci sono delle distinzioni interne:

  • Psicologia Cognitiva: processi di memoria, attenzione, percezione. La psicologia sociale utilizza alcuni strumenti utilizzati dalla psicologia cognitiva ma per rilevare i pensieri e le emozioni in modo indiretto.
  • Psicologia della Personalità: psicologia sociale vede come le situazioni creano delle determinanti per spiegare il comportamento di certi individui. Alla psicologia della personalità interessano le differenze. La psicologia sociale invece pone il focus su come spiegare alcuni fattori sociali sui processi psicologici individuali, es. personalità autoritaria.
  • Psicologia Clinica: processi disfunzionali e patologici con le persone, non ci interessano le norme sociali, ma se uno è depresso cosa possiamo fare, come aiutare una persona che è vicina a uno “problematico”.
  • Neuropsicologia: si pensa che la sede dove avvengono le emozioni sia il cervello e non la pancia o il cuore, così c’è questa disciplina. C’è anche neuroscienze sociale che studia cosa succede al nostro cervello quando siamo in diversi contesti.

La storia della psicologia sociale

  • Nasce nella seconda metà dell'800.
  • Fine 800 Primo esperimento Triplet di facilitazione sociale → prestazioni migliori per presenza di altri, esempio di studio condotto in laboratorio.
  • 1920/30 si afferma in USA.
  • Fino 38 esperimenti su norme sociali, teoria del campo.
  • 39/45 perché tanto consenso alle dittature? Influenza sociale.
  • 50/60 influenza sociale.
  • 60/70 minoranze e categorizzazione.
  • 70-90 cognizione sociale.
  • Da 90 neuroscienze.

La psicologia sociale nasce ufficialmente nella seconda metà dell'ottocento.

Nel 1897 c'è il primo esperimento di psicologia sociale di Triplett che si basa sulla facilitazione sociale, cioè ottimizzazione delle prestazioni in conseguenza della semplice presenza altrui. Effetto di coazione di Triplet se una persona è preparata in un compito semplice, in presenza di gente la sua prestazione migliora.

Nel 1908 con la pubblicazione del manuale di Mc Dougall e Ross, Psicologia sociale come considerazione dell’individuo e dei suoi processi intra-individuali / Psicologia sociale che sottolinea il ruolo del contesto sociale rispetto ai processi individuali.

Prima di questa occasione alcuni studiosi avevano introdotto tale concetto:

  • Aristotele, l’uomo come animale sociale.
  • Comte, la fisica sociale.
  • Le Bon, con la Psicologia delle Folle per la quale nella folla si crea una mente collettiva dominata dagli istinti e dalle emozioni forti; rapporto tra folla e capo.
  • Moscovici, la scoperta delle masse come causa di instabilità sociale.
  • Freud, concetto di libido, desiderio, che tiene unite le folle attraverso il rapporto che hanno con il capo, padre; distinzione tra masse occasionali e masse stabili.

Dal 1920 al 1930 la psicologia sociale si afferma come disciplina nel contesto statunitense. In America la psicologia sociale nasce con Floyd H.Allport.

Dal 1931 al 1938 vengono fatti i primi studi sugli atteggiamenti e norme sociali. Viene anche sviluppata la Teoria del campo da Lewin che ci dice come ciascun individuo è costantemente immerso in un campo di forze che agiscono in maniera contemporanea ma talvolta anche diverse. Per comprendere i comportamenti umani bisogna analizzare lo spazio di vita della persona e le sue forze endogene ed esogene.

Dal 1939 al 1945 con la guerra le persone si chiedono come si siano potute a venire a creare le dittature, con così tanto consenso sociale.

Dal 1950 al 1960 si studia l'influenza sociale, es. obbedienza all'autorità.

Dal 1960 al 1970 si pone il focus sulle minoranze e la categorizzazione.

Dal 1970 al 1990 si inizia a parlare di cognizione sociale.

Psicologia Sociale

Problemi attuali

  • Replicabilità.
  • Rappresentatività dei partecipanti.
  • Stabilità dei processi.

Dagli anni '90 in poi si parla di neuroscienze.

Negli ultimi decenni ci sono nuovi ambiti di studio.

Problemi attuali della ricerca psicosociale: problemi di replicabilità, problemi di rappresentatività dei campioni di partecipanti, problemi legati alla stabilità nel tempo dei processi.

Chiunque faccia uno studio i risultati devono essere comparabili. Le persone facevano uno studio ma nella psicologia sociale nessuno si prendeva la briga di rifare un esperimento di un altro. Nel 1900 tutti volevano fare a gara a dire qualcosa di nuovo, anzi col timore di dire qualcosa che qualcuno avesse già scoperto.

Effetto Dunning-Kruger: meno sappiamo di qualcosa più siamo convinti della correttezza delle nostre opinioni.

Stabilità nel tempo perché la mela cadeva sempre nello stesso modo nel corso del tempo, come un essere umano parla di genere, di gruppi etnici oggi è molto diverso da come ne parlava negli anni 1960/1930 nel pieno fascismo. Nella psicologia non bisogna trovare cose universali tipo x causa y su tutti, invece bisogna ricordarsi che ci sono delle complicazioni in più.

I metodi in psicologia sociale

Cap.2

Metodo scientifico: essendo la psicologia sociale una scienza, sfrutta questo metodo. Il metodo può essere sperimentale o non sperimentale, la scelta dipende dal tipo di domanda a cui cerca di rispondere il ricercatore; se l’obiettivo della ricerca è descrivere alcuni fenomeni o verificare una o più ipotesi su un fenomeno.

Metodo scientifico utilizzato dalla Psicologia Sociale in quanto scienza.

  • Visione Hard della scienza: il mondo è governato da leggi e meccanismi che possono essere conosciuti attraverso la ricerca scientifica.
  • Visione Soft: l'esterna può essere conosciuta solo in modo imperfetto e probabilistico.

Fasi

  • 1. Formulazione delle ipotesi → si tratta di una spiegazione “provvisoria” che deve essere verificata. Affermazione che mette in relazione due o più concetti.
  • 2. Scelta tra diversi approcci di ricerca, ricerca empirica.
  • 3. Raccolta dei dati.
  • 4. Analisi dei dati e formulazione delle conclusioni, verifica delle ipotesi.
  • 5. Condivisione dei risultati con la comunità scientifica e i cittadini.

Ricerca

2. Ricerca

I livelli di indagine/ricerca empirica:

  • 1. Ricerca descrittiva: si propone di fornire al ricercatore una descrizione precisa del fenomeno indagato. Da utilizzare ad esempio se un ricercatore vuole fare una rilevazione molto approfondita su pochi casi.
  • 2. Ricerca correlazionale: l’obiettivo di questo tipo di ricerca è individuare in che misura le variazioni di un certo comportamento sono collegate alle variazioni di altri fattori. Permette di indagare contemporaneamente la relazione tra più variabili attraverso diverse misure.

Si dice che esiste una correlazione tra due variabili quando al variare dell’una varia anche l’altra.

  • → Correlazione positiva: aumenta uno, aumenta anche l’altro; diminuisce uno, diminuisce anche l’altro.
  • → Correlazione negativa: aumenta uno, diminuisce l’altro.

Non bisogna confondere la Correlazione con la Causalità perché dire che 2 variabili variano nella stessa direzione o in direzioni opposte, NON significa dire che una CAUSA la variazione dell’altra, la relazione potrebbe essere dovuta a una variabile interveniente. L’esistenza di una correlazione non costituisce una prova sull’esistenza di un nesso causa effetto tra le variabili considerate.

Es. Esempio: autostima e profitto negli esami. Faccio un questionario in cui chiedo quanta sia la loro autostima e dai loro libretti prendo i voti. Se la mia tesi è “l’autostima influisce sul profitto”, cercherò di capire se vi sia una relazione tra le due variabili.

Fasi

  • 1. Formulare ipotesi.
  • 2. Scelta approccio di ricerca: ricerca descrittiva, descrizione precisa del fenomeno, correlazionale, variazione comportamento rispetto a variazione di altri fattori, positiva o negativa, sperimentale, esperimento, variabile indipendente e dipendente, luogo laboratorio-validità interna e sul campo-validità esterna.

Problemi di validità: desiderabilità, effetti delle aspettative.

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Ricerca sperimentale

3. Ricerca sperimentale, esperimento: è destinata a fornire informazioni casuali. In questo tipo di ricerca lo sperimentatore crea una manipolazione sperimentale.

→ Variabile Indipendente, VI, ruolo di causa. Variabile che lo sperimentatore manipola o modifica allo scopo di esaminare l’effetto prodotto su una o più variabili dipendenti.

→ Variabile Dipendente, VD, variabile che si presume assuma valori diversi sulla base dei cambiamenti introdotti nella variabile indipendente. Una variabile dipendente è una misurazione concreta di un costrutto che si ritiene influenzato da altri costrutti.

Quando un concetto viene operazionalizzato si trasforma in variabile. Certe operazionalizzazioni possono essere valide solo in alcuni contesti.

La ricerca sperimentale prevede:

  • 1. Lo scenario sperimentale: laboratorio o campo.
  • 2. Una o più Variabili Indipendenti.
  • 3. Una o più Variabili Dipendenti.
  • 4. Follow-up: fase di raccolta dati che avviene dopo aver introdotto la VI e misurato la VD, es. indagine post-sperimentale con questionario o intervista per verificare l’efficacia della manipolazione sperimentale e se il partecipante ha sofferto di qualche effetto negativo in seguito alla sua partecipazione all’esperimento.
  • 5. Debriefing: il lavoro di spiegazione ai soggetti sulla natura e gli scopi dell’esperimento.

Secondo Fiske le 3 caratteristiche fondamentali per un'indagine sperimentale sono: manipolazione sperimentale, controllo e randomizzazione.

Un "quasi esperimento" è uno studio sperimentale senza randomizzazione.

Raccolta dati

3. Raccolta dati: osservazione, sul campo, self-report, questionario al partecipante, intervista, rischio desiderabilità, questionario, misure psicofisiche, misure implicite, si basa sui tempi di risposta, metanalisi, comparazione di studi.

4. Analisi dei dati

5. Condivisione risultati: risultati falsi se:

Falso negativo: effetto tra GTA e aggressività ma non trovo associazioni e affermo che la relazione non esiste.

Falso positivo: se trovo un effetto che in realtà non c'è.

Altri metodi di ricerca

  • Correlazione: permette di trarre delle conclusioni sul rapporto causa – effetto.
  • Ricerca di archivio: basato su dati raccolti da altri nel corso del tempo.
  • Studi di un caso: fenomeni rari che non si possono riprodurre in laboratorio.
  • Analisi del discorso: analisi del linguaggio.

I partecipanti sono i soggetti usati nella ricerca. È impossibile usare l’intera popolazione di interesse e ci si affida dunque al campionamento, che è una tecnica che permette l’individuazione di un campione, gruppo selezionato, di soggetti su cui effettuare lo studio.

Il luogo di ricerca: ciò che varia in relazione al luogo in cui si svolge una ricerca è il livello di controllo esercitato sulle variabili presenti nel contesto.

  • Laboratorio: tutte le variabili del contesto possono essere controllate. È il più usato dalla psicologia sociale. Ma il contesto artificiale, nel quale una persona si rende → conto di essere parte di uno studio, rende le variabili a volte modificate ma Forte validità interna. Rende più semplice la randomizzazione ed il controllo dello ricercatore.
  • Sul campo: osservazioni di fenomeni in ambienti di vita reali. Potrebbe essere un → problema controllare le variabili ma Forte validità esterna.

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Tipi di validità

  • Validità interna: si riferisce alla validità della conclusione secondo cui una relazione osservata tra variabili indipendenti e dipendenti rispecchia una relazione causale. Ha a che fare con il grado di controllo esercitato dallo sperimentatore.
  • Validità esterna: il rapporto tra i risultati dello studio e il mondo esterno – possib
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IsaIsa.30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Riva Paolo.
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