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Thurstone e gli atteggiamenti

Thurstone: fu il primo a descrivere un primo metodo simil-psicometrico per misurare gli atteggiamenti (vedi parte di atteggiamenti). Gli atteggiamenti guidano i comportamenti ed, attraverso essi, si comprendono gli atteggiamenti che non sono osservabili. Come vedremo, studiare atteggiamenti significa anche prevedere comportamenti futuri. Il persuasismo può modificare gli atteggiamenti.

Ajzeen e Fibsben: trattano il cambiamento di atteggiamento. In questi inizi, fine 800–900, la Psicologia è in via di sviluppo, c’è innovazione della Psichiatria, Inconscio, Istinto. Si dà importanza ai comportamenti collettivi. Specie impatto il periodo in cui ci sono fenomeni come rivoluzione industriale ed operaia. Come i movimenti in gruppo si sentono più forti specie in tali casi.

Platone e Aristotele

Importante il riferimento a:

  • Platone: individualismo.
  • Aristotele.

Platone: ‘’Gli uomini non sono tutti uguali’’. Individualismo. Ognuno ha diverse capacità e lo Stato deve operare una stratificazione sociale e deve educare.

Aristotele: ’’L’uomo è un animale politico’’. Sia l’uomo che l’animale vivono in gruppo ma per diversi motivi: l’animale lo fa per sopravvivere; l’uomo lo fa perché ha bisogno di comunicare, scambiando convenzioni che formano la società.

In Psicologia teniamo conto di Platone visto che tutti siamo diversi ma in alcuni casi ci sentiamo unici, in certi casi identici ed altri visto che adottiamo i nostri comportamenti agli altri.

Le funzioni dello Stato

Lo Stato ha due funzioni principali:

  • Educare: regolare le persone. Le persone, partendo dagli istinti primordiali (bisogni, desideri…), potrebbero prendere il sopravvento. Qui nasce la società individualistica (U.S.A.) — tiene conto dell’individuo ed è legata al concetto di edonismo (ricerca del piacere) — l’uomo cerca di raggiungere il piano attraverso le sue qualità e la società premia coloro che ci riescono. Ad oggi tale ricerca è ritornata nella fascia giovanile (per la musica, arte…). Nasce specie sociale: uomo che cerca il piacere, regola la sua condotta per migliorare sé stesso e le sue situazioni (lavorative…). (Egoismo)

L’edonismo è legato sia alla base istintiva dell’uomo (desideri, bisogni), ma anche alle strategie che egli adotta nella società: per migliorare sé stesso e la società, si adatta adottando comportamenti. Sono due comportamenti diversi.

  • Lasciare l’uomo libero: lo Stato civile lascia che l’uomo viva in modo ‘’collettivo’’: nasce la società collettivista (Cina, Giappone).

Principio di utilità

Principio di utilità. ‘’Massimizzare i benefici minimizzando i costi’’. Abbastanza equilibrio benefici – costi: gli individui mettono in atto dei comportamenti per trarre benefici a costi minimi.

Le teorie:

  • Condizionamento.
  • Motivazione.
  • Condotta economica.

I concetti base:

  • Soddisfazione individuale: gli individui sono premiati dalla società e si ha una soddisfazione.
  • Principio di valenza: l’individuo ha bisogno di essere coerente con sé stesso ed altri, solo così si sente soddisfatto e troverà equilibrio tra piacere. Politica di utilità.
  • Dissonanza psicologica: non c’è coerenza ed è un principio contrario a quello di coerenza. Se l’individuo non è coerente, si sentirà frustrato, a disagio e può compiere atti estremi: suicidio.

Positivismo

Positivismo. ‘’Tutto ciò che non è dimostrabile, non è reale’’. Questa corrente evidenzia come, con il metodo sperimentale, si possa dimostrare ciò che è solo teorico. Ma con il positivismo, i pensieri, sentimenti non sono misurati come altezza, peso. Ad oggi, però, ciò che con tempo non era dimostrabile (comportamento e psiche), si può dimostrare.

Cicli psicologici, attraverso il comportamento, spingono il ‘’pregiudizio’’ (giudizio intrinseco). L’esperimento per ‘’misurare’’ il pregiudizio: skinhead ed extracomunitario.

Skinhead: le persone erano nella stanza con sedie. Su una è appoggiato il giudizio di skinhead. Si osserva a quale distanza si siedono le persone per misurare il loro livello di ‘’pregiudizio’’: si misura in base alla scala di risposta (mai, abbastanza, molto…) se si siede lontano è ‘’moltissimo’’, se vicino è poco, e così via.

Extracomunitario: nella sala d’aspetto c’era un uomo. Non solo una espressione facciale ma anche dal comportamento si utilizzerà se si siede vicino o lontano ad un extracomunitario.

Durkheim

Durkheim (1858–1917). Evidenzia due concetti:

  • Moralità.
  • Anomia (mancanza di regole, norme).

Sono concetti opposti. Senza le regole e moralità, l’uomo è perso ed arriva anche al suicidio. Le regole sono:

  • Soggettive.
  • Oggettive.

Le prime fanno parte di noi. Ci comportiamo in base a come la società si aspetta da noi per un buon funzionamento collettivo. Le seconde sono quelle dettate dallo Stato.

Rappresentazioni sociali

Rappresentazioni sociali. È il prodotto della comunicazione sociale. Le persone si scambiano idee, le elaborano e nasce un’idea comune che condivideremo. Tale idea è il prodotto scontato e può nascere anche senza avere certezza o non coincide con la versione ufficiale data da altri.

Esempio: la ‘’salute’’. Si può parlare di salute e nasce un prodotto comune che magari non coincide con versioni ufficiali scientifiche e mediche.

Esempio: la ‘’psicoanalisi’’: a tavola si può parlare di psicoanalisi che è conosciuta. Il pensiero di Freud: sessualità, isteria per la donna, omosessualità — indifferenziazione dell’oggetto sessuale (istintivamente amiamo uomini e donne); sogni, etc.

Evoluzione di Darwin

Evoluzione di Darwin. Teoria di Darwin: ‘’L’uomo è un animale sociale che si adatta’’. L’adattamento è la base per l’evoluzione della specie. L’uomo si adatta all’ambiente in cui vive e sopravvive chi riesce a superare i compiti biologici per la sopravvivenza — il compito biologico primario è la riproduzione, tipica conservazione della specie e per la sopravvivenza.

I compiti biologici sono:

  • Biologico per l’uomo: sostentamento (cibo, pesca, caccia…); procreazione (uomini fanno più figli delle donne – spiega tradimento).
  • Biologico per la donna: accudimento (per mantenere la specie).

Spencer

Spencer. Diffuse la teoria evoluzionistica e diede il suo contributo anche in ambito sociale: ‘’Come le persone reagiscono alle sfide dell’ambiente differenziando i propri organi, così in psicologia le persone differenziano i loro comportamenti-atteggiamenti: sopravvive chi adotta meglio gli atteggiamenti.’’

Gli atteggiamenti sociali sono verso:

  • Il cibo (carne vs zucchero): la carne fa resistere al freddo.
  • L’ambiente (deserto vs verde): resiste chi abita in un ambiente verde, variegato. Ambienti così ci aiutano a rilassarci ed ad imparare meglio rispetto a chi vive nel deserto. Restoratività: è la qualità di un ambiente che ci aiuta a vivere meglio dal punto di vista fisico e cognitivo.

Wundt

Wundt. Si rifà alla teoria evoluzionistica ed inibisce un approccio diverso dalla psicologia sociale: approccio elementarista (individualità e riduzionistico): la mente è formata da elementi funzionali — percezione, memoria, attenzione. Sono le funzioni elementari. Essi possono essere studiati singolarmente.

Tale approccio è diverso da psicologia sociale perché è individualistico e riduzionistico: riduce la mente all’aspetto fisiologico e riguarda solo il singolo individuo, mentre la psicologia sociale studia il collettivo: come i gruppi influenzano il singolo.

Dopo questo vediamo il tipo di psicologia:

  • Psicologia dei popoli: spiega come i singoli sono influenzati e reagiscono al collettivo e studia i fenomeni collettivi (entrambi).
  • Psicologia delle folle o psicologia collettiva: la vera psicologia sociale nasce dalla psicologia delle folle. Uno dei più grandi esponenti fu: Le Bon.

Le Bon. Egli definisce la teoria: un aggregato ossia un gruppo di persone più grande di un semplice gruppo che condivide qualcosa. La folla è un’anima collettiva che avvolge e opprime l’individuo in quanto cancella la personalità cosciente individuale: l’individuo perde la sua razionalità e prevale l’istinto primordiale. L’uomo è dotato di razionalità ed istinto. La razionalità controlla l’istinto con volontà.

Nelle folle tale razionalità è avvallata e prevale l’istinto tanto da portare i comportamenti rivoluzionari e violenti dettati spesso dalla rabbia: sono comportamenti che vanno contro le regole di queste persone che si raggruppano, concordano su un pensiero e trasgrediscono. La folla impazzisce, perde la ragione ed attiva comportamenti violenti (tifosi in stadi).

Una caratteristica è l’anonimato: le persone nelle folle si sentono al sicuro, di non essere punite. In genere le folle sono capeggiate da un leader: vive convinto della sua onnipotenza.

Spesso le folle scattano per un semplice stimolo e non riescono a fare resistenza. La psicologia delle folle nasce proprio per cercare di tenere sotto controllo le folle, specie per la fusione dello Stato ossia quello di equilibrio.

G. Tarde

G. Tarde. Sottolineò due concetti:

  • Imitazione: la gente vive la ‘’vita sociale’’ come imitazione di gruppo: la gente scopre nei gruppi figure popolari in grado di guidare e sono legittimate grazie a leggi scritte o estreme capacità. Molte figure diventano popolari su vasti territori, per esempio Robespierre.
  • Contagio emotivo: individui contagiati da emozioni positive e negative. Esempio: notte dei mondiali. La gente, in tali contesti, si sente autorizzata a comportamenti in modo ingiustificato (spogliarsi, urlare), cosa che raramente non farebbe perché si sente contagiata.

Gli anni dell’espansione negli Stati Uniti

Tali anni sono caratterizzati dall’espansione della psicologia sociale negli Stati Uniti. Secondo Cartouright, il quale scrisse un testo di psicologia sociale in cui distinse lo sviluppo di psicologia sociale: PSS: Psicologia sociale sociologica (studia processi cognitivi) e PSP: psicologia sociale psicologica (come individui si comportano in società e i loro pensieri), colui che diede un grande contributo alla psicologia sociale fu Hitler: egli non solo ebbe un grande impatto su tale disciplina ma contribuì anche all’espansione in U.S.A. costringendo personaggi ebrei ad emigrare in USA.

Quindi le due guerre mondiali influenzano lo sviluppo di psicologia sociale. Hitler stimolò interesse verso due temi:

  • Obbedienza.
  • Autoritarismo.

Personaggi che emigrano in USA:

  • Kurt Lewin.
  • Fritz Heider.

Kurt Lewin e la teoria del campo

Kurt Lewin e la ‘’teoria del campo’’. Teoria del campo — C = 8(P, A).

C = comportamento.
8 = forze.
P = persone.
A = ambiente.

Il campo rappresenta uno spazio psicologico in cui sono presenti i ‘’comportamenti’’, che sono in generale delle ‘’persone’’ e degli ‘’ambienti’’. Il campo, quindi, è un insieme di forze che influenzano l’individuo in situazioni sociali.

Lewin mette in evidenza il principio di interdipendenza: persone ed ambiente sono due elementi interconnessi tra loro ed il comportamento è in funzione di essi. P e A creano un tutt’uno ossia lo spazio vitale di ognuno.

Lewin evidenzia il suo pensiero riguardo la Psicologia della Gestalt di cui è sostenitore: tale Psicologia è contro il pensiero comportamentale. La differenza tra i due:

  • Comportamentismo: si rifà al Positivismo (contro ciò che non è verificabile); contro studio di processi cognitivi (mente, coscienza, introspezione — Watson); i comportamenti sono validi solo nel momento in cui si verificano e nel luogo e variano a seconda del contesto.

Comportamento operante:

  • Risposta ambiente (ricompensa): porta a rinforzo del comportamento.
  • Risposta ambiente (punizione): porta a riduzione del comportamento (estinzione).
  • Psicologia della Gestalt: contro comportamento; riscopre soggetto attivo: reagisce a stimoli ‘’percettivi’’ (cognitivi); il campo percettivo è maggiore della somma di elementi che lo compongono.

Ps: avvenne passaggio da comportamentismo a cognitivismo. I Gestaltisti tedeschi emigrano in USA e fanno studi in campi sociali con i loro principi. Lewin fu uno di loro.

La concezione di Lewin era quindi:

  • Studiare in termini psicologici i processi ‘’cognitivi’’ e ‘’motivazionali’’ che avvengono nello spazio dell’individuo e cerca di studiare i problemi in laboratorio.
  • Un problema è interessante da studiare solo se contribuisce a rivelare i problemi reali della società.

Fritz Heider e le sue teorie

Fritz Heider e le sue teorie. Le teorie:

  • Teoria della coerenza (teoria dell’equilibrio cognitivo): ‘’L’incoerenza tra atteggiamenti e credenze crea tensioni nel sistema cognitivo e ciò porta alla tendenza a ristabilire uno stato di equilibrio — coerenza: ognuno cerca di mantenere il suo equilibrio cognitivo, anche se sbaglia e non si corregge per non abbassare il suo livello di autostima: tendiamo a riprendere equilibrio se si rompe.’’
  • Teoria dell’attribuzione: si attribuiscono cause esterne a noi stessi e cause interne ad altri. Tali cause provocano i comportamenti. ‘’È un processo mentale che l’individuo mette in atto quando cerca delle spiegazioni (cause) del suo comportamento e quello di altre persone ossia trova le cause che portano individui a comportarsi in un certo modo.’’

Le cause possono essere:

  • Interne (personali: abilità).
  • Esterne (ambientali: fortuna).

Attribuire il comportamento di certe persone a cause che lo portano a comportarsi così. Si operano una serie di inferenze (ragionamenti) sulle cause di tali comportamenti. L’osservatore osserva l’altro e può attribuire ad una persona, soggetto, situazioni le cause e può farlo anche con sé stesso (autoattribuzioni).

La teoria dell’attribuzione stimolò la formulazione di altre teorie:

  • Jones e Davis: teoria delle inferenze corrispondenti.
  • Kelley: modello della covariazione/teoria schemi causali.
  • Weiner: attribuzione in relazione a successi e fallimenti.

Teoria delle inferenze corrispondenti

Teoria delle inferenze corrispondenti. Visto che alle intenzioni e disposizioni (tratti della personalità) ‘’corrispondono’’ dei comportamenti che l’individuo attiva liberamente, consapevole in anticipo delle conseguenze, tali teorie ritengono che si possa risalire alle intenzioni e disposizioni osservando una gamma di comportamenti effettuati dopo che l’individuo ha preso una decisione.

Le persone cercano di capire come mai una persona ha scelto certi comportamenti e perché li ha ritenuti ‘’preferibili’’ rispetto ad altri comportamenti determinativi. Tale analisi è detta analisi degli effetti non comuni: tali analisi indicano che le persone sono interessate a spiegare eventi insoliti (non comuni) rispetto ad eventi prevedibili (comuni) e interpretano tali eventi non comuni facendo un confronto: tra ciò che è accaduto con ciò che essi ritengono che ‘’normalmente accada’’.

Per esempio: se un’amica passa e non saluta ci domandiamo perché? La spiegazione è perché normalmente avrebbe voluto ma l’evento non comune è che forse non aveva occhiali e non ci ha riconosciuti.

Normalmente si attiva il confronto: per esempio, supponiamo di aver scelto un’università rispetto ad un’altra: abbiamo attivato una scelta ed adottato un certo comportamento ossia agito per quell’università. Per risalire al ‘’perché’’, quindi alla nostra intenzione, paragoniamo le caratteristiche di entrambe le università.

Teoria della covarianza

Teoria della covarianza: tale teoria sostiene che gli osservatori possono giungere a dei giudizi sulla base della ‘’covarianza’’: correlazione tra gli ‘’effetti’’ e le possibili ‘’cause’’. Gli osservatori possono giungere a delle conclusioni elaborando e raccogliendo tre tipi di informazioni che saranno evidenti sulla base di una correlazione tra cause.

Esempio: una studentessa di legge in anticipo tutto, ritiene noiosa la teoria dell’attribuzione e lo dice in presenza di un ragazzo che le piace. Consideriamo le tre cause: oggetto, situazione e persone. Ora possiamo raccogliere le tre informazioni:

  • Informazioni di distintività (tra oggetti): la ragazza ritiene noiosa solo la teoria dell’attribuzione (oggetto).
  • Informazioni di coerenza (tra situazioni): la ragazza fa commenti solo in certe situazioni, non tante (situazioni), in questo caso in presenza del ragazzo.
  • Informazioni di consenso (tra persone): la ragazza è l’unica che ritiene la teoria di attribuzione noiosa, nessun’altra persona.

Una volta ottenute le informazioni relative a distintività, coerenza e consenso, possiamo avere le nostre attribuzioni correlando le cause (oggetto, situazioni, persone) con effetti: in tal caso l’effetto covaria con le persone (attribuzione alle persone) in quanto la noia è solo della ragazza.

L’eccezione: la covarianza non implica per forza la connessione ossia la correlazione tra informazioni non è sufficiente per spiegare le cause. Spesso alcuni eventi si verificano per poteri casuali non osservabili. Per esempio: il magnete attrae metalli: il magnete ha un potere non visibile (magnetismo) ed è la causa che provoca l’effetto. Possiamo identificare tali poteri causali alle nostre precedenti conoscenze sui poteri

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annarella1989 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Alparone Francesca Romana.
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