1 Psicologia sociale
La psicologia sociale è lo studio scientifico di come le persone e i gruppi percepiscono se stessi e gli altri, si influenzano e si pongono in relazione fra di loro.
- Il pensiero sociale: è il modo in cui funziona la nostra mente: quindi le nostre percezioni riguardo a delle situazioni (che possono essere percepite in diversi modi a seconda delle persone), i ricordi, i pensieri e le emozioni e le motivazioni che influenzano le nostre azioni e che influenzano la nostra comprensione del mondo.
- Influenza sociale: i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri sentimenti vengono influenzati dagli input provenienti dalle persone e dai gruppi sociali che ci circondano.
Gli altri ci influenzano con i loro commenti, i loro interventi nella nostra vita.
Gli altri ci influenzano sia con la loro presenza e con la loro interpretazione degli eventi, la loro influenza è molto ampia. L’individuo così si adegua alla maggioranza.
- Relazioni sociali: processi cognitivi (pensiero) e processi sociali (influenza sociale) sono strettamente correlati. La costruzione della realtà che noi ci formiamo raramente è un processo esclusivamente individuale.
In questa sfera si parla molto di gruppi e delle relazioni insite al loro interno. Il comportamento dell’individuo è influenzato dall’appartenenza ad un gruppo.
Comunicazione persuasiva: volta a costruire o formare degli atteggiamenti o a modificarli.
Pensiero sociale: come si formano le impressioni sugli altri durante l’interazione sociale?
Lo scopo è quello di mettere le basi di alcuni concetti fondamentali per capire alcuni concetti psicosociali.
Studiamo
I rapporti/relazioni che vi sono tra la realtà sociale di fronte alle persone. Questo rapporto è bidirezionale, la persona interpreta il mondo sociale e in questo modo costruisce la realtà sociale.
Le persone costruiscono soggettivamente una rappresentazione della realtà sociale in base alla loro interpretazione.
La nostra mente interpreta (e a volte stravolge) la realtà, nei casi della patologia le persone malate percepiscono gli eventi in modo diverso.
Esempio: un paranoico può pensare che una persona dietro di lui lo voglia attaccare o seguire.
La realtà sociale ci influenza in modo persuasivo, l’influenza del mondo sociale sulla persona è un’influenza persuasiva, e quindi molto ampia e riguarda tutta la vita delle persone.
I pensieri possono essere influenzati dagli altri, per questo il mondo sociale è presente e ci influenza.
I processi che legano il mondo sociale alla persona sono top-down –> dalla realtà sociale alla persona: rapporto bidirezionale.
2 Due categorie di principi
Vi sono tre principi motivazionali e tre principi di elaborazione delle informazioni:
In base a questi principi possiamo spiegare il rapporto tra la persona e il mondo sociale.
Principi motivazionali
Riguardano le spinte, gli scopi e le motivazioni che guidano i comportamenti e le scelte delle persone.
È importante conoscere cosa ci spinge in una motivazione piuttosto che in un’altra.
3 motivazioni fondamentali:
- Acquisizione della padronanza: vi è un forte controllo della realtà in cui ci troviamo da parte di tutti gli individui. Questo controllo consiste nella capacità di “prevedere” ciò che potrà accadere (Aspettative).
- Ricerca dell’affiliazione: bisogno di trovare un rapporto con gli altri individui che siano simili a noi, con cui condividere dei valori.
Ciò vale anche per le persone misantrope, le quali affrontano l’affiliazione guardando la TV ad esempio.
- Valorizzazione di “me” e il “mio”: tutti abbiamo la motivazione a mostrare un’immagine positiva di noi stessi.
Per esempio, le persone con uno stigma, come i criminali, interpretano la realtà con un’immagine positiva di loro stessi. È più importante avere un’immagine positiva di se stessi (per alcuni individui) anche se non si è apprezzati dagli altri.
Il MIO: esigenza di presentare un’immagine positiva di ciò che è collegato a noi (esempio luogo frequentato per tanti anni, la propria casa, la macchina...). Le mie scelte, persone, sono presentate positivamente alle altre persone a vantaggi e svantaggi (esempio: persone estranee le vedo negativamente).
Il rapporto tra persona e mondo è regolato dall’assioma della costruzione della realtà (ogni persona si costruisce un’immagine della realtà) e l’assioma della pervasività (il mondo sociale entra nelle dimensioni della nostra vita influenzando la persona).
Vi sono 6 principi che regolano il rapporto tra persona e realtà.
Principi motivazionali
- Acquisizione della padronanza: controllare il mondo sociale al fine di crearci un ambiente sociale positivo e favorevole.
- Ricerca dell’affiliazione: necessità di trovare persone simili a sé stessi e di creare delle relazioni di fiducia simili.
- Valorizzazione di “me” e il “mio”: questo principio ci spinge a vedere in una luce positiva noi stessi, le cose e le persone legate a noi.
3 Come funziona la nostra mente
Principi di elaborazione
- Accessibilità di un concetto: probabilità che un concetto venga richiamato dalla memoria a lungo termine nella memoria a breve termine, e che venga utilizzato in una fase di codifica di nuove informazioni.
Il modo di elaborare le informazioni è diverso per ciascun individuo.
I concetti per noi importanti sono quelli più accessibili, ovvero quelli a cui ho pensato spesso o quelli a cui ho dato più importanza.
L’accessibilità è influenzata da 3 fattori:
- Recenza: un concetto che sia stato da poco richiamato dalla memoria a breve termine rimane per un certo tempo più accessibile di altri e lo userò per codificare delle informazioni. La recenza ha a che fare con la vicinanza temporale.
- Frequenza: concetto attivato spesso il quale diventa cronicamente accessibile alla nostra mente, e che viene utilizzato per l’interpretazione di informazioni nuove.
- Scopo: lo scopo che noi abbiamo in un momento dato influenza l’accessibilità dei concetti. Lo scopo che la persona persegue quando una persona effettua la codifica è depositato in memorie ed è collegato alle informazioni utili al suo conseguimento.
L’attivazione di un certo scopo rende le informazioni ad esso connesse più accessibili di altre.
Lo scopo è come un concetto nella mente, quindi se lo scopo è imparare, sarà come un nodo che attiva altre informazioni come scrivere, concentrarsi.
Il processo di elaborazione delle informazioni
Il processo di elaborazione delle informazioni è composto da diverse fasi:
- Attenzione/codifica: è il primo incontro che abbiamo con le informazioni.
Ogni nuova informazione viene confrontata con i concetti richiamati dalla MLT (memoria a lungo termine) alla MBT (memoria a breve termine). Una volta percepito lo stimolo, questo viene codificato.
Codificare le informazioni: processo attraverso il quale uno stimolo esterno viene trasformato in una rappresentazione interna della nostra mente.
L’accessibilità dei concetti dipende da:
- Scopo
- Frequenza
- Recenza
- L’organizzazione delle informazioni, le quali dopo essere state codificate vengono depositate nella memoria a lungo termine.
Le informazioni vengono organizzate sotto forma di RETE.
La memoria funziona come una rete di associazioni: idee specifiche o elementi della memoria detti nodi, sono collegati tra loro da legami.
Le informazioni sono memorizzate sotto forma di schemi, di informazioni riguardanti noi stessi, gli altri, gli eventi e i luoghi.
I legami che vi sono fra ogni nodo mentale sono legami di senso, sono legami che dipendono dalle nostre esperienze passate.
Le informazioni sono i nodi.
4 Schema e script
Lo schema è una serie di informazioni collegate tra loro da nessi di significato che fornisce informazioni circa le caratteristiche e i comportamenti “tipici” di una persona. È all’origine degli stereotipi.
Lo schema contiene una specie di distillato che fa rimanere alcuni concetti importanti di una persona che vanno a costituirla.
Script: variante dello schema.
È una sequenza di situazioni o azioni che sono collegate fra loro da nessi temporali e/o causali.
Il primo script studiato: è la cena al ristorante.
Nella nostra mente memorizziamo una sequenza standard.
- Ricordo: fase nella quale richiamo le informazioni dalla memoria a lungo termine alla memoria a breve termine per utilizzarle in un momento dato. (Come sono riuscito ad organizzare le informazioni nella nostra mente).
Le informazioni depositate in memoria vengono rievocate per elaborare informazioni nuove.
L’informazione è recuperata attraverso l’attivazione dei nodi nella memoria a lungo termine e questo dipende da:
- Presenza di stimoli di richiamo adatti
- Presenza di molti legami con altri nodi
- Modo in cui le informazioni sono organizzate
Memoria a lungo termine
Memoria a lungo termine: esplicita/dichiarativa:
- Memoria episodica
- Memoria semantica
Memoria a lungo termine: implicita/non dichiarativa:
- Memoria procedurale: relativa ad una sequenza di azioni che noi facciamo che diventa implicita, cioè attiviamo un ricordo senza accorgercene, in modo automatico (come la strada di casa).
Le informazioni nella memoria a lungo termine influenzano le informazioni provenienti dal mondo esterno.
Inferenza = qualsiasi deduzione logica che noi facciamo a partire da dei fatti o delle premesse che ci servono ad interpretare la realtà. Sono utili perché spesso la realtà non ci dà informazioni necessarie a comprenderla immediatamente.
Quali sono le informazioni che codifichiamo?
Codifichiamo le informazioni che attirano la nostra attenzione.
Vi sono alcune informazioni che sono salienti per tutti:
- Informazioni vivide (in movimento, colori vivaci ecc...)
- Informazioni che spiccano in un contesto monotono, nuove
- O eccezionali (fenomeno figura-sfondo)
Per prima cosa: le informazioni devono attirare l’attenzione. Solo le informazioni che hanno attirato l’attenzione, potranno essere codificate.
Sono salienti sia le informazioni nuove e anche le informazioni che si differenziano in un contesto.
5 Salienza e memoria
Salienza = proprietà che distingue uno stimolo dagli altri e gli permette di attirare l’attenzione.
Memoria a breve termine e memoria a lungo termine:
Esse hanno caratteristiche diverse.
- Memoria a breve termine (MBT): spazio della nostra mente che occupiamo in un momento preciso.
- Le informazioni rimangono per breve termine (18-30 secondi).
- Ha una capacità limitata (vd. Miller, “magico numero 7”) quando ricordiamo un numero di telefono, spesso ricordiamo alcune cifre insieme.
- Per conservare le informazioni è necessario raggrupparle, con un senso che aumenterà la capacità della memoria a breve termine.
- Se l’esperto utilizza la sua memoria a breve termine, è avvantaggiato perché ciascuno dei 7 elementi che contiene nella sua mente, contengono altri elementi (Differenza tra esperto e non esperto).
- Memoria a lungo termine (MLT): La memoria a lungo termine è da concepire come una sorta di magazzino organizzato in più strutture.
- Il tempo di permanenza delle informazioni possono rimanere per un periodo quasi illimitato (Es: memoria olfattiva).
- Capacità ampia.
- Sistema complesso basato su connessioni tra gli elementi (informazioni).
- Importanza del significato delle informazioni memorizzate: le informazioni si collocano nella MLT in un’area della memoria che contiene informazioni simili.
Il problema dei tre principi è la memoria a breve termine, in quanto è limitata.
Data la limitata capacità della memoria a breve termine, gli individui cercano di economizzare i propri processi cognitivi.
Accessibilità --> utilizziamo più frequentemente e diamo maggiore importanza alle informazioni e i concetti che ci vengono in mente con più facilità.
Conservatorismo --> una volta formata un’impressione, un’opinione o un atteggiamento, tendiamo a mantenerli stabilmente. È legato alle nostre informazioni.
Questa tendenza si ricollega ai principi motivazionali che abbiamo visto, a quale delle motivazioni si collega?
Sicuramente alla prevedibilità ma anche attraverso la valorizzazione di “me” e il “mio”. In modo indiretto potrebbe centrare anche l’affiliazione.
6 Conservatorismo e bias
Il conservatorismo (o effetto conferma): tendenza a mantenere i nostri atteggiamenti, opinioni, giudizi una volta che questi si sono formati.
La tendenza a non dare peso al giudizio che ci siamo fatti della persona e dell’evento anche quando siamo esposti a qualcosa che può mettere in discussione ciò che ci siamo formati.
Il forte bisogno di conservatorismo è tale perché abbiamo una tendenza forte a mantenere inalterati i nostri giudizi, interpretazioni dei fatti ecc...
Le persone decidono di esporsi e di ricercare informazioni in un modo che non gli rimanda altro che una convalida dei giudizi, delle interpretazioni della realtà che già possiede. Vi è un rafforzamento di ciò che già possiede.
Tendiamo a confermare i nostri giudizi sulle persone e su dei determinati fatti.
La tendenza a conservare le opinioni e gli atteggiamenti che già nutriamo è forte e ci porta ad esporci selettivamente e a dedicare attenzioni in modo selettivo a certi elementi, ma non sempre è possibile, vi sono casi che la realtà rimanda ad informazioni che non sono coerenti e che possono mettere in discussione il modo in cui interpretiamo le cose e sulla nostra visione del mondo.
Le persone hanno una tendenza alla conferma e al conservatorismo, tendono a cercare ed interpretare e ricordare le informazioni in un modo che conferma le aspettative e le ipotesi.
Una ricerca
Come le persone elaborano i messaggi negativi a cui sono esposti relativamente ai candidati politici.
È stato osservato in numerosi studi a partire dagli anni ’60 che le campagne politiche si basano in modo preponderante per quanto riguarda i messaggi negativi.
Le persone favorevoli ad un partito, come elaborano i messaggi negativi nei suoi confronti? Quale effetto hanno?
Come mai i candidati politici ricorrono a questo tipo di messaggio?
BIAS: distorsione sistematica che si riscontra nella percezione della realtà e nel ragionamento. È una tendenza costante a ragionare e percepire le cose in un determinato modo.
Esiste un BIAS di negatività, nel senso che le informazioni negative sono particolarmente diagnostiche e salienti, quindi attirano l’attenzione.
Diagnostiche perché ci consentono di inferire sul suo comportamento e gli attribuiamo una caratteristica stabile.
BIAS ha avuto un significato importante per la sopravvivenza.
Le informazioni negative assumono un peso maggiore.
Ciò induce a pensare che il ricorso ai messaggi negativi è efficace perché attirano di più l’attenzione rispetto ai messaggi positivi.
È molto più probabile quindi che le persone elaborino un giudizio negativo su un candidato piuttosto che positivo.
7 Messaggi propagandistici e candidati politici
I messaggi propagandistici hanno un deliberato intento persuasivo.
L’efficacia di un messaggio volto a manipolare il giudizio di una persona è molto influente.
In alcuni casi si osserva che i messaggi negativi peggiorano il giudizio espresso sul candidato attaccato e a volte si accusa un giudizio negativo anche sul candidato che ha sferrato “l’attacco”.
Lo studioso si è proposto di riprodurre in laboratorio una sorta di campagna elettorale cercando di capire come l’elaborazione delle informazioni può essere influenzata dalle distorsioni sistematiche: quella a confermare ciò che si pensa e dalla tendenza a soffermarci sulle informazioni negative e infine da quello che viene definito dal bias del candidato.
È stato osservato che le persone in linea generale tendono a focalizzare l’attenzione a ciò che è legato a loro e al loro gruppo.
L’esperimento in laboratorio
Hanno partecipato degli studenti, ognuno di essi era posto davanti allo schermo di un computer in cui era proiettata la descrizione di due candidati.
All’inizio sullo schermo vi era il profilo di due candidati.
Gli studenti dovevano esprimere la propria opinione verso i candidati, successivamente sullo schermo del computer, comparivano fittizi titoli di giornale in 10 schermate diverse, le quali riproducevano le settimane di una campagna elettorale.
I diversi titoli di giornale che comparivano sulle slide erano 2 negativi (attacco ai candidati) e 2 positivi (Messaggi positivi).
Per ogni studente uno dei due candidati aveva una preferenza riguardo ai due candidati.
Vi erano anche studenti indifferenti.
Questi titoli riguardavano una varietà di temi (tasse, istruzioni, armi...)
Gli studenti dovevano ricordarsi le informazioni che avevano acquisito riguardo ai due candidati, per poi esprimere le proprie opinioni su essi.
L’esperimento mira a dimostrare l’effetto che i giudizi negativi hanno nei confronti di un determinato candidato.
Da questo esperimento è emerso che: in fase di selezione.
I titoli negativi venivano aperti più frequentemente che quelli positivi.
Le persone cliccavano di più i titoli che riguardavano il loro candidato preferito, il risultato era che soprattutto per coloro che manifestavano un forte atteggiamento iniziale positivo verso uno dei due candidati e negativo verso l’altro, si manifestava una tendenza a selezionare l’informazione negativa che riguardava il candidato preferito.
Gli articoli dei candidati erano della stessa lunghezza per non influenzare lo studente.
- I valori positivi indicano un tempo di lettura superiore alla media.
- I valori negativi indicano
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