Fenomeni inerenti alla relazione interpersonale
Fenomeni inerenti alla relazione interpersonale, fenomeni legati alla dinamica dei piccoli gruppi (comunicazione, scambio, cooperazione); temi che si allargano se assunti nell’analisi di spetti più larghi della vita sociale (lavoro, produzione, mode) o se inseriti nel contesto dei macrofenomeni legati alle istituzioni. Più recentemente 2 analisi: processi di azione e linguaggio (processi di comunicazione).
Spesso definita come disciplina che ha per oggetto la relazione interpersonale (rischio di riduzionismo oggettivistico). Necessità di privilegiare il punto di vista teorico (metodo) anziché contenutistico (oggetto) e tener conto del punto di vista storico.
Che cos’è la psicologia
Scienza che studia le attività/funzioni psichiche nelle loro varie manifestazioni (il comportamento e i suoi presupposti, la nostra vita mentale nella sua complessità).
È una disciplina scientifica che non si occupa di essenze, questa spetta alla filosofia o religione; si limita a funzioni/attività, fenomeni che si possono osservare, la vita mentale nella sua globalità, non solo le manifestazioni esteriori (comportamento) ma anche i presupposti interni (processi consapevoli o inconsci che costituiscono le cause).
Definizione comparsa con James.
Il termine psicologia compare per la 1° volta con riformatore protestante Zelantone (intende psicologia filosofica, si occupa dell’anima), dalla seconda metà 800 si diffonde con Wolff e Leibniz.
Wundt e la sua opera
Avvio del 1° laboratorio di psicologia sperimentale (nascita della moderna psicologia, esce dall’ambito filosofico). Scrive “Contributo ad una teoria della percezione sensoriale” in cui enuncia i punti della sua opera:
Creare una psicologia sperimentale: psicologia = riduzione analitica della coscienza ai suoi elementi, determinazione della connessione tra elementi, definizione delle leggi di connessione, come la scomposizione chimica della materia in atomi (analisi della mente nelle sue sensazioni elementari). Tutti i contenuti dell’esperienza psichica sono a carattere composito (elementi psichici: componenti semplici e irriducibili dei fenomeni psichici); sono di 2 tipi: sensitivi (sensazioni come suono, caldo, luce) e affettivi (sentimenti).
I reali contenuti dell’esperienza psichica consistono in diverse combinazioni di elementi sensitivi/affettivi; il carattere specifico di un processo psichico dipende non tanto dalla natura dei suoi elementi ma dall’unione degli elementi in un composto psichico. Il principale scopo è affermare la psicologia come scienza.
L’unico modo per osservare un fenomeno interno è l’introspezione (autosservazione); necessario che le osservazioni siano fatte da persone capaci in condizioni attentamente stabilite (psicologia che si serve di un metodo introspettivo in una situazione sperimentale creata in laboratorio dove le condizioni possono essere controllate). Nel 1879 inaugura il 1° laboratorio di psicologia del mondo, 1881 fonda una rivista.
La maggior parte del lavoro riguarda sensazioni/percezioni: tentativo di stabilire gli elementi psichici: stabilisce 3 dimensioni distinte e indipendenti (piacere/dispiacere, tensione/rilassamento, eccitamento/calma). Ogni sensazione cosciente può essere collocata in qualche punto dello spazio tridimensionale:
Le emozioni sono eccitamento, combinazioni complesse di queste elementari sensazioni, rilassamento coscienti più ogni sensazione elementare può essere descritta identificando la sua posizione (riduzione delle emozioni a contenuti coscienti della mente: piacere, dispiacere, tensione, calma).
Nonostante la tendenza allo sperimentalismo, Wundt resta un prof. di filosofia, espone le sue convinzioni filosofiche (logica, etica, sistema di filosofia). Critica le tesi positivistiche per una maggior enfasi sui problemi metafisici in filosofia.
Creare una psicologia dei popoli: la mente collettiva – sociale trascende le menti individuali, si manifesta nelle lingue, arti, miti, costumi sociali, prodotti culturali. Le funzioni mentali più semplici (sensazioni, percezione, memoria) possono essere studiate attraverso esperimenti di laboratorio, ma i processi mentali superiori che coinvolgono il pensiero sono fortemente condizionati da lingue, morale… (esperimenti scientifici impossibili).
Il pensiero umano può essere esplorato solo da metodi non sperimentali dell’antropologia, sociologia, psicologia sociale. Solo studiando i prodotti del pensiero nella storia dell’uomo possiamo capire il pensiero. Errata conclusione di Wundt: i processi mentali superiori non possono essere studiati sperimentalmente.
La psicologia della forma (Gestalt)
800/900 Germania: Koffka, Koehker, Wertheimer. I processi mentali della conoscenza si organizzano in configurazioni unitarie (totalità) le cui proprietà sono irriducibili alla somma degli elementi componenti. Il fatto fondamentale della coscienza non è l’elemento ma la forma totale.
Forma = totalità il cui comportamento non è determinato da quello dei singoli elementi componenti ma dalla natura del complesso globale.
Campo d’indagine: percezione intesa come interpretazione di stimoli; non esiste un oggetto di percezione come entità isolata, ma ciò che si percepisce è una totalità. L’esperienza è ridotta d’importanza, il percepire gli oggetti come unità non dipende dall’essersi serviti di essi singolarmente. Le cose si costituiscono come unità in base a principi diversi dall’esperienza, per es. nel bambino (privo di esperienza) c’è già la spinta alla costituzione dell’oggetto in unità.
Determinazione di leggi con cui si costituiscono le totalità (leggi di organizzazione), fattori primordiali congeniti determinanti la configurazione dell’oggetto in unità.
- Legge della vicinanza: le parti di un insieme percettivo sono raccolte in unità conforme alla minima distanza.
- Legge della forma chiusa: le linee che determinano una superficie si percepiscono come unità più facilmente di quelle che non si chiudono.
- Legge del movimento comune: si costituiscono in unità gli elementi che si muovono insieme o in modo simile o in opposizione ad altri fermi.
- Legge dell’esperienza: chi conosce l’alfabeto latino vede nelle 3 linee separate una E maiuscola.
- Legge della pregnanza: l’organismo tende a comportamenti preminenti (per es. disegni con lacune hanno la tendenza ad apparire chiusi).
- Legge dell’uguaglianza: in un insieme percettivo costituito da molti elementi diversi c’è la tendenza a raccogliere in gruppi gli elementi simili…………………………………………………………………………..+++++++++++++++++++++…………………………………………………………………………..+++++++++++++++++++++…………………………………………………………………………..
- Legge della curva buona o destino comune: le parti di una figura che formano una curva buona o hanno un destino comune si percepiscono in unità più facilmente delle altre; legge che impedisce a parti di oggetti diversi di fondersi in unità (vediamo separati oggetti in contatto ottico fra loro).
I metodi d’indagine in psicologia
1. Metodo sperimentale
Si ritiene che sia lo strumento più efficace per la psicologia moderna; la psicologia inizia a dirsi scientifica con il 1° laboratorio di Wundt. Consiste: il ricercatore si sforza di appurare se un dato fattore influenzi alcune forme di comportamento o attività mentale oppure no. Perciò varia sistematicamente la presenza/intensità del fattore in esame più osserva se queste variazioni hanno prodotto una modificazione sulle funzioni/attività indagate.
Il fattore manipolato è variabile indipendente, le attività studiate sono variabile dipendente. Se si riesce a dimostrare che le attività sono influenzate da variazioni, si può concludere che la v. indipendente è una delle determinanti del fenomeno in esame. Anche se è il metodo della ricerca in laboratorio non richiede necessariamente il laboratorio per essere usato: ciò che caratterizza il metodo non è il laboratorio ma la manipolazione delle v. indipendenti per accertare se tali cambiamenti si accompagnano a modifiche della v. dipendente.
Le azioni non sono influenzate da un fattore alla volta (molti fattori simultanei), i ricercatori conducono esperimenti in cui più fattori diversi sono variati simultaneamente; ricercare la possibilità d’interazione tra v. indipendenti.
2. L’osservazione sistematica (il metodo correlazionale di ricerca)
In molti casi per motivi pratici/etici non può essere usata la sperimentazione; il metodo correlazionale cerca di determinare se 2 o più variabili sono correlate dall’attenta osservazione di entrambe. Se i cambiamenti di una sono strettamente associati con alterazione dell’altra, c’è legame tra loro. A differenza del metodo sperimentale non c’è tentativo di variare i fattori per osservare gli effetti ma le variazioni che naturalmente avvengono sono osservate per determinare se avvengono insieme.
3. Il metodo clinico o “studio di caso”
Una singola persona è studiata nel tentativo di scoprire le radici del suo attuale comportamento. Spesso adottato per l’investigazione dei comportamenti abnormi. La meta è scoprire principi generali applicabili a molte persone. Tradizionalmente attribuito a Freud.
La psicologia clinica può essere letta in 2 modi: psicologia che usa il metodo clinico (rapporto interpersonale) come strumento di conoscenza, non raggiunge il livello di certezza scientifica dei metodi da laboratorio più clinico come finalità terapeutica (psicoterapia). Jervis: metodo clinico è un atteggiamento con cui avvicendarsi ai problemi psicologici, rapporto faccia-faccia che permette la comprensione e la valutazione dell’altro, però è tutto soggettivamente empirico.
Il limite empirico-soggettivo si ha non a livello descrittivo ma di valutazione interpretativa (significato degli eventi); nell’interpretazione si fa appello all’introspezione: conoscenza intuitiva ed empirica degli altri. Il rischio maggiore è trasformare troppo facilmente un opinione in verità scientifica.
Alcuni temi classici della psicologia sociale
Il gruppo e le sue dinamiche
Che cos’è un gruppo
È un insieme di persone interdipendenti che perseguono un fine comune e in cui esistono delle relazioni psicologiche esplicite e reciproche. 3 condizioni fondamentali: interesse comune, comunicazioni, azione comune per qualcosa.
Possibili caratteristiche del gruppo:
- Grandezza: piccoli/grandi gruppi, primari (famiglia)/secondari (classe).
- Composizione: omogenei/eterogenei.
- Obiettivi: istruzione, formazione, produzione.
- Posizione nella società: in accordo/opposizione con norme sociali.
- Carattere ufficiale/ufficioso: formale/informale.
- Costituzione: naturali 8famiglia, vicinato) o artificiali (riunioni…).
Funzioni psicologiche del gruppo:
- Integrazione: l’individuo isolato è più fragile di un individuo integrato in un gruppo.
- Sicurezza: il gruppo dà al soggetto la possibilità di essere se stesso o cambiare.
- Regolarizzazione: permette di confrontare la propria immagine di sé all’immagine di sé per gli altri.
Dinamica di gruppo (Lewin): studio delle interrelazioni e la loro evoluzione in un gruppo ristretto; i gruppi umani sono sempre in divenire (stabilità apparente), le relazioni si trasformano continuamente.
Alcuni concetti utilizzati nello studio di fenomeni di gruppo:
- Processo: interazione tra membri del gruppo implicante affetti, sensazioni, assunzione di ruolo.
- Procedura: fenomeni operativi dell’organizzazione del gruppo.
- Rete di comunicazione: sistema materiale che permette e limita la comunicazione tra i membri del gruppo.
- Ruoli: comportamento che un gruppo si attende da un membro (definisce il posto di ognuno nella struttura). Lo status è il comportamento che il singolo si attende dagli altri.
- Potere: capacità di ottenere che un altro faccia qualcosa che non avrebbe fatto senza il proprio intervento.
- Leader: membro esercitante un’influenza o avente autorità sul gruppo.
- Leadership: funzione di direzione, comando, orientamento, responsabilità esercitata da uno o più membri del gruppo.
- Deviante: chi si allontana dalle norme del gruppo di appartenenza.
- Gruppo di appartenenza: gruppo a cui si appartiene di fatto, per cui si accolgono norme e valori.
- Scelta: preferenza, attrattiva di un soggetto per un altro (rigetto: fenomeno inverso).
- Attacco/fuga: lotta e diversi modi di evadere.
- Accoppiamento: unione di coppie per affrontare problemi o accrescere soddisfazione personale.
- Dipendenza: ricerca di sostegno da parte di una persona che si presenta più potente di se stessi.
- Inconscio collettivo: la storia comune di un gruppo è fonte di problemi latenti rimossi.
Simbolizzazione delle relazioni interpersonali a seconda del loro grado di trasparenza
La finestra di Joharry
Illustra il grado di consapevolezza nei rapporti interpersonali.
| 1. Aperta Area dell’attività libera (noto agli altri e a sé). |
2. Cieca Ciò che gli altri possono vedere di noi ma che noi ignoriamo (ignoto a sé). |
| 3. Nascosta Area evitata e nascosta (noto a noi, ma che non riveliamo agli altri). |
4. Ignota Né il soggetto né gli altri ne sono coscienti. |
In un gruppo di recente formazione: 1 molto piccolo (non c’è grande interazione spontanea); il 3 si contrae con la crescita di 1.
4 stili tipici di clima di un gruppo: CIECA, Conflitto/IGNOTA, NASCOSTA, frustrazione, burocraticità, Sfiducia/APERTA, ambiguità, Confronto/creatività.
Alcuni processi di gruppo:
- La meta da raggiungere.
- Progressione: meta e modalità d’azione devono essere pertinenti (realizzabili con mezzi disponibili), chiare e accettate.
- Pressioni: le pressioni esercitate dal gruppo tendono all’uniformità o conflitto (il conflitto è inevitabile e positivo: la progressione verso l’obiettivo avviene superando conflitti).
- Tensioni: reazioni affettive, costituiscono la vita affettiva del gruppo.
- Coesione: sentimento di gruppo.
Teoria dell’equilibrio quasi-stazionario di Lewin:
- Assioma: ogni elemento del gruppo corrisponde a un sistema di forze antagoniste che ne fissano il livello.
- Assioma: per uno stesso livello le forze possono essere di intensità diverse.
- Assioma: la tensione percepita nel gruppo dove c’è squilibrio è maggiore.
- Assioma: in un gruppo a forte tensione una parte della sua energia è dedicata a trattenere questa tensione.
- Assioma: ogni intervento per ridurre le forze frenanti riduce la tensione se questa proviene all’interno del gruppo, se proviene dall’esterno provoca meccanismi di resistenza.
Conclusioni: è meglio di ridurre le forze frenanti che aumentare quelle facilitanti, è meglio procedere per autoregolazione che per intervento esterno.
Forze facilitanti (cambiamento)
Forze frenanti (resistenze)
La scoperta del piccolo gruppo in psicologia sociale. Le ricerche di Elton Mayo e l’esperimento Hawthorne
1925-32: finalizzato a indagare quali fossero i fattori che influenzavano il rendimento sul lavoro (importanza delle relazioni di gruppo per il rendimento lavorativo).
All’inizio attenzione per illuminazione, aspetti fisiologici dell’affaticamento, incentivi.
2 ricerche: 6 ragazze addette al montaggio più 1 operai addetti alla posa dei fili.
Osservazioni: le variabili supposte non reggono all’analisi scientifica, ma produzione cresce.
Conclusioni: altri elementi influenti di natura psicologica; i ragazzi lavorando insieme erano diventati un gruppo (il sentimento di gruppo era la variabile che influiva sul rendimento lavorativo). Il gruppo sviluppa un senso di partecipazione e unità sociale attraverso l’elaborazione di un sistema di comunicazione e ruoli, il gruppo mantiene la sua unità ed equilibrio.
Per la 1° volta nella storia della sperimentazione sul campo si vede nascere, organizzare, funzionare un gruppo come unità organica tenuto insieme da vincoli profondi di solidarietà e meccanismi difensivi verso l’esterno.
Studi che fanno emergere la natura sociale del lavoro, si supera il taylorismo (operaio come unità isolata in una società lavorativa atomistica) e si coglie il ruolo fondamentale del gruppo in ambito lavorativo.
L’interesse per il gruppo e il problema dei rapporti gruppo-organizzazione
Anni 30: massiccio aumento d’interesse per il gruppo e sue problematiche, legato al clima culturale del periodo (fine 2° guerra mondiale). Si rafforza il primato delle concezioni democratiche della vita sociale, interesse per come incrementare la partecipazione attiva nelle diverse istituzioni sociali, educative, lavorative, come migliorare il funzionamento dei gruppi di lavoro, rapporto capi – subordinati.
Più studi di Lewin: gruppo come area privilegiata per la ricerca psicologica, da allora enorme diffusione. Oggi le pratiche di gruppo sono usate in numerosissime situazioni (coppie, formazione, aziende, sport).
Però in una prima fase il gruppo era concepito in opposizione all’organizzazione (struttura organizzativa); piccolo gruppo inteso come intimo e vitale per individuo e organizzazione come un’opprimente società burocratica (Weber). Oggi il concetto di piccolo gruppo sta alla base di ogni organizzazione. Ogni organizzazione trova nei suoi piccoli gruppi la sede di equilibrio dinamico tra integrazione/differenziazione collettiva.
Oggi interesse crescente anche da parte di altre discipline però non si è riusciti finora ad elaborare una teoria del funzionamento del gruppo che trovi il consenso della maggioranza degli studiosi.
Il gruppo e il problema d
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