Legenda
--------- = quindi
Psicologia del lavoro
Si occupa di problemi dell’uomo al lavoro.
Considera il lavoratore non come individuo, ma nel psicosociale: relazione uomo-macchina-ambiente (Nik Chmiel: si occupa di sentimenti delle persone, atteggiamenti, condotte, processi sociopsicologici che sostengono le prestazioni. Approccio interattivo. Si considera sia la persona sia il suo ambiente di vita).
Obiettivi concreti non solo teorici: migliorare la prestazione lavorativa, la soddisfazione al lavoro, il successo dell’organizzazione.
Ricerca = sia di base sia applicata (critiche sullo stato della teoria della psicologia del lavoro, es. spiegazione-previsione = insoddisfacenti, ricerca senza soluzioni adeguate per problemi applicati).
Studio storico cambiato con la concezione del lavoro nel sociale.
Denominazione
(Psicologia del lavoro = recente, prima psicologia industriale nei paesi europei).
1904 Byron: articolo di psicologia individuale, errore tipografico, prima volta “psicologia industriale” (errore accettato perché parlava di rafforzare le potenzialità dei lavoratori).
’50 XX, “occupational psychology”.
USA: solo studio dell’orientamento professionale/Inghilterra: orientamento, lavoro industriale + altri aspetti della vita lavorativa.
’60 = paesi di lingua inglese “Work and Organizational Psychology” (psicologia del lavoro + tradizione della psicologia delle organizzazioni); in Italia differenza perché lavoro = approccio più medico-ergonomico.
Definizioni
Psicotecnica
Applicazioni della psicologia a problemi della vita pratica, come quelli lavorativi (in Italia sostituito dalla psicologia industriale per differenziare l’uomo nella produzione, distribuzione ecc.).
Psicologia del lavoro
(Considerata la persona): “capire, analizzare, modificare la natura del lavoro in differenti condizioni di attuazione --- attenzione su 1) ruolo lavorativo, condizioni di esecuzione, ambiente tecnico-fisico-sociale 2) persona come agente che persegue scopi, apprende, comunica, ha effetti intra-extra lavorativi, ha emozioni -- come operatore per compito specifico -- oggetto di studio = carico di lavoro, ambiente, interessi, motivazioni, interazioni intra-extra”.
Psicologia delle organizzazioni
(Considerati contesti organizzativi-relazioni dentro l’organizzazione): concerne le persone in quanto membri di gruppi, funzionamento del team, costruzioni collettive --- attenzione su 1) percezioni sociali reciproche 2) meccanismi di influenza sociale 3) relazioni intergruppi (cooperazione-conflitto) 3) processi di negoziazione. 3 aree di indagine: individuali (motivazione, atteggiamento), gruppo e organizzazione (gruppi, leadership, clima), produttività e utilità. Rispetto alla psicologia sociale teorica e pratica.
Psicologia delle risorse umane
(Personnel psychology): riguarda le modalità di gestione delle persone dal loro ingresso al delinearsi della carriera fino a differenti forme di separazione dal lavoro --- interesse su 1) capire-affrontare processi di inserimento/socializzazione lavorativa 2) natura del contratto psicologico individuo-organizzazione 3) modalità di coinvolgimento 4) supplementi di addestramento per migliorare l’efficienza.
Storia
Parallelo con il lavoro e lo sviluppo metodologico. Derivazione americana.
Inizio
1913, pubblicato “Psychology and industrial efficiency” di Hugo Munsterberg // 1863-1916 fondatore della psicotecnica e della psicologia industriale. Danzica, Germania. 1882 Università di Lipsia, psicologia sociale. 1883 allievo di Wundt, strutturalista. Laurea 1885, Università di Heidelberg, laurea in medicina 1887. W. James offre nel 1892 di dirigere il laboratorio di psicologia sperimentale di Harvard, 1908 = presidente dell’American Psychological Association/American Philosophical Association. Sperimentatore, ricerche pionieristiche di psicologia applicata (cause psicologiche degli infortuni sul lavoro, fatica, monotonia, adattamento) + motivazioni al consumo e tecniche di vendita. Costruisce test per la selezione del personale, prima guerra gli aliena consensi negli USA) // scrive: “man mano che ciascuno otterrà il proprio posto ove applicare le migliori energie, scontento e depressione sostituiti da gioia e armonia intima”.
Avvenimenti all’origine delle problematiche lavorative: organizzazioni sindacali XIX sec. in Inghilterra, primi provvedimenti legislativi a tutela dei lavoratori in conseguenza della rivoluzione industriale, trade unions (1820) che aprono inchieste sulle condizioni culminanti nel Factory Act (1833) di Lord Shaftesbury (divieto a donne e bambini di alcune attività). Nel mondo nascono movimenti socialisti (manifesto marxista, Londra 1948).
Momento decisivo per la psicologia del lavoro = 2° metà XIX sec.: 1856 nasce S. Freud e Frederich Taylor // 1856 Pennsylvania-1915. Ideatore della psicoanalisi-scopritore dell’organizzazione scientifica del lavoro. Abbandona legge, diventa capomastro poi macchinista, inizia studi sul rendimento. Poi operaio, in 12 anni ingegnere capo, 1883 laureato a Stevens Institute of Technology di Hoboken. Innovazioni nell’organizzazione del lavoro che migliorano la produzione. Studio sistematico dei metodi di produzione delle fabbriche, da qui teoria del raggiungimento di grandi risultati ottimizzando capacità di uomini-macchine studiando scientificamente le fasi del piano di produzione. Capostipite della scuola della direzione scientifica, influenza nell’analisi delle organizzazioni.
//, 1857 nato Alfred Binet, primo a misurare una funzione psichica (intelligenza), 1863 H. Munsterberg. Fechner T.G. inizia esperimenti psicofisici e prepara la psicologia, 1879 psicologia riconosciuta come scienza sperimentale (Wundt fonda a Lipsia il primo laboratorio dedicato allo studio scientifico del comportamento). Risultati: 1° rivista per la misurazione delle capacità umane (“Biometrika”, 1880), lancio dell’organizzazione scientifica (Taylor), fondazione dell’Istituto di Psicologia Sperimentale (Wundt) e negli U.S.A. Ufficio di statistiche sindacali (poi Ministero del lavoro ’84), primo laboratorio di psicotecnica (Must).
La seconda generazione di psicologi
Fine secolo nasce la “seconda generazione di psicologi”, 1878 Agostino Gemelli // 1878 Milano-1959. Allievo di Golgi a Pavia, vari interessi. Prima guerra mondiale = test psicofisici per la selezione dei candidati all’aviazione e assistenza all’organizzazione. 1919 con Kiesow (maestro dei più grandi psicologi del primo novecento, wundtiano) fonda la rivista “Archivio Italiano di Psicologia”, nel ’39 = “Arch. di psico, neurol, psich e psicoterap”. 1921 fondata Università Sacro Cuore, rettore. Interventi nel sociale (psicologia del lavoro, industriale, orientamento scolastico, selezione). Guarda alle inclinazioni (bisogni profondi) nella ricerca e non agli interessi, vuole corrispondenza tra queste e il lavoro per la riuscita professionale.
//, 1880 ad Adelaide nasce Elton Mayo (dà vita alla moderna psicosociologia industriale e introduce metodi psicologici nell’industria). Mentre la seconda generazione si prepara: 1892 prima associazione psicologica (American Psychological Association, 1895 fondate riviste “Psychological Index” e “l’Année Psychologique”, nascono cliniche del lavoro (1901 Luigi Devoto, Milano), 1904 “Psicopatologia della vita quotidiana” Freud, 1905 “studio sperimentale dell’intelligenza” Binet.
1906 cattedre in Italia a Kiesow Torino, Sante de Sanctis // dal 1906 direttore di psicologia di medicina, facoltà di Roma. Introduce il metodo clinico-psicopatologico nella psicologia italiana. 1918 interessato all’orientamento professionale, importanza alla selezione. Dà importanza ai test mentali nella psicologia tecnica e promuove la traduzione Binet Simon. ’29-’30 pubblica “trattato di psicologia sperimentale dedicato a psicologia generale-applicata” // Roma, Cesare Colucci Napoli. 1906 American Psychological Association: controllo-ricerca sui test psicologici.
1910 Guido della Valle usa per la prima volta il termine psicotecnica (scienza con cui “il lavoro mentale avrebbe dovuto essere studiato in quanto mezzo per la creazione (produzione) o per l’acquisizione (riproduzione) di valori scelti come fini”). 1911 Torino 1° convegno per proporsi come materia più staccata dalla filosofia. 1912 Bologna Giulio Cesare Ferrari alla cattedra di psicologia sperimentale (contribuisce alla psicologia del lavoro). 1914 Gemelli succede a Kiesow alla cattedra di Torino. 1917 (dopo Caporetto) incaricato della selezione psicotecnica. Seconda generazione = più applicativa. 1916 “psicologia degli atti di valore” (applicazione della psicologia all’esercito, dimostra Italia poco preparata a guerra-organizzazione produttivistica).
1917, USA in guerra, psicologia sperimentale: ricerca a Harvard, realizzazione di 2 test: test A per chi sa leggere, test B per analfabeti, 3.500 reclute fino alla versione finale “Army Alpha Test-Beta Test” per selezione e assegnazione delle reclute alle varie armi. Ma guerra non determinante, bensì esigenze dell’industria.
Il primo dopoguerra
Il primo dopoguerra: sviluppo della psicologia per esigenze di ricostruzione-produzione-sviluppo della scienza. In America, dove non vi è il problema della ricostruzione e la produzione è obiettivo principale, la disciplina si sviluppa rapidamente e la psicoanalisi è ufficialmente accettata. 17 gennaio 1919 Stanley Hall a New York, discorso sugli obiettivi della psicologia del lavoro: “nientemeno che riumanizzare l’industria”.
1919 Dill Scott fonda la prima organizzazione privata di consulenza di psicologia del lavoro: “Scott company” di Philadelphia. Fondata la rivista Personnel per problemi del personale dal punto di vista psicologico e, in Australia, Elton Mayo tiene la prima conferenza. Anche in Europa si evidenzia la validità della psicologia del lavoro.
1919, Padova, Vittorio Benussi // 1878-1927 Trieste, laurea in filosofia a Graz, dottorato in psicologia, libero docente. Rigore metodologico, originalità delle idee. Primavera 1919 cattedra di psicologia sperimentale (quarta in Italia). Assertore dell’autonomia della psicologia, sostiene, negli anni 20, la necessità della psicologia inserita nelle facoltà scientifiche. Posizione polemica con psicologi che, privilegiando la dimensione applicativa, trascurano il rigore del metodo. Parziale isolamento che consolida l’autonomia della psicologia dalla filosofia e sviluppa rigoroso metodo sperimentale.
L’impostazione sostenuta da Cesare Musatti // 1897-1989. Nasce a Mira, cresce a Venezia. Matematica, lezioni all’università di Padova. Insoddisfatto si dedica alla filosofia. Corso di Antonio Aliotta sul problema della misura in psicologia, campo di ricerca che in Italia era sconosciuto. Aliotta insegnerà fondamenti della psicologia sperimentale e stile teorico caratterizzato da forte inclinazione epistemologica. Studi interrotti nel 1916 per la prima guerra mondiale, al termine si laurea in filosofia. Si trasferisce a Napoli, incontra Benussi con il quale si laurea nel 1921, Musatti gli succede nella direzione del laboratorio di Padova e nell’insegnamento della psicologia sperimentale, si interessa di psicoanalisi, allontanato nel 1938 per motivi razziali, vi ritornerà dopo la guerra con incarico alla facoltà di medicina poi, nel 1948, con la cattedra di psicologia alla facoltà di lettere e filosofia di Milano.
//, che succederà a Benussi nel 1927, sia Fabio Metelli dopo la seconda guerra mondiale. Sperimentazione = interesse principale in laboratorio ma anche nella normale attività didattica. Laboratorio padovano non è standard, gli strumenti sono inventati dallo stesso Benussi.
// Fondato il laboratorio di ricerche psicologiche e istituite cattedre di psicologia sperimentale nella facoltà di filosofia. Psicologia del lavoro non rientra tra gli interessi di ricerca di Benussi ma nella scuola si formeranno numerosi studiosi.
Germania, 1920, stabilimenti Krupp inaugurano laboratorio di psicotecnica con l’appoggio dei sindacati e viene fatto programma di selezione e assistenza psicologica agli operai; a Berlino sorge “Psychologische Institut von Charlottenburg Hochschule”. Londra, 1920, Charles Myers trasforma l’“Industrial Fatigue Research Board” nel “National Institute of Industrial Psychology”, uno dei più famosi istituti di psicologia del lavoro; Bernard Muscio tiene corso “Lectures on Industrial Psychology”, cronologicamente primo testo didattico di psicologia del lavoro.
Iniziano primi studi di Elton Mayo alla Western Electric di Chicago, fondata “Association Internationale de Psychotecnique” da Léon Walter a Ginevra, in Italia fondato “Archivio Italiano di Psico” da Kiesow e Gemelli. In USA preoccupazione per validità dell’Army Alpha Test e approfondimento delle procedure di standardizzazione delle norme. Si tende a considerare la psicologia del lavoro come disciplina che si interessa del comportamento globale dell’individuo.
Sviluppo bloccato in Europa dai regimi autoritari, negli Stati Uniti invece dal 1922 fa parte dei servizi del personale. Stesso anno fondata “American Management Association” e pubblicato volume W. Dill Scott e R. C. Clothier “Personnel management”, primo libro di organizzazione aziendale scritto in chiave psicologica. Nasce “Journal of Personnel Research” chiamato Personnel Journal.
In Italia scetticismo: viste come “stranezze riservate all’esercito o all’aviazione”, però inizi dinamici e all’altezza degli altri paesi: nel 1923 a Milano = il terzo congresso internazionale di psicologia applicata all’esercizio professionale organizzato da Gemelli, nel 1924 dopo il terzo congresso internazionale di psicotecnica inizia l’attività psicotecnica del laboratorio di psicologia e biologia diretto da Gemelli, poi definita scuola di Milano.
Laboratorio ha avuto come oggetto “la diagnosi dell’abilità manuale, le ricerche sulla selezione dei piloti di aviazione, le ricerche sul lavoro al nastro trasportatore e sul rapporto tra ritmo della macchina, ritmo del lavoro umano, tempi di reazione in relazione con la loro applicazione alla selezione”.
In Italia crisi ha avuto ripercussioni più forti: psicologia ostacolata da reazione degli ambienti della filosofia idealistica tra cui esponenti Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Riforma scolastica di Gentile, ministro della pubblica istruzione, dal 1903 e il 1927, determina abolizione dell’insegnamento della psicologia nei licei e messa in discussione della natura scientifica. Porta il nostro paese fuori dalla cultura internazionale. Eccezione è congresso di Torino 1929, dove libera docenza in psicotecnica del lavoro conseguita da C. A. Ferrari, fondatore della “rivista di psicologia” nel 1905 e da Luigi Cimatti.
Clima ostile alla psicologia del lavoro e alle leggi in materia di lavoro. Carta del lavoro fascista attribuisce allo Stato ruolo di gestione dei rapporti tra datore di lavoro e lavoratore: lo Stato elimina tecniche psicologiche di selezione, orientamento e organizzazione aziendale; sancito criterio di selezione del personale: iscrizione al partito fascista.
Negli Stati Uniti la psicologia progredisce. 25 aprile 1927 Elton Mayo inizia alla Western lavoro di indagine di counseling e produrrà trasformazione nel concetto di lavoro umano: conclusioni rivoluzionarie con immediata applicazione. Mayo dimostra che la prestazione lavorativa è determinata dallo stato sociale dell’individuo; quindi posto in primo piano il problema del lavoro di gruppo e della dimensione collettiva. Lavoratore è motivato da bisogni più di ordine sociale che economico e dal confronto con gli altri per identità professionale e personale.
Il comportamento lavorativo è determinato più da forze di natura sociale, quali l’integrazione, piuttosto che da incentivi economici o controlli. Accanto all’organizzazione formale, voluta dall’impresa, deve essere tenuta in considerazione quella informale e definita dai lavoratori. Con studi Hawthorne = i lavoratori sono protagonisti dell’ambiente lavorativo. Con Mayo nascita delle Human relations, movimento che ha come obiettivo lo studio del gruppo, del suo funzionamento, delle dinamiche al suo interno, del rendimento.
In questo periodo applicazioni di Watson, caposcuola del behaviorismo, delle idee psicologiche al campo della pubblicità e della propaganda. Fine anni 20, psicologia industriale d’Italia è di tipo metrico, cioè alla ricerca di metodologie di misurazione, mentre in Inghilterra tenta di affrancare l’indipendenza nei settori della fisiologia e della medicina del lavoro (analisi dell’ambiente di lavoro, della fatica…).
Crisi del 29
La recessione del ’29 pose sotto accusa la centralità della produzione nell’industria e determinò una conseguente tensione in campo lavorativo. La maggior attenzione rivolta al fattore umano insieme a nuovo interesse per i problemi legati alla distribuzione e alla conquista (1930) dei mercati hanno inciso sulla storia e sul ruolo della psicologia. La psicoanalisi si diffonde come fatto culturale contribuendo a sottolineare l’esistenza di comportamenti inconsci e irrazionali.
Il concetto di uomo al lavoro subì sostanziali cambiamenti. Le direzioni aziendali si resero conto della necessità di considerare i fattori irrazionali, sentimentali, emozionali dei lavoratori; (Freud, 1930, pubblica “Il disagio delle civiltà” in cui presenta per prima volta formulazione critica del significato che il lavoro può assumere per l’uomo, natura dello stesso individuo, e di conseguenza, la stessa salute psichica. R. Benedix nel libro “Lavoro e autorità nell’industria” sostiene che dal 1920 al 1930 il concetto di uomo al lavoro ha subito cambiamento; mentre nel 1920 attenzione è per misurazione delle abilità del singolo lavoratore, nel 1930, --- da attenzione ai soli problemi dopo crisi, concetto più complesso).
Dai fisici si passò a considerare l’uomo nella sua totalità. La psicologia del lavoro cominciò a capire che l’uomo al lavoro non poteva essere studiato disgiunto dall’uomo al di fuori del lavoro.
Al concetto di uomo economico si contrappose quello di (T, 1940, S, 1974), uomo psicologico Ollman in Paltro, in virtù del quale il lavoratore è legittimato ad avere sentimenti, emozioni e opinioni che sono parte della sua prestazione lavorativa.
In Italia Agostino Gemelli e Mario Ponzo fanno punto ai cambiamenti metodologici in atto “affermando che per psicotecnica intendiamo somma di applicazione della psicologia allo studio dei problemi dell’attività umana utile a fini sociali” al settimo congresso di psicologia e psicotecnica di Torino del 1929. Nel nuovo concetto di lavoro umano che procedeva per accentuazioni delle caratteristiche umane, l’uomo come totalità Gestalt, la globalità e non per analisi di isolamento. L’uomo al lavoro non può essere disgiunto all’uomo di fuori.
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