Argomenti di psicologia
- 1) Rapporto tra psicologia e scienze naturali?
- A) Rapporto tra psicologia e chimica-fisica-biologia-medicina-matematica/informatica?
- 2) Rapporto tra psicologia e scienze sociali?
- A) Rapporto tra psicologia e antropologia-sociologia-economia-politica?
- 3) Rapporto tra psicologia e discipline umanistiche?
- A) Rapporto tra psicologia e filosofia-lingua-arte?
- 4) Qual’è l’oggetto della psicologia?
- 5) Vantaggi e svantaggi dell’introspezione
- A) Come evitare gli svantaggi dell’introspezione
- 6) Contributo di Cartesio alla psicologia
- 7) Contributo dell’empirismo alla psicologia
- 8) Contributo dell’evoluzionismo alla psicologia? (Charles Darwin)
- 9) Nascita della psicologia scientifica (Wundt)
- 10) Contributo dello strutturalismo alla psicologia (Titchener)
- 11) Contributo dello funzionalismo alla psicologia (James-Dewey)
- 12) Contributo di Fechner alla psicologia
- 13) Cos’è la cronometria mentale (TR) (Donders)
- 14) Contributo di Hermann von Helmholtz alla psicologia
- 15) Condizioni prototipiche e temi chiave della psicanalisi
- 16) Condizioni prototipiche e temi chiave della Gestalt
- 17) Contributo del comportamentismo alla psicologia (Watson)
- A) Condizionamento classico (Pavlov)
- B) Legge dell’affetto (Thorndike)
- C) Condizionamento operante (Skinner)
- D) Condizioni prototipiche e temi
- 18) Condizioni prototipiche e temi chiave del cognitivismo
- A) Connessionismo
- B) Neuroscienze
- C) Scienze cognitive
- 19) Condizioni prototipiche e temi chiave della scuola di Ginevra-Piaget
- 20) Condizioni prototipiche e temi chiave della scuola storico-culturale russa
- 21) Condizioni prototipiche e temi chiave della psicologia umanistica
- 22) Apprendimento
- 23) La scienza nella psicologia
- A) Il percorso delle discipline scientifiche
- 1) Quesito
- 2) Piano esecutivo
- I. Le variabili
- 3) Ipotesi operative
- 4) Scelta popolazione
- 5) Scelta strumenti
- B) Problemi deontologici
- 24) Attenzione
- A) Elenca le funzioni dell’attenzione
- A. Attenzione spaziale
- I. Posner confronto tra prove valide, invalide e neutre
- B. Mettere a fuoco alcuni stimoli ed escluderne altri
- C. Distribuire le risorse cognitive tra diversi compiti (doppio compito)
- D. Concentrarsi per un certo tempo nell’elaborazione di determinati stimoli, anche con un certo sforzo di volontà. (Es. mantenere l’attenzione ad una lezione)
- E. Vigilare in attesa di riconoscere tra gli stimoli in arrivo degli stimoli critici (rari).
- F. Seguire, con un certo livello di consapevolezza, le nostre stesse azioni.
- 25) Funzioni esecutive
- A) Lurija
- B) Modelli
- I. Memoria di lavoro (Baddeley)
- II. Sistema attenzionale supervisore (SAS)
- III. Modello dei marcatori somatici (Damasio)
- C) Strumenti
Risposte
1) Rapporto tra psicologia e biologia?
A.3 Se la psicologia studia la psiche dell’uomo è perché l’uomo è dotato del sistema nervoso che gli permette di svolgere (autonomamente o non) tutte quelle funzioni che ne vanno a costituire ed a influenzare la psiche.
Ed è proprio considerando l’uomo come un insieme indivisibile che si può approfondire lo studio di una sua specifica porzione.
L’esistenza di malattie psicosomatiche è la dimostrazione di come la psiche vada ad interagire con il nostro corpo e quindi la parte biologica di noi, in egual misura l’esistenza di malattie somatopsichiche dimostra come anche il corpo vada ad interagire ed intaccare la nostra psiche. Ciò obbliga gli psicologi ad avere delle conoscenze di base di medicina/biologia ed i medici di avere conoscenze di base della psicologia.
Inoltre molti studi della psicologia devono per necessità appoggiarsi su basi biologiche.
Alcuni importanti esempi sono: la psicologia animale comparata, che occupandosi della comparazione tra l’uomo e gli altri animali non può esimersi dal trattare argomenti biologici; la neuropsicologia che tratta lo studio della psiche ponendo particolare importanza sui meccanismi neuronali; o ancora la psicologia della percezione che trattando la percezione psichica deve anche porre l’attenzione sugli organi di senso.
3) Rapporto tra psicologia e arte?
A.3 L’arte è una forma di espressione e di creatività, spesso è volta a trasmettere un pensiero, altre volte l’artista se ne serve per un suo bisogno di esternare pensieri ed emozioni, in ogni caso è chiaro che ogni aspetto dell’arte sia intrinsecamente legato alla psicologia. Il fatto stesso che una persona si cali nel ruolo di “artista” e che voglia dar una forma estetica al suo pensiero (in quanto comportamento umano) può essere frutto di uno studio psicologico.
Il primo aspetto di cui si occupa la psicologia in rapporto all’arte è quindi incentrato sull’artista; la sua personalità ed il motivo per il quale ha deciso di esteriorizzare in quello specifico modo le sue emozioni sono fonte di studio per gli psicologi e sono di grande interesse per chi, non accontentandosi di ammirare l’opera vuole scoprire cosa si cela dietro essa e dietro il suo creatore.
La psicologia si occupa inoltre di studiare l’opera, in particolare la sua percezione.
Come viene vista l’opera e quali sensazioni e pensieri fa sorgere in chi la osserva sono aspetti importanti che solo la psicologia può indagare. Un chiaro esempio di studi sui fattori percettivi che influiscono sull’osservatore sono quelli operati dalla Gestalt (“Il tutto è diverso dalla somma delle parti.” “Lo stimolo esterno non corrisponde necessariamente all’esperienza percettiva.”)
Altrettanto importante è lo studio su chi guarda l’opera, studio più semplice rispetto a quello dell’artista poiché si ha a disposizione il soggetto; vengono analizzati i gusti, le esperienze estetiche e le motivazioni estetiche.
Un interessante aspetto di questi studi è l’utilizzo dell’arte nella psicoterapia, infatti spesso lo psicoterapeuta sfrutta l’arte nelle sue sedute, un esempio è l’utilizzo della musicoterapia integrata con la psicoterapia.
24) Qual’è l’oggetto della psicologia?
La psicologia studia i fenomeni mentali (percezione, ricordo, pensiero, linguaggio, ragionamenti, emozioni, bisogni). Tuttavia esistono posizioni differenziate su quale sia l’oggetto della psicologia.
- L’oggetto della psicologia è la vita psichica (il ricordo, le emozioni, l’immaginazione, i gusti) sorge però un problema nella visione della vita psichica come soggetto della psicologia, ovvero: come posso studiare la vita psichica? Lo posso fare solo studiando i miei stati consapevoli (introspezione), ma così facendo diventa uno studio soggettivo, l’unico modo per superare questa soggettività e rendere lo studio più scientifico è osservare i correlati comportamentali e fisiologici.
- L’oggetto della psicologia è il comportamento osservabile e misurabile da più persone, questa chiave di lettura della psicologia è certamente meno soggetta alla soggettività ma ha anche il difetto di non interessarsi a ciò che si cela dietro il comportamento, non solo alla parte inconscia del soggetto ma anche alla parte conscia che non viene manifestata dai suoi atteggiamenti osservabili.
- L’oggetto della psicologia deve comprendere i concomitanti stati fisiologici, gli stati psicologici possono spiegare la vita psichica partendo da una base a tutti comune, le reazioni del sistema endocrino, l’attivazione di determinate aree del cervello, sono tutte reazioni e procedure che si attuano in tutti noi, avendo a disposizione gli stessi strumenti, creano quindi un punto di partenza univoco che dà luogo ad un’osservazione inequivocabile.
- Uno dei limiti comuni agli oggetti della psicologia sopracitati è l’assenza di interesse per la parte inconscia, dovuta ad un’analisi dei fenomeni mentali diretta, per la maggior parte degli psicologi l’inconscio è importante quanto il conscio, se non più importante.
- Per il Comportamentismo
- Per la Psicanalisi
- Per il cognitivismo moderno
5) Quali accorgimenti permettono di superare, in parte, i limiti dell’introspezione?
Un’osservazione diretta della vita psichica si può avere utilizzando l’introspezione (guardar dentro di sé).
Lo studio della vita psichica va però fatto con metodo scientifico per questo l’introspezione ha grossi limiti: è per sua natura soggettiva; descrive solo gli stati consapevoli della coscienza; la psiche viene modificata nell’atto stesso di osservarla; le informazioni emerse dalla psiche sono scomposte, perdendo quindi dinamicità e il senso nell’insieme.
Nonostante i molteplici difetti l’introspezione è un metodo attuale e molto semplice, per questo è molto utilizzato, ma per poterlo utilizzare in ambito scientifico necessita di accorgimenti per superare, o quantomeno diminuire, i suoi limiti.
Gli accorgimenti che si usano, per rendere l’introspezione un metodo scientifico e per diminuire la soggettività della ricerca sono: il tentativo di ottenere resoconti introspettivi che combacino tra più individui, l’ottenere osservazioni ripetute corrispondenti e l’utilizzo dell’introspezione associata ad altri strumenti, così da aumentare l’accuratezza della ricerca.
6) Il contributo di Cartesio alla psicologia?
Cartesio contribuisce alla psicologia con l’introduzione di un dualismo costituito da res cogitans e da res extensa.
Res extensa è il corpo dell’uomo, che comprende però alcuni processi psichici: le passioni, le emozioni e le percezioni (in quanto comportamenti riflessi). Res extensa è inteso come macchina, segue delle leggi matematiche ed è quindi studiabile con visione meccanicistica, prima di Cartesio questi processi psichici venivano associati all’anima ed erano perciò considerati imperscrutabili.
Res cogitans è anima, la parte non studiabile dell’uomo poiché ogni individuo ha una sua volontà che non segue le regole delle scienze naturali.
Cartesio era un innatista (idee innate)
37) Contributo dell’empirismo alla psicologia?
In contrapposizione con gli innatisti gli empiristi credevano che le conoscenze derivassero dall’esperienza, infatti pensavano che alla nascita l’individuo fosse “tabula rasa”.
Con le conoscenze attuali una posizione radicale dell’empirismo è da considerarsi quantomeno ingenua, l’empirismo ha però avuto il merito di stimolare teorie sull’apprendimento; gli empiristi credevano che l’apprendimento fosse associativo (due stati mentali legati da contiguità temporale, somiglianza, causalità).
Per gli empiristi l’intelletto era un prodotto della mente, una facoltà e non sostanza.
(Gli empiristi non negavano l’anima ma non se ne occupavano.)
8) Contributo dell’evoluzionismo alla psicologia? (Charles Darwin)
Grazie a Darwin l’uomo smise di considerarsi in maniera centrale e separata rispetto agli altri esseri viventi (essendo il risultato dello sviluppo di altri animali) ciò ampliò lo studio della psicologia, portò l’attenzione anche sugli animali usati come oggetto di paragone per l’uomo. Galton ispirato dalle novità introdotte da Darwin iniziò gli studi sull’intelligenza umana, che può essere considerata la capacità adattiva per eccellenza dell’uomo
Darwin diede anche una svolta ottimistica alla visione delle scienze e al progresso, nacque così il positivismo. Il positivismo creò la fiducia oltre che per le scienze naturali anche per quelle umane.
Piaget, il pensiero un adattamento all’ambiente.
Bowlby, la selezione naturale ha fatto sopravvivere gli individui con maggiore attaccamento ad un sistema (il bambino l’attaccamento alla madre)
9) Nascita della psicologia scientifica (Wundt)
Nel 1879 Wundt fonda il primo laboratorio di psicologia sperimentale e questa sarà considerata la nascita della psicologia. Il laboratorio di Wundt fu il primo in cui uno sperimentatore studia un altro uomo; la psicologia e la filosofia vengono separate.
Sistematizzò lo studio della psicologia e diceva che bisognava uscire dal soggettivismo, ma lui stesso utilizzava l’introspezione
Wundt si occupò di cronometria mentale, prendendo in considerazione principalmente le operazioni basilari, così da poter stimare i tempi per le operazioni più complesse.
Introdusse il parallelismo psicofisico: i fenomeni mentali e i fenomeni fisici sono paralleli, sono correlati ma non causali.
10) Contributo dello strutturalismo alla psicologia (Titchener)
Titchener era un allievo di Wundt, si pose come obiettivo lo studio degli elementi della mente e come essi si combinavano, successivamente soprannominerà questa corrente Strutturalismo.
Studio della psiche attraverso la separazione degli elementi che la compongono lo studio separato di questi.
Titchener era convinto che esistesse una forma di introspezione esperta, che permettesse di poter riconoscere gli elementi costruttivi della sensazione. Arrivò alla conclusione che ogni sensazione è caratterizzata da quattro dimensioni fondamentali (qualità, intensità, durata e chiarezza)
11) Contributo dello strutturalismo funzionalismo alla psicologia (James-Dewey)
La psiche è composta da processi che vanno studiati nel loro insieme e non separatamente (antielementismo).
Settori d’indagine: funzioni mentali (apprendimento, percezione, motivazione, pensiero).
L’oggetto erano le attività mentali relative all’acquisizione, all’immagazzinamento, all’organizzazione e alla valutazione delle esperienze, e alla loro successiva utilizzazione nella guida del comportamento.
12) Contributo di Fechner alla psicologia
Fechner è considerato il padre della moderna psicofisica.
Rielaborò la legge sulla costanza della soglia differenziale di Weber (legge Weber-Fechner): Per avvertire una differenza fra due quantità della stessa
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