INDICE
Fattori storici ed epistemologici nell’evoluzione della psicologia e dei suoi modelli torici…………………………..…………….02
Psicologia alla luce del paradigma della mente incarnata e relazionale…………………………………………………………………….06
Sensazione e percezione……………………………………………………………………………………………………………………………………………12
Apprendimento…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………17
Memoria…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..22
Comunicazione e linguaggio………………………………………………………………….………………………………………………………………….27
Motivazione……………………………………………………………………………………………….……………………………………………………………..33
Emozioni…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..40
Coscienza…………………………………………………………………………………………………………………………………………………..……………..48
Autoregolazione………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..54
Personalità……………………………………………………………………………………….……………………………………………………………………….59
Psicologia positiva e benessere…………………………………………………………………………………………………………….…………………..65
1
FATTORI STORICI ED EPISTEMOLOGICI NELL’EVOLUZIONE DELLA PSICOLOGIA E DEI SUOI MODELLI TEORICI
ORIGINE DELLA PSICOLOGIA
La psicologia nasce da:
filosofia neurofisiologia
= studio della mente sul piano filosofico. = studio del cervello sul piano fisiologico (regolamento del cervello e
*La questione dell’esperienza vissuta è sempre stata presente nella neurobiologia).
psicologia: questa è influenzata dal vissuto di ogni persona (anche se
è una scienza, non può essere solo quantificata).
PSICOLOGIA= studio della relazione mente-corpo sul piano naturalistico unito allo studio dell’unità cervello-mente e delle sue interazioni con
l’ambiente. 1 2 3 4
→definizione: studio scientifico del comportamento e dei processi mentali dell’essere vivente nel suo rapporto con l’ambiente mentre lo
5
esperisce, vi agisce e lo rappresenta .
1. Modello naturalistico: causa-effetto, quantificato con i numeri (=statistica)
2. Cosa visibile ≠ processi mentali
3. La mente si costruisce con l’ambiente e altre persone. La psicologia studia processi como l’emozione, il pensiero, la conoscenza, il
linguaggio…
4. L’ambiente è il contesto socio-culturale e situazionale
5. Il soggetto, ricevendo informazioni, non risponde passivamente ma attivamente grazie a processi mentali superiori (= esperienza
fenomenica, elaborata e oggettificata) * i segnali ce li dà la natura ma siamo noi poi ad oggettificarli/dargli una causa, un nome, un
significato (es: rabbia → oggettificata attraverso i processi superiori → viene sfogata scrivendo/risultando più assertivi/lavorando…)
TAPPE STORICHE DELLA PSICOLOGIA
Wundt – Strutturalismo
Wundt (tedesco) fonda il 1° laboratorio di psicologia fisiologica (1879 a Lipsia) e definisce lo strutturalismo.
Nello strutturalismo si comprendono gli elementi fondamentali che costituiscono la percezione. Si scompongono i processi mentali in elementi
più semplici.
Oggetto dello strutturalismo: studio dell’esperienza diretta del soggetto che ha riguardato la sua attività mentale conscia tramite il metodo
introspettivo (= tramite stimoli sottoposti al soggetto vengono verbalizzate le sue reazioni).
Critiche:
1. Approccio elementaristico perché scompone l’esperienza in elementi/unità semplici
2. Introspezione vista come metodo inadeguato (allora la psicologia era definita solo una scienza)
3. Contenuti della coscienza (che sono gli stessi in presenza o assenza di introspezione)
James– Funzionalismo
James (americano) nel 1875 tiene un corso all’università di Harvard e fonda il suo laboratorio in relazione ai processi fisiologici e psicologici in
opposizione allo strutturalismo.
Il funzionalismo tiene conto del contesto evolutivo (rifacendosi alla teoria evolutiva di Darwin). Le attività psichiche subiscono un’evoluzione
per adattamento naturale.
Il funzionalismo è lo studio NON degli elementi base che costituiscono la coscienza ma i suoi cambiamenti e le sue funzioni nell’adattamento
dell’uomo all’ambiente.
= c’è un’evoluzione dei processi mentali secondo le regole di adattamento → si vive prima l’emozione a livello corporeo e poi a livello del
pensiero.
Si interessa ai processi mentali e comportamentali (teoria delle emozioni = si sperimenta un’emozione in risposta a dei cambiamenti
fisiologici).
*La coscienza è un continuo fluire, è un flusso dinamico continuo e non scomponibile.
*nell’immediatezza non c’è oggettificazione ma solo esperienza con il vissuto.
Wertheimer– Gestalt
Wertheimer nel 1900 definisce il movimento apparente stroboscopico. 2
Realtà fisica ≠ Realtà fenomenica
La prima è la percezione che un soggetto ha rispetto ad un oggetto, è diversa da persona a persona (si costruisce l’oggetto percettivo), la
seconda è la realtà sensoriale.
Qualità gestaltica → le caratteristiche delle configurazioni percettive rimangono invariate al variare degli elementi che le compongono.
«il tutto è superiore alla somma delle singole parti» = ciò che percepiamo non è una somma di elementi ma una sintesi della realtà.
Movimento apparente stroboscopico → fotogrammi presenti conseguentemente ci danno la percezione che ci sia un moto; sappiamo che
sono fotogrammi ma percepiamo un’unità di movimento. È un atto unitario della percezione dall’interno verso i singoli elementi.
Contributi della Gestalt alla comprensione della percezione:
1. Concetto di apprendimento per insight: si comprende qualcosa improvvisamente con intuizione
2. Teoria del campo: le interazioni tra gli individui vengono considerate come appartenenti ad un campo di forze (come nella fisica)
3. Metodo fenomenologico sperimentale: c’è una relazione tra fenomenico (ciò che vive il soggetto) e la realtà fisica
Freud– Psicoanalisi
Nel 1900, Freud sviluppa la psicoanalisi come metodo di terapia e teoria della personalità. È una metodologia volta a curare disturbi psichiatrici
indagando sulle dinamiche inconsce dell’individuo.
*esistono dei contenuti inconsci che emergono nei sogni o tramite altri fenomeni (es: libera associazione)
Dualità affrontate da Freud nella psicoanalisi:
Principio di piacere ↔ Principio di realtà
(ciò che vorremo fare) (ciò che possiamo effettivamente fare)
Pulsione sessuale ↔ Pulsione di autoconservazione (della specie)
(volta al soddisfacimento sessuale)
Principio di vita ↔ Principio di morte
*ciò mette in risalto il fatto che ci sia sempre un conflitto in noi che deve essere portato a galla con dei metodi e, inoltre, ci sono energie che
vanno verso l’esterno e altre che interiorizziamo (es: la rabbia esce, la depressione rimane dentro).
Watson– Comportamentismo
(* contrapposto alle scuole precedenti)
Watson è stato il 1° psicologo americano a spostare l’enfasi dai meccanismi interni della coscienza a fattori comportamentali osservabili e
misurabili obiettivamente.
L’unità di analisi psicologica diventa il comportamento osservabile intersoggettivamente:
stimolo (proveniente dal mondo esterno) → organismo (tabula rasa passiva) → risposta (comportamento osservabile del soggetto)
Lo stimolo è una variabile indipendente (non cambia), la riposta è la variabile dipendente.
*in questo caso, la psicologia diventa una branca sperimentale puramente oggettiva delle scienze naturali (limitandosi a questo stimolo-
risposta).
Neisser– Cognitivismo
Neisser, nel 1967, stabilisce il nome di una nuova corrente che si rifà alla matematica, alla cibernetica, all’etologia e all’informatica.
Il concetto è quello della mente come elaboratore dell’informazione (analogia tra operazioni della mente umana e computazioni eseguite dalle
macchine).
Human Information Processing (HIP) è la prima corrente del cognitivismo incentrata sull’analogia mente-corpo.
La simulazione del comportamento è la metodologia di ricerca privilegiata ed intende riprodurre, attraverso il computer, le operazioni mentali
che si ipotizza intervengano nell’esecuzione di un certo compito da parte dell’uomo. Intende costruire un modello di come agisce un operatore
umano e, per verificare la correttezza di tale modello, viene utilizzato un computer.
Vantaggi:
1. Ipotesi ben definite
2. Possibilità di studiare i processi mentali interni 3
3. Possibilità di manipolare il processo in esame
Impostazione ecologica = comparazione mente-lavorazione della macchina in cui, la funzione adattiva e di plasticità, si trova tra l’uomo
(soggetto attivo nell’ambiente) e il mondo (ambiente che influenza l’individuo modificandone il funzionamento).
*il soggetto può modificare l’ambiente e viceversa.
Scienza cognitiva = approccio interdisciplinare allo studio delle operazioni intellettive, allo scopo di stabilire come le coscienze siano codificate
dalla mente, della quale si indaga l’architettura funzionale, non in termini neurologici ma, come cognizione/struttura adatta che permette la
realizzazione di certe funzioni intellettive.
Tra i problemi riscontrati c’è:
1. La rappresentazione delle conoscenze
2. La comprensione del linguaggio
3. La costruzione ed elaborazione di immagini
4. L’inferenza
5. Il ragionamento
6. La pianificazione
Le discipline coinvolte sono:
1. La psicologia sperimentale
2. La linguistica
3. Le neuroscienze
4. L’informatica
5. La cibernetica
*il cognitivismo rimane su un livello più astratto perché tutto nasce dal pensiero = il comportamento deriva da come si ragiona.
Si sono sviluppati due approcci al cognitivismo:
Modularismo Connessionismo
(sviluppo sensoriale di moduli) (reti neurali – evoluzione del modularismo)
→ Il comportamento è determinato da una struttura mentale la cui → cerca modelli dell’architettura mentale nella struttura e nel
attività consiste nell’elaborazione di rappresentazioni interne funzionamento del cervello
→ I sistemi di input (moduli) interagiscono con i sistemi centrali della → architettura mentale intesa come rete di unità di elaborazione
mente sub-simboliche omogenee, semplici e dotate di proprietà fisiche
→ Ogni modulo lavora in autonomia ed è competente per un → reti neurali: le unità sono collegate da nessi attraverso i quali
dominio particolare (a ciascun modulo corrisponde una specifica passano attivazioni che possono eccitare o inibire i nodi della rete e
base cerebrale) modificare la rispondenza delle varie unità
→ la conoscenza è distribuita sull’intera rete
Interazionismo
Interazione soggetto – mondo esterno.
Interazionismo simbolico (Mead-1938) Prospettiva relazionale (Bateson-1960) Interazionismo culturale (Bruner-1991)
→ definisce il SE come composto da IO + ME Il soggetto viene definito dalle interazioni in Il pensiero e le capacità mentali vengono
L’io è la parte più individuale e idiosincratica cui è inserito e che lo definiscono. descritte nella loro dimensione narrativa,
del soggetto. (io=soggettivo) interpretativa e nella loro funzione inter-
Il me è dato da dai molti modi in cui gli altri soggettiva. Viene enfatizzato il ruolo della
vedono e vivono gli altri. (me=ruolo sociale) cultura nella costruzione del se e il concetto
di transizaone.
LA RICERCA IN PSICOLOGIA
La psicologia, in quanto scienza, ha bisogno di ricerca sul metodo naturalistico e di risultati quantificati con la statistica.
Si usa il metodo scientifico per ottenere la conoscenza di altri fenomeni.
Le 3 tappe del metodo:
1. Identificazione della domanda
2. Formulazione di una spiegazione (teoria-spiegazione) generale e predizioni (che riguardano il fenomeno) + ipotesi (= predizione
formulata per permettere di testare il fondamento delle teorie)
3. Ricerca per supportare o confutale la spiegazione. Da questo punto si formula la spiegazione o si torna alla domanda.
Varie modalità:
1. Operazionalizzazione per definire in termini specifici ciò che si farà 4
2. Rassegna della lettura
3. Osservazione di alcuni comportamenti specifici
4. Sondaggio campione (con un gruppo di persone che rappresentano il fenomeno)
5. Studio dei casi
6. Correlazione → che può essere negativa (espressa con -1 es: più sono i testimoni meno sarà la loro partecipazione) o positiva
(espressa con +1 in cui entrambe le variabili aumentano es: più si espongono i bambini a programmi violenti, più questi diventeranno
violenti)
*le correlazioni non dicono nulla sul rapporto causa-effetto, forniscono solo la misura della forza di una relazione tra le due variabili.
7. Esperimento → permette di dimostrare la relazione causa-effetto con il cambiamento di una variabile che viene chiamata
manipolazione sperimentale.
Variabile indipendente ≠ Variabile dipendente
↓
Cambia, dipende dalle azioni di chi partecipa all’esperimento
*è importante l’operazionalizzazione in modo tale che qualsiasi persona che si avvicini a questo studio per la prima volta può
conoscere esattamente cosa s’intende per quell’argomento.
Bias dello sperimentatore = aspettative che influenzano i risultati.
*manipolazione sperimentale:
Gruppo sperimentale Gruppo di controllo
Riceve un trattamento/manipolazione dallo sperimentatore. Non riceve nessun trattamento.
Variabile indipendente Variabile dipendente
Viene manipolata dallo sperimentatore. La variabile che è misurata e che ci si aspetta cambi come risultato
È indipendente dalle azioni di chi prende parte all’esperimento dei cambiamenti operati dalla manipolazione dello sperimentatore
perché è controllata dallo sperimentatore. sulla variabile indipendente.
Dipende dalle azioni di coloro che partecipano all’esperimento.
→ c’è un’assegnazione randomizzata dei partecipanti (assegnazione dei partecipanti che ricevono un particolare trattamento) e
un’assegnazione randomizzata alla condizione (i partecipanti vengono assegnati a differenti gruppi sperimentali o condizioni della
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