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Freud: storia

Il punto di partenza è rappresentato dalla collaborazione tra Freud e Breuer con gli studi sull’isteria (stato patologico della psiche accompagnato da disturbi motori) sulla quale ipotizzarono che l’origine della malattia fosse nel passato dell’individuo. Inizialmente utilizzano l’ipnosi (Charcot) e successivamente le libere interpretazioni ed i sogni. Era già presente la convinzione che vi sia continuità nella vita mentale (psiche), cioè che passato e presente siano connessi tra loro più di quanto la coscienza faccia credere. Freud e Breuer credono che ci sia una connessione tra il fatto originario (trauma) ed i sintomi che si manifestano.

L’isteria è la via di accesso alla psicoanalisi, ed è grazie ad Anna O che nasce la talking cure. Freud apprende che i traumi fossero il prodotto delle fantasie del paziente. Il trauma, quindi, non è solo reale ma può avere una natura fantastica.

Inizialmente la sua attenzione era influenzata dai fattori esterni, ma successivamente si rivolge anche ai fattori interni (inconscio). La via maestra per arrivare all’inconscio è il sogno, visto come appagamento di un desiderio inaccettabile. Il desiderio, specialmente quello sessuale, viene inteso come forza motrice di ogni sintomo. I desideri inconsci sono considerati di natura sessuale e si manifestano sin dall’infanzia. Vi è un’interconnessione tra psichico e somatico: i sintomi vengono risolti ricercando il significato psichico. L’io, quindi, è innanzitutto un io corporeo.

Freud parla inoltre di sviluppo libidico, si rende conto che la sessualità non è solamente un fenomeno adulto, ma i bambini palesano la regolarità della pulsione sessuale che consiste in un processo che avviene tra continue oscillazioni con momenti di fissazione e momenti di regressione. In un primo momento la pulsione sessuale è autoerotica, cioè rivolta verso l’interno del proprio corpo e successivamente si dirige verso l’esterno. Freud distingue organizzazioni sessuali pregenitali ed organizzazione genitale. Grazie alla scoperta del narcisismo Freud riuscirà ad andare oltre l’idea della sessualità come stato di eccitazione. Teorizza una motivazione che non coincide con la sola gratificazione pulsionale, ma si connette anche ai processi di identificazione, ossia quei processi psicologici con cui un soggetto assimila un aspetto o una proprietà di una persona. Freud distingue due tipologie di amore: narcisistico (verso sé stesso) e anaclitico (verso chi ci nutre).

Freud con meta-psicologia intende in particolare un sistema di osservazione in base al quale ogni processo psichico possa essere esaminato secondo coordinate: dinamiche, economiche, topologiche. Freud scopre che alla base del funzionamento mentale sta il fatto che l’io realizza il suo sviluppo verso forme di organizzazione più complesse, quindi l’io passa dal principio di piacere a quello di realtà.

Concetti

Determinismo psichico

Nella mente nulla avviene per caso: ogni avvenimento psichico è determinato e connesso casualmente agli eventi che lo hanno preceduto. Quando i fenomeni psichici sembrano privi di significato, si ipotizza che il loro significato sia fuori dalla consapevolezza. Per studiare i processi mentali Freud elabora un metodo, la psicoanalisi: consente di iniziare ad accorgersi dell’esistenza dell’inconscio attraverso la tecnica delle associazioni libere (il paziente riferisce all’analista qualsiasi pensiero gli venga in mente, in questo modo lo psicanalista deduce i pensieri inconsci del paziente).

Rimozione

È un meccanismo inconscio. L’accumulo dell’energia (libido) muove le fantasie/desideri inconsci che sono inaccettabili per l’individuo che vengono rimossi e depositati nell’inconscio. Questi desideri inconsci possono presentarsi alla coscienza attraverso atti mancati, lapsus e paraprassie che sono prodotti da un fallimento del meccanismo di rimozione.

Sogno

L’elemento onirico è inconscio. Il sogno è il sostituto deformato di qualcos’altro, di qualcosa di inconscio ed il compito dell’interpretazione è di scoprire questo materiale inconscio. Lo scopo del sogno è la gratificazione di un desiderio, cioè la scarica di una quantità di energia psichica associata al contenuto latente, al fine di proteggere il sonno di chi dorme. Il sogno è composto da due elementi: contenuto manifesto (ciò che il sogno racconta e che ricorda il soggetto) e contenuto latente (ciò che è nascosto, desideri che cercano di svegliare il soggetto e che viene raggiunto attraverso le associazioni libere). Secondo Freud esistono una serie di operazioni psichiche inconsce che si chiamano lavoro onirico (trasformano in manifesto il contenuto latente). Le operazioni del lavoro onirico sono quattro:

  • Condensazione (si combinano insieme dei pensieri latenti in un unico elemento “riassuntivo” manifesto)
  • Spostamento (il sognatore sposta l’intensità psichica da un pensiero ritenuto dall’io troppo disturbante, ad un altro pensiero meno disturbante)
  • Rappresentazione plastica (rappresentare il contenuto latente in immagini)
  • Elaborazione secondaria (il sogno assume una certa logicità e coerenza).

Economico

Riguarda il concetto di energia. Postula l’esistenza di una forza di tipo psicologico. Inizialmente Freud parla di una sola forma di energia: la libido, o pulsione sessuale. Successivamente parla dell’attuale teoria pulsionale, postulando due classi opposte di energia innate: la libido e l’aggressività. Secondo Freud l’energia segue la legge della scarica secondo la quale la scarica di energia corrisponde all’esperienza del piacere. L’accumulo dell’energia invece porta ad uno stato di tensione interna. La libido è vista come un’energia costruttiva orientata alla vita, mentre quella aggressiva possiede una qualità distruttiva. Freud ritiene che il mondo interno sia dominato dalla lotta contro i propri istinti (risposte comportamentali innate; vita e morte; aggressività fa parte degli impulsi di morte e si sviluppa prima verso di sé e poi verso l’esterno, distrugge i legami e le connessioni con gli oggetti) e pulsioni (rivolte verso di sé a scopi difensivi, per prevenire la scarica sull’oggetto d’amore).

Narcisismo primario

È quella parte di pulsione erotica che ciascuno di noi destina a sé stessi. Per Freud è una condizione fisiologica che viene individuata nelle prime fasi di vita. Il narcisismo in sé non è patologico ma bensì può essere funzionale (è disfunzionale quando eccede e si sostituisce all’io ideale). Quando superiamo la fase del narcisismo primario arriviamo a ciò che Freud chiama libido oggettuale, cioè libido investita negli oggetti esterni per farne esperienza e creare relazioni oggettuali. In base a quanta energia viene investita sull’io o sull’oggetto, Freud distingue persone anaclitiche (che amano chi si prende cura di loro) e personalità narcisistiche (amano sé stesse per come sono).

Narcisismo secondario

La libido influisce nuovamente nell’io. C’è una regressione in cui l’unico oggetto sessuale è il proprio io. Il narcisismo secondario è patologico perché causa disfunzionalità psichica dettata dall’incapacità di adattamento.

Autostima

Dipende strettamente dalla libido narcisistica. Freud ipotizza che:

  • Una parte sia fondata sul narcisismo primario
  • Una parte deriva dal soddisfare l’ideale dell’io
  • Un’ultima parte dalla soddisfazione della libido oggettuale.

Dinamico

Riguarda il ruolo delle forze dinamiche in conflitto tra loro. Si tratta di un conflitto interno tra le pulsioni diverse. Freud introduce il concetto della rimozione, ma se l’io non è abbastanza forte c’è la formazione del sintomo nevrotico. Affinché la rimozione possa avvenire è necessario che ci siano due forze in conflitto tra loro.

La pulsione è quella spinta che proviene dall’interno e muove il pensiero ed il comportamento dell’individuo verso una meta (i fattori propulsori della personalità). Le pulsioni sono la parte energetica della psiche e sono di due tipi, di vita e di morte. In entrambi i casi si possono caratterizzare per quattro elementi:

  • Spinta: riguarda l’intensità dell’eccitazione, un elemento qualitativo, definita da Freud con il termine latino: libido. La prospettiva dinamica (dal greco dynamis, "forza") è data dal fatto che la spinta è l’espressione dell’energia pulsionale, ossia dell’insieme di forze che la compongono.
  • Meta: è rappresentata dalla soddisfazione che seda l’eccitazione.
  • Oggetto: è l’elemento con il quale la pulsione intende raggiungere la meta: “una persona, una parte del corpo, un feticcio, una fantasia, una situazione etc”. Parlando dell’oggetto, Freud scrive: "È l’elemento più variabile della pulsione, non è originariamente collegato ad essa, ma le è assegnato soltanto in forza della sua proprietà di rendere possibile il soddisfacimento. Non è necessariamente un oggetto estraneo, ma può essere altresì una parte del corpo del soggetto. Può venir mutato infinite volte durante le vicissitudini che la pulsione subisce nel corso della sua esistenza".
  • Fonte: si intende la zona corporea dove ha luogo il processo somatico che la pulsione "rappresenta" nello psichico. La fonte è rappresentata dall’eccitazione di un dato organo del corpo. In relazione della zona somatica da cui si originano, si dividono in: pulsione orale, pulsione anale, pulsione edipica.

Topico

Prima topica (modello topografico)

  • Un "sistema psichico inconscio", costituito dai contenuti psichici non compresi nel campo attuale della coscienza: essi sono "dinamicamente" attivi, in quanto esercitano una pressione permanente volta ad ottenere l’accesso alla coscienza, ma incontrano forze contrarie (di "rimozione") che glielo vietano; riescono così ad esprimersi in genere soltanto attraverso dei "derivati": sintomi, sogni.
  • Un "sistema psichico preconscio", costituito da contenuti psichici anch’essi non compresi nel campo attuale della coscienza, ma che possono essere facilmente resi consapevoli dal soggetto stesso senza necessità di trasformare il suo psichismo, quindi senza resistenza e aiuti esterni;
  • Un "sistema psichico conscio", costituito dai contenuti psichici compresi, invece, nel campo attuale della coscienza. Attraverso gli organi di senso, si trova a diretto contatto con il mondo esterno e consapevolmente utilizza pensieri, ricordi e desideri per compiere azioni volontarie nella propria vita, esaminando con attenzione la realtà.

Inconscio: segue le leggi del processo primario (principio di piacere nell’es): Il processo primario è una modalità di funzionamento mentale tesa alla gratificazione immediata del desiderio. Preconscio/conscio: seguono le leggi del processo secondario (principio di realtà nell’io): il processo secondario si riferisce alla capacità di dilazionare il soddisfacimento del desiderio fino a quando le circostanze ambientali sono favorevoli.

Seconda topica (modello strutturale)

Freud distingue tre sottosistemi psichici. Alle tre “stanze” della prima topica si sostituiscono tre “istanze” così definite:

  1. Es: L’es rappresenta il polo pulsionale della personalità. È un’istanza intrapsichica totalmente inconscia e tesa esclusivamente allo scarico della tensione. È controllata sia dagli aspetti inconsci che dalla terza istanza del modello, principio di realtà, cioè il Super-Io. Se l’io è governato dal principio del piacere è governato esclusivamente dal: ciò che pretende è la soddisfazione immediata di istinti, pulsioni e desideri. L’es rappresenta l’istanza intrapsichica più arcaica della mente umana. È l’abisso oscuro dell’animo umano, il luogo dal quale giunge “la voce della natura originale dell’uomo”. Include le spinte pulsionali di carattere erotico, le pulsioni aggressive e quelle auto-distruttive. È un luogo senza spazio e senza tempo governato da leggi e meccanismi non riconducibili alle consuete categorie logiche o alle comuni nozioni morali.
  2. Io: L’io viene distinto nella seconda topica freudiana dalle pulsioni istintuali. Rappresenta l’istanza che si pone come rappresentante degli interessi della totalità della persona, e in quanto tale è investita di libido narcisistica. L’io è suddiviso in aspetto conscio, che rappresenta l’organo esecutivo della psiche, e aspetto inconscio, che contiene i meccanismi difensivi quali la rimozione, necessari a contrastare le potenti pulsioni istintive che albergano nell’es. L’io è governato dal principio di realtà; funge da mediatore tra le istanze dell’es (tese al soddisfacimento immediato delle pulsioni e dei desideri) le esigenze del mondo esterno e le richieste pressanti del super io. Di fronte ad una esigenza pulsionale, compito dell’io è stabilire che cosa possa essere soddisfatto immediatamente e che cosa debba essere rimandato o eliminato – in quanto inopportuno o pericoloso.
  3. Super-io: Il super io è essenzialmente inconscio, ma alcuni suoi aspetti sono indubbiamente consci. È l’istanza preposta a svolgere le funzioni di critica e giudizio. Deriva dall’interiorizzazione degli ideali e dei divieti parentali e sociali, dei codici di comportamento, delle ingiunzioni, degli schemi di valore (bene/male; giusto/sbagliato; buono/cattivo; gradevole/sgradevole) che il bambino attua all’interno del rapporto con la coppia dei genitori. Il super io svolge nel sistema il ruolo di valutatore, giudice e censore. Ha il compito primario di regolare il passaggio dalle pulsioni dall’es alla coscienza. In linea generale può essere identificato con la coscienza morale. In casi particolari può svolgere una funzione tirannica e oppressiva – al pari di un severo inquisitore. Due elementi della istanza super-egoica sono: L’ideale dell’io (corrisponde all’immagine genitoriale, questo ideale viene interiorizzato dell’individuo e viene a costruire un’ideale che io ho di me stesso). L’Io ideale (è un ideale di onnipotenza narcisistica costruito sul modello del narcisismo infantile. È un elemento di rappresentazione ideale dell’io che però è irraggiungibile, per questo motivo è un aspetto deleterio della rappresentazione del sé).

Sviluppo psicosessuale

Angoscia: inizialmente viene considerata come una conseguenza fisica di una sessualità anormale. Successivamente con angoscia si fa riferimento a quella legata alla pulsione e alla impossibilità di soddisfare la pulsione. L’angoscia viene considerata come un segnale da parte dell’io che cerca di impedire la scarica di energia libidica attraverso i meccanismi di difesa. Le aberrazioni sessuali possono deviare l’oggetto (omosessualità), oppure alterare la meta (perversioni sessuali).

Lo sviluppo psicosessuale di un bambino naviga quattro fasi prima di completarsi: fase orale, fase anale, fase edipica, fase genitale. Esiste una quinta fase, quella di latenza tra la fase edipica e quella genitale. In pieno periodo vittoriano (1900), Freud scandalizzò i suoi colleghi medici, molti dei quali reagirono anche violentemente alle sue tesi. Il grande valore di questa straordinaria intuizione di Freud consente di differenziare la sessualità infantile con quella adulta. Occorre non identificare più la sessualità con l'attività genitale dell'individuo adulto, ma scoprire che esiste anche una sessualità nel bambino. Freud identificava la "ricerca del piacere fisico", che è presente in ogni momento della vita di un individuo. Freud definisce il bambino "perverso poliformo". Il bambino è perverso perché ricerca il piacere senza alcun interesse al fine riproduttivo, evidentemente. È poliformo perché ricerca il piacere attraverso vari organi e tramite diverse zone erogene. Il bambino è facilitato in questo per l'assenza dell'imposizione morale prodotta dall'educazione (Super Io).

Fase orale

Lo sviluppo sessuale (libido) ha inizio con l’avvio alla vita dopo la nascita di un bambino e si concentra nella zona orale. La bocca è l’organo con il quale il bambino entra in contatto con la madre, attraverso il suo seno. In questo periodo della vita del bambino la sua relazione fondamentale con il mondo esterno è di tipo nutritivo, con la madre. La libido, energia sessuale, si concentra nella bocca. Il fanciullo in questa fase tende a portare tutto alla bocca, dal seno della madre agli oggetti che lo interessano. La bocca diventa il suo mezzo di contatto con il mondo. Le fissazioni relative a questa fase sono dette fissazioni orali, e derivano dalla lunghezza eccessiva o eccessivamente corta di questo periodo. Tutte le fissazioni orali hanno un elemento in comune: l'eccessiva inclinazione per comportamenti che coinvolgono tutto il cavo orale (mangiare, suggere, fumare, bere, etc). Dal punto di vista comportamentale l'individuo può diventare incline al vittimismo e ad alcune particolari dipendenze come il fumo o l'alcolismo. Un trauma in questo periodo o semplicemente la reiterata frustrazione durante lo svezzamento, possono rendere “orali” i tratti del carattere di un individuo adulto. L’orale tende ad assumere,

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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