Psicologia della comunicazione
Oggi la comunicazione è riconosciuta come una competenza fondamentale in ambito personale e professionale. Gran parte di queste competenze si basano su delle capacità disciplinari ma, sempre di più, è cresciuta la consapevolezza che per divenire adulti professionalmente e personalmente, si necessitano di una serie di abilità "Life Skills", dotate di un ruolo fondamentale.
Life Skills
Insieme delle abilità utili per adottare un comportamento positivo e flessibile e far fronte alle emergenze e alle difficoltà che si presentano nella vita di tutti i giorni.
Obiettivi del corso
Obiettivo principale
- Introdurre allo studio della psicologia della comunicazione.
In particolare:
- Porre in evidenza le caratteristiche fondamentali della comunicazione come processo psicologico.
- Analizzare le principali prospettive teoriche ed i differenti metodi di ricerca ad esse sottese.
- Favorire la comprensione e l’esplorazione delle principali aree di applicazione della psicologia della comunicazione.
Definizione di comunicazione
Uno scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cultura di riferimento. Concorriamo all’elaborazione del significato attraverso tutto l’insieme dei segnali verbali e non verbali, tra cui ad esempio i gesti che rappresentano uno dei mezzi più efficaci, ideali per la rappresentazione di un corrispettivo concreto o metaforico.
Il processo di comunicazione è un processo elaborato dai due interlocutori in maniera congiunta, lavorano insieme. Lavorare = far fatica. Per comunicare efficacemente serve fatica. Quando comunichiamo con gli altri si tiene ulteriormente conto delle immagini condivise.
Premesse e fondamenti teorici
- La comunicazione umana: modelli teorici e definizioni.
- Comunicazione e significato: approcci alla semantica.
- Intenzione e comunicazione.
- Comunicazione non verbale: rapporto vb/nvb, sistemi, funzioni (approccio esperienziale).
- Discorso e conversazione: organizzazione del discorso (disposizione, enfasi, etc.), caratteristiche della conversazione (sezioni, turni, etc.), metodi di analisi del discorso e della conversazione.
Dimensioni applicative
- Discomunicazione: definizione, comunicazione ironica, seduttiva, menzognera, patologica.
- Comunicazione nei e fra i gruppi e nelle organizzazioni: comunicazione e influenza sociale, comunicazione persuasiva, pettegolezzo, comunicazione e decisione di gruppo, comunicazione e relazione fra gruppi.
- Dai mass media ai new media: comunicazione pubblicitaria e mass media, comunicazione politica e mass media, comunicazione digitalizzata e new media.
La comunicazione umana: principali modelli teorici e definizioni
Osservando il nostro comportamento e quello degli altri, siamo abituati a fare delle ipotesi sulla base di alcune premesse dettate delle azioni concrete osservabili e descrivibili, ciò che aggiungiamo in più è personale. Tutto questo avviene in maniera automatica, spesso non ricordandoci che l’ipotesi che facciamo è solitamente esposta ad un salto comunicativo. L’esperienza avviene in microcontesti e nella vita quotidiana. In alcuni casi a volte ci sbagliamo, in altri qualcosa va storto nello scambio comunicativo con le altre persone senza sapere il perché; è bene ricordare che l’attenzione che prestiamo ad un’altra persona non sempre è al 100%.
Più siamo consapevoli di ciò che pensiamo più abbiamo la possibilità di fare una serie di riflessioni e di orientare il nostro comportamento in modo più efficace nella vita quotidiana. Ognuno ha già una serie di modelli su come funziona la comunicazione verbale con le altre persone, relativa al modo in cui stiamo dentro agli scambi comunicativi.
Capitolo 1. Punti della sezione
- Intro: complessità e multidimensionalità della comunicazione umana.
- Principali approcci teorici allo studio della comunicazione.
- Una definizione di comunicazione.
- Funzioni di base della comunicazione.
La comunicazione come attività complessa e sofisticata
- Il soggetto umano è un essere comunicante (oltre che pensante, emotivo e sociale).
- Ogni essere umano può scegliere se e in che modo comunicare, non se essere comunicante o meno.
La comunicazione umana è un’attività complessa e sofisticata, la dimensione di essere umano in quanto essere comunicante è strutturale, tanto quanto la dimensione sociale. Siamo una specie che ha bisogno della dimensione sociale per la propria sopravvivenza, una specie che ha fatto della comunicazione un elemento chiave dell’evoluzione, così come lo è la dimensione cognitiva, del ragionamento, del pensiero, oltre a quella emotiva. Le emozioni sono datate di grande importanza fin dall’inizio, in quanto supportano le reazioni di attacco e fuga, come la rabbia e la paura. La dimensione comunicativa, il fatto di essere in comunicazione con gli altri ci definisce in quanto specie umana.
La comunicazione umana ha molteplici dimensioni
- È un’attività eminentemente sociale.
Fin da quando nasciamo ci appropriamo degli strumenti utili a comunicare di un determinato gruppo sociale. La comunicazione centra con la dimensione sociale perché ci consente di stabilire le relazioni con gli altri, le qualifica, ci aiuta a costruirle e modificarle. Qualunque sia lo scambio comunicativo per capire cosa sta succedendo non posso prescindere dal chiedermi: “Chi sono gli interlocutori?” “Che tipo di relazione c’è tra loro?”. Questa dimensione è fondamentale in quanto gioca un ruolo nel come lo scambio si struttura, si organizza e come procede nel tempo.
- Comunicazione è partecipazione (condivisione di significati).
La comunicazione partecipativa richiama al fatto che abbiamo a che fare con interlocutori che svolgono un ruolo, entrambi attivo all’interno dello scambio. Quando osserviamo lo scambio ci dobbiamo chiedere: “In che modo entrambi gli interlocutori, o tutti gli attori in gioco, stanno partecipando?” “In che modo portano il loro contributo allo scambio in atto e giocano un ruolo attivo alla prosecuzione dello scambio stesso?”. Necessitiamo di osservare ciò che stanno facendo gli altri interlocutori e assumere in maniera molto flessibile uno sguardo che si sposta di volta in volta da un interlocutore all’altro. Partecipare a uno scambio comunicativo o giocare un ruolo attivo lo si fa anche rimanendo in silenzio e non guardando la persona che sta parlando; i contributi da osservare sono tanti e spesso anche mutevoli.
- È un’attività eminentemente cognitiva.
L’attività cognitiva è quella che in qualche modo ha a che fare con ciò che sta nella mente degli interlocutori. Ognuno di noi è un essere umano caratterizzato da un insieme di opinioni, desideri, intenzioni etc. dunque ognuno di noi è assolutamente unico; da questo punto di vista c’è un rapporto molto forte con la dimensione cognitiva, perché la comunicazione è uno strumento molto potente che consente di manifestare all’esterno il proprio mondo interno, dunque l’insieme delle mie intenzioni etc. La comunicazione svolge, rispetto a questo, una funzione proposizionale: mette in proposizioni, struttura e organizza il pensiero in un formato che sia comunicabile e condivisibile con altre persone. Le comunicazioni che abbiamo con gli altri possono avere un impatto molto forte sul nostro mondo interno, arricchendolo, modificandolo etc. Si diventa consapevoli del fatto che esistono modi diversi di osservare la stessa cosa. Quando osserviamo uno scambio comunicativo non possiamo non chiederci in che modo ciò che stanno dicendo gli interlocutori esprime ed è manifestazione dei loro sistemi e di ciò in cui credono, delle loro opinioni, intenzioni e che cosa li porta a dire quello che dicono nel mondo in cui lo dicono e in che modo ciò che dicono modifica le loro prospettive.
- Non è disgiunta dalla discomunicazione.
Caratterizzata da una forma di opacità intenzionale piuttosto grossa; corrisponde a tutte quelle situazioni in cui non si esprime esattamente quello che si intende, dove l’implicito prevale sull’esplicito.
- È strettamente connessa con l’azione.
Grazie all’azione possiamo intervenire sulla realtà che ci circonda, non fisicamente, ma attraverso quel processo articolato di costruzione di significati; abbiamo un grande strumento di comunicazione per esprimere i nostri bisogni. La comunicazione ha una dimensione imprescindibile di azione grazie anche al fatto che la comunicazione è essa stessa un’azione: per il semplice fatto di parlare sto compiendo delle azioni.
Neuroni mirror
I neuroni mirror si attivano sia quando compiamo delle azioni che quando le osserviamo, la reazione del nostro cervello reagisce ugualmente in entrambi i casi. È bene notare che questo tipo di attivazione a livello neurofisiologico cessa di esistere nel momento in cui non guardo l’altro mentre parlo con lui.
L’uso del linguaggio non è mai neutro; dobbiamo assumerci la responsabilità degli scambi comunicativi, proprio per la capacità di poter cambiare le cose—respons-abilità—> ostruire una nostra abilità di risposta alle situazioni. Formulare un’interpretazione: “Sulla base di queste osservazioni (occhi al cielo, si muove molto, gesticola)... secondo me... (è arrabbiato)”.
Alcune definizioni:
- Proselita > gestione dello spazio interpersonale.
- Contatto fisico -> Aptica -> tutto quell’ambito legato allo studio dei comportamenti di contatto, sistemi di significazione.
Punti di vista sulla comunicazione
Principali punti di vista sulla comunicazione
- Approccio matematico
- Approccio semiotico
- Approccio pragmatico
- Approccio sociologico
- Approccio psicologico
Una volta compreso il significato della frase dal punto di vista linguistico, bisogna dotarsi di livelli di lettura sempre più sofisticati.
Approccio matematico: comunicazione come trasmissione di informazioni
Comunicazione come oggetto di studio scientifico, un processo studiabile con moderni metodi scientifici risalente alla metà del secolo scorso.
L'informazione
- Il concetto principale è quello di informazione (dimensione base della realtà accanto a quelle di massa ed energia).
- Diversamente da altre risorse, l’informazione è:
- Espansiva (diffusiva, si riproduce e non si consuma, condivisa e non scambiata come ad esempio l’energia).
- Comprimibile
- Facilmente trasportabile
- Informazione come “Una differenza che genera differenza” (non è il semplice dato in sé ma la relazione fra due o più dati, in grado di generare ulteriori conoscenze).
- Possedere un’informazione significa avere una mappa più definita della realtà: significa eliminare/attenuare aree di ambiguità e possibilità di errori nelle scelte e decisioni.
È una delle nozioni fondanti, l’informazione è fondamentalmente espansiva ed è condivisibile, si tratta di un’entità particolare che nel momento in cui viene passata non viene persa da chi la passa, significa entrare in un ordine di ragionamento di qualcosa che è anche comprimibile, facilmente trasformabile.
Passaggio di informazione non come passaggio di dati, considerata come una differenza che genera differenza, è un’espressione non di mediata comprensione, (es. il colore del semaforo nel momento in cui sono a una distanza di 20m lo osservo, il dato percettivo in quanto tale è un determinato qualcosa, il semaforo che si distacca dallo sfondo; parlando di informazione, il verde del semaforo, non è il dato ma la differenza in un sistema che genera, che è associato a una differenza in un altro sistema).
Il concetto di informazione non è così immediato, a livello comune viene considerato come il dato in quanto tale ma in realtà il dato per avere un valore informativo deve essere qualcosa di più, trasformandosi in una differenza che genera differenza. Possedere delle informazioni significa sviluppare e possedere una mappa più precisa della realtà.
Il modello di Shannon e Weaver
Comunicazione come trasmissione di informazioni = Passaggio di un segnale da una fonte A attraverso un trasmettitore lungo un canale a un destinatario B grazie a un recettore.
Anche se la comunicazione fosse solo un passaggio di informazione metterebbe in gioco un codice e una serie di componenti. La comunicazione richiede: una fonte, almeno un destinatario e l’idea che questa informazione passi dalla fonte al destinatario, in mezzo deve esserci un trasmettitore.
Presentazione schematica del processo di trasmissione dell’informazione (Shannon e Weaver)
Rumore
- Fonte
- Encoding
- Trasmettitore
- Segnale
- Messaggio
- Destinatario
- Recettore
- Decoding
Canale -> il messaggio viaggia lungo il canale, l’aria
- Encoding / Decoding -> il codice in un processo di passaggio di informazioni è necessario affinché queste vengano codificate dalla fonte e decodificate dal destinatario
- Rumore -> lungo il canale l’intensità del segnale legato alla mia voce è necessario che si mantenga più alto rispetto al rumore
Frecce tutte dalla fonte al destinatario, passaggio da A a B, sebbene in realtà necessitiamo di aggiungere qualcosa che nella continua presa di turno torni dal destinatario (che man mano diviene fonte) alla fonte.
Destinatario e fonte in uno scambio comunicativo quotidiano sono due interlocutori che alternano dinamicamente e continuamente le loro posizioni.
È importante che funzionino il recettore e la decodificazione, dunque che ci sia un codice condiviso e che il trasmettitore funzioni bene.
Il feedback
Shannon e Weaver aggiungono a questi primi elementi il concetto di feedback, il quale corrisponde alla quantità di informazione che dal ricevente ritorna all’emittente. Qualunque forma in risposta ad un atto comunicativo è un feedback, ciò che ritorna dal destinatario alla fonte. È un concetto imprescindibile, non esiste un atto comunicativo che possiamo analizzare astratto dal contesto. Questo aspetto è centrale nella comunicazione ed è dotato di grande rilevanza, presente già nell’approccio matematico.
Integrazioni - Il modello matematico
Il modello matematico è integrato inoltre da alcuni concetti:
- Rumore -> insieme degli elementi ambientali che interferiscono con la trasmissione del segnale
- Ridondanza -> ripetizione nell’operazione di codifica del messaggio per favorire la sua decodifica
- Filtro -> processo di selezione di alcuni aspetti e proprietà del segnale rispetto ad altri nell’operazione di decodifica
Modello introdotto da Shannon e Weaver, in alcuni casi se ci sono dei concetti molto importanti nel corso del passaggio alcune informazioni si possono perdere, è dunque necessario che la fonte inserisca alcuni elementi di ridondanza all’interno del messaggio, per fare inoltre sì che un certo concetto venga compreso e risulti chiaro.
In generale ciò che può avvenire spesso da parte del destinatario è un processo di filtro, selezione, di alcuni aspetti di proprietà del segnale rispetto ad altri nel processo di decodifica; è un processo messo in atto inevitabilmente sempre nella comunicazione. Le nostre risorse attentive non sono infinite ma limitate, bisogna scegliere dove indirizzarle. Anche solo a livello percettivo mettiamo in atto dei filtri e dunque nel processo di decodifica (es. concentriamo lo sguardo sui gesti, piuttosto che sullo sguardo).
Il modello matematico
Il modello matematico implica una teoria forte del codice (condizione necessaria e sufficiente per comunicare è avere a disposizione un codice di trasmissione dei messaggi).
Limiti
Non vengono considerati altri fondamentali aspetti della comunicazione, quali:
- Elaborazione e condivisione di significati
- Intenzionalità e interferenza
- Multimodalità
- Contesto
La comunicazione è un atto multimodale, in quanto si avvale di diverse modalità verbali e non verbali dove l’accento è sia sul multimodale sia sul concetto di atto. La comunicazione è sempre anche un’azione. Il codice in comunicazione non vede solo con un unico sistema, ma con una complessità di sistemi e di segnalazioni verbali e non.
Il contesto corrisponde all’insieme delle condizioni spaziali, temporali, relazionali etc. non c’è significato senza contesto, all’interno del quale lo scambio e l’atto comunicativo avviene. Gioca un ruolo rilevante perché restituisce delle informazioni fondamentali: parlando di comunicazione umana non basta il codice, fin da subito dobbiamo sempre integrare le informazioni che provengono dal contesto.
L'approccio semiotico: comunicazione come significazione e come segno
La semiotica (o semiologia) è la scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale. Per la semiotica, la comunicazione è un processo di significazione:
- Capacità di generare significati
- Proprietà fondamentale di ogni messaggio di avere un senso e un significato per i comunicanti
Ci mette nelle condizioni di affacciarci su un processo fondamentale, quello di significazione, cioè la capacità di generare significati. I messaggi ci servono perché hanno la proprietà di avere un senso e un significato per le persone che comunicano; lo strumento che consente di fare questo è il segno, ossia un elemento chiave in questo processo di significazione.
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