Sommario
- Psicologia clinica............................................................................................................................. 1
- Psicologia clinica.......................................................................................................................... 1
- Concetti di normalità e patologia ..................................................................................................2
- Psicoterapia.................................................................................................................................. 3
- Il colloquio..................................................................................................................................... 4
- La malattia come minaccia...........................................................................................................7
- La malattia in età educativa ......................................................................................................... 9
- I disturbi psichici......................................................................................................................... 11
- L’immagine corporea................................................................................................................... 12
- Comunicare una cattiva notizia ..................................................................................................15
- Vissuti psicologici in reazione alle malattie e alle cure................................................................16
- Fatigue cancro correlata............................................................................................................. 19
- Anziano....................................................................................................................................... 20
- Dipendenze ................................................................................................................................ 23
Psicologia clinica
Antonella Agostini
antonella.agostini@unifi.it
Esame orale
13/06-03/07-06/09-20/09
Psicologia clinica
Branca della psicologia che cerca di analizzare, comprendere e trattare il disagio psichico e le disfunzioni comportamentali, aiutando le persone ad armonizzare pulsioni, bisogni, affetti e desideri del proprio mondo interno al fine di un migliore adattamento al mondo esterno.
Se il comportamento di un soggetto può essere descritto attraverso l’insieme di attività direttamente o indirettamente osservabili, è fondamentale prendere in considerazione la personalità individuale a cui si lega il concetto di competenza personale, capacità di far fronte ad un evento. A stimoli diversi si risponde in maniera diversa a seconda del nostro modo di essere.
Con il termine clinico ci si riferisce ad un metodo e ad una disciplina applicativa.
Metodo clinico
Utilizza il rapporto interpersonale come strumento di conoscenza. Non possiede una rigorosa obiettività al contrario del metodo sperimentale. L’individuo è osservato nel suo ambiente naturale, nella globalità del suo comportamento. Non raggiunge la scientificità del metodo sperimentale, ma ottiene informazioni impossibili da ottenere con altri metodi. A differenza del metodo statistico, quanto accomuna tutti gli appartenenti ad una specie, il clinico svolge la sua indagine sul singolo individuo o sul singolo gruppo.
Disciplina della psicologia clinica
È un settore della psicologia applicata, si avvale delle conoscenze dei principali orientamenti della psicologia generale, della psicologia sociale, della psicologia dello sviluppo, della psicologia dinamica e della psicologia del profondo al fine di sanare i problemi, di varia estensione e natura, che coinvolgono la personalità dell’individuo e che incidono sul benessere.
Due tendenze attraversano quest’area disciplinare:
- Una di supporto – Prevede che lo psicologo clinico fornisca informazioni e supporti conoscitivi tramite una strumentazione di tipo diagnostico e psicometrico al personale delle istituzioni, al medico, agli insegnanti, al personale dirigente delle aziende.
- Una di intervento – Si riferisce a qualsiasi intervento terapeutico, psicoterapia, volto ad adattare l’individuo alle situazioni precostituite o ad accompagnarlo nel suo processo di trasformazione e crescita.
Funzioni
- Diagnosi -> Valutazione clinica che consente di ottenere informazioni utili sulla natura, l’entità ed, eventualmente, le cause della problematica del paziente. Il fine è di giungere all’individuazione dei mezzi necessari alla sua risoluzione. La scelta del metodo valutativo dipende dallo scopo della valutazione, descrittivo o funzionale a un eventuale trattamento; dagli aspetti dell’individuo che si vogliono rilevare, metodo osservativo; dall’orientamento teorico del clinico. Due principali approcci valutativi: Psicometrico, si occupa della comparazione degli individui, in base a caratteristiche e tratti ben definiti, attraverso procedure standardizzate, i test obiettivi o proiettivi, allo scopo di inferire gli aspetti del soggetto connessi al disturbo; approccio psicodinamico, utilizza procedure meno obiettive, ma più specifiche perché connesse alle dinamiche psicologiche dell’individuo, allo scopo di identificare il tipo di trattamento più adeguato.
- Terapia -> A questa funzione fanno capo tutti i modelli terapeutici dei diversi orientamenti teorici. Questi differiscono per la diversa concezione della salute mentale e per i mezzi ritenuti necessari al raggiungimento delle finalità proposte. La scelta del modello è determinata, oltre che dalla natura del problema, dall’approccio teorico del clinico, psicoterapeuta.
- Ricerca -> Lo studio del processo della terapia e la verifica dei risultati attraverso il confronto con gruppi di controllo che consentono di valutare l’efficacia del trattamento. La ricerca riguarda la progettazione di nuovi interventi clinici, indagine epidemiologica e il lavoro con discipline affini, la psicopatologia e la psichiatria.
- Formazione del personale sanitario -> La finalità è la conoscenza psicologica di base. Anche per gli educatori, gli assistenti sociali, gli psicologi, conoscenze dei metodi terapeutici. Andare a formare gli infermieri per evitare, ad esempio, l’incorrere in burnout.
- Consulenza -> Svolta presso centri territoriali come asili, scuole, carceri, tribunali. I problemi riguardano la scuola, il matrimonio, il disadattamento. Lo scopo è correggere l’intervento dell’operatore informatico della natura dei problemi che gli si presentano.
- Prevenzione -> Consente la prevenzione circa l’insorgenza di comportamenti patologici come assunzione di droghe o alcol. Le modalità di prevenzione vengono attuate attraverso informazione, divulgazione scientifica.
Personalità
Può essere vista come un insieme di pattern di risposte emotive, motivazionali e comportamentali che si sviluppano durante la vita di un individuo e che presentano precise caratteristiche.
Influenzano i processi cognitivi e ne sono a una volta influenzati. Sono influenzati sia dalle esperienze precoci che dallo stato biologico del soggetto. Risentono dell’ambiente, sono modificabili, nonostante una personalità strutturata possono sempre esserci degli eventi che porteranno a modificartela.
Concetti di normalità e patologia
Patologia secondo modelli diversi
- Modello biologico: Prende in considerazione una causa organica, il comportamento patologico si manifesta attraverso un sintomo.
- Modello umanistico-esistenziale: Sostiene che il comportamento patologico non è altro che il fallimento o la mancata realizzazione delle aspirazioni di un soggetto.
- Modello comportamentista: I comportamenti patologici vengono appresi e sono il frutto di una distorta relazione tra gli stimoli ambientali o soggettivi, la risposta da parte del soggetto e la successiva risposta dell’ambiente.
- Modello psicodinamico: Il comportamento patologico è la manifestazione di conflitti irrisolti a livello psichico o tra la psiche e la realtà esterna.
- Secondo il senso comune, tipologie di comportamento considerate patologiche possono essere: molestia, bizzarria, es. persona che si lava le mani 80-100 volte al giorno, comportamento ossessivo-compulsivo, e originalità, emotività eccessiva o inappropriata, interferenza con le attività quotidiane.
Normalità
Può essere intesa come uno stato di completo benessere psichico e sociale, che non sempre coincide con l’assenza di malattia e che presenta alcune caratteristiche: capacità di stabilire rapporti interpersonali adeguati e soddisfacenti, capacità di partecipare in modo costruttivo alla modificazione e conservazione dell’ambiente con la persona in cui vive, capacità di adattarsi alle richieste esterne o ai conflitti interni.
Promuovere la salute e prevenire il disagio psicologico in ambito sanitario
- Attraverso la psicologia della salute con interventi di: prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
- Prevenzione primaria: interventi che facilitano comportamenti più sani e ostacolano il formarsi di stati di disagio e disadattamento. Es.: gravidanza, adolescenza, menopausa…
- Formazione degli operatori.
Psicoterapia
Definizione
Intervento professionale rivolto ad un individuo, una coppia, un nucleo familiare, un gruppo di persone finalizzato a raggiungere un cambiamento nel loro funzionamento mentale che risulta fonte di sofferenza e disadattamento, utilizzando una particolare tecnica psicologica, che viene impiegata secondo precise modalità e in base ad una determinata concezione teorica.
Si cerca attraverso la psicoterapia di raggiungere un cambiamento e portare la persona alla consapevolezza del problema, che se assente la persona non possederà la motivazione al cambiamento.
Gli approcci psicoterapeutici
Si distinguono modalità di psicoterapia, che riguardano le persone a cui la terapia è rivolta, e il tipo di psicoterapia, che riguardano l’approccio teorico e le tecniche pratiche della terapia.
Se si considerano le dimensioni fondamentali dell’esperienza umana si distinguono:
- Dimensione fisica.
- Dimensione cognitiva – I nostri pensieri.
- Dimensione comportamentale – Il nostro modo di comportarsi di fronte agli eventi.
- Dimensione interpersonale – Come ci si relaziona con gli altri.
- Dimensione spirituale.
Terapie comportamentali
Sono finalizzate a modificare i sintomi e i comportamenti patologici. Secondo questa prospettiva il comportamento, normale e patologico, è il risultato dell’apprendimento e si verifica sotto le influenze dell’ambiente.
Le tecniche terapeutiche si basano sul condizionamento o controcondizionamento che favoriscono lo sviluppo di comportamenti adattivi o sulle tecniche avversative e la desensibilizzazione mirate a indurre il controllo o eliminare comportamenti disturbanti.
Le terapie comportamentali si utilizzano specialmente sulle fobie.
Terapie cognitive
Questo approccio si fonda sulla premessa che il nostro modo di pensare influisca su ciò che sentiamo e facciamo.
Il modello cognitivo ipotizza che il pensiero distorto e disfunzionale sia comune a tutti i disturbi psicologici e che sia il responsabile del protrarsi delle emozioni dolorose e della sintomatologia del soggetto.
Le terapie cognitive si usano specialmente sui disturbi dell’umore.
Psicoanalisi
Cerca di comprendere le forze motivazionali e i conflitti che sottostanno alle manifestazioni patologiche. Secondo l’approccio psicoanalitico la persona manifesta un disturbo in quanto ha subito un trauma, fino a che non si fa tornare alla coscienza il trauma la persona non risolverà il problema.
Approccio umanistico
Secondo tale approccio la malattia mentale nelle sue varie forme è data da una distorsione dello sforzo che l’individuo compie per attuare le proprie potenzialità.
Diversamente, se vi è corrispondenza tra gli attributi che il soggetto crede di possedere e quelli che effettivamente possiede, egli potrà svilupparsi in modo unitario, autonomo e soddisfacente.
Approccio relazionale e sistemico
Affronta le dinamiche relazionali che si sviluppano nel nucleo familiare. Secondo questo approccio il comportamento patologico è dato da un’alterazione dei processi comunicativi interpersonali presenti all’interno di un sistema, esempio più classico, la famiglia.
Come tracciare il profilo di un soggetto
Gli approcci più importanti sono quello psicologico e biologico. L’approccio psicologico utilizza principalmente l’intervista o colloquio clinico. Il colloquio si differenzia da una conversazione informale o da un sondaggio di opinione per l’attenzione con cui l’intervistatore pone a come l’interlocutore risponde o non risponde alle domande. Il modello che segue lo psicoterapeuta influenza il tipo di informazione ricercata, il modo in cui viene condotto il colloquio e la sua interpretazione. Sono fondamentali il rapporto di fiducia che si viene a creare e i fattori situazionali. Il colloquio può essere più o meno strutturato, domande aperte/chiuse, i colloqui sono più strutturati quando si tratta di effettuare valutazioni diagnostiche basate sul DSM.
- Test psicologici: Sono procedure standardizzate che servono a delineare la personalità di un soggetto o il suo rendimento in un determinato compito.
- Questionari di personalità: Comprendere se la persona ad esempio vive una determinata situazione in modo negativo.
- Test proiettivi di personalità: Es. Disegni a cui la persona deve dare un’interpretazione di quello che vede.
- Test di intelligenza.
- Osservazione diretta del comportamento: Valutare come si comporta la persona da quando entra nella stanza, a quello che ci racconta e come lo fa, a come si atteggia, ecc.
Approccio biologico
- L’approccio biologico si avvale di esami diagnostici come la TAC, RMN, PET.
- Valutazione neurochimica: Permette l’analisi dei metaboliti dei neurotrasmettitori scomposti dagli enzimi.
- Misurazioni psicofisiologiche: Come ad esempio l’EEG.
Il colloquio
- Lo strumento più importante e più rilevante per lo psicologo clinico.
- Viene utilizzato sia per fini conoscitivi, valutazione di caratteristiche psicologiche, che per intervento, psicoterapia, aiuto psicologico.
- Il modo di condurre un colloquio varia a seconda delle caratteristiche di chi lo affronta, adulto vs bambino, individuo o coppia, obiettivi per cui viene svolto, approccio dello specialista.
- Prevede un’interazione almeno tra due persone, A e B, dove A svolge una funzione professionale, B è un paziente.
- Si svolge in un luogo che può essere di A, setting specifico, o di B, visita domiciliare.
- Il colloquio prevede un ambiente predisposto.
Utilizza:
- Materiale cognitivo/verbale, ciò che la persona pensa e riferisce a sé.
- Osservazione del comportamento del paziente.
- Relazione: Interazione tra la persona e lo psicologo/psicoterapeuta.
Può essere orientato:
- Al sintomo: descrittivo, il cui scopo è quello di classificare i disturbi e le disfunzioni del paziente in accordo con categorie diagnostiche definite.
- All’insight: L’intuizione, la consapevolezza dei propri sentimenti, delle proprie emozioni e dei movimenti del proprio comportamento, il cui scopo è quello di portare alla consapevolezza conflitti profondi cercando di risolverli.
- Si compone di diverse fasi: Preparazione dell’incontro, accoglienza, fase in cui ci si presenta e si accoglie la persona, focalizzazione, si mette la persona nelle condizioni di esprimere ciò che prova, approfondimento, si riassume quello che la persona ci ha detto e si cerca di approfondire aspetto che riteniamo importanti, chiusura, chiusura del colloquio, si fa un resoconto di ciò che è stato detto, e si decide un eventuale nuovo appuntamento.
- Obiettivi: Accuratezza, efficienza, supporto. Una comunicazione efficace promuove interazione e non solo passaggio di informazioni.
Cosa possiamo fare per rendere più efficace il colloquio?
Tecniche comunicative:
- Raccolta delle informazioni: Buon accoglimento, raccolta di dati anagrafici, condivisione del motivo per cui si svolge il colloquio, verifica di esperienze precedenti, dopo aver raccolto le informazioni si cerca di fare una sintesi, mantenere un atteggiamento di ascolto attivo, completare l’elenco delle informazioni inserendo alla fine la domanda: “Cos’altro vorrebbe aggiungere a quanto mi ha detto?”.
- Integrare gli ambiti di competenza.
- Gestione delle emozioni – All’interno dell’intelligenza emotiva si trova il riconoscere le emozioni dell’altro ed il concetto di empatia.
Per raccogliere le informazioni utili dalla persona occorre
- Buon accoglimento.
- Raccolta di dati anagrafici.
- Condivisione del motivo per cui si svolge il colloquio.
- Verifica di esperienze precedenti.
- Dopo aver raccolto le informazioni fare una sintesi.
- Mantenere un atteggiamento di ascolto attivo.
- Completare l’elenco delle informazioni inserendo alla fine la domanda: Cos’altro vorrebbe aggiungere a quanto mi ha detto?
Indagine aperta
Tecniche non direttive, aperte, centrate sulla persona:
- Uso del silenzio – Molto difficile, d’impatto emotivo anche per il professionista.
- Incoraggiamento non verbale – Tutto quello che si lega alla comunicazione non verbale, allo sguardo, movimenti del corpo e quant’altro.
- Facilitazioni e incoraggiamenti verbali – Incoraggia la persona a dire di più o a continuare la sua storia, trasmette ascolto. Esempi: Continua pure, sì… mi dica…
- Domande aperte non direttive – Usata per iniziare il colloquio o per introdurre un aspetto diverso. Segnala la disponibilità all’ascolto. Da usare tutte le volte che la persona introduce un nuovo argomento. Esempi di espressioni utilizzate per iniziare il colloquio: Come mai è qui? Qual è il motivo della sua visita? Mi dica. Espressioni che non impongono un contenuto specifico alla
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