Concetti Chiave
- La prova in corto circuito su un motore asincrono trifase si esegue bloccando il rotore e alimentando il motore con tensione ridotta per misurare la corrente nominale.
- Utilizzo di un variak per variare la tensione in ingresso e raccogliere dati su tensione e potenza di cortocircuito, con misurazioni effettuate ogni 1A.
- La tensione di cortocircuito aumenta linearmente con la corrente, arrivando al 25% della tensione nominale quando circola la corrente nominale.
- La potenza di cortocircuito presenta un andamento quasi parabolico, poiché le perdite nel rame aumentano con il quadrato della tensione.
- Durante la prova sono stati raccolti 10 dati utili per tracciare grafici relativi a tensione, potenza e fattore di potenza di cortocircuito.
5°C
24/04/2016
Strumenti utilizzati
Banco di lavoro C.A. e C.C. modello 2385-ES/EV, marca Elettronica Veneta Italy;
Multimetro digitale (utilizzato come amperometro), marca ELV modello 59546, portata 20A;
Multimetro digitale (utilizzato come amperometro), marca ELV modello 59546, portata 20A;
Multimetro digitale (utilizzato come amperometro), marca ELV modello 59546, portata 20A;
Wattmetro digitale, marca Metrix, modello Px-120 INV n°3123;
Motore asincrono trifase, marca Marelli, potenza nominale 4kW, tensione nominale 380V, corrente nominale 9A, fattore di potenza 0.8, rendimento 0.84,
Pcc=W1+W2 Qcc=(√3)(W1-W2) Scc= √Pcc²+Qcc² COSφcc= Pcc/Scc
*QUESTE FORMULE SONO SAREBBERO DOVUTE SERVIRE PER RICAVARE I DATI DELLA PROVA NEL CASO IDEALE.
Relazione sul procedimento seguito:
Qual è la procedura della prova?
La prova in corto circuito su un motore asincrono trifase viene effettuata bloccando meccanicamente il rotore e alimentando il motore con una tensione ridotta Vcc tale da far scorrere negli avvolgimenti la corrente nominale In.
Questa prova utilizza un variak (generatore variabile di tensione) per permetterci di variare la tensione in ingresso potendo raccogliere più dati a correnti diverse, infatti durante lo svolgimento della prova abbiamo rilevato 10 valori per la tensione di cortocircuito e per la potenza di cortocircuito scegliendo di prendere un valore di essi ogni unità di ampere.
Nella prova ideale di questa esperienza andrebbero utilizzati due wattmetri collegati secondo un inserzione Aron, nel nostro caso questo non è stato possibile vista la non disponibilità di due wattmetri, allora abbiamo deciso di effettuare le misurazioni attraverso l’utilizzo di un wattmetro digitale, avente la possibilità di calcolare autonomamente il fattore di potenza in cortocircuito, la tensione di cortocircuito, la potenza di cortocircuito e la corrente di cortocircuito, già misurata attraverso la media dei dati forniti dai tre amperometri.
Vista la tensione di alimentazione ridotta e il funzionamento in cortocircuito è possibile trascurare le perdite nel ferro, le perdite meccaniche (per attrito e ventilazione) e le perdite addizionali.
In questo modo si va a formare una corrente rotorica di corto-circuito molto elevata rispetto a quella di funzionamento , mentre la corrente che scorre nello statore viene definita “corrente di spunto”, ovvero la corrente che viene assorbita dal motore allo in fase di partenza.
Risultati e osservazioni
Durante questa prova abbiamo raccolto 10 dati utili a tracciare i grafici riguardanti l’andamento della tensione di cortocircuito in funzione della corrente, l’andamento della potenza di cortocircuito in funzione della corrente e l’andamento del fattore di potenza di cortocircuito in funzione della corrente di cortocircuito, variando di 1A ogni misurazione. La Vcc quando negli avvolgimenti circola la corrente nominale è circa il 25% della Vn, essa aumenta linearmente secondo la legge Vcc= 3*Zcc*Icc.
La potenza Pcc ha un andamento quasi parabolico dato che le perdite nel rame aumentano con il quadrato della tensione.
Abbiamo anche potuto verificare i cambiamenti degli andamenti dei grafici superando la corrente nominale del motore (9A), ricavata con la formula
Pn3*V*cosφ , arrivando fino a 10A.
Data:
Borgo Fornari lì
22/04/2016
Giudizio di merito
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Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale della prova in corto circuito su un motore asincrono trifase?
- Quali strumenti sono stati utilizzati per effettuare le misurazioni durante la prova?
- Come si comporta la tensione di cortocircuito in relazione alla corrente durante la prova?
- Quali osservazioni sono state fatte riguardo all'andamento della potenza di cortocircuito?
L'obiettivo principale è misurare la corrente nominale e raccogliere dati sulla tensione e potenza di cortocircuito, utilizzando un variak per variare la tensione in ingresso e analizzare il comportamento del motore in condizioni di corto circuito.
Sono stati utilizzati un banco di lavoro, multimetri digitali come amperometri, un wattmetro digitale e un motore asincrono trifase della marca Marelli, per raccogliere dati sulla corrente, tensione e potenza.
La tensione di cortocircuito (Vcc) è circa il 25% della tensione nominale (Vn) quando circola la corrente nominale, e aumenta linearmente secondo la legge Vcc = 3 * Zcc * Icc.
La potenza di cortocircuito (Pcc) ha mostrato un andamento quasi parabolico, poiché le perdite nel rame aumentano con il quadrato della tensione, e sono stati raccolti dati fino a 10A, superando la corrente nominale del motore.