Concetti Chiave
- Stefano Protonotaro, autore di "Pir meu cori alligrari", è un misterioso poeta della Scuola Siciliana, con scarse informazioni biografiche.
- Il componimento esprime la gioia d'amore, con il poeta che desidera cantare il suo amore dopo un lungo periodo di silenzio e nostalgia.
- Un tema centrale è l'ingiustizia di Amore, che colpisce l'uomo senza ferire la donna, creando una sofferenza asimmetrica nel rapporto amoroso.
- L'immagine della tigre simboleggia l'amante rapito dall'amore, che, come la tigre di fronte a uno specchio, dimentica il dolore e si perde nella propria bellezza.
- Il poeta sostiene che la pazienza nell'amore porta alla ricompensa, enfatizzando l'importanza di sopportare le sofferenze per ottenere la felicità.
Pir meu cori alligrari,
chi multu longiamenti
senza alligranza e joi d’amuri è statu,
mi ritornu in cantari,
5 ca forsi longiamenti
ca forsi levimenti
da dimuranza turniria in usatu
di lu troppu taciri;
e quandu l’omu ha rasuni di diri,
10 ben di’ cantari e mustrari alligranza,
ca senza dimustranza
joi siria sempri di pocu valuri:
dunca ben di’ cantar onni amaduri.
E si pir ben amari
15 cantau jujusamenti
omu chi avissi in alcun tempu amatu,
ben lu diviria fari
plui dilittusamenti
eu, chi son di tal donna inamuratu,
20 dundi è dulci placiri,
preju e valenza e jujusu pariri
e di billizzi cutant’abundanza
chi illu m’è pir simblanza,
quandu eu la guardu, sintir la dulzuri
25 chi fa la tigra in illu miraturi;
chi si vidi livari
multu crudilimenti
sua nuritura, chi ill’ha nutricatu:
e sì bonu li pari
30 mirarsi dulcimenti
dintru unu speclu chi li esti amustratu,
chi l’ublïa siguiri.
Cusì m’è dulci mia donna vidiri:
ca ’n lei guardandu me[t]tu in ublïanza
35 tutta autra mia intindanza,
sì chi istanti mi feri sou amuri
d’un colpu chi inavanza tutisuri.
Di chi eu putia sanari
multu leg[g]eramenti,
40 sulu chi fussi a la mia donna a gratu
meu sirviri e pinari;
m’eu duttu fortimenti
chi, quandu si rimembra di sou statu,
nulli dia displaciri.
45 Ma si quistu putissi adiviniri,
ch’Amori la ferissi di la lanza
che mi fer’e mi lanza,
ben crederia guarir di mei doluri,
ca sintiramu engualimenti arduri.
50 Purrïami laudari
d’Amori bonamenti
com’omu da lui beni ammiritatu;
ma beni è da blasmari
Amur virasimenti
55 quandu illu dà favur da l’unu latu
e l’autru fa languiri:
chi si l’amanti nun sa suffiriri,
disia d’amari e perdi sua speranza.
Ma eu suf[f]ru in usanza,
60 ca ho vistu adess’a bon suffirituri
vinciri prova et aquistari unuri.
E si pir suffiriri
ni per amar lïalmenti e timiri
omu acquistau d’amur gran beninanza,
65 digu avir confurtanza
eu, chi amu e timu e servi[vi] a tutturi
cilatamenti pluPrima di elaborare la parafrasi e procedere all’analisi del componimento poetico occorre riportare alcune informazioni sul carattere della lingua siciliana in uso al tempo di Federico II e presentarne l’autore.
Indice
Stefano Protonotaro e la Scuola Siciliana
Stefano Protonotaro è un personaggio alquanto misterioso e di cui si hanno scarse notizie biografiche. I documenti ci dicono che sarebbe originario di Messina e che potrebbe essere identificato con un certo Gianfranco Contini, sicuramente in vita tra il 1261 e il 1301. Qualche studioso, invece lo identifica con un certo Stefano da Messina che fu traduttore dal greco in latino di due trattati arabi di astronomia.. Di lui ci rimangono tre canzoni fra cui la più importante è Pir meu cori allegrari, per essere l’unico testo della Scuola siciliana che ci è pervenuto nel suo aspetto linguistico originale. Il cognome Protonotaro sarebbe derivato dal fatto che alla corte di Federico II egli ricopriva l’incarico di capo dei notai del re.
Quali sono le caratteristiche linguistiche del siciliano?
La veste originale del testo ci è arrivata grazie alla trascrizione di un erudito del Cinquecento che lo copio da un codice manoscritto che ora è andato perduto. Il siciliano era una lingua molto elaborata dal punto di vista artistico, che per questo, può essere definita illustre.
Molto frequenti sono i provenzalismi (di solito i termini che finiscono in -anza): alligranza (= allegria, gioia), abundanza, simblanza (= aspetto, sembianze), ublianza (oblio), intindanza (= interesse), beninanza (= benessere), confurtanza (= conforto), dimuranza (= indugio), a cui si può aggiungere “levimenti” (= facilmente). Inoltre abbiamo alcune differenze rispetto al toscano: la ō, la ū, la ŭ latine, nel siciliano si trasformano in u, mentre in toscano abbiamo (esempio: valuri, dimustranza, pocu, mentre in toscano si ha valore, dimostranza e poco), la ē, la ī e la ĭ in siciliano danno i e in toscano e (esempio: placiri, vidiri contro piacere e vedere). Da notare anche la forma del condizionale siciliano: siria, turniria, diviria, putia, crederia, purrïami.
Tema della gioia d'amore
Il tema della canzone è quello della gioia d’amore: il poeta prova l’esigenza di cantare il sentimento amoroso da cui è stato privato per molto tempo. Egli si è innamorato di una donna talmente bella che, di fronte a lei, si sente rapito come la tigre davanti allo specchio. Tuttavia, invece di considerare la situazione senza via di uscita,, il poeta preferisce sognare il giorno in cui la donna si commuoverà vista l’ostinata pazienza dell’innamorato e alla fine corrisponderà al suo amore. Anche se egli, per il momento attraversa un momento di sofferenza, non può fare a meno di rallegrarsi il cuore, tanta è la gioia che gli fanno provare la bellezza e le virtù della donna amata.
Ingiustizia dell'amore
Nel componimento è presente un altro tema: l’ingiustizia dell’amore. Nel componimento, la situazione coppia degli amanti si allarga fino a diventare un triangolo, il cui terzo vertice è Amore. Ad esso, si fa risalire l’innamoramento del poeta e l’indifferenza della donna amata: Amore è da rimproverare (= biasimari) per la sua ingiustizia, visto che con la sua freccia ha trafitto l’uomo, ma non la donna. SE nel futuro la freccia di Amore trafiggesse anche la donna, a questo punto il poeta si potrebbe compiacere. In ogni modo, è meglio attendere pazientemente perché chi sopporta, alla fine ha la ricompensa meritata. Questo meccanismo dell’innamoramento è importante perché sta alla base dello Stilnovo di Dante, di Cavalcanti e della stessa poesia del Petrarca, in cui Amore è sempre presente attivamente e personificato.
Immagine della tigre
Una riflessione a parte deve essere fatta a proposito dell’immagine della tigre (= tigra nel testo), che a noi moderni pare strana e incomprensibile. Secondo la tradizione medioevale, la tigre avrebbe un singolare modo di comportarsi: privata dei tigrotti, la tigre se li lascia portar via, se i cacciato hanno disseminato lungo il percorso dei pezzetti di specchio. La tigre attirata dalla sua immagine si dimentica di tutto fino al punto di lasciarsi sottrarre i cuccioli senza reazione alcuna. Questa immagine esprime il motivo del fin’amor (= amore perfetto), secondo cui l’amante rapito da Amore, non pensa più a nulla, rapito com’è dal sentimento amoroso. Amore ha anche una funzione autodistruttiva, come la tigre non si accorge che ha perso i suoi cuccioli. Inoltre Amore fa sì che l’amante si rispecchi in modo narcisistico nella passione cortese, come se fosse davanti ad uno specchio.
Riflessioni finali sulla poesia
Poiché il mio cuore è allegro, dato che per molto tempo non ha provato alcuna gioia d’amore, riprendo a cantare, altrimenti per il troppo tacere potrei trasformare l’indugio in abitudine; ma quando si ha un buon motivo per scrivere poesie, ben si deve cantare e mostrare allegria, perché, senza manifestazione, la gioia sarebbe di poco valore. Dunque una persona che ama, deve cantare.
E se colui che avesse in qualche tempo amato, cantò con gioia il suo amore perfetto, con maggior diletto, ben dovrei farlo io, che sono innamorato di donne affascinante, di pregio, di valore, di aspetto gioioso e talmente bella che mi sembra, quando la guardo, di sentire la dolcezza che prova la tigre dinnanzi allo specchio.
[la quale tigre] che si vede sottrarre molto crudelmente i cuccioli che ha allevato: e nonostante questo le piace guardare dolcemente la propria immagine riflessa in uno specchio, tanto che si dimentica di star loro dietro.
Allo stesso modo, mi è dolce vedere la mia signora; guardandola dimentico ogni mio altro interesse per cui il suo amore mi ferisce di una ferita che si aggrava sempre più
Io avrei potuto essere sanato molto facilmente da tale ferita, a condizione che fossero graditi alla mia signora il mio servire e le mie pene; tuttavia temo fortemente che le possano spiacere se riflette sul proprio stato. Ma se dovesse che Amore la ferisca con la lancia che già mi ferisce e trafigge, io crederei di poter guarire dai miei dolori, dato che proveremmo lo stesso ardore.
Francamente, potrei compiacermi di Amore, come colui che ne è stato ben ricompensato; ; ma è da biasimare Amore, veramente, quando a una parte concede i suoi favori e fa languire l’altra; perché se l’amante non sa sopportare, desidera amare perde l’oggetto della sua speranza. Ma io sopporto per abitudine, perché ho visto sempre che colui che sopporta con pazienza, vince la prova e ha diritto alla ricompensa.
E se per sopportare o per amare lealmente e temere, qualcuno ha acquistato dall’amore un grande benessere, devo confortarmi io, che amo e temo e vi servo sempre di nascosto, più di qualunque altro amante.[Ritroviamo il tema della segretezza dell’amore che va protetto e difeso dalle malelingue, caratteristico della letteratura provenzale].
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della canzone "Pir meu cori alligrari"?
- Come viene rappresentata l'immagine della tigre nel componimento?
- Qual è la critica che il poeta rivolge ad Amore?
- Qual è la posizione del poeta riguardo alla pazienza nell'amore?
- In che modo il poeta esprime il suo desiderio di cantare?
Il tema principale è la gioia d'amore, espressa attraverso il desiderio del poeta di cantare il suo sentimento amoroso, da cui è stato privato per lungo tempo.
La tigre simboleggia l'amante rapito dall'amore, che, come la tigre davanti allo specchio, dimentica tutto, incluso il dolore della perdita, mentre si lascia affascinare dalla propria immagine.
Il poeta critica Amore per la sua ingiustizia, poiché ferisce l'uomo senza colpire la donna amata, creando una situazione di sofferenza per l'innamorato.
Il poeta sostiene che chi sopporta con pazienza le pene dell'amore alla fine riceverà la ricompensa meritata, evidenziando l'importanza della perseveranza.
Il poeta afferma che, avendo ritrovato la gioia nel suo cuore, sente l'esigenza di cantare e mostrare la sua allegranza, poiché senza manifestazione, la gioia sarebbe di poco valore.