Indice
Contesto storico
Come ben noto, nella prima metà del Seicento, il ducato di Milano era sotto la dominazione spagnola per cui gli incarichi di prestigio erano assegnati da Madrid a persone altolocate spagnole: questo è il caso di don Antonio Ferrer, gran cancelliere, il quale riscuote la simpatia del popolo perché aveva provveduto a calmierare il prezzo del pane. Durante il tumulto del 7 novembre, fidando della sua popolarità, egli interviene per salvare il vicario, con la scusa di condurlo in prigione. Ferrer riesce nell’intento, dopodiché la carrozza si allontana.Frasi in spagnolo con traduzione e significato
Nella scena dell’arrivo del gran cancelliere, capitolo XIII, nel testo sono inserite alcune frase in spagnolo con cui l’uomo si rivolge al suo cocchiere, Pedro, o al vicario di provvisione, una volta recuperato:
1) “e diceva fra sé – por mi vida que de gente –“
2) “adelante, Pedro, si puedes” = Avanti, Pietro, se ti è possibile
3) “Sì, signori, pane, abbondanza. Lo condurrò io in prigione, sarà gastigato…. Si es culpable” = se è colpevole
4) “Ox! Ox! guardaos!”, “via, via, non si facciano male, signori, facciano attenzione [il destinatario è la folla]
5) “Adelante, presto, con juicio” = Avanti, in fretta, con molta attenzione
6) “per ablandarlos” = per rabbonirli [qui, don Ferrante si rivolge al vicario, nascosto quasi accucciato, sul fondo della carrozza e si riferisce al popolo in rivolta a cui ha appena detto “Sì, signori: pane e giustizia: in castello, in giustizia, sotto la mia guardia”]
7) “Venga Usted con migo”.
8) “……ma diceva intanto fra sé: “aquí està el busilis! Dios nos valga!” = .........Qui sta la difficoltà. Che Dio ci aiuti
9) “Esto lo digo pour su bien” = Questo lo dico per il suo bene. Anche questa frase è rivolta al vicario, ma prima ha dichiarato al popolo che il castigo sarà severo
10) “Perdone, usted.” Don Ferrante chiede scusa al vicario per aver affermato davanti al popolo che egli è un birbante e uno scellerato.
11) “.... si es cupable” = Se è colpevole di qualcosa
12) “Animo: estamos ya quasi fuera” = Coraggio,ne siamo quasi usciti (il destinatario è ancora il vicario), ma, prima, don Ferrante ha ricordato che il vicario si trova in una situazione difficile e sarà sistemato come si deve.
13) “…beso a Usted las manos”, un saluto rivolto alla milizia che era venuta in aiuto, ma che in realtà non era servita a nulla, poiché l’autorità civile era stata inferiore a quella militare: il tono ironico è evidente.
Da questo punto in poi, seguono delle considerazioni dei due uomini su quanto è accaduto: esse rivelano il vero pensiero di don Ferrante e quindi è espresso il spagnolo. Esse mettono in risalto come quello che conta è l’apparenza e il mantenimento dell’onore e della dignità di fronte alla corte spagnola e non il benessere del popolo di Milano.
14) “Levantese, levantese, estamos y fuera” – Si può alzare, si può alzare, ne siamo fuori, dal tumulto
15) “.......que dirà de esto su excelencia...?” Sua eccellenza è riferito a don Gonzalo, governatore di Milano
16) “Que dirà el conde duque....?” Il conte a cui si fa riferimento è il conte d’Olivares, primo ministro del re di Spagna
17) “Que dirà el rey nuestro señor...?” “...... Dios lo sabe.”
18) “Usted farà quello che sarà più conveniente por el servicio de su magestad”. Questa è la reazione di don Ferrante alla decisione del vicario di dare le dimissioni dall’incarico.
Commento
Ferrer, da grande commediante, accompagna a gesti e ad espressioni del volto molto studiati, ricorre a parole articolate su due registri linguistici. Quello italiano ha un valore demagogico e si incentra su termini quali “pane”, “abbondanza” e “prigione” [per il vicario], rivolgendosi direttamente alla folla che lo sostiene. Quello spagnolo rivela l’autentico pensiero dell’uomo, la sua insofferenza per il popolo come se si rivolgesse ad una immaginaria platea, proprio come un personaggio di teatro. Il suo cocchiere Pedro traduce in modi più rozzi e scoperti il sentimento del padrone, fatto di dissimulazione. Ad alta voce, in italiano, perché la folla lo intenda bene, don Ferrante dice di essere venuto per condurre il vicario di provvisione in prigione e per riservargli il castigo che si merita, ma poi, sottovoce, in spagnolo aggiunge “si es cupable”.Apparentemente, don Ferrer prova una certa compiacenza nel trovarsi in mezzo alla folla che lo acclama, distribuendo gesti di amicizia e sorrisi come era solito fare in presenza del re, ma nel vedersi tanta gente intorno, in spagnolo esprime paura nel vedere così tanta gente (=… por mi vida que de gente”) e si china verso il cocchiere per dirsi di fare tutto il possibile per andare avanti. Molto significativa per individuare il vero pensiero del gran Cancelliere è l’espressione “Ox! Ox! Guardaos”. In spagnolo il termine “Ox! Ox”! È adoperato per allontanare i polli (in italiano potrebbe essere, “Sciò! Sciò!”). È probabile che Manzoni l’abbia messa in bocca al Ferrer per indicare uno scambio intenzionali della folla con degli animali che ci stanno intorno e che procurano fastidio.