Un orto urbano per Milano
Progetto di riqualificazione di un’area trascurata da anni di Raffaele Gallo, Linda Rinaldo, Matteo Romano CLEACC 11
Fonte: Google Maps
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Introduzione: l’analisi del contesto
Il presente lavoro si configura come un progetto di riqualificazione dell’area verde adiacente al parco Baden Powell, affacciata su via Elia Lombardini, nel Municipio 6 del Comune di Milano. Dal 1 Piano di Recupero dello Studio Associato di Architettura Ferrazza Gatti, che si è occupato della progettazione del parco e di alcuni edifici ad esso prospicienti, si legge quanto segue.
L’area all’angolo tra le vie Lombardini e Autari è separata dal resto del parco da un lato da un salto di quota di circa m. 3.00 e dall’altro dalla presenza di un fabbricato, su via Autari: si determina così un grande rettangolo, di circa mq. 5.000, attestato sulla via Lombardini.
Il progetto del Parco prevedeva la generale pavimentazione dell’area in terra battuta stabilizzata con speciale additivo o in asfalto, al fine di garantire un uso polivalente dell’area. Questa parte del progetto non è ancora stata realizzata, ma ne è presumibile una sostanziale revisione.
Il parco è stato inaugurato nel 2005, ma l’area, sebbene sia stata recintata (dalla società ex Navir, a seguito di un contenzioso con il Comune) e sporadicamente scerbata, è stata sostanzialmente abbandonata a sé stessa, e ad oggi si presenta come in foto.
All’ambizione di restituirla ai cittadini ha subito fatto seguito la riflessione su quale fosse, in tal senso, la destinazione d’uso più adatta per tale spazio, con la convinzione di non poter prescindere dal contesto urbano in cui esso è inserito. Il primo passo, a tale proposito, è stato quello di appurare che l’area fosse di proprietà comunale, e di verificare i motivi del suo abbandono nonché la presenza di eventuali progetti per il suo recupero e per la riqualificazione della zona circostante.
2 Si è dunque risaliti ad una nota pubblicata dal Comune di Milano in data 20 gennaio 2016, in cui si legge che, in seguito all’approvazione di un Piano Integrato d’intervento da parte della giunta di Palazzo Marino, è prevista “una riqualificazione di tutta la zona, con l’edificazione di residenze […], uffici e negozi di prossimità […]; la sistemazione della viabilità, con l’allungamento di via Autari e il suo collegamento a via Lombardini; il recupero edilizio e funzionale delle due palazzine di proprietà comunale in Ripa di Porta Ticinese […], dove sorgeranno nuovi spazi e servizi riguardanti il mondo delle due ruote”.
Ancora più interessante, ai fini del progetto, è stata la scoperta che nello scalo ferroviario di Porta Genova, che durante il periodo di Expo Milano 2015 è stato la sede del 3 Mercato Metropolitano, è prevista l’apertura del Mercato Agricolo, che si differenzia dal primo per una maggiore attenzione al mondo dell’agricoltura e in particolare dell’orticultura.
Come si 4 legge in un articolo apparso su Repubblica.it il 19 agosto 2016, rispetto al Mercato Metropolitano (che da maggio a ottobre 2015 ha saputo attrarre più di tre milioni di persone e che è stato apprezzato anche dai residenti per la capacità di riqualificare un’area rimasta fino a quel momento in disuso e di ridare vita all’intero quartiere) il format “non cambia: una nutrita offerta di street food d’autore accompagnata da spazi dedicati agli orti urbani, alla cultura alimentare e all’orticultura fai da te. […] Tra le varie attività che animeranno lo spazio ci saranno anche corsi di orticultura di base, mercati stagionali a rotazione con i singoli produttori in loco, negozi per la vendita di prodotti di orticoltura amatoriale”.
Sebbene tale notizia sia stata riportata da diversi giornali, sia nazionali che locali, l’assenza di note ufficiali pubblicate dal Comune di Milano in merito ha fatto sì che si procedesse a contattare telefonicamente il consorzio Unaproa, che già aveva gestito il Mercato Metropolitano e che si è fatto promotore del Mercato Agricolo, dal quale, sebbene non sia stata rivelata una data ufficiale di apertura, sono arrivate conferme sul fatto che il progetto è in atto ed andrà effettivamente in porto.
Dall’analisi del contesto effettuata, pertanto, risulta che:
- Parte dell’area che il presente lavoro si propone di riqualificare verrà asfaltata e aperta al traffico, in modo da collegare via Autari a via Lombardini. Ciò implica che, rispetto all’ampiezza attuale di circa 6.400 metri quadrati, l’area in questione si estenderà per circa 5.000 metri quadrati (come previsto, del resto, nel progetto originario dello studio di architettura Ferrazza Gatti);
3 Il Mercato Metropolitano è stato poi chiuso per dissesto finanziario, ed è in atto un contenzioso tra il consorzio Unaproa e la società di scopo Qualitalia (http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_aprile_09/societa-schiacciata-debiti-flop-mercato-metropolitano-3eb1e102-fe1e-11e5-9678-8403d0d80f1f.shtml). Nel presente lavoro non ci si è soffermati sull’aspetto giuridico e finanziario della vicenda, perché ritenuta marginale ai fini del progetto. Ci si limita a far presente, ad ogni modo, che dalle informazioni raccolte, il Comune di Milano ha chiesto ed ottenuto da Unaproa le garanzie necessarie per procedere all’implementazione del progetto del Mercato Agricolo.
- Due edifici comunali, attestati su Ripa di Porta Ticinese, verranno recuperati per creare un nuovo spazio dedicato al mondo delle due ruote e della mobilità sostenibile;
- Nello scalo ferroviario di Porta Genova verrà riproposta, nella forma del Mercato Agricolo, la positiva esperienza del Mercato Metropolitano, con una più evidente focalizzazione sul mondo dell’agricoltura e dell’orticultura.
Preso atto di ciò, lo step successivo è stato quello di esaminare le ragioni per cui l’area in questione, nonostante la prossimità ad una zona turistica della città di Milano come quella dei Navigli, sia stata trascurata per anni.
Le verifiche effettuate hanno evidenziato che dalla realizzazione del parco sino al 2014 l’area è stata completamente abbandonata a sé stessa, come testimoniano le foto qui riportate, risalenti al luglio di quell’anno (tratte dalla pagina Facebook “Gattoparco”).
È stato solo alla fine del 2014 che un’associazione senza scopo di lucro si è adoperata per recuperare la zona. Nella seduta del 09/10/2014 il Consiglio di Zona 6 ha deliberato l’approvazione del “progetto di giardino condiviso denominato Il Gattoparco, presentato dall’Associazione Il Gatto Viziato” (PG n.616082/14 - Del. N. 165, con oggetto: proposta giardino condiviso “il Gattoparco”).
Tale delibera prevedeva che, una volta ottenuti i pareri di competenza dei Settori Demanio Patrimonio e Logistica, Verde ed Agricoltura, Sportello Unico per l’Edilizia e Bonifiche (subordinati alle verifiche istruttorie in relazione all’ubicazione e alla tipologia dell’area), sarebbe stata assegnata all’associazione “Gatto Viziato” la gestione dell’area. Ottenuti i pareri favorevoli dei sopracitati Settori, è stata siglata l’apposita convenzione tra la Direzione di Settore Zona 6 e l’Associazione, valida per un periodo triennale che si estende dal 7 gennaio 2015 al 6 gennaio 2017.
Da quanto si evince nei diversi articoli che parlano del progetto, esso consiste nella realizzazione di “un giardino pubblico concepito e realizzato a misura di gatto, dove i mici 5 domestici potranno passeggiare, giocare e socializzare in sicurezza”, sebbene venga precisato che esso è pensato per essere aperto a tutti, non solo agli amanti dei gatti; si riporta anche che “oltre a una rete esterna, con un doppio cancello, ci saranno dei recinti più piccoli, che delimiteranno le aree dove portare il proprio gatto […]: in questo giardino i gatti domestici – che di solito sono costretti a vivere in uno spazio chiuso – accompagnati dai loro padroni, potranno correre, giocare e 6 saltare in spazi recintati a prova di fuga”.
Trascorsi quasi due anni dalla presa in gestione dell’area da parte dell’Associazione, tuttavia, la situazione (come testimonia la foto a pagina 2) non è significativamente migliorata. A poco più di tredici mesi dalla scadenza della convenzione, infatti, l’area è ancora inaccessibile alla cittadinanza. A gennaio 2016 è stato detto, sia dal Comune che dall’Associazione, che i fondi necessari erano disponibili, ma la bonifica dell’area non è ancora stata effettuata, e l’implementazione del progetto sembra ancora lontana.
La richiesta di aggiornamenti fatta pervenire alla Associazione non ha avuto risposta, pertanto ci si è riferiti all’ultima comunicazione data (il 9 settembre, sulla propria pagina Facebook), secondo cui “il Gattoparco aspetta i lavori di bonifica del terreno che deve eseguire il Comune il quale, purtroppo, è in ritardo” (i lavori “avrebbero dovuto essere completati entro l’estate”).
Pur riconoscendo all’Associazione “Il gatto viziato” il merito di essersi concretamente attivata per il recupero dell’area, dall’attenta analisi del contesto urbano in cui essa è inserita, anche alla luce delle iniziative più recenti, nonché delle difficoltà
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